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IL GIRAMONDO – Elezioni in Danimarca. La “grande coalizione” centrista sarà spazzata via dall’estrema polarizzazione politica?

 

Partito Popolare Danese (O)

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Il Partito popolare danese (in danese: Dansk Folkeparti, DF) è un partito politico di destra populista nazionalista, attualmente presente nel Folketing con 7 seggi. Al parlamento europeo il DF fa parte del gruppo “Patrioti per l’Europa”.

Il partito fu fondato nel 1995 da Pia Kjærsgaard, allora deputata del Partito del Progresso, formazione xenofoba di estrema destra. Entrò per la prima volta in parlamento nelle elezioni del 1998 con il 7,4% e facendo eleggere 13 deputati. Nelle elezioni del 2001 il DF divenne il terzo partito in parlamento dopo Venstre e i socialdemocratici.  Dal 2001 al 2011 appoggiò dall’esterno i governi di centrodestra guidati prima da  Anders Fogh Rasmussen e poi da Lars Løkke Rasmussen. Tra il 2011 e il 2015 il partito restò all’opposizione del governo di centrosinistra.

In quegli anni la popolarità del partito aumentò considerevolmente grazie alle sue polemiche contro gli immigrati, in particolare quelli di religione mussulmana, tanto che alle elezioni  del 2015  il DF divenne con il 21,1% dei voti il secondo partito del paese dopo i socialdemocratici, tornando o ad appoggiare i successivi governi di minoranza di centrodestra di Lars Løkke Rasmussen. Negli anni successivi il DF ha subito una netta perdita di consensi, scendendo ad appena l’8,7% alle elezioni del 2019, con conseguente perdita di 21 seggi e ritorno all’opposizione. Alle successive elezioni del 2022 il partito scese al 2,7%, dopo che una buona parte del suo gruppo dirigente era passata con il  partito dei “Democratici Danesi”.

Dal punto di vista ideologico, Dansk Folkeparti combina nazional-conservatorismo, populismo e difesa dello stato sociale. A differenza di molti partiti della destra economica, infatti, il partito difende in larga misura il welfare state danese, ma sostiene che esso debba essere prioritariamente destinato ai cittadini danesi. Questo approccio viene talvolta definito “welfare nazionalista”.

Gli obiettivi dichiarati del DPP sono di proteggere la libertà e il patrimonio culturale del popolo danese, compresa la famiglia, la monarchia e la Chiesa evangelica luterana di Danimarca, evitando che il paese diventi una società multiculturale e bloccando l’immigrazione, in particolar modo quella africana e mussulmana. Il partito vuole abolire il reato di “incitamento all’odio” previsto dal codice penale danese.  L’appoggio del DF ai passati governi di centrodestra ha portato la Danimarca ad avere  le più severe leggi sull’immigrazione in Europa.

A livello internazionale il partito è nettamente euroscettico, contro l’introduzione dell’Euro e una maggiore integrazione europea,  anche se è favorevole al mantenimento della Danimarca nella UE. Il partito è a favore del riconoscimento di Taiwan come stato indipendente mentre è contrario al riconoscimento del Kosovo.  il DF sostiene Israele e si oppone al riconoscimento della Palestina sulla base del fatto che non esiste uno stato palestinese effettivo, e vuole far spostare l’ambasciata danese in Israele a Gerusalemme . Il DPP è infine favorevole all’appartenenza danese alla NATO.

 

 

Democratici Danesi (Æ)

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I Democratici Danesi (in danese: Danmarksdemokraterne, Æ) è un partito di destra populista e xenofobo, fondato nel 2022, attualmente presente nel Folketing con 16 deputati.

La leader del partito,  Inger Støjberg , è stata in passato deputata ed ex vicepresidente del partito liberalconservatore “Venstre” , assumendo vari incarichi ministeriali nei governi di centrodestra tra il 2009 e il 2019. Nel 2021 Støjberg  abbandonò il partito dopo essere stata sottoposta ad un procedimento di impeachment per un decreto sulle giovani coppie di rifugiati varato quando era nel 2016 ministro dell’Immigrazione. Successivamente fu condannata agli arresti domiciliari per 60 giorni. Nel 2022, Insieme  ad alcuni deputati di Venstre e altri della destra del Partito Popolare Danese. Støjberg fondò i partito dei “Danesi Democratici”  ispirandosi esplicitamente agli “Svedesi Democratici”, partito di destra populista e xenofoba presente in Svezia.

Fin dai suoi primi mesi di vita il partito dei Democratici Danesi ha assunto un profilo di destra, con sfumature nazional‑conservatrici e populiste, puntando in particolare sulla restrizione dell’immigrazione, un controllo più severo dell’ordine e della legge, e una politica più decentrata che riconosca l’importanza delle comunità al di fuori delle grandi città. Il partito si oppone anche a un eccessivo potere centrale a Copenaghen e mostra un certo scetticismo verso le istituzioni dell’Unione Europea, pur non proponendo uscite radicali dal quadro europeo. Oltre alla questione migratoria, il partito pone l’accento sul sostegno alle aree rurali, sulla protezione dei posti di lavoro nelle piccole e medie imprese, e su politiche sociali che tutelino prioritariamente i cittadini danesi.

 

 

Partito Popolare Conservatore (C)

Conservative People's Party logo

Il Partito popolare conservatore (in danese: Det Konservative Folkeparti, DKF) è un partito conservatore di centro-destra, membro del PPE e dell’Unione Democratica Internazionale, attualmente presente nel parlamento danese con 10 seggi.
Il partito fu fondato nel 1916 dall’unione del vecchio partito conservatore  Højre (“Destra”) e della fazione moderata del partito liberale Venstre.  Da allora è sempre stato uno dei principali partiti politici del paese, partecipando a vari governi di coalizione e raggiungendo il suo massimo storico nelle elezioni del 1984, quando arrivò al 23,4% dei voti.

Dal 1982 al 1993 il partito ha guidato la coalizione di centrodestra al governo con il primo ministro Poul Schlüter.  Negli anni successivi il partito ha avuto un lento declino, scendendo fino al 3,4% delle elezioni del 2015,  elezioni per poi risalire al 6,6% in quelle del 2019 e scendere al 5,5% in quelle del 2022.  Ha partecipato a governi di coalizione di centrodestra dal 2001 al 2011 e poi dal 2015 a 2019.

Dal punto di vista ideologico, il partito si colloca nel conservatorismo liberale, combinando una forte attenzione ai valori tradizionali, alla famiglia e alla cultura nazionale con politiche economiche orientate al mercato.  Sostiene la libertà imprenditoriale, la riduzione della pressione fiscale e un ruolo efficace ma non eccessivamente invasivo dello Stato nell’economia. Sul piano sociale e culturale, il Partito Conservatore promuove il rispetto delle istituzioni, la sicurezza pubblica e l’educazione, con una visione che valorizza l’equilibrio tra progresso e continuità. In politica estera, il partito sostiene la cooperazione economica con l’ Unione Europea ma chiede un’UE meno centralizzata in cui gli Stati membri possano mantenere la sovranità sui loro poteri decisionali nazionali, regionali e locali. .Negli ultimi anni il partito ha cercato di modernizzare la propria immagine, pur mantenendo il radicamento nelle zone urbane e tra elettori più anziani,  tentando di attrarre i giovani con un approccio pragmatico sui temi economici e ambientali, tanto che il partito adesso considera  l’ambientalismo come una delle sue filosofie fondamentali in accordo con l’ideologia del cosiddetto “conservatorismo verde”.

 

 

Lista Unita – Alleanza Rosso-Verde (Ø)

The new logo of Enhedslisten introduced in 2017

L’Alleanza Rosso-Verde (in danese: Enhedslisten – De Rød-Grønne, letteralmente “Lista Unita – I Rosso-Verdi”)  è un partito politico di sinistra marxista, eco-socialista e anticapitalista, attualmente il partito più a sinistra del parlamento danese,  presente nel Folketing con 9 seggi. A livello internazionale l’Alleanza Rosso-Verde fa parte dell’Alleanza della Sinistra Europea e il suo unico eurodeputato siede nel gruppo de La Sinistra al Parlamento Europeo.

Il partito fu fondato nel 1989 come alleanza elettorale di tre partiti di sinistra: socialisti di sinistra (VS), Partito comunista danese (DKP) e Partito socialista dei lavoratori (SAP). Originariamente il piano era di unire i partiti della sinistra radicale con quelli ecologisti, da qui il nome di alleanza rosso-verde, tuttavia il partito è rimasto fondamentalmente legato alla sinistra radicale. Il partito si presentò per la prima volta alle elezioni del 1990 ma entrò in parlamento solo in quelle del 1994.

La lista rosso-verde ha in passato appoggiato esternamente i governi di centrosinistra dal 1998 al 2001, dal 2011 al 2015 e dal 2019 al 2022 senza però entrare mai direttamente al governo.  Il partito ha avuto un particolare successo elettorale negli ultimi anni raggiungendo il 7,8% dei voti e 14 seggi nelle elezioni del 2015, per poi scendere al 5,1% alle ultime elezioni. Il partito ha la sua roccaforte nella capitale Copenaghen.

Dal punto di vista ideologico il partito si descrive come socialista, ecologista, pacifista, antirazzista e vicino al movimento sindacale. Il partito promuove una maggiore redistribuzione della ricchezza, un sistema fiscale progressivo e un’espansione dei servizi pubblici. Difende i diritti dei lavoratori, le politiche sociali universali e una protezione estesa del welfare state, in linea con il modello nordico ma con un approccio più radicale e critico verso il mercato.

Un’altra componente centrale della sua ideologia è l’ecologismo, con proposte ambiziose per la transizione energetica, la riduzione delle emissioni e la promozione di un’economia sostenibile. Enhedslisten si distingue anche per la sua attenzione ai diritti civili, alle minoranze e all’inclusione sociale, con politiche progressiste su immigrazione, uguaglianza di genere e diritti LGBTQ+.

La politica estera del partito è  basata sul rispetto dei diritti umani, l’aumento degli aiuti ai paesi in via di sviluppo e l’uscita della Danimarca dalla NATO, Il partito in passato era fortemente euroscettico ma recentemente ha dichiarato di non volere l’uscita della Danimarca dalla Unione Europea.

 

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