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IL GIRAMONDO- Elezioni parlamentari in GIAPPONE : se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che….. cambi solo il minimo indispensabile

In queste elezioni sono 9 i partiti politici giapponesi che si presentano per la parte proporzionale, mentre vari partiti minori e candidati indipendenti si presentano nei collegi uninominali maggioritari.

 

Partito Liberal Democratico (LDP) 

Liberal Democratic Party (Japan) Emblem.svg

Kishida Fumio (2021).jpg

Il Partito Liberale Democratico (Jiyu-Minshuto) , è un partito conservatore, nazionalista ed economicamente liberale. Fondato nel 1955, il Partito Liberaldemocratico è il più grande partito del paese ed è stato al governo per buona parte della sua esistenza.  Attualmente detiene 278 seggi nella camera bassa e 110 seggi nella camera alta del parlamento giapponese e governa in coalizione con partito Komeito.

STORIA

Il Partito Liberal Democratico nacque nel 1955 come frutto dell’unione di due partiti di centrodestra, il Partito Liberale ( Jiyutō) e il vecchio Partito Democratico Giapponese (Nihon Minshutō). Entrambi ideologicamente conservatori, i due partiti si unirono per fronteggiare l’allora Partito Socialista Giapponese. La nuova coalizione formò il primo governo a maggioranza conservatrice della storia del Giappone  e continuò a governare il paese ininterrottamente  fino al 1993.  Tra il 1993 e il 1994 il Partito Liberaldemocratico, pur essendo ancora il primo partito del paese, fu mandato all’opposizione da una coalizione di 7 partiti dell’opposizione.  Nel 1994 l’ LDP riuscì a tornare al potere grazie ad un inedita alleanza con il Partito Socialista. Dopo le elezioni del 1996 il LDP riuscì di nuovo ad avere la guida del governo. Dal 1999 in poi governò in coalizione con il partito Komeito di ispirazione buddista. Nelle elezioni del 2009 il partito ha perso per la prima volta la maggioranza relativa dei seggi, che è andata al Partito Democratico, il quale ha formato il nuovo governo, relegando l’LDP all’opposizione per i successivi 3 anni. Dopo la vittoria alle elezioni del 2012 l’LDP ha ripreso il controllo del governo, ancora una volta in coalizione con il Komeito, sotto la guida di Shinzo Abe.  Quest’ ultimo è rimasto primo ministro fino al 2020, quando si è dovuto ritirare per motivi di salute ed è stato sostituito alla guida del partito e del governo da Yoshihide Suga. Suga si è poi a sua volta  dimesso poche settimane fa,  e il partito ha eletto nuovo leader Fumio Kishida, che è diventato Primo ministro lo scorso 4 ottobre. 

IDEOLOGIA

Il partito  non ha un’ideologia ben definita,. Essendo un grande partito al potere da lungo tempo è diviso in molte correnti che vanno dalla destra nazionalista al centro liberale. L’ LDP tradizionalmente ha sempre  avuto alcuni  obbiettivi fondamentali: una rapida crescita economica basata sulle esportazioni e una stretta collaborazione con gli Stati Uniti nella politica estera. Negli anni recenti il partito ha abbandonato la filosofia pacifista del Giappone  del dopoguerra a favore di una politica di rimilitarizzazione attraverso la revisione della costituzione. Il partito vuole anche aumentare il bilancio della difesa raggiungendo il 2% del PIL.  L’ LDP non ha mai riconosciuto la legittimità del governo comunista della Corea del Nord ed è favore a sanzioni più severe contro il regime di Pyongyang per ottenerne la denuclearizzazione, tuttavia il partito ha sempre cercato di mantenere ottimi rapporti con la Cina comunista nonostante gli scontri diplomatici degli ultimi anni. Il partito è favorevole alla continuazione dell’uso dell’energia nucleare e intende offrire sussidi statali alle piccole e medie imprese colpite dagli effetti economici della pandemia di Covid-19.  Nonostante la sua ideologia liberista, il partito è infatti a favore del supporto dello stato per le aziende giapponesi.  Un importante punto del programma del partito per queste elezioni è la riforma della pubblica amministrazione, in particolare lo snellimento della burocrazia governativa e la privatizzazione delle imprese statali. 

Da notare che il primo ministro Fumio Kishida ,  gli ex primi ministri Yoshihide Suga e Shinzo Abe e molti ministri presenti e passati dell’ LDP sono anche membri noti di Nippon Kaigi , un’organizzazione monarchica ultranazionalista.

 

 

 

Partito Democratico Costituzionale (CDP)

Partito Democratico Costituzionale del Giappone (2020).svg

Yukio Edano In front of Tenjin Twin Building (2020.10.18) (cropped).jpgIl Partito Democratico Costituzionale del Giappone (Rikken-minshutō ) è un partito di centro-sinistra, progressista e socialmente liberale. Fondato nel 2017, il Partito Democratico Costituzionale è il più grande partito di opposizione nel parlamento giapponese, con 110 deputati e 44 senatori. Leader e fondatore del partito è l’ex ministro degli esteri e dell’economia Yukio Edano.  Il partito fa parte del Consiglio dei Liberali e Democratici Asiatici, che raggruppa partiti  liberali e  progressisti dell’Asia orientale.

STORIA

Il partito è stato formato da una scissione di centro-sinistra dal Partito Democratico (DP) in vista delle elezioni del 2017. In quel tempo il Partito Democratico era allo sbando e il governatore di Tokyo Yuriko Koike, in quel momento estremamente popolare, aveva lanciato un nuovo partito conservatore chiamato Kibō no Tō (Partito della Speranza)  che stava attirando buona parte degli elettori del partito.  La leadership del Partito Democratico decise quindi di non presentare una propria lista alle elezioni e di accordarsi con il Partito della Speranza per presentare candidati nelle sue liste. Yuniko Koike tuttavia decise di escludere dalle liste i candidati dell’ala progressista del Partito Democratico. Yukio Edano e altri esponenti progressisti del partito decisero quindi di fondare una nuova formazione politica, il Partito Democratico Costituzionale, che partecipò con successo alle elezioni del 2017, ottenendo il 19,9% del voti e 55 seggi, diventando il secondo partito del parlamento dopo l’ LDP.   Nel 2020 il CDP ha inglobato la maggioranza dei deputati del Partito Democratico del Popolo (DPP). L’ala conservatrice del DDP, guidata dal presidente del partito Yuichiro Tamaki, tuttavia ha rifiutato l’accordo e ha deciso di rifondare il partito.  Pochi mesi dopo anche il Partito Socialdemocratico (SDP)  ha fatto un accordo per confluire nel CDP, tutta via la leader dell’SDP,  Mizuho Fukushima si è opposto all’accordo di fusione e di conseguenza rimane nel Partito socialdemocratico. [23]

fusione 2020 Il 19 agosto 2020, il CDP ha annunciato che si sarebbe fuso con la maggioranza del Partito Democratico per il Popolo (DPP) e con alcuni membri indipendenti della Dieta nel settembre dello stesso anno. [22]Il 10 settembre 2020, il nuovo partito ha eletto Edano leader e ha anche votato per mantenere il nome CDP. [8] A seguito della fusione, la nuova CDP contava un totale di 149 membri e deteneva 107 seggi alla Camera dei Rappresentanti, rispetto ai 156 membri e 96 seggi del Partito Democratico nel 2016. Gli indipendenti che hanno aderito al CDP in questa fusione incluso l’ex primo ministro Yoshihiko Noda . Diversi membri conservatori del DPP, incluso il presidente del DPP Yuichiro Tamaki , non si sono uniti al CDP e hanno invece formato il proprio partito. [14]Il 14 novembre 2020, il Partito socialdemocratico (SDP) ha votato per concordare un accordo di fusione con il CDP, consentendo ai membri dell’SDP di lasciare il partito e unirsi al CDP. Tuttavia, il leader dell’SDP Mizuho Fukushima si è opposta all’accordo di fusione e di conseguenza  ha deciso di ripresentare  la lista del Partito Socialdemocratico in queste elezioni.

IDEOLOGIA

Dal punto di vista economico il Partito Democratico Costituzionale  è leggermente spostato a sinistra.  Vuole un congelamento delle imposte sui consumi, da finanziare con un aumento delle tasse  le fasce alte di reddito e la trasformazioni in senso progressivo delle tasse sulle società.  Il partito si oppone alla proposta di revisione dell’articolo 9 della costituzione giapponese del dopoguerra. Dal punto di vista ambientale il partito sostiene l’eliminazione graduale dell’energia nucleare in Giappone e l’aumento degli investimenti del governo nelle energie rinnovabili. Il partito è socialmente liberale: vuole consentire alle coppie di adottare cognomi diversi, vuole adottare leggi sull’uguaglianza per le persone LGBTQ, tra le quali il riconoscimento giuridico del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

 

 

 

Komeito 

Komeito Logo

Natsuo Yamaguchi.jpgKomeito (precedentente chiamato Nuovo Komeito e abbreviato NKP) , è un partito conservatore di ispirazione buddista fondato nel 1964 da membri laici del movimento religioso Soka Gakkai nel 1964.  Il partito è presente nel parlamento attuale con 29 deputati e 28 senatori e fa parte dal 2012 della coalizione di governo assieme al Partito Liberaldemocratico. Dal 2009 il presidente del partito è  il senatore Natsuo Yamaguchi.

STORIA

Inizialmente di ispirazione centrista, il Komeito per buona parte della sua esistenza è stato all’opposizione dei governi guidati dal Partito Liberaldemocratico, ottenendo quasi sempre risultati intorno al 10% dei voti. Dopo le elezioni del 1993 partecipò  per la prima volta al governo, all’interno di una coalizione di partiti di opposizione che avevano spodestato l’ LDP dal governo per la prima volta del 1955.  L’esperienza governativa del Komeito durò tuttavia solo un anno, fino al ritorno dell’LDP al potere.  La breve esperienza di governo fu fatale al partito che negli anni successivi vide una spaccatura tra gli esponenti progressisti e conservatori che provocarono varie scissioni e portarono allo scioglimento del partito nel 1998.  Il partito fu poi rifondato con il nome di Nuovo Komeito, con una posizione politica più conservatrice di quella del partito storico. Nelle elezioni del 2000 il Nuovo Komeito ottenne il 13% dei voti e 31 seggi, andando a far parte della maggioranza di centrodestra di governo assieme all’LDP.  Da allora il partito ha sempre fatto parte di tutti i governi guidati dal Partito Liberaldemocratico ed è stato quindi quasi sempre al governo dal 2000 ad oggi con l’eccezione del periodo 2009-2021 quando il governo era guidato dal Partito Democratico, mantenendo un consenso elettorale compreso tra il 10% e il 15% dei voti e un numero di seggi alla camera bassa compreso tra i 21 e i 35. Dal 2014 il partito ha ripreso il vecchio nome di “Komeito”.

IDEOLOGIA

Il partito delle origini affermava di  seguire il “socialismo umanitario”,  ispirandosi alla filosofia del movimento religioso Soka Gakkai da cui era nato. ll Komeito è ancor oggi votato principalmente dagli aderenti alla Soka Gakkai (di cui fanno parte a maggioranza i suoi quadri dirigenti) ma anche da tanti elettorli giapponesi che praticano il buddhismo Nichiren senza far parte attiva del movimenti religiosi che ad esso si ispirano.  in passato il Komeito è stato criticato per una presunta violazione della separazione tra stato e religione sancita dalla Costituzione giapponese.

Le proposte del partito includono  la difesa delle “tradizioni giapponesi”, la riduzione del governo centrale e della burocrazia , una maggiore trasparenza negli affari pubblici e una maggiore autonomia locale,  con  un ruolo maggiore del settore privato non solo nell’economia ma anche nell’amministrazione dello stato. Per quanto riguarda la politica estera, il Komeito desidera eliminare le armi nucleari e i conflitti armati in generale. Tuttavia,  2015, Komeito ha sostenuto la spinta del primo ministro Shinzō Abe per l’espansione dei poteri militari, pur svolgendo un ruolo di moderatore e frenando le richieste di Abe per la revisione dell’articolo 9 della Costituzione.   

 

 

 

Partito Comunista Giapponese (JCP)

Flag of JCP.svg

Kazuo Shii in SL Square in 2017.jpg

Il Partito Comunista Giapponese (Nihon Kyōsan-tō) fondato nel 1922, è il più antico partito politico esistente in Giappone ed è uno dei più grandi partiti comunisti non governativi al mondo. Il Partito Comunista Giapponese non ha mai fatto parte di un governo in tutta la sua storia ed è attualmente presente in parlamento con 12 deputati e 13 senatori.  Leader  del partito da oltre 20 annni è il deputato Kazuo Shii. Il Partito Comunista fa parte Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

STORIA

Il Partito Comunista Giapponese ha le sue origini nei movimenti anarco-sindacalisti e socialisti cristiani che si erano sviluppati in Giappone all’inizio del ‘900. Nel 1925 il partito fu messo fuorilegge dal governo di destra monarchico-nazionalista dell’epoca. I suoi membri furono imprigionati e sottoposti a corsi forzati di “riconversione” anticomunista. Alcuni di essi furono giustiziati con l’accusa di essere spie sovietiche.

Nel 1945, all’indomani della sconfitta nella seconda guerra mondiale, il Partito Comunista fu legalizzato e fu in grado di partecipare alle elezioni. Il partito aumentò rapidamente la sua forza e nel 1949 ottenne quasi il 10% dei voti, inviando 35 rappresentanti alla Dieta.  In reazione al successo elettorale del JCP e a causa delle crescenti tensioni della Guerra Fredda , le autorità di occupazione degli Stati Uniti e il governo giapponese effettuarono una “epurazione” di massa dei simpatizzanti e iscritti al partito ,  licenziando decine di migliaia di comunisti e presunti tali dagli uffici governativi, dalle scuole, dalle università e spingendo le grandi aziende private a fare altrettanto.  L’epurazione fu ulteriormente accelerata in risposta allo scoppio della guerra di Corea, Il risultato fu che nelle elezioni del 1952 il partito perse tutti i suoi rappresentanti in parlamento. Il Partito Comunista riuscì a tornare in parlamento nel 1953 ma rimase una forza minoritaria ai margini della vita politica del paese per  quasi due decenni. Alla fine degli anni ’60 il partito prese le distanze sia dall’Unione Sovietica che dalla Cina Maoista e aumentò notevolmente il proprio consenso elettorale, tornando a superare il 10% alle elezioni del 1972, 1976 e 1979. Negli anni 80′ il suo consenso cominciò a declinare, tuttavia il Partito Comunista non risentì del crollo dell’URSS e mantenne il suo nome e la sua ideologia anche negli anni successivi.

Alle elezioni del 1996, in corrispondenza del crollo elettorale del Partito Socialista dopo la sua partecipazione al governo, il Partito Comunista ottenne il suo miglior risultato di sempre con l’11,6% dei voti e 26 deputati alla Camera dei Rappresentanti.  Successivamente il partito tornò a declinare, scendendo fino al 6,2% nelle elezioni del 2012.  Nel 2014 il partito ottenne un nuovo successo elettorale, ottenendo l’11,7% dei voti  e 21 seggi grazie ad una vigorosa campagna per la salvaguardia della costituzione pacifista, contro il “neoliberismo”,  contro lgli accordi commerciale della con gli USA e contro l’energia nucleare.  Nelle elezioni del 2017 il partito è sceso al 7,9% dei voti 12 seggi. 

IDEOLOGIA

Il Partito Comunista Giapponese sostiene l’istituzione di una società basata sul socialismo scientifico , il comunismo , la democrazia , la pace e l’ antimilitarismo . Si propone di raggiungere i suoi obiettivi lavorando in un quadro democratico mentre lotta contro ciò che descrive come “l’ imperialismo e il suo alleato subordinato, il capitale monopolistico”..” Il partito non sostiene la rivoluzione violenta, propone invece una “rivoluzione democratica” per ottenere “un cambiamento democratico nella politica e nell’economia” e “il completo ripristino della sovranità nazionale del Giappone “, che vede come violata dall’alleanza di sicurezza del Giappone con gli Stati Uniti , sebbene difenda fermamente l’ articolo 9 della Costituzione giapponese e miri a sciogliere le Forze di autodifesa giapponesi , che considera incostituzionali e a causa della sua opposizione alla rimilitarizzazione del Giappone.  Nonostante la sua opposizione agli USA, il Partito Comunista Giapponese critica la politica della Cina e quella della Corea del Nord.

Il Partito Comunista è stato tradizionalmente contrario all’esistenza della Casa Imperiale. Solo nel 2004, ha riconosciuto l’ imperatore come capo di stato del Giappone, tuttavia il partito vuole che in futuro i cittadini giapponesi possano scegliere in un referendum costituzionale se trasformare il paese in una repubblica.  Il partito è anche contro l’uso da parte del Giappone della sua bandiera nazionale e dell’inno nazionale che vede come una reliquia del passato militarista del Giappone.  

Il Partito Comunista è socialmente progressista, sostiene la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso  e l’aumento della partecipazione femminile nella vita politica del paese. 

 

 

Partito dell’Innovazione (JIP)

Nippon Ishin no Kai.png

Ichiro Matsui Ishin IMG 5775 20130713 cropped.jpg

Toranosuke Katayama 200101.jpgIl Partito dell’Innovazione del Giappone (Nippon Ishin no Kai) è un partito di destra populista socialmente conservatore ed economicamente liberista. Il partito è presente in parlamento con 10 deputati e 16 senatori.  Il partito è guidato da due presidenti:  l’ attuale governatore di Osaka  Ichirō Matsui, e il senatore Toranosuke Katayama.

STORIA 

Il partito è stato formato nell’ottobre 2015 con il nome di Iniziative da Osaka da un gruppo di politici appartenenti al vecchio Partito dell’Innovazione che aveva deciso di sciogliersi per confluire nel Partito Democratico . Nel 2016  l’associazione riprese il nome del vecchio partito e si presentò alle elezioni parziali per il rinnovo del senato, ottenendo 12 seggi.  Alle elezioni per il rinnovo della camera dei rappresentati del 2017 il partito ottenne il 6,1% nella parte maggioritaria, conquistando 11 seggi.

IDEOLOGIA

Il partito è economicamente neoliberista e sostiene la riduzione del peso del governo nell’economica, il decentramento amministrativo e  il federalismo. Nonostante questo il partito è a favore dell’istruzione gratuita. Socialmente il partito è conservatore e a favore dell’introduzione del  “revisionismo storico” giapponese nei libri di storia scolastici.

 

 

 

Partito Democratico per il Popolo (DPP)

Logo of Democratic Party For the People.svgYuichiro Tamaki IMG 5649-1 20160903 (cropped).jpg

Il Partito democratico per il Popolo  (Kokumin-Minshuto ),  è un partito liberalconservatore fondato nel 2018, attualmente presente in parlamento con 7 deputati e 12 senatori.  Leader e fondatore del partito è il deputato Yuichiro Tamaki.

STORIA

Yuichiro Tamaki, in precedenza parlamentare del Partito Democratico, nel 2017 era diventato leader nazionale del  Kibō no Tō,   partito consevatore  fondato dall’ex governatrice di Tokyo Yuriko Koike. Dopo che la fazione di centrosinistra del Partito Democratico (DP) aveva dato vita al Partito Democratico Costituzionale,  il Partito Democratico ha deciso di non partecipare alle elezioni politiche del 2017 e alcuni dei suoi esponenti si sono candidati nelle liste di Kibō no Tō.  Nel 2018, il DP e il Kibō no Tō hanno deciso di fondersi per formare un nuovo partito, il Partito Democratico per il Popolo, guidato da Tamaki. Nel 2019 il Partito Liberale di Ichiro Ozawa è entrato a far parte del DPP.

Nel 2020 la maggioranza del partito ha raggiunto un accordo per la fusione con il Partito Democratico Costituzionale  e il partito originale è stato ufficialmente sciolto. Tuttavia, 14 membri del DPP, incluso il leader del partito Yuichiro Tamaki  hanno rifiutato la fusione e  hanno invece formato un nuovo partito mantenendo il nome e il marchio DPP.

 IDEOLOGIA

Il partito si proclama “riformista centrista “, tuttavia, si ritiene che il partito abbia una forte tendenza  socialmente conservatrice.  Il DPP è economicamente liberista e si dichiara a favore dello sviluppo sostenibile e della difesa della costituzione, in particolare mantenimento delle norme pacifiste costituzionali. 

 

 

 

 

Partito Socialdemocratico  (SDP)

Social Democratic Party of Japan.svgMizuho Fukushima.jpg

Il Partito socialdemocratico (Shakai Minshu-tō) è un partito progressista, economicamente socialdemocratico,  pacifista e ambientalista, fondato nel 1996. Precedentemente era conosciuto come il Partito Socialista Giapponese (Nihon Shakaitō).  Il Partito Socialdemocratico è membro dell’Internazionale Socialista ed è attualmente presente in parlamento con 1 deputato e 1 senatore.  Leader  del partito dal 2020 è la senatrice Mizuho Fukushima, che in precedenza aveva guidato il partito dal 2003 al 2013.

STORIA

Il partito è stato fondato nel gennaio 1996 dalla maggioranza dei legislatori dell’ex Partito socialista giapponese, che era stato il più grande partito di opposizione al sistema di potere dell’LDP dal 1955.   In quel periodo il Partito Socialista faceva parte di una anomala “grande  coalizione” di governo assieme all’LDP.  Tuttavia la maggior parte dei deputati del Partito Socialista entrò a far parte del neonato Partito Democratico e una minoranza della sinistra del partito si scisse per formare il Nuovo Partito Socialista.   Nelle elezioni dell’ottobre 1996 il partito ottenne solo il 6,4% dei voti e 15 seggi,  passando all’opposizione.  Nelle successive elezioni del 2000 i seggi salirono a 19.  Negli anni successivi il suo supporto elettorale è andato lentamente decrescendo, fino ad arrivare all’1,7% delle ultime elezioni. Tra il 2009 e il 2010 il Partito Socialdemocratico ha fatto parte di un governo di centrosinistra guidato dal Partito Democratico.

 IDEOLOGIA

Il partito  difende la Costituzione pacifista del Giappone e vuole addirittura lo scioglimento della “forza di autodifesa” nazionale. Dal punto di vista economico il Partito Socialdemocratico vuole il rafforzamento dell’ assistenza sanitaria , della sicurezza sociale e dell’ assistenza alla disabilità. Il partito è anche favorevole ad un aumento delle pensioni. In politica estera il partito è contrario all’alleanza militare con gli USA e vuole smantellare le basi militari statunitensi nel paese.  Per quanto riguarda l’ambiente il partito è favorevole all’introduzione di una “carbon tax”,  all’aumento delle zone naturali protette, alla chiusura delle centrali nucleari e alla transizione energetica verso le forme di energia rinnovabili. Il partito vuole un aumento degli investimenti nel trasporto pubblico, incoraggiando il passaggio dalla strada alla ferrovia e dagli autoveicoli a benzina agli ibridi, ai veicoli elettrici e al trasporto su rotaia leggera .
Dal punto di vista sociale il Partito Socialdemocratico vuole l’abolizione della pena di morte e la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

 

 

Il partito per proteggere del popolo da NHK

The Party that Teaches How to Not Pay the NHK License Fee logo.svgTachibana takashi at shinkoiwa station.pngIl Partito per la protezione del popolo da NHK , abbreviato in NHK-tō , è un partito  populista  e monotematico  fondato nel 2013, presente in parlamento con un deputato e un senatore.  Leader e fondatore del partito e Takashi Tachibana.

STORIA

Tachibana ,  ex dipendente contabile dell’organizzazione televisiva nazionale giapponese NHK,  si dimise dal suo incarico dopo aver denunciato alla stampa casi di corruzione all’interno dell’azienda.   Nel 2012 ha fondato la “Tachibana one-man broadcasting station”, un canale YouTube dove denunciava le malefatte vere o presunte della NHK contro i cittadini giapponesi. Il partito ha ottenuto un seggio al senato nel 2019, al quale poi si è aggiunto un seggio alla camera grazie alla defezione di un deputato del Partito dell’Innovazione.

 IDEOLOGIA

Il programma del partito ha un solo punto che è l’abolizione del canone televisivo destinato dal governo a finanziare la rete radiotelevisiva pubblica NHK.  Il partito denuncia il cattivo comportamento degli esattori del canone nei confronti dei cittadini che si rifiutano di pagarlo. Dato che non esiste nessuna multa per chi non paga il canone, la NHK usa degli esattori per fare pressione sui cittadini per pagarlo. Con l’abolizione totale del canone,  la NHK diverrebbe come una normale emittente privata e dovrebbe finanziarsi tramite gli introiti pubblicitari e gli abbonamenti, in modo che solo chi vuole vedere i suoi canali sia obbligato a pagare.

 

 

 

Reiwa Shinsengumi

Reiwa Shinsengumi logo.pngTaro Yamamoto 202006 (cropped).jpg

Reiwa Shinsengumi è un partito populista progressista di sinistra, fondato nel 2019 dall’ex attore Tarō Yamamoto. Il partito è presente in parlamento con 2 senatori e 1 deputato,.

STORIA

Il partito è stato formato da Tarō Yamamoto e da vari esponenti dell’ala sinistra del Partito Liberale  di Ichirō Ozawa, che si opponevano alla sua decisione di fondere il suo partito con il Partito Democratico per il Popolo.  Il partito ha ottenuto il 4,5% dei voti nelle elezioni per la Camera dei Consiglieri del 2019, facendo eleggere 2 senatori.  Tarō Yamamoto si è candidato alla carica di governatore di Tokyo nel 2020, arrivando al terzo posto con il 10,7% dei voti.

 IDEOLOGIA

Il partito è variamente descritto come anti-austerità , anti-establishment , anticapitalista , e anti-nucleare, per la protezione dei diritti degli animali, dei disabili, delle persone LGBT+,  e a favore dell’interventismo statale nell’economia. Il programma del partito prevede l’abolizione della tassa sui consumi, lo smantellamento delle centrali nucleari, l’aumento del salario minimo e di un reddito di base per ogni cittadino.

 

 

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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