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Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Serbia: verso un regime “illiberale europeista”

Partiti che boicottano queste elezioni

 

Alleanza per la Serbia (SzS)

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L’ Alleanza per la Serbia (Savez za Srbiju, SzS) è una coalizione politica di partiti di opposizione, fondato nel 2018.

L’alleanza comprende gruppi politici di sinistra, liberali, moderati, di destra e di estrema destra che esprimono opposizione al governo. È composta principalmente dal Partito Democratico (socialdemocratici), da Dveri (destra nazionalista), dal Partito Popolare  (liberalconservatori), dal Partito della Libertà e della Giustizia (liberali di sinistra) , nonché da alcuni partiti e organizzazioni antigovernative minori e locali. 

L’Alleanza ha sostenuto le recenti proteste contro il regime di Vučić  e  ha chiesto l’istituzione di un governo di transizione tecnocratico che duri per un periodo di 1 anno dopo il quale si terranno le elezioni.  Le proteste sono state scatenate da un assalto a Borko Stefanović , uno dei leader dell’Alleanza.   Secondo i partiti della coalizione non ci sono le condizioni per elezioni libere ed eque nel paese, a causa della controllo dei mass media da parte del governo, e hanno quindi deciso di boicottare le elezioni parlamentari. 

 

Partito Democratico (DS)

 

Logo of the Democratic Party (Serbia).svg

Il Partito Democratico (Demokratska stranka, DS) è un partito politico socialdemocratico, socialmente liberale ed europeista. E’ membro associato del Partito Socialista Europeo e dell’Alleanza Progressista internazionale dei partiti socialisti e democratici. Fondato nel 1990, è stato uno dei principali partiti di centro-sinistra negli anni 2000. Attualmente detiene 15 seggi all’Assemblea Nazionale serba.

Il partito fu fondato da un un gruppo di intellettuali serbi come rinascita del vecchio Partito Democratico Iugoslavo.  Negli anni ’90 fu uno dei principali partiti di opposizione al regime di Slobodan Milosevic. Il Partito Democratico ottenne 7 seggi alle elezioni del 1990. Successivamente l’ala conservatrice del partito si scisse fondando il Partito Democratico di Serbia (DSS) e nel 1992 il partito scese a 7 seggi , per poi conquistarne 29 nelle elezioni anticipate del 1993 sotto l’efficiente guida di Zoran Đinđić.  Nel 1997 il Partito Democratico decise di boicottare le elezioni politiche considerandole non sufficientemente democratiche.  Dopo la caduta di Milosevic nel 2000, il Partito Democratico vinse le elezioni dello stesso anno come parte della lista unitaria dell’opposizione democratica, ottenendo 45 seggi in parlamento ed entrando a far parte del governo. Pochi mesi dopo il leader democratico  Zoran Đinđić fu nominato Primo Ministro.

Il 12 Marzo 2003 Đinđić fu assassinato da un cecchino mentre entrava nel palazzo del governo. Le successive indagini portarono all’arresto e alla condanna dei capi di un gruppo paramilitare di estrema destra.  Nelle successive elezioni il Partito Democratico scese a 37 seggi, seggi, superato dal Partito Radicale e dal Partito Democratico di Serbia e dovette andare all’opposizione.  Nel 2004 nuovo leader del partito fu nominato Boris Tadić, il quale fu eletto presidente nelle elezioni dello stesso anno, sconfiggendo al ballottaggio il leader del Partito Radicale Tomislav Nikolić. Alle elezioni parlamentari del 2007 il Partito Democratico ottenne 64 seggi e tornò al governo in coalizione con il Partito Democratico di Serbia. Nelle elezioni anticipate del 2008 il DS raggiunse i 102 seggi e Tadic fu rieletto presidente sconfiggendo di nuovo Nikolić al ballottaggio. L’SDS uscì allora dalla coalizione di governo, rimpiazzato dal Partito Socialista Serbo, in una governo di centrosinistra con il Partito Democratico.

Il 2012 vide una doppia disfatta per il partito.  Tadic, che si presentava per un terzo mandato fu sconfitto da Nikolic alle elezioni presidenziali, dopo che quest’ultimo aveva abbandonato il Partito Radicale per formare il Partito Progressista.  Alle elezioni parlamentari il DS ottenne solo 49 seggi e fu costretto a tornare all’opposizione mentre al governo andava una coalizione tra il Partito Progressista e il Partito Socialista.

Nel 2014 il partito dovette subire una scissione da parte della fazione legata all’ex presidente Tadic, che formò il Partito Socialdemocratico. Nelle elezioni politiche delle stesso anno il Partito Democratico scese a 17 seggi. Il declino è continuato alle elezioni del 2016, quando il partito scese a 12 seggi.

Nel  2018 il DS ha formato una coalizione chiamata Alleanza per la Serbia insieme ad altri partiti di opposizione. Nel 2019 l’Alleanza per la Serbia ha fatto un accordo politico con il Partito Socialdemocratico e Insieme per la Serbia. Questi partiti hanno poi deciso di boicottare le elezioni di quest’ anno.

 

Partito Socialdemocratico (SDS)

Socijaldemokratska stranka logo.png

Il Partito Socialdemocratico (Socijaldemokratska stranka, SDS) è un partito politico socialdemocratico fondato nel 2014 dall’ex presidente Boris Tadić  dopo che questi aveva lasciato il Partito Democratico.  Il Partito Socialdemocratico ha attualmente 4 seggi nell’Assemblea Nazionale ed è membro dell’Alleanza Progressista dei partiti socialisti e democratici.

Nelle elezioni del 2014 il partito si presentò in lista assieme ai Verdi e ad altri partiti di centrosinistra, ottenendo 9 seggi all’Assemblea Nazionale. A seguito della rottura con i Verdi, nel 2016 il Partito Socialdemocratico si è presentato in alleanza con il Partito Liberale e la Lega i Socialdemocratici della Voivodina. Dei 13 seggi ottenuti dalla lista, solo 4 sono andati all’SDS.

 

 

Insieme per la Serbia (ZZS)

Together for Serbia logo.pngInsieme per la Serbia (Zajedno za Srbiju , ZZS) è un partito di progressista europeista, nato nel 2012 da una scissione del Partito Democratico (DS) all’indomani della sconfitta del DS elezioni del 2012. Il partito era inizialmente formato da 7 parlamentari. Alle elezioni del 2014 , ZZS si è presentata in lista assieme al Partito Socialdemocratico di Boris Tadić ottenendo 2 seggi.  Nelle elezioni del 2016 si è presentata invece in lista assieme al Partito Democratico,  ottenendo di nuovo 2 seggi.  Poche settimane fa il partito ha deciso, in comune accordo con  il Partito Democratico e il Partito Socialdemocratico di boicottare queste elezioni.

 

 

 

 

 

Movimento Serbo Dveri (ZZS)

Dveri logo.svgIl Movimento Serbo Dveri (Srpski pokret Dveri, che significa “porta”) è un partito di estrema destra xenofobo, nazionalista, socialmente conservatore e russofilo, fondato nel 1999. Attualmente ha 4 seggi nell’Assemblea Nazionale.

Dveri nacque come organizzazione giovanile di destra cristiana riunita attorno all’omonima rivista studentesca. Durante gli anni 2000 hanno operato come ONG, promuovendo i valori del nazionalismo serbo , del cristianesimo ortodosso e della famiglia. Negli anni 2010 sono diventati un partito politico vero e proprio.

Alle elezioni del 2012 hanno ottenuto il 4,3% dei voti, insufficiente per essere rappresentati in parlamento. Nelle elezioni del 2014 la percentuale è scesa al 3,6%. Per le elezioni del 2016 ha formato una lista unica con i conservatori del Partito Democratico della Serbia (SDS), che è entrato nell’Assemblea Nazionale con il 5,0%  dei voti e guadagnato 13 seggi, 7 dei quali appartenenti a Dveri. I seggi sono poi scesi a 4 a causa di una defezione di 3 deputati.

L’organizzazione promuove una pronunciata ideologia nazionalista serba . Dveri si è opposta a una risoluzione approvata dal parlamento serbo nel marzo 2010 che condannava il massacro di Srebrenica del 1995.  Dveri si oppone fermamente anche alla proclamazione unilaterale dell’indipendenza del Kosovo.   

Il partito è tristemente noto  anche noto per la sua opposizione ai diritti dei gay .  Negli anni passati  il partito ha organizzato manifestazioni anti-gay; ha creato disordini durante la prima parata del gay pride di Belgrado del 2010 e ha bloccato l’edizione dell’anno successivo minacciando le autorità comunali di atti di violenza nel caso non l’avessero cancellato.  Dveri ha anche accusato il Partito Socialista , al governo con il Partito Progressista, di essere dominato da una “lobby gay”.

 

 

Partito Popolare (NS)

Logo of the People's Party (Serbia, 2017).svg

Il Partito Popolare (Narodna stranka, NS) è un partito liberalconservatore fondato nel 2017 da Vuk Jeremić, allora candidato alle elezioni presidenziali. Il partito ha attualmente 3 seggi nell’Assemblea Nazionale.

Vuk Jeremić, dopo aver ottenuto poco meno del 6% dei voti alle elezioni presidenziali decise di formare il partito radunando ex membri del Partito Democratico di Serbia (SDS).

Fin dalla sua istituzione, il partito si è posizionato come un partito di opposizione al governo, guidato dal Serbian Progressive Party (SNS). Jeremić ha dichiarato di essere un politico pro- UE , ma si oppone all’entrata della Serbia nella NATO .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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