Passiamo adesso alle buone notizie. Ci sono stati ottimi risultati per le forze progressiste in varie elezioni amministrative in grandi città . Il caso più clamoroso è stata la vittoria dei candidati verdi e in generale di quelli di sinistra nelle elezioni amministrative francesi con l’elezione di sindaci ecologisti a Lione, Marsiglia, Bordeaux e la riconferma della sindaca socialista di Parigi Anne Hidalgo. Buoni i risultati dei partiti di centrosinistra nelle elezioni dei Länder di Vienna e del Burgerland,
Interessanti i risultati delle elezioni in Irlanda che hanno visto per la prima volta il Sinn Fein arrivare in prima posizione e una netta avanzata dei verdi, il che ha costretto per la prima volta i due maggiori partiti storici del paese, il Fianna Fail e il Fine Gael, ad un formale governo di coalizione. Buone notizie dalla Macedonia del Nord, con la conferma del primo ministro socialdemocratico europeista Zoran Zaev. Risultato complessivamente buono per le forze europeiste, che vedono la formazione di governi di centrodestra liberale europeista in Lituania, Romania, Slovacchia e la vittoria a sorpresa di Maria Sandu alla presidenza della Moldavia contro il presidente uscente “rosso-bruno” filorusso Igor Dodon.
Un’ottima notizia viene anche da Taiwan, con la rielezione della Presidente progressista Tsai Ing-wen, dimostrazione di come anche un paese di cultura “confuciana” possa essere compatibile con una democrazia liberale. Buone le notizie infine dall’Italia dove il Partito Democratico che alle ultime elezioni politiche era crollato al 18% dei voti, mantiene il potere in buona parte delle regioni e dei comuni dove si sono svolte elezioni amministrative, facendo brutalmente arenare il progetto della Lega “nazionale” di Salvini.
Per la posizione di miglior evento politico-elettorale dell’anno si sono classificati tre finalisti.
In terza posizione abbiamo la Bolivia. Un anno fa il presidente socialista Evo Morales si era presentato per la quarta volta consecutiva alle elezioni, in spregio alla costituzione e all’elettorato stesso che aveva votato in un referendum contro l’estensione del suo mandato. Le elezioni, che avevano portato alla nuova vittoria di Morales erano state contraddistinte da accuse di brogli ed a irregolarità. Molti temevano che Morales intendesse creare un regime antidemocratico nazionalista di sinistra sull’esempio del Venezuela. Vaste manifestazioni che contestavano il risultato delle elezioni avevano portato alla dimissioni e alla fuga in Messico di Morales. Il potere era stato preso da un gruppo politico di estrema destra bigotto e razzista, rappresentato dalla presidente ad interim Jeanine Áñez. Il paese era spaccato a metà, etnicamente e geograficamente tra sostenitori ed oppositori di Morales e c’era il rischio che la tensione sociale sfociasse in scontri armati. Le nuove elezioni presidenziali si sono invece tenute senza intoppi. I due candidati principali sono stati Luis Arce, appartenente all’alla moderata del Movimento al Socialismo, il partito di Morales e l’ex presidente centrista Carlos Mesa. Alla fine Luis Arce ha ottenuto una netta vittoria, la coalizione centrista di Mesa è diventata la maggior forza di opposizione mentre la destra è stata nettamente marginalizzata dall’elettorato.
In seconda posizione c’è la Nuova Zelanda, dove il partito laburista della Prima Ministra Jacinda Ardern ha ottenuto una vittoria strepitosa, conquistando la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Questo non le ha impedito di formare una coalizione di governo con i Verdi, facendo del governo della Nuova Zelanda uno dei più progressisti al mondo.
Ma il Premio Giramondo 2020 per il migliore evento politico-elettorale dell’anno va (e come poteva non essere) agli Stati Uniti d’America che hanno conferito una netta vittoria al democratico Joe Biden, bocciando i 4 anni di presidenza di Donald Trump, sicuramente uno dei peggiori presidenti della storia degli USA. Biden cercherà di rimediare agli innumerevoli disastri dell’amministrazione Trump, in primo luogo prendendo seri provvedimenti contro la pandemia da covid-19 e organizzando al meglio la vaccinazione di massa. Biden ha promesso che non solo farà rispettare agli USA gli accordi di Parigi sul controllo delle emissioni di gas serra, ma renderà gli USA protagonisti in prima fila nella riconversione energetica necessaria per combattere il cambiamento climatico. Mentre Trump ammirava i dittatori e disprezzava gli alleati democratici, l’amministrazione Biden tornerà a mettere la cooperazione internazionale, specialmente con i paesi democratici e con gli alleati europei come perno della politica estera americana. Il governo USA potrà finalmente tornare ad essere “noioso” e prevedibile, che di questi tempi è un pregio non di poco conto.
Nella prossima pagina l’elenco cronologico delle più importanti elezioni del 2020.
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