Iraq: dopo le dimissioni del primo ministro Adil Abdul-Mahdi (indipendente) il nuovo capo del governo diventa Mustafa al-Kadhimi (indipendente)
Lesotho: accusato di essere coinvolto nell’omicidio della ex moglie è costretto a dimettersi il primo ministro Tom Thabane della “Convenzione di tutto il Bashoto” (ABC, centristi nazionalisti). Lo sostituisce il suo compagno di partito Moeketsi Majoro.
Burundi: alle elezioni presidenziali, Evariste Ndayishimiye del Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia-Forze per la Difesa della Democrazia (CNDD-FDD, nazionalisti, al potere) vince il 68,7% dei voti e Agathon Rwasa del Congresso Nazionale per la Libertà (CNL) il 24,2%. Nelle elezioni parlamentari, il CNDD-FDD ottiene il 68,0% dei voti (72 su 100 seggi eletti) e il CNL il 22,4% (27). Pochi giorni dopo viene annunciata la morte del presidente uscente Pierre Nkurunziza. Nota: il Burundi è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Suriname:alle elezioni parlamentari, il Partito Progressista di Riforma (VHP socialdemocratici) vince 21 seggi su 51, il Partito Democratico Nazionale (NDP, socialisti, al governo) 15, il Partito di Liberazione e Sviluppo Generale (ABOP, minoranza indigena cimarrone) 9 e il Partito Nazionale del Suriname (NPS centrosinistra) 3. Chan Santokhi del VHP, apparnente alla minoranza induista del paese, è eletto presidente dal parlamento. Il nuovo governo è una coalizione che comprende VHP, ABOP e NPS.
GIUGNO
Saint Kitts e Nevis:alle elezioni parlamentari, l’alleanza di opposizione di centrodestra tra il Movimento di Azione Popolare, il Movimento dei Cittadini Responsabile e il Partito Laburista Popolare vince il 56,4% dei voti e 9 seggi mentre il Partito Laburista ottiene il 34,5% ( 2) seggi e il Partito riformista di Nevis (nazionalconservatori) 9,0% (0) Il primo ministro Timothy Harris del Movimento di Azione Popolare viene quindi riconfermato per un secondo mandato.
Kosovo: dopo la caduta del governo di Albin Kurti (Vetëvendosje, sinistra nazionalista) che era nato a febbraio come coalizione tra Vetëvendosje e la Lega Democratica del Kosovo (LDK, liberalconservatori europeisti), viene nominato nuovo primo ministro Avdullah Hoti dell’LDK, a capo di una coalizione tra LDK e altri partiti minori, che ottiene la fiducia in parlamento con un solo voto di scarto. A dicembre la Corte Costituzionale dichiara illegate il voto di fiducia dal momento che uno dei deputati che ha votato per il governo non avrebbe potuto sedere in parlamento in quanto pregiudicato. Nuove elezioni si terranno ad inizio 2021.
Serbia: alle elezioni parlamentari la coalizione di governo “Per i nostri Figli”, guidata dal Partito Progressista Serbo (SNS, nazionalconservatori europeisti) vince circa il 63% dei voti (189 seggi su 250), la coalizione Partito socialista Serbia-Serbia unita (sinistra nazionalista) ottiene circa l’11% (32) e “Vittoria per la Serbia” (nazionalconservatori, coalizione guidata dall’Alleanza Patriottica SerbA) circa il 4% (12). La prima ministra Ana Brnabić (SNS) rimane quindi alla guida del governo, a capo di una “grande coalizione” che include tutti i maggiori partiti presenti in parlamento.
Kiribati:alle elezioni presidenziali il presidente in carica Taneti Maamau (Tobwaan Kiribati) viene rieletto con il 59,3% dei voti sconfiggendo Banuera Berina (Boutokaan Kiribati Moa) con il 40,7%.
Malawi:alle elezioni presidenziali (ripetute dopo l’annullamento per brogli di quelle del 2019) Lazarus Chakwera (Partito del Congresso del Malawi, centrodestra) vince il 59,3% dei voti sconfiggendo il presidente uscente Peter Mutharika (Partito democratico progressista, centristi) con il 39,9%.
Mongolia: alle elezioni parlamentari, il Partito popolare mongolo (socialdemocratici, al governo) ottiene 62 seggi su 76 e il Partito democratico (liberali di centrodestra) 11. Il primo ministro uscente Ukhnaagiin Khürelsükh del PPM viene quindi riconfermato.
Francia; nelle elezioni municipali nella vittoriai dei Verdi che ottengono i sindaci di Lione , Marsiglia, Strasburgo e Bordeaux. Le socialiste Anne Hidalgo e Martine Aubry vengono confermate alla guida di Parigi e Lille . Netta sconfitta per Les Republicains (centrodestra), delude il partito di Macron, La République En Marche! (liberali) che non conquista nessuna delle grandi città.
Anguilla Nelle elezioni parlamentari, il Movimento Progressista di Anguilla (liberali progressisti, all’opposizione) vince 7 seggi su 11 e il fronte unito di Anguilla (liberalconservatori, al governo) 4. Nuovo premier diventa quindi Ellis Webster del Movimento Progressista.
LUGLIO
Francia: si dimette il primo ministro Édouard Philippe. Il presidente Emmanuel Macron nomina Jean Castex primo ministro.
Croazia: alle elezioni parlamentari, netta vittoria dell’Unione Democratica Croata (HDZ, centrodestra) che ottiene il 37,3% dei voti (66 seggi su 151), in calo la Coalizione Restart (socialdemocratici e altri) con il 24,9% (41), fa il suo ingresso in parlamento il Movimento Nazionale (nazionalconservatori) con il 10,9% (16), mentre MOST (liberali di centrodestra) scende al 7,4% (8), Buon risultata della coalizione della sinistra rosso-verde con il 7,0% (7) e della lista centrista Pametno-Fokus-SSIP con il 4,0% (3). Il primo ministro uscente Andrej Plenkovic dell’HDZ viene quindi riconfermato.
Repubblica Dominicana: Nelle elezioni presidenziali, Luis Abinader (Partito Rivoluzionario Moderno, socialdemocratici) vince il 52,5% dei voti, Gonzalo Castillo (Partito della Liberazione Dominicana, socialdemocratici populisti) il 37,5% e l’ex presidente Leonel Fernández (Forza Popolare, progressisti ) l’8,9%. Luis Abinade prende il posto del presidente uscente Danilo Medina del PLD.
Singapore:alle elezioni parlamentari, il Partito di Azione Popolare (PAP, conservatori) vince il 61,2% dei voti (83 su 95 seggi), il Partito dei Lavoratori (socialdemocraticI) l’11,2% (10) e il Partito del Progresso di Singapore (progressisti) il 10,2% (2). Il primo ministro uscente Lee Hsien Loong viene quindi riconfermato.
Polonia: al primo turno delle elezioni presidenziali il presidente uscente Andrzej Duda (ordine e giustizia, nazionalconservatori) ottiene al primo turno il 43,5% dei voti, Rafal Trzaskowski (liberale di centrodestra europeista) il 30,5%, Szymon Holownia (populista di centro) il 13,9% e Krzysztof Bosak (nazionalista di destra) il 6,8%. Al ballottaggio Duda viene riconfermato con il 51,0% dei voti.
Spagna:Nelle elezioni parlamentari in Galizia, il Partito popolare (conservatori) ottiene il 48,4% dei voti (41 su 75 seggi), avanza nettamente il Blocco nazionalista galiziano (sinistra regionalista) con il 24,0% (19) e stabile il Partito socialista della Galizia (socialdemocratici) con il 19,6% (15). Il presidente regionale uscente, Alberto Núñez Feijóo del PP viene quindi riconfermato. Nei Paesi Baschi, avanzano sia il Partito Nazionalista Basco (PNV, regionalisti, centristi) con il 39,1% dei voti (31 seggi su 75), che Euskal Herria Bildu (separatisti di sinistra) con il 27,8% (22). Stabile la lista Partito Socialista dei Paesi Baschi- Paesi Baschi Sinistra (PSE-EE, socialdemocratici) con il 13,6% (10), calano Elkarrekis Podemos (sinistra) con l’8,0% (6) e il Partito popolare + Ciudadanos (conservatori+ liberali) con il 6,8% (5); Il presidente regionale uscente, Iñigo Urkullu del PNV viene quindi riconfermato a capo di una coalizione tra PNV e PSE-EE.
Macedonia del Nord: alle elezioni parlamentari, la coalizione di centrosinistra (guidata dall’Unione Socialdemocratica) ottiene il 35,9% dei voti (46 su 120 seggi), la coalizione Rinnovamento (guidata dal partito nazionalconservatore VMRO-DPMNE) il 34,6% (44), l’Unione Democratica per l’integrazione (minoranza albanese) il 11,5% (15), l’Alleanza per gli albanesi / alternativa il 9,0% (12) e la lista “Sinistra” il 4,1% (2). Il primo ministro uscente, il socialdemocratico Zoran Zaev viene quindi riconfermato a capo di una coalizione comprendente l’Unione Socialdemocratica e l’Unione Democratica per l’Integrazione.
Siria: alle elezioni parlamentari, il partito nazionalista Ba`th del presidente Assad e i partiti minori alleati ottengono 177 seggi su 250.Nota: la Siria è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
AGOSTO
Sri Lanka: Nelle elezioni parlamentari, la Sri Lanka Podujana Peramuna (nazionalconservatori di sinistra) ottiene una schiacciante vittoria con il 59,1% dei voti (145 su 225 seggi), la Samagi Jana Balawegaya (liberalconservatori) il 23,9% (54), la Jathika Jana Balawegaya (comunisti) il 3,8% (3) e la Tamil National Alliance (minoranza Tamil) il 2,8% ( 10). Il primo ministro uscente Mahinda Rajapakse del SLPP viene quindi riconfermato.
Bielorussia: Nelle elezioni presidenziali, il presidente in carica Alyaksandr Lukashenka vince l’80,1% dei voti. Nota: la Bielorussia è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Trinidad and Tobago: Nelle elezioni parlamentari, il Movimento Nazionale Popolare (PNM, liberali) al governo ottiene il 49,1% dei voti (22 su 41 seggi) e il Congresso Nazionale Unito (UNC, socialdemocratici) il 47,1% (19). Il primo ministro uscente Keith Rowley del PNM viene quindi riconfermato.
Mali:Un colpo di stato militare costringe alle dimissioni del presidente Ibrahim Boubacar Keita e lo scioglimento del governo del primo ministro Boubou Cissé. Un Comitato Nazionale per la Salvezza del Popolo prende il potere; il Colonnello Assimi Goita ne viene nominato presidente, un mese dopo un l’ex ministro della difesa Bah N’Daw viene nominato presidente di transizione.
Australia: Nelle elezioni parlamentari nel Northern Territory, il Partito Laburista (al governo) ottiene il 39,4% dei voti (14 su 25 seggi), il Partito Liberale Nazionale (liberalconservatori) il 31,3% (8), la Territory Alliance (regionalisti) 12,9% (1) e i candidati indipendenti il 10,7% (2 ). Il premier uscente laburista Michael Gunner è quindi confermato nell’incarico.
Montenegro: Nelle elezioni parlamentari, il Partito Democratico dei Socialisti (DPS, socialdemocratici, al potere) ottiene il 35,1% dei voti (30 su 81 seggi), la coalizione per il futuro del Montenegro (ZBCG, nazionalconservatori) il 32,5% (27), la coalizione “la Pace è la Nostra Nazione” (MNN, centristi europeisti) il 12,5% (10) e la coalizione Bianco e Nero (URA, sinistra liberale) il 5,5% (4). Il primo ministro uscente Duško Marković (DPS) cede quindi il posto al nazionalconservatore Zdravko Krivokapić a capo di una coalizione che include ZBCG, MNN e URA.
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