La Dieta giapponese è il più antico parlamento nazionale democraticamente eletto dell’Asia grazie alle Costituzione dell’ Imperatore Meiji (Mutsuhito) del 1889, il quale fu il primo ad aprire il Giappone alle idee politiche occidentali. Le prime elezioni si tennero nel 1890 e videro la vittoria del Partito Liberale (Jiyūtō), di tendenza progressista. Nel 1898 il Partito Liberale entrò a far parte del Partito Costituzionale (Kenseitō), di tendenza nazionalista. Dal 1902 al 1940 il più importante partito del paese fu il Rikken Seiyūkai (associazione degli amici del governo costituzionale) di tendenza liberalconservatrice. I primi ministri dell’epoca erano nominati dall’Imperatore e non necessariamente appartenevano ad un partito politico presente in parlamento ma facevano parte dell’élite aristocratica del paese, discendenti delle famiglie dei samurai. In quegli anni il Giappone divenne una potenza militare Nel 1912, alla morte di Mutsuhito, salì al trono il figlio Yoshihito, che divenne l’Imperatore Taishō. Durante quegli anni aumentò il sentimento nazionalista del Giappone, e molti dei primi ministri furono generali dell’esercito e della marina, mentre il potere dell’imperatore diminuiva drasticamente a favore di quello delle grandi famiglie del complesso militar-industriale dei cosiddetti “zaibatsu“. Nel 1926 divenne imperatore Hirohito, figlio di Yhoshihito, col nome di Imperatore Shōwa. Gli anni successivi videro l’esplosione dell’ultranazionalismo militare , l’ulteriore espansione militare del Giappone nell’Asia Orientale, l’inizio della guerra con la Cina nel 1937 e la firma del “patto anticomintern” in funzione antisovietica con Italia e Germania, che avrebbe portato nel 1940 al Patto Tripartito alla vigilia dell’ingresso del Giappone nel secondo conflitto mondiale.
Il Giappone uscì annientato dalla guerra, con 3 milioni di morti, l’impero disintegrato, gran parte delle proprie città semidistrutte, un’ economia in ginocchio, e l’occupazione del paese da parte dell’esercito americano. Il Giappone visse nei primi anni del dopoguerra una drammatica trasformazione politica e sociale. Il generale statunitense Douglas MacArthur , il comandante supremo delle potenze alleate, fu il leader “de facto” del Giappone e svolse un ruolo centrale nell’attuazione delle riforme, molte ispirate al New Deal degli anni ’30. L’occupazione cercò di decentralizzare il potere in Giappone rompendo gli zaibatsu , smilitarizzando e democratizzando il governo e la società giapponesi. L’esercito giapponese fu disarmato, le sue colonie ottennero l’indipendenza, i criminali di guerra furono processati e fu promulgata una nuova costituzione per cui il governo rispondeva non più all’Imperatore ma al parlamento. La costituzione garantiva le libertà civili, i diritti del lavoro e il suffragio femminile, e attraverso l’ articolo 9 , il Giappone rinunciò al suo diritto di entrare in guerra con un’altra nazione. All’imperatore fu permesso di rimanere sul trono, ma gli fu ordinato di rinunciare alle sue pretese sulla divinità , che era stata un pilastro del sistema shintoista di stato. Nel 1952 terminò l’occupazione USA e il governo giapponese riprese il pieno controllo del paese.
Nel primo dopoguerra i maggiori partiti del Giappone erano il Partito Democratico (nazionalconservatore), il Partito Liberale (liberalconservatore), il Partito Socialista e il Partito Comunista. Tra il 1947 e il 1948 il Giappone ebbe brevemente un Primo Ministro socialista, Tetsu Katayama. Su pressione degli USA, preoccupati di evitare che al governo del Giappone andassero partiti di sinistra filosovietici o filocinese, nel 1955 il Partito Democratico e il Partito Liberale si fusero, fondando il Partito Liberaldemocratico (LDP), che avrebbe dominato la politica giapponese fino ai giorni nostri. Nel 1960 la fazione anti-comunista e filo-USA del Partito Socialista si scisse fondando il Partito Socialista Democratico. Nel frattempo veniva creato un nuovo partito di ispirazione buddista, il Komeito, che sarebbe stato per gran parte della sua esistenza alleato di governo dell’LDP.
Negli anni ’50 e ’60 l’economia giapponese crebbe a ritmi formidabili. Nel 1955, l’economia giapponese era cresciuta oltre i livelli prebellici, e nel 1968 era diventata la seconda economia capitalista più grande del mondo. Il PIL crebbe a un tasso annuo di quasi il 10% dal 1956 fino alla crisi petrolifera del 1973, per poi rallentare la crescita fino a un tasso medio annuo i poco più del 4% fino al 1991. Durante questo periodo, il Giappone è diventato il più grande produttore mondiale di automobili e uno dei principali produttori di elettronica. Il Giappone rimase un fedele alleato degli USA e ricostituì il proprio esercito con il nome di Forze di Auto-Difesa Giapponese.
Nel 1989 alla morte dell’Imperatore Hirohito iniziò il regno di suo figlio Akihito. Nello stesso periodo il Giappone entrò in una grave crisi economica che portò ad una stagnazione dell’economia che durò circa un decennio, i cui effetti si sono protratti fino ai giorni nostri. Nel 1993 per la prima volta dalla sua fondazione il Partito Liberaldemocratico perse la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Rappresentanti e per la prima volta dal 1955 venne formato un governo senza l’LDP, mettendo insieme 7 partiti di opposizione compresi i socialisti ma escludendo i comunisti. Dal 1994 al 1996 il Giappone ebbe un primo ministro socialista, Tomiichi Murayama. Le divisioni all’interno della coalizione di opposizione portarono alle elezioni successive nel 1996 al ritorno al potere dell’LDP. Gli elettori giapponesi rimanevano comunque scontenti della gestione del paese da parte dell’LDP e premevano per un rinnovamento della classe politica, mentre l’LDP continuava a perdere pezzi con gruppi di parlamentari che ogni tanto se ne andavano per formare qualche piccolo nuovo partito di centrodestra. Il Partito Socialista e il Partito Socialista Democratico nel frattempo si erano unito nel Partito Socialdemocratico, che tuttavia non riuscì ad arrestare il loro declino politico, anche a causa della nascita del Partito Democratico, una formazione di centrosinistra creata da ex deputati dell’LDP e del Partito Socialista.
Il rinnovamento per l’LDP arrivò nel 2001 con la scelta come leader e Primo Ministro di Junichiro Koizumi, personaggio carismatico, intenzionato a liberare il partito dall’esasperato correntismo e a sostituire l’immagine tradizionale di partito agrario con un’immagine più urbana, moderna e neoliberale. Durante il suo governo fu anche ammodernata la struttura amministrativa del Giappone. Dopo le dimissioni di Koizumi nel 2006, la “vecchia guardia” del partito, prese il sopravvento. Primo ministro fu nominato .Shinzo Abe che rimase al potere solo pochi mesi a causa delle divisioni tra le correnti del partito. Nel 2009 gli elettori punirono l’LDP dando per la prima volta dalla sua nascita la posizione di primo partito del paese, assegnando una schiacciante vittoria al Partito Democratico, che conquistò 308 seggi su 480.
Durante gli anni di governo del Partito Democratico, il Giappone ebbe tre primi ministri: Yukio Hatoyama, Naoto Kan e Yoshihiko Noda. Durante il governo di Naoto Kan ebbe luogo il disastroso terremoto (e susseguente tsunami) che provoco il disastro nucleare di Fukushima, i il secondo più grande incidente nucleare della storia dopo quello di Cernobyl del 1986. La debolezza dei governi guidati dal Partito Democratico, assieme alla nascita di nuove formazioni politiche populiste, portarono ad un crollo dei voti per il Partito Democratico nelle elezioni del 2012. Ne approfittò il Partito Liberaldemocratico, il quale, pur crescendo di un solo punto percentuale nel voto proporzionale, grazie alle divisioni degli altri partiti riuscì ad ottenere la maggioranza relativa dei seggi nella camera dei rappresentanti. La poltrona di Primo Ministro tornò a Shinzo Abe, alla guida di un governo di coalizione tra LDP e Komeito. Le successive elezioni del 2014 e del 2017 videro una riconferma del governo guidato da Abe.
Nel maggio del 2019 l’imperatore Akihito, a causa dell’età avanzata e delle pessime condizioni di salute, ha abdicato in favore del figlio Naruhito. Nel 2020, Tokyo avrebbe dovuto ospitare le Olimpiadi estive per la seconda volta dal 1964. Tuttavia, a causa dell’epidemia globale e dell’impatto economico della pandemia di COVID-19 , le Olimpiadi estive sono state infine rinviate all’estate 2021. Nel settembre 2020 Shinzo Abe si è dimesso per motivi di salute. Al suo posto è stato nominato Yoshihide Suga. Personaggio di apparato, con scarso seguito popolare, Suga è stato poi costretto a sua volta a dimettersi poche settimane fa, a causa dei pessimi sondaggi per l’LDP in vista di queste elezioni. Nuovo leader dell’LDP e Primo Ministro è stato quindi nominato l’ex ministro degli esteri e della difesa Fumio Kishida.
Nelle prossime pagine, il risultato delle ultime elezioni, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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