Croazia: al ballottaggio presidenziale Zoran Milanovic (SDP, socialdemocratici) vince il 52,7% dei voti battendo la presidente uscente Kolinda Grabar-Kitarovic (HZD, conservatori) con 47,3%.
Uzbekistan: Il secondo turno delle elezioni parlamentari porta al seguente risultato complessivo: Partito Liberal Democratico (centrodestra) 53 su 150 seggi, Rinascita Nazionale (centrodestra) 36, Partito Socialdemocratico della Giustizia (centrosinistra) 24, Partito Democratico del Popolo (sinistra nazionalista) 22, Partito Ecologista 15. Nota: L’Uzbekistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Oman: muore il Sultan Qabus ibn Sa`id. Suo cugino Haitham ibn Tariq diventa il nuovo sultano. Nota: l’Oman è un regime autoritario dove non ci sono libere ed eque elezioni.
Sint Maarten:Nelle elezioni parlamentari, vittoria dell’Alleanza Nazionale (socialdemocratici) che ottiene il 35,2% dei voti (6 seggi su 15) e diventa il primo partito del territorio caraibico. il Partito Popolare Unito ottiene il 24,2% (4), il Partito Unito Sint Maarten il 13,2% (2), il Partito per il Progresso il 10,6% (2) e Democratici Uniti crolla all’8,7%
Taiwan: alle elezioni presidenziali, la presidente in carica Tsai Ing-wen del Partito Democratico Progressista (liberali progressisti) viene riconfermata con il 57,1% dei voti contro Han Kuo-yu del Kuomintang (nazionalconservatori) che ottiene il 38,6%. Nelle elezioni parlamentari, il DPP ottiene il 34,0% dei voti (61 su 113 seggi), il Kuomintang il 33,4% (38) e il Partito popolare di Taiwan l’11,2% (5).
Austria: alle elezioni statali nel Burgenland, netta avanzata del Partito socialdemocratico SPÖ che ottiene il 49,9% dei voti (19 seggi su 36). Stabile il Partito popolare austriaco (ÖVP, conservatori) con il 30,6% (11) e i Verdi con il 6,7% (2), crolla il Partito della libertà (FPÖ, destra nazionalista) con il 9,8% (4). Il governatore uscente, il socialdemocratico Hans Peter Doskozil, rimane in carica ma il SPÖ governa adesso da solo, senza l’FPÖ che esce dalla maggioranza.
Italia: Nelle elezioni presidenziali in Emilia-Romagna, il presidente in carica Stefano Bonaccini (centrosinistra) vince il 51,4%, Lucia Borgonzoni (centrodestra) il 43,6% e Simone Benini (Movimento Cinque Stelle) il 3,5%. In Calabria, Jole Santelli (centrodestra) vince il 55,3% dei voti, Filippo Callipo (centrosinistra) 30,1%, Francesco Aiello (Movimento 5 Stelle) 7,4% e Carlo Tansi (lista civica) 7,2%.
Perù: alle elezioni parlamentari anticipate, l’Azione popolare (centristi) ottiene il 10,3% dei voti (24 seggi su 130), il Fronte popolare agricolo del Perù (destra evangelica) 8,2% (16), l’Alleanza per il progresso (conservatori) 8,1% (18), Podemos Perù (conservatori) 8,0% (10) , il Partito viola (liberali) 7,4% (9), Forza popolare (destra nazionalista) 7,2% (12), Unione per il Perù (nazionalconservatori di sinistra) 6,9% (17), Fronte ampio (sinistra) 6,2% (12), Noi siamo Perù (cristiano-conservatori) 6,1% (7) e Insieme per il Perù (sinistra radicale) 4,8% (5).
Slovenia: si dimette il primo ministro Marjan Sarec (liberale). Il 29 gennaio il presidente Borut Pahor nomina Janez Jansa (conservatore populista) primo ministro.
FEBBRAIO
Germania: il Landtag della Turingia elegge Thomas Kemmerich (FDP, liberali) come presidente con i voti dell’estrema destra dell’AfD. Il giorno dopo Kemmerich è costretto alle dimissioni e il Landtag elegge successivamente come presidente Bodo Ramelow (Linke, sinistra), con l’astensione della CDU (centrodestra).
India: alle elezioni dell’assemblea regionali di Delhi, il partito Aam Aadmi (populisti di sinistra, al governo) ottiene il 53,6% dei voti (62 seggi su 70) e il partito Bharatiya Janata i(nazionalconservatori) il 38,5% (8 seggi). Viene quindi confermato il “Chief Minister uscenteArvind Kejriwal dell’Aam Aadmi.
Irlanda: alle elezioni parlamentari, storicao vittoria dello Sinn Féin (sinistra nazionalista) che con il 24,5% dei voti diventa il primo partito del paese come numero. In parlamento ottiene 37 seggi su 160. In discesa il Fianna Fáil ( liberalconservatori) con il 22,2% (38), il Fine Gael (liberalconservatori) con il 20,9% (35) e il Partito Laburista con il 4,4% (6). Netto aumento del Partito del Verdi con il 7,1% (12 seggi). Stabili gli indipendenti con il 12,2% (19). Si dimette il primo ministro Leo Varadkar del Fine Gael e si forma un nuovo governo guidato da del Fianna Fáil, comprendente Fianna Fáil, Fine Gael e il Partito dei Verdi.
Azerbaigian: alle elezioni parlamentari, il Nuovo Partito dell’Azerbaigian (nazionalconservatori, al governo) ottiene 72 seggi su 125. Nota: l’Azerbaigian è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Camerun: alle elezioni parlamentari, il Movimento democratico popolare del Camerun (autoritario nazionalista, al governo) ottiene 152 seggi su 180, l’Unione nazionale per la democrazia e il progresso (destra) 7 e il Fronte socialdemocratico 5. Nota: il Camerun è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Tunisia: viene nominato il nuovo primo ministro Elyes Fakhfakh del partito Ettakatol (socialdemocratici) a capo di un governo di centrosinistra comprendente anche il partito islamico moderato Ennahdha. A luglio il governo viene sfiduciato in parlamento, Fakhfakh si dimette e nuovo primo ministro viene nominato l’indipendente Hichem Mechichi a capo di un governo tecnico.
Iran: alle elezioni parlamentari, netta vittoria dei candidati conservatori, che ottengono 221 seggi su 290, crollano i riformisti che scendono a 20 seggi. 38 seggi vanno a candidati indipendenti. Nota: l’Iran è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Togo: alle elezioni presidenziali, il presidente in carica Faure Gnassingbé vince il 72,4% dei voti. Nota: il Togo è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Comore: ale elezioni parlamentari netta vittoria della Convenzione per il Rinnovamento delle Comore (socialdemocratici) che conquista 20 dei 24 seggi del parlamento. Nota: le Comore sono un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Germania: alle elezioni statali ad Amburgo, netta avanzata dei Verdi , che conquistano il 24,2% dei voti e 33 seggi su 123). Calano il Partito socialdemocratico (SPD) con il 39,2% dei voti (54 seggi), l’Unione Cristiano Democratica (CDU, liberalconservatori) con il 11,2% (15),e il Partito Liberale (FDP, liberalconservatori) con il 4,96% (1). Stabili DIe Linke (sinistra) con il 9,1% (13) e l’Alternativa per la Germania (AfD, destra nazionalista) con il 5,3% (7). Il presidente uscente Peter Tschentscher (SPD) viene riconfermato, così come la coalizione tra socialdemocratici e verdi.
Malesia: si dimette il primo ministro Mahathir bin Mohamad che era a capo di una coalizione tra socialdemocratici, liberali e conservatori. Prende il suo posto il suo compagno di partito Sri Muhyiddin Yassin che forma una coalizione di destra tra conservatori, nazionalisti e islamici.
Slovacchia: Alle elezioni parlamentari, netta vittoria di OL’aNO (populisti liberalconservatori europeisti) che ottiene il 25,0% dei voti (53 su 150 seggi), Crolla SMER (populisti socialdemocratici, al governo) che scende al 18,3% (38) come pure SAS (liberalconservatori euroscettici) che scende al 6,2% (13). SME- Rodina (destra conservatrice) ottiene l’8,2% (17), L’SNS (estrema destra) l’8,0% (17). Alla sua prima prova elettorale la coalizione PS-SPOLU (liberali) ottiene il 7.0% ma 0 seggi mentre ZA L’UDI (centristi) arriva al 5.8% (12 seggi). Nuovo primo ministro è nominato Igor Matovič di OL’aNO a capo di una coalizione di centrodestra comprendente OL’aNO, SAS, SME-Rodina e ZA L’UDI.
MARZO
Tagikistan:alle elezioni parlamentari il Partito Democratico Popolare (autoritario, al governo) ottiene il 50,4% dei voti (47 seggi su 63), il Partito delle Riforme Economiche 16,6% (5), il Partito Agrario 16,5% (7), il Partito Socialista 5,2% (1 ), il Partito Democratico 5,1% (1) e il Partito Comunista 3,1% (2).Nota: il Tagikistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Guyana: nelle elezioni parlamentari e presidenziali, l’allenza di governo guidata dal Congresso Nazionale del Popolo (PNC, socialdemocratici) ottiene, dopo un riconteggio durato diverse settimane, il 47,3% dei voti e 31 seggi su 65, venendo cosi’ battuta dal Partito Progressista Popolare (PPP, sinistra populista), che ottiene il 50,7% dei voti e 33. Il nuovo presidente è quindi Irfaan Ali del PPP, che prende il posto del presidente uscente David Granger del PNC.
Israele:alle elezioni parlamentari, il Likud (conservatori) vince il 29,5% dei voti (36 seggi su 120), la lista “bianco-celeste” (centristi) il 26,6% (33), la lista comune (sinistra e nazionalisti arabi) il 12,6% (15), lo Shas (ebrei ortodossi conservatori) il 7,7% (9),il “Giudaismo Unito nella Torah” (ebrei ortodossi di destra) il 6,0% (7), la lista Labor-Gesher-Meretz (socialdemocratici e progressisti) il 5,8% (7), Yisrael Beiteinu (centrodestra nazionalista laico) il 5,7% (7) e Yamina (destra nazionalista) il 5,2% (6). Dopo varie settimane di negoziati, viene formato un nuovo governo, guidato dal primo ministro uscente Netanyahu del Likud, comprendente il Likud, la lista “bianco-celeste” e altri partiti minori.
Vanuatu:Nelle elezioni parlamentari ), il “Partito dei leader di Vanuatu” vince il 12,7% dei voti (5 su 52 seggi), il Vanua’aku Pati (sinistra) il 12,3% (7), il Movimento di Riunificazione per il Cambiamento (conservatori) il 11,5% (7), il “Partito della Terra e della Giustizia” (nazionalconservatori) il 10,1% (9), l’Unione dei partiti moderati (centristi) 7,7% (5) e il Partito Unito Nazionale (socialdemocratici) il 4,2% (4). Il primo ministro uscente Charlot Salwai del Movimento di Riunificazione per il Cambiamento) deve cedere il posto a Bob Loughman, leader del Vanua’aku Pati.
Georgia:alle elezioni presidenziali nelle repubblica separatista di Abkhazia, Aslan Bzhania Indipendente) vince il 58,9% dei voti contro Adgur Ardzinba (nazionalista filorusso) che ottiene il 36,9%. Nota: l’Abkhazia è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Guinea:nelle elezioni parlamentari, il Raggruppamento del Popolo Guineano (socialdemocratici, al potere) vince il 57,5% dei voti (79 su 114 seggi), l’Unione Democratica della Guinea il 5,3% (4), il Movimento Popolare Democratico della Guinea il 4,1% (3), e le Nuove Forze Democratiche il 2,8% (3).Nota: la Guinea è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Mali:nelle elezioni parlamentari , il Raggruppamento per il Mali (socialdemocratici, al potere) vince 51 seggi su 147, l’Alleanza per la Democrazia in Mali (socialdemocratici) 24 l’Unione per la Repubblica e la Democrazia (liberali) 19 e l’Alleanza Democratica per la Pace 6.
Azerbaigian:alle elezioni presidenziali nella repubblica secessionista di Artsakh (Nagorno-Karabakh), Araik Arutyunyan (Patria Libera, centrodestra nazionalista) vince il 49,3% dei voti, Masis Mayilyan (indipendente) il 26,4% e Vitaly Balasanyan (Partito della Giustizia, liberali) il 14,7%. Araik Arutyunyan è eletto presidente al ballottaggio con l’88,0% dei voti. Nelle elezioni parlamentari, Patria Libera ottiene il 40,4% dei voti (16 su 33 seggi), Patria Unita (centrodestra) il 23,6% (9), il Partito della Giustizia il 7,9% (3), la Federazione Rivoluzionaria Armena. (sinistra nazionalista) il 6,4% (3) e il Partito Democratico dell’Artsakh (nazionalconservatori) il 5,8% (2). Nota: la repubblica di Artsakh è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
APRILE
Corea del Sud:alle elezioni parlamentari, avanza il Partito Democratico (liberali di centrosinistra, al governo) che vince 180 seggi su 300. Sconfitto il Partito Futuro Unito (nazionalconservatori) con 103 seggi, stabile il Partito della Giustizia (socialdemocratici) con 6.
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