I sondaggi per le elezioni politiche in Giappone sono effettuati da varie testate giornalistiche. I sondaggi in Giappone in genere non sono molto precisi dato che spesso fanno riferimento alla “identificazione* degli elettori con un partito piuttosto che alle intenzioni di voto. Anche quelli sulle intenzioni di voto spesso sono difficilmente decifrabili, dato che nella percentuale totale danno anche la percentuale di coloro che non rispondono. In sostanza sono piuttosto grezzi e poco elaborati. In aggiunta si riferiscono solo alla parte proporzionale. Nella parte maggioritaria spesso i partiti hanno risultati nettamente differenti e a maggior ragione questo succederà stavolta dato che vari partiti di opposizione hanno fatto accordi di “desistenza” in buona parte dei collegi uninominali per presentare un unico avversario contro il candidato dell’LDP.
Premesso questo, l’aspettativa è che il Partito Liberaldemocratico avrà un netto successo. Rispetto al 33,3% ottenuto nel 2017 l’LDP potrebbe sfiorare il 50% nella parte proporzionale (anche se il trend è di calo nelle ultime settimane). Questo è in parte dovuto al fatto che rispetto alle precedenti elezioni è sparito un altro partito conservatore, il Kibō no Tō, che alle scorse elezioni aveva ottenuto il 17,4% dei voti. A questo si aggiunge la crisi del Komeito, il partito alleato dell’LDP, che perderebbe oltre punti rispetto al 12,5% delle scorse elezioni. Il maggior partito di opposizione, il Partito Costituzionale Democratico, sarebbe anch’esso in discesa di circa 2 punti, assestandosi intorno al 18% dei voti. Intorno al 7% sarebbe la destra populista del Partito dell’Innovazione Ishin. Il Partito Comunista starebbe anch’esso intorno al 7%, mentre il Partito Socialdemocratico, i progressisti di Reiwa e il Partito Democratico del Popolo, erede del Kibō no Tō sarebbero intorno al 2%.
Molto più indicativo invece è il dato sula stima dei seggi. Tenendo in considerazione i patti di desistenza delle opposizioni, il LDP sarebbe intorno ai 245 seggi, quindi in netta discesa rispetto ai 284 seggi ottenuti nel 2017, ma abbastanza per mantenere la maggioranza assoluta in parlamento. Il CDP avanzerebbe significativamente ottenendone circa 125, molti di più rispetto ai 55 precedenti. Anche Ishin sarebbe in rialzo passando da 11 a 25-30 seggi. Stabile sarebbe il Komeito, dato intorno ai 30 seggi e in leggero rialzo il JCP poco sopra i 15. Dei 50 seggi che il Kibō no Tō aveva ottenuto nel 2017, il DPP ne otterrebbe meno di una decina. I progressisti di Reiwa e i socialdemocratici avrebbero infine solo 1 o 2 seggi e una manciata di seggi andrebbero ai candidati indipendenti.
Lo scenario post-elettorale che si prospetta è quindi molto simile a quelli decenni passati: un partito liberaldemocratico, con un leader non particolarmente popolare che continua a guidare il governo e un’opposizione che non riesce a trovare una propria identità. L’elettorato giapponese è in gran parte anziano e tendenzialmente conservatore. Istintivamente vede ogni cambiamento come un rischio piuttosto come come un’opportunità. A questo si aggiunga che il Giappone è uno dei paesi asiatici più culturalmente chiusi, con un numero di immigrati decisamente basso per un paese sviluppato e ben pochi emigrati, a differenza degli altri paesi asiatici. L’istinto conservatore si trasferisce quindi dalla società alla politica. Anche quando si fanno delle riforme, lo scopo è quello di tornare allo status quo, non di progredire verso qualcosa di diverso. Parafrasando la celebre frase de “Il Gattopardo”, il motto della politica giapponese potrebbe essere: se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che cambi solo il minimo indispensabile.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione BiDiMedia.
Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari del 14 novembre in Bulgaria e quelle parlamentari e presidenziali in Cile del 21 novembre.
Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!
Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055
Fai una donazione tramite PayPal
Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!
Offrici un caffé con
Ko-fi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!
Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.