BiDiMedia ha sondato questo mese una ipotetica lista Conte: andiamo a vedere come una simile novità modificherebbe lo scenario poltico. Iniziamo col dire che la formazione contiana ottiene una buona base di partenza, subito a due cifre: 10,7% per il Presidente del Consiglio in carica, il cui partito sarebbe la quarta forza politica italiana.
La Lega scenderebbe al 26%, FdI al 13,9%, in entrambi i casi perdendo pochi decimi. Ben più importante il calo del PD e soprattutto del M5S: i Democratici lascerebbero a Conte poco più di 3 punti percentuali, ben 5 sarebbero tolti al M5S, ridotto al 10% e sopravanzato di poco da Conte. Variazioni minime per gli altri partiti, con le piccole formazioni di Csx che calano tutte di 1-2 decimi di punto.
Nel complesso la lista Conte darebbe un apporto positivo alla compagine giallorossa, che crescerebbe di 2 punti circa rispetto allo scenario-base: 44,4% contro il 42,5 di oggi per l’area di governo.
Bisogna tuttavia sottolineare come questi siano freddi calcoli matematici, mentre la politica vera include anche altri variabili: un partito di Conte, di fatto una scissione dal M5S, sarebbe ad esempio compatibile con i Pentastellati nella stessa coalizione? E la base di consenso teorica di Conte si tradurrebbe in voti veri in una competizione elettorale? Domande a cui per ora è difficile dare risposta.
I flussi di voto verso la Lista Conte
E’ interessante specificare meglio da dove provengono i potenziali voti alla lista Conte. Secondo i dati BiDiMedia, la quota maggiore, quasi la metà del totale dei consensi, viene dal M5S. Poco meno di un terzo invece arriva dal PD, con un piccolo apporto ulteriore dagli altri partiti del Csx. Il terzo e ultimo flusso consistente deriva da elettori attualmente indecisi o astenuti, che pesano per un quinto circa. Ciò spiega come mai la presenza del partito di Conte faccia crescere l’area di governo, riuscendo a far tornare al voto elettori che nello scenario attuale non esprimono un consenso. Poco significativi i contributi da altri partiti e in particolare dal Centrodestra.
Nel complesso, la nascita di una lista Conte porterebbe non poche variazioni nello scenario politico. Tuttavia si nota come i diversi schieramenti (Cdx-Csx, ma anche area di governo-opposizione o “area progressista”-Cdx conservatore) non siano vasi comunicanti: i consensi si spostano soprattutto tra i partiti interni alle coalizioni, quasi mai tra gli schieramenti. Unica eccezione è il recupero di voti da indecisi e astenuti, che vale però in genere pochi punti. Guardando alle aree politiche allargate, la presenza di una lista Conte non provocherebbe quindi enormi sconvolgimenti.
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