Media mensile e media mobile settimanale dei sondaggi – Aggiornamento al 27 Ottobre
Ottobre 27, 2017
Sondaggi d’Europa – Aggiornamenti al 28 ottobre
Ottobre 28, 2017

ll GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni in Islanda, tra scandali e scissioni, il centrodestra prova a riciclarsi per restare al governo

Il Partito Pirata propose una coalizione di cinque parti con i Verdi, i socialdemocratici di Alleanza, Futuro Luminoso e Rinascita, avendo già escluso un’alleanza con uno dei due membri della coalizione di centrodestra.

In negoziati tra i cinque partiti tuttavia si bloccarono e il Presidente della Repubblica Guðni Thorlacius Jóhannesson conferì il mandato di formare un governo di maggioranza al Primo Ministro uscente Benediktsson che portò alla nascita di una coalizione tra il Partito dell’Indipendenza, Partito Progressista, Futuro Luminoso e Rinascita.

Il Primo Ministro è stato tuttavia indirettamente coinvolto in uno scandalo che coinvolgeva il padre.

Il sistema giuridico islandese ha un meccanismo in cui un individuo condannato può avere il suo “onore restaurato”, vale a dire che alcuni diritti civili sono stati ripristinati, a partire da cinque anni dopo la loro condanna  se sono fornite tre lettere di raccomandazione di persone di buon carattere che conoscono gli individui.

Hjalti Sigurjón Hauksson era stato condannato nel 2004 per più stupri a danno della sua figliastra dai cinque ai dodici anni. Hjalti aveva scontato un periodo di carcere di cinque anni e mezzo. Il padre di Bjarni, Benedikt Sveinsson, era un amico di Hjalti Sigurjón.
Benedikt firmò una lettera di raccomandazione portata, si dice, da Hjalti Sigurjón già preparata. Bjarni fu informato su questo nel luglio 2017 dal ministro della Giustizia, Sigridur Andersen, anche lui  del Partito di indipendenza, ma il governo aveva fatto finta di non essere al corrente. Sigridur aveva rifiutato in un primo momento di dire in pubblico che aveva firmato la lettera, ma gli fu poi ordinato da un comitato parlamentare.

Quando il coinvolgimento di Benedikt è emerso, Futuro Luminoso ha lasciato la coalizione, accusando il Partito di indipendenza di una “grave violazione della fiducia”. Bjarni ha quindi riconosciuto la necessità di nuove elezioni.

 

Leader e Partiti in Campo

Alle elezioni partecipano 11 partiti, 9 dei quali sono presenti in tutte le circoscrizioni del paese e di cui probabilmente ben 7 riusciranno ad entrare in parlamento.

Il Partito dell’Indipendenza è un partito politico liberale conservatore  euroscettico ed è stato per ben buona parte della sua storia il più grande partito del paese.

Fu costituito nel 1929 attraverso la fusione del partito conservatore e del partito liberale. Da allora il partito ha preso la maggior parte dei voti in tutte le elezioni fino al 2009, quando è arrivato secondo dietro l’alleanza socialdemocratica. Fino a quando l’attuale leader Benediktsson non ne ha preso la guida dopo la sconfitta 2009, ogni leader indipendente aveva anche ricoperto l’incarico di primo ministro. Dal 2017 Benediktsson è primo ministro dell’Islanda.

Il Partito dell’Indipendenza ha al suo interno tutte le maggiori correnti di pensiero del centro-destra in Islanda. Economicamente liberale e contrario all’interventismo, il partito è sostenuto soprattutto dai pescatori e dagli alti strati sociali della popolazione, soprattutto a Reykjavík. Sostiene l’adesione islandese alla NATO, ma si oppone all’idea di aderire all’Unione europea È membro dell’Unione Internazionale Democratica ed è entrato a far parte dell’alleanza dei Conservatori e dei Riformisti europei (AECR) nel novembre 2011, un gruppo politico europeo euroscettico di centro destra.

I sondaggi, che lo davano in calo dopo le dimissioni di Benediktsson, dietro al Movimento della Sinistra-Verde, sono drammaticamente cambiati negli ultimissimi giorni e adesso lo vedono di nuovo in testa alle preferenze degli elettori con circa il 24% delle intenzioni di voto.

 

Il Movimento della Sinistra-Verde è stato fondato nel 1999 da alcuni membri del Parlamento che non approvavano la fusione dei partiti politici di sinistra in Islanda che portarono alla costituzione dell’Alleanza Socialdemocratica. Il Movimento sinistro-verde si concentra sui valori socialdemocratici, sul femminismo e sull’ambientalismo, oltre che sull’aumento della democrazia e del coinvolgimento diretto dei cittadini nell’amministrazione del paese. Il partito si oppone al coinvolgimento dell’Islanda nella NATO, e anche all’invasione e occupazione Usa dell’Iraq e dell’Afghanistan. Il partito respinge l’appartenenza all’Unione europea e sostiene la causa palestinese in Medio Oriente. Sostiene l’adattamento reciproco e l’integrazione degli immigrati nella società islandese, se necessario.

Il Movimento di Sinistra-Verde è un membro dell’Alleanza Sinistra Verde Nordica.

Nel 2009, il Movimento di Sinistra-Verde ha aderito all’alleanza socialdemocratica come partner minore in un governo di coalizione dopo il crollo del governo dell’Alleanza e del partito di indipendenza liberale-conservatore. Nelle elezioni successive, è salito da 9 seggi a 14, ottenendo il 21,7% dei voti, il secondo risultato più grande di un partito di sinistra in Islanda, dopo che l’ex partito comunista  nel 1978 aveva ottenuto il 22,9%.

I sondaggi, che avevano dato recentemente il Partito in testa nelle intenzioni di voto, adesso si sono ridimensionati. Il Movimento di Sinistra-Verde è comunque dato in rialzo, intorno al 20% delle intenzioni di voto.

Alleanza Socialdemocratica è un partito politico islandese di centrosinistra, a matrice socialdemocratica.

Il partito è membro dell’Internazionale Socialista e del Partito Socialista Europeo.

Alleanza Socialdemocratica nacque nel 1999 dall’unione di quattro partiti progressisti: Il Partito Socialdemocratico, l’Alleanza delle donne, l’Alleanza popolare e il Movimento nazionale.

In seguito alla crisi finanziaria mondiale del 2008 che ha colpito in modo particolare l’Islanda, nel 2009 l’Alleanza è andata per la prima volta al governo assieme al partito della Sinistra Rosso-Verde. La loro leader, Jóhanna Sigurðardóttir, divento’ nel 2009 la prima donna apertamente gay al mondo a diventare Primo Ministro.

L’ideologia di Alleanza è quella socialdemocrazia classica che ha gettato le basi per le società di welfare dei paesi nordici e dell’Europa settentrionale, contrarie a politiche neoliberiste indifferenti e pianificatrici. Il partito è inoltre europeista e fermamente favorevole all’ istituzione di una banca di credito centrale.

Dopo anni di costante declino il partito è adesso in forte ripresa e i sondaggi lo danno intorno al 14% delle intenzioni di voto.