Le conseguenze politiche del censimento: il reapportionment
Come accennato nell’introduzione, in base al risultato del censimento vengono distribuiti proporzionalmente alla popolazione i 435 rappresentanti che compongono la Camera dei Rappresentanti (la camera bassa del congresso americano). Ogni stato ha poi diritto a due senatori. La somma del numero di senatori e rappresentanti è il numero di Grandi elettori che ogni stato assegna durante l’elezione del Presidente. Nella Fig. 9 possiamo osservare le variazioni che gli stati subiranno nel numero di Grandi elettori.
Figura 9
Sette stati perdono un Grande elettore ciascuno:
California: per la prima volta vede decrescere il suo numero di Grandi elettori; lo stato è una roccaforte democratica –> D -1
New York: continua la scia negativa per lo stato della Grande Mela, che infatti ha perso almeno un Grande elettore in tutti gli ultimi otto reapportionment; anche questo è uno stato solidamente democratico –> D -1
Pennsylvania: per il decimo reapportionment di fila riduce il suo numero di Grandi elettori; fino a poco tempo fa era considerato uno stato favorevole ai Democratici ma negli ultimi anni si è spostato a destra ed oggi è a tutti gli effetti uno stato incerto –> I -1
Illinois: stato tradizionalmente democratico, non ha subito la stessa deriva a destra dei suoi vicini e si mantiene un bastione per i dem –> D -1
Ohio: lo stato incerto per eccellenza, con l’avvento di Trump si è riscoperto decisamente conservatore –> R -1
Michigan: un altro stato di tradizione democratica diventato molto incerto negli ultimi anni –> I -1
West Virginia: la roccaforte per eccellenza dei Repubblicani –> R -1
Sono invece sei gli stati che guadagnano Grandi elettori:
Texas: nella sua storia ha sempre guadagnato almeno un Grande elettore in ogni reapportionment tranne uno in cui è rimasto costante, è lo stato maggiormente favorito guadagnando due Grandi elettori; storico bastione dei Repubblicani, nell’ultimo decennio si è spostato a sinistra ma non abbastanza per renderlo contendibile –> R +2
Florida: un Grande elettore in più per questo stato che dal 1900 ad oggi ha sempre visto aumentare i suoi Grandi elettori; proverbialmente incerto, negli ultimi anni è stato più favorevole ai Repubblicani ma non abbastanza per considerarlo sicuro –> I +1
North Carolina: stato tradizionalmente repubblicano, negli ultimi anni ha dimostrato di poter essere contendibile –> I +1
Colorado: stato sempre più democratico –> D +1
Oregon: un altro stato che sta diventando sempre più democratico –> D +1
Montana: stato di tradizione repubblicana –> R +1
Complessivamente quindi i Democratici perdono un Grande elettore sicuro, i Repubblicani guadagnano un Grande elettore e il numero di elettori in stati incerti resta invariato. Possiamo quindi concludere che questo reapportionment non ha alterato in modo drammatico gli equilibri politici nelle elezioni presidenziali per quanto i Repubblicani guadagnino complessivamente due Grandi elettori di vantaggio sui Democratici.
Ciò aggrava ulteriormente la posizione dei Democratici nel Collegio Elettorale che elegge il presidente degli USA. Come evidenziato dalla Fig. 10, i Democratici per poter arrivare a 270 Grandi elettori, soglia per eleggere il Presidente, hanno bisogno di vincere tutti gli stati in cui hanno un vantaggio strutturale e anche buona parte degli stati incerti che però tendono a favorire i Repubblicani. Infatti, il Tipping-point state, ovvero lo stato su cui è collocata la soglia dei 270, è il Wisconsin che alle scorse presidenziali ha votato di quasi 4 punti percentuali più a destra della nazione. Questo vuol dire che, in generale, ai Repubblicani basta perdere di meno di 3 punti il voto nazionale per vincere il Collegio Elettorale ed eleggere il Presidente. Non per niente, Donald Trump nel 2016 è diventato presidente prendendo il 2% di voti in meno di Hillary Clinton.
Figura 10: ogni stato è rappresentato da un riquadro la cui dimensione corrisponde al numero di Grandi elettorali dello stato
Per oggi è tutto! Nei prossimi giorni torneremo con un approfondimento sul redistricting e uno sguardo preliminare per l’elezione nel 2022 del Senato e dei Governatori.
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