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lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni parlamentari in Lettonia. Con il centrodestra in crisi e l’arrivo di nuovi partiti populisti reggerà la “conventio ad excludendum” dei nazionalisti lettoni contro la minoranza russa?

Dal Cuore per la Lettonia  (NSL)

Dal cuore per la Lettonia (No sirds Latvijai) è un partito politico populista conservatore fondato nel 2014 da Inguna Sudraba, ex membro dell’equivalente lituano della Corte dei Conti

Il partito riuscì ad entrare in parlamento nel 2014 nella sua prima prova elettorale nel 2014 con 7 deputati, ma si è in seguito quasi disintegrato a causa dei conflitti tra i deputati eletti e la fondatrice del partito.

Il programma del partito prevede la riduzione del numero dei deputati, l’elezione diretta del presidente della repubblica, supporto statale alle famiglie numerose, blocco dell’ingresso dei richiedenti asilo e in generale dell’immigrazione, opposizione alle unioni civili e ai matrimoni omosessuali.

 

Associazione delle Regioni LETTONI (LRA)

L’Associazione delle regioni lettoni (Latvijas Reģionu apvienība) è un’alleanza politica centrista fondata nel 2014, che si occupa prevalentemente degli interessi delle zone rurali. L’LRA era inizialmente composta da numerosi partiti minori e regionalisti tra cui il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori e l’Unione Democratica cristiana. Questi ultimi due partiti hanno recentemente abbandonato l’alleanza per presentarsi con una lista separata.

Unione Lettone Russa (LKS)

L’Unione Lettone Russa (Latvijas Krievu savienība) è un partito politico di sinistra che è sostenuto principalmente dalla minoranza etnica russa, intendendo con questo termine sia i lettoni russofoni e che i discendenti dei russi emigrati in Lettonia durante il periodo sovietico.

Il partito nacque nel 1998 come alleanza elettorale di piccoli partiti russofoni, con il nome di “alleanza per i diritti umani” e nelle elezioni del 2002 divenne il secondo partito del paese. Nel 2003 una scissione nel partito portò alla nascita del partito “Armonia”. L’alleanza perse buona parte dei propri consensi e nel 2010 scese sotto la soglia del 5%. Nel 2014 l’alleanza si trasformò in partito vero e proprio e riuscì a tornare in parlamento.

Il programma del partito richiede la concessione della cittadinanza lettone a tutti i gli abitanti russofoni della Lettonia e propone che il russo diventi lingua ufficiale alla pari del lettone nei comuni dove almeno il 20% degli abitanti sono russofoni.

Il partito sostiene legami più forti con la Russia ed è stato l’unica organizzazione politica lettone di un certo rilievo ad opporsi all’adesione della Lettonia alla NATO e ad appoggiare l’invasione russa della Crimea. Socialmente, è molto conservatore come lo è la sua base elettorale. Le questioni economiche sono meno enfatizzate, ma le posizioni economiche del partito tendono ad essere di sinistra.

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