Papua Nuova Guinea: alle elezioni presidenziali a Bougainville Ishmael Toroama vince al ballottaggio con il 61,4% dei voti contro il 38,6% di Simon Dumarinu.
Giamaica: nelle elezioni parlamentari, il Partito laburista giamaicano (JLP, conservatori) ottiene il 57,0% dei voti (48 su 63 seggi) e il Partito Nazionale Popolare (socialisti) il 42,8% (15). Il il primo ministro uscente Andrew Holness (JLP) viene quindi riconfermato per un secondo mandato.
Russia: nelle elezioni regionali parziali il partito del presidente Putin, Russia Unita (nazionalconservatori), ottiene circa la metà dei seggi in palio perdendo terreno rispetto alle elezioni precedenti. In rialzo i partiti *tradizonali” di opposizione: il Partito Comunista, il Partito Liberale Democratico (destra nazionalista) e “Russia del Futuro” (centristi). Nota: la Russia è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Canada:alle elezioni parlamentari nel New Brunswick, il Partito Conservatore Progressista (PC liberalconservatori) ottiene il 39,3% dei voti (27 seggi su 49), il Partito Liberale il 34,4% (17), il Partito dei Verdi il 15,2% (3) e l’Alleanza Popolare (populisti di destra) il 9,2% Il premier uscente Blaine Higgs del PC viene quindi riconfermato.
Giappone: Yoshihide Suga viene eletto presidente del Partito Liberal-Democratico e ottiene la fiducia in parlamento come primo ministro, succedendo a Shinzo Abe che si ritira per motivi di salute.
Italia: Risultati delle elezioni dei presidenti di regione tenutesi dal 20 al 21 settembre:
Campania: Vincenzo De Luca (centrosinistra,in carica) viene riconfermato con il 69,5% dei consensi, Stefano Caldoro (centrodestra) ottiene il 18,1%, Valeria Ciarambino (Movimento Cinque Stelle) il 9,9%;
Liguria: Giovanni Toti (centrodestra, in carica) viene riconfermato con il 56,1% dei consensi, Ferruccio Sansa (centrosinistra e Movimento Cinque Stelle) ottiene il 38,9%;
Marche: vittoria di Francesco Acquaroli (centrodestra) con il 49,1% dei voti contro Maurizio Mangialardi (centrosinistra) 37,3% e Gian Mario Mercorelli (Lista Civica) 8,6%. La Marche quindi passano dal centrosinistra al centrodestra.
Puglia: Michele Emiliano (centrosinistra, in carica) viene riconfermato con il 46,8% dei voti, seguono Raffaele Fitto (centrodestra) con il 38,9% e Antonella Laricchia (Movimento Cinque Stelle) con l’11,1%;
Toscana: vittoria di Eugenio Giani (centrosinistra) con 48,6% dei voti che sconfigge Susanna Ceccardi (centrodestra) 40,5% e Irene Galletti (Movimento Cinque Stelle) 6,4%. La Toscana quindi resta al centrosinistra.
Veneto: Luca Zaia (centrodestra,in carica) viene riconfermato con il 76,8% dei voti, Arturo Lorenzoni (centrosinistra) ottiene il 15,7%, Enrico Cappelletti (Movimento Cinque Stelle) il 3,2%;
Valle d’Aosta (sistema proporzionale): Lega Salvini Vallée d’Aoste (destra) 23,9% dei voti (11 seggi su 35), Union Valdôtaine (regionalisti centristi) il 15,8% (7), Progetto Civico Progressista (centrosinistra) il 15,3% (7), Alliance Valdôtaine-Stella Alpina-Italia Viva (centristi) 8,9% (4), Vallée d’Aoste Unie (regionalisti, centrosinistra) l’8,1% (3), Pour l’Autonomie (regionalisti centristi) il 6,4% (3). Nuovo presidente regionale è eletto Erik Lavevaz, dell’Union Valdôtaine, a capo di un governo di coalizione di centrosinistra.
Malesia: nelle elezioni parlamentari in Sabah, l’alleanza di centrodestra Gabungan Rakyat Sabah vince 38 dei 73 seggi (United Malays National Organization 14, Malaysian United Indigenous Party 11, United Sabah Party 7, Homeland Solidarity Party 6) e Warisan Plus alliance (centristi) 32 (incluso Sabah Heritage Party 23, Democratic Action Party 6). Lo stato federale di Sabah passa quindi da un governo centrista ad uno conservatore.
Kuwait: muore l’emiro, lo sceicco Sabah Al Ahmad Al Jabir Al Sabah. Il principe ereditario, lo sceicco Nawaf Al Ahmad Al Jabir Al Sabah, presta giuramento come nuovo emiro. Nota: il Kuwait è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Belgio: quasi un anno e mezzo dopo le elezioni politiche del maggio 2019, viene nominato un nuovo governo di coalizione tra 7 partiti (socialisti fiamminghi e francofoni, liberali fiamminghi e francofoni, verdi fiamminghi e francofoni e democristiani fiamminghi) Nuovo Primo Ministro è il liberale fiammingo Alexander De Croo.
Bermuda: alle elezioni parlamentari, il Progressive Labour Party (conservatori socialdemocratici) ottiene il 62,1% dei voti (30 su 36 seggi), la One Bermuda Alliance (liberalconservatori) il 32,3% ( 6) e il Free Democratic Movement (liberalconservatori) il 5,4% (0). Il premier uscente Edward David Burt del PLP viene quindi riconfermato.
Kirghizistan:Alle elezioni parlamentari, il partito “Unità” (socialdemocratici filorussi, al governo) ottiene il 24,9% dei voti (46 su 120 seggi), “Kırgızstan Madrepatria” (liberalconservatori filorussi al governo) il 24,3% (45), il partito “Kyrgyzstan” liberali di centrodestra, al governo) il 8,9% (16), “Kırgızstan Unito” (destra nazionalista, all’opposizione) il 7,2% (13) e il Partito Patriottico (nazionalconservatori, all’opposizione) il 7,0% (0). L’opposizione accusa il governo di brogli, dando il via a vaste manifestazioni di protesta e all’occupazione degli edifici governativi da parte dei manifestanti. Le elezioni vengono annullate, il primo ministro Kubatbek Boronov (indipendente) si dimette, i dimostranti liberano dalla prigione il leader nazionalista Sadyr Japarov (incarcerato con l’accusa di corruzione), il quale viene nominato primo ministro dal parlamento dopo aver costretto alle dimissioni altri 3 primi ministri che erano stati nominati nei giorni precedenti da vari gruppi di deputati. Pochi giorni dopo il presidente Sooronbay Jeenbekov (socialdemocratico) rassegna le dimissioni e Japarov si dichiara presidente ad interim dopo aver costretto il presidente del parlamento a rinunciare al ruolo che gli sarebbe spettato per legge. Sadyr Japarov convoca nuove elezioni presidenziali anticipate, si dimette da presidente ad interim e sospende il suo ruolo di primo ministro per candidarsi alla presidenza. Il presidente del parlamento, Talant Mamytov, diventa presidente ad interim e il vice primo ministro Artem Novikov diventa primo ministro ad interim.
OTTOBRE
Repubblica Ceca: elezioni per 27 degli 81 seggi al Senato. Il partito “Sindaci e Indipendenti” (centristi) ne ottiene 11 (+7), il Partito Civico Democratico (nazionalconservatori) 5 (+3), l’Unione Cristiana e Democratica-Partito Popolare Cecoslovacco (democristiani) 3 (-3), TOP-09 (liberalconservatori) 2 (+2), Sen-21 (liberali) 2 (=), ANO 2011 1 (-1), Partito pirata 1 (-1), partiti minori 2 (+1). Il Partito Socialdemocratico perde tutti i 10 seggi che aveva.
Austria: alle elezioni parlamentari a Vienna, il Partito socialdemocratico vince il 41,6% dei voti (46 seggi su 100). Netta avanzata del Partito popolare austriaco (conservatori) con 20,4% (22). I Verdi ottengono il 14,8% (16), NEOS (liberali) 7,5% (8) e il Partito della Libertà (destra nazionalista) crolla al 7,1% (8). Il sindaco uscente, il socialdemocratico Michael Ludwig viene riconfermato, ma cambia la maggioranza di governo, entra NEOS e vanno all’opposizione i Verdi.
Cipro: alle elezioni presidenziali nel nord di Cipro, il primo ministro Ersin Tatar (UBP, nazionalconservatori) ottiene il 32,3% dei voti, l’ex presidente Mustafa Akinci (indipendente di centrosinistra) il 29,8%, Tufan Erhürman (CTP, socialdemocratici) il 21,7%, Kudret Özersay (indipendente) il 5,7%, Erhan Arikli (YDP, nazionalconservatori) il 5,4% e Serdar Denktas (indipendente) il 4,2%; Al ballottaggio Tatar viene eletto con il 51,7% contro il 48,3% di Akinci. Ersan Saner dell’UBP diventa nuovo primo ministro.
Lituania: alle elezioni parlamentari, netta vittoria dell’Unione Nazionale-Democratici Cristiani Lituani (TS-LKD, liberalconservatori europeisti) che ottiene il 25,7% dei voti (50 seggi su 141). In calo l’Unione degli agricoltori lituani e dei Verdi (LVŽS, centristi, al governo) con il 18,1% (32). Il Partito laburista (liberali populisti) ottiene il 9,8% (10), il Partito socialdemocratico lituano 9,6% (13), il Partito della libertà (liberali progressisti) il 9,4% (11), il Movimento liberale (liberalconservatori europeisti) il 7,0% (13) e l’azione elettorale dei polacchi in Lituania-Unione delle famiglie cristiane (minoranza cristiana, conservatori) il 5,0% (3); Viene formato un nuovo governo guidato dalla Prima ministra Ingrida Simonyte del TS-LKD, formato da TS-LKD, Partito della Libertà e Movimento Liberale.
Tagikistan: alle elezioni presidenziali, il presidente in carica Emomali Rakhmon vince il 90,9% dei voti.Nota: il Tagikistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Australia: alle elezioni parlamentari nel Territorio della Capitale Australiana, il Partito Laburista ottiene il 37,8% dei voti (10 su 25 seggi), il Partito Liberale (liberalconservatori) scende al 33,8% (9) ei Verdi salgono al 13,5% (6). Viene quindi riconfermata la coalizione di governo tra Laburisti e Verdi, guidata dal premier laburista Andrew Barr.
Nuova Zelanda: alle elezioni parlamentari, netta vittoria del partito laburista che vince il 50,0% dei voti (65 seggi su 120). Crolla il partito nazionale (liberalconservatori) al 25,6% (33), stabile il partito dei Verdi al 7,9% (10) , avanza ACT New Zealand (destra liberale) al 7,6% (10). La prima ministra uscente Jacinda Ardern del partito laburista forma un governo di coalizione tra laburisti e verdi.
Bolivia: alle elezioni presidenziali Luis Arce del Movimento al Socialismo (MAS, socialisti populisti) viene eletto con il 55,1% dei voti, l’ex presidente Carlos Mesa di Comunità civica( centristi) il 28,8% e Luis Fernando Camacho (Alleanza “Noi Crediamo”, destra cristiano-nazionalista) il 14,0%. Nelle elezioni parlamentari, il MAS vince 75 dei 130 seggi alla Camera dei deputati e 21 su 36 alla Camera dei senatori, la Comunità civica 39 e 11 e l’alleanza “crediamo” 16 e 4.
Guinea: nelle elezioni presidenziali, il presidente uscente Alpha Condé (RPG, socialdemocratici) viene riconfermato con il 59,5% dei voti battendo Cellou Dalein Diallo (UFDG, centristi liberali) con il 33,5%. Nota: la Guinea è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Libano: dopo un anno segnato da varie crisi politiche e la diastrosa esplosione del porto di Beirut, l’ex primo ministro Saad Hariri, che si era dimesso a gennaio, viene nominato nuovamente primo ministro.
Canada: nelle elezioni parlamentari nella Columbia Britannica, il New Democratic Party (socialdemocratici) ottiene il 47,7% dei voti (57 su 87 seggi), il Liberal Party (centrodestra liberale) il 33,8% (28) e il Green Party (ecologisti) il 15,1% (2). il premier in carica John Horgan del NDP viene quindi riconfermato.
Seychelles: alle elezioni presidenziali, Wavel Ramkalawan (Linyon Demokratik Seselwa, liberali) viene eletto con il 54,9% dei voti battendo Danny Faure (United Seychelles, socialisti) il 43,5%;. Alle elezioni parlamentari, Linyon Demokratik Seselwa ottiene il 54,8% dei voti (25 su 35 seggi) e United Seychelles il 42,3% (10).
Portogallo: alle elezioni parlamentari alle Azzorre, netto calo del Partito socialista che ottiene il 40,6% dei voti (25 su 57 seggi). Avanza il Partito socialdemocratico (PSD, liberalconservatori) con il 35,0% (21). Il Partito popolare (PP, conservatori) ottiene il 5,7% (3), Chega (destra populista) il 5,3% (2) e il blocco di sinistra del 4,0% (2). Nuovo presidente regionale viene nominato José Manuel Bolieiro del PSD, a capo di una coalizione di centrodestra comprendente PSD, PP e altri partiti minori di destra
Canada: alle elezioni parlamentari in Saskatchewan, il Saskatchewan Party (regionalisti conservatori) ottiene il 60,7% dei voti (48 su 61 seggi) e il New Democratic Party (socialdemocratici) il 31,6% (13). Il premier uscente Scott Moe viene quindi riconfermato.
Tanzania: alle elezioni presidenziali, il presidente in carica John Magufuli del Chama Cha Mapinduzi (estrema sinistra) vince l’84,4% dei voti. Nelle elezioni presidenziali a Zanzibar, Hussein Mwinyi (Chama Cha Mapinduzi) vince il 76,3% dei voti. Nota: la Tanzania è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Australia: alle elezioni parlamentari nel Queensland, il partito laburista (socialdemocratici) vince il 39,6% dei voti (52 su 93 seggi), il partito nazionale liberale (liberalconservatori) il 35,9% (34), i verdi 9,5% (2), One Nation (destra nazionalista) 7,1% (1), e il Partito Australiano di Katter(populisti) 2,5% (3). La premier uscente Annastacia Palaszczuk del partito laburista rimane quindi in carica.
Costa d’Avorio: alle elezioni presidenziali, il presidente in carica Alassane Ouattara (RDR, liberali) ottiene il 94,3% dei voti. Le elezioni sono boicottate dai maggiori partiti di opposizione.
Georgia: alle elezioni parlamentari Sogno Georgiano (socialdemocratici europeisti) ottiene il 48,2% dei voti (90 seggi su 120), il Movimento nazionale-opposizione unita (liberalconservatori) il 27,2% (36) e Georgia Europea (liberalconservatori) il 3,8% (5). Il primo ministro uscente Giorgi Gakharia, di Sogno Georgiano, viene quindi riconfermato.
NOVEMBRE
Moldavia: al primo turno delle elezioni presidenziali, Maia Sandu (Partito di azione e solidarietà, centrodestra liberale europeista) vince il 36,2% dei voti, il presidente uscente Igor Dodon (Partito dei socialisti della Repubblica di Moldova, sinistra nazionalconservatrice filorussa) 32,6%, Renato Usatii (il nostro Partito, socialdemocratici populisti filorussi) il 16,9% e Violeta Ivanov (Sor, nazionalconservatori) il 6,5%; al ballottaggio Sandu vince il 57,7% sconfiggendo Dodon che ottiene il 42,3%;
Perù: il parlamento vota la rimozione del presidente Martin Vizcarra (indipendente di centro). lI presidente del parlamento, Manuel Merino di Azione Popolare (centristi), presta giuramento come presidente ma si dimette pochi giorni dopo a causa delle proteste popolari. Il parlamento elegge allora come presidente Francisco Sagasti del Partito Viola (liberali).
Stati Uniti: alle elezioni presidenziali Joe Biden (Democratico) vince il 51,3% dei voti e 306 voti elettorali, mentre il presidente in carica Donald Trump (Repubblicano) vince il 46,9% dei voti e 232 voti elettorali. Jo Jorgensen (libertario) ottiene l’1,2% e Howie Hawkins (ecologista) lo 0,3%. A seguito delle elezioni di 35 seggi su 100 al Senato, i repubblicani perdono complessivamente 1 seggi e i democratici ne conquistano 1, con i due seggi della Georgia da assegnare al ballottaggio del 6 Gennaio. Nelle elezioni alla Camera dei rappresentanti, i democratici scendono dai 235 seggi del 2018 a 222 seggi su 435. I repubblicani passano da 199 a 212. I libertari perdono l’unico seggio che avevano. Un seggio rimane non assegnato. Per quanto riguarda i risultati delle elezioni dei governatori, i repubblicani passano da 26 a 27 e i democratici scendono da 24 a 23
Porto Rico: nelle elezioni governative, Pedro Pierluisi (New Progressive Party, favorevole a trasformare l’isola in uno stato federale USA) viene eletto governatore con il 32,9% dei voti, Carlos Delgado (Popular Democratic Party, centristi a favore dello status quo) il 31,6%, Alexandra Lúgaro (Citizen Victory Movement, sinistra) il 14,2% e Juan Dalmau (Puerto Rican Independence Party, socialdemocratici indipendentisti) 13,7%.
Kosovo: si dimette il presidente Hashim Thaçi accusato di crimini di guerra. Il presidente del parlamento, Vjosa Osmani, diventa presidente ad interim.
Saint Vincent e Grenadine: Alle elezioni parlamentari il Nuovo Partito Democratico (conservatori) ottiene il 50,3% dei voti (6 su 15 seggi eletti) e l’Unity Labour Party (socialisti, al governo) il 49,6% (9). Avendo mantenuto la maggioranza assoluta dei seggi, i primo ministro uscente Ralph Gonsalves è confermato per un altro mandato
India: alle elezioni parlamentari in Bihar tenutesi il 28 ottobre, 3 novembre e 7 novembre, la Rashtriya Janata Dal (socialisti) ottiene il 23,1% dei voti (75 su 243 seggi), il Bharatiya Janata Party (nazionalconservatori) il 19,5% (74), la Janata Dal- United (socialisti populisti) il 15,4% (43) e l’Indian National Congress (socialdemocratici) il 9,5% (19). Viene quindi riconfermata la coalizione di governo uscente tra BJP e JD-U, con a capo Sanjay Jaiswal del BJP.
Egitto: nelle elezioni parlamentari il partito Mostaqbal Watan (espressione del regime militare) e i partiti satelliti ottengono 454 seggi eletti su 568 della camera dei deputati. Altri 28 deputati sono nominati direttamente dal presidente Al Sisi.Nota: l’Egitto è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Myanmar (Birmania): alle elezioni parlamentari, la Lega Nazionale per la Democrazia di di Aung San Suu Kyi vince 258 dei 315 seggi eletti alla Camera dei rappresentanti e 138 su 161 alla Camera delle nazionalità, mentre il Partito della solidarietà e dello sviluppo dell’Unione (legato ai militari) ne vince rispettivamente 26 e 7. Aung San Suu Kyi mantiene quindi la sua posizione di “Consigliere di Stato” (equivalente a quello di Primo Ministro). Nota: la Birmania è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Giordania: alle elezioni parlamentari, gli indipendenti ottengono la maggior parte dei 130 seggi, mentre il Fronte di azione islamico (islamisti) ne vince 8. Nota:la Giordania è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Bahrein: muore il primo ministro Sheikh Khalifa ibn Salman Al Khalifa. Il principe ereditario, lo sceicco Salman ibn Hamad Al Khalifa, è nominato primo ministro. Nota: il Bahrein è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Belize: alle elezioni parlamentari, netta vittoria del People’s United Party (socialdemocratici) che vince il 59,6% dei voti (26 su 31 seggi), sconfiggendo il United Democratic Party (conservatori, al governo) con il 38,8% (5). Nuovo primo ministro è nominato Johnny Briceño del PUP.
Pakistan: nelle elezioni regionali nel Gilgit-Baltistan, nella vittoria del Pakistan Tehreek-e-Insaf (centristi populisti), che vince 22 dei 33 seggi dell’assemblea regionale. Il Pakistan People’s Party (socialdemocratici) ne vince 5 e mentre crolla la Pakistan Muslim League -Nawaz (conservatori) che rimane con solo 3 seggi. Nuovo premier diventa Khalid Khurshid Khan del PTI.
Burkina Faso: alle elezioni presidenziali, il presidente in carica Roch Marc Christian Kaboré (MPP, socialdemocratici) viene riconfermato con il 57,9% dei voti. Eddie Komboïgo (CDP, socialdemocratici) ottiene il 15,5% e Zéphirin Diabré (UPC, liberalconservatori) il 12,5%; . Nelle elezioni parlamentari, il MPP ottiene 56 seggi su 127, il CDP 20, e l’UPC 12;
Brasile: nelle elezioni municipali vittoria dei partiti di centrodestra liberalconservatori del cosiddetto “Centrao”. Sconfitti quasi ovunque i candidati alleati del presidente Bolsonaro. Male il PT (socialdemocratici) che non ottiene neanche un sindaco tra le città capitali degli stati federali. Avanza il PSOL (sinistra radicale). A San Paolo confermato il sindaco Buona Covas del PSDB (liberali di centrodestra), che sconfigge al ballottaggio il candidato del del PSOL. A Rio De Janeiro il candidato Edoardo Paesi dei Democratici (liberalconservatori) sconfigge il sindaco uscente Marcelo Crivella dei Repubblicani (destra conservatrice).
DICEMBRE
Kuwait: alle elezioni parlamentari, i candidati dell’opposizione, molti dei quali conservatori islamici, ottengono 24 seggi su 50. Nota: il Kuwait è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Romania: alle elezioni parlamentari, crollo del Partito socialdemocratico (socialdemocratici, socialmente conservatori) che ottiene circa il 30% dei voti (110 su 329 seggi alla Camera dei deputati e 47 su 136 al Senato). Avanzano il Partito Nazionale Liberale (liberalconservatori europeisti, al governo) con circa il 25% (93 e 41), e USR -PLUS (liberali europeisti) circa il 15% (55 e 25). L’Alleanza per l’unità dei rumeni (destra nazionalista) fa il suo ingresso in parlamento con circa il 9% (33 e 14) mentre resta stabile l’Unione Democratica degli Ungheresi in Romania (UDMR, liberalconservatori europeisti) circa il 7% (21 e 9). Il primo ministro Ludovic Orban del PNL si dimette e al so posto viene nominato il suo compagno di partito Nicolae Ciuca, incaricato di formare un governo di coalizione tra PNL, USR-PLUS e UDMR.
Venezuela: Nelle elezioni parlamentari (boicottate dalla principale opposizione), il Grande Polo Patriottico (dominato dal Partito Socialista Unito del Venezuela, estrema sinistra) ottiene il 69,3% dei voti (253 su 277 seggi) e l’Alleanza Democratica (socialdemocratici) il 18,8% (18). Nota: il Venezuela è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Ghana: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Nana Addo Dankwa Akufo-Addo (Nuovo Partito Patriottico, liberalconservatori) viene riconfermato con il 51,6% dei voti battendo l’ex presidente John Dramani Mahama (Congresso Nazionale Democratico, socialdemocratici) con il 47,4%.Nelle elezioni parlamentari, il Nuovo Partito Patriottico e il Congresso Nazionale Democratico ottengono entrambi 137 seggi su 275, con 1 seggi che va ad un candidato indipendente.
E con questo si conclude la nostra rubrica per il 2020. Appuntamento tra pochi giorni con il calendario elettorale del 2021.
Nota del Presidente: le opinioni presenti in questo articolo sono dell’autore e non sono sempre sovrapponibili a quelle del resto degli autori di Bidimedia. Inoltre, ricordando che Bidimedia crede nel confronto tra opinioni diverse, aggiungo che i numeri son numeri, i fatti son fatti e le opinioni sono opinioni.
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