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Le mappe Bidimedia dei partiti – Come cambia la geografia politica italiana?

I singoli partiti del Csx: PD

Il PD mostra risultati comparabili a quelli della coalizione nel suo complesso – non diversamente dai rivali della Lega con il Centrodestra – con particolare debolezza al Sud ed un accenno di voto urbano nelle città del meridione. Al contrario la formazione di Zingaretti ha scoperto tre nuove “regioni rosse”: le città del NO, NE e Roma. Incredibilmente, nelle aree urbane del leghistissimo Nord-Est, il PD ottiene percentuali paragonabili a quelle nelle vecchie Regioni Rosse (Centro-Nord), così come a Roma; nelle città del Nord-Ovest il dato è ancora superiore. La percentuale più alta in assoluto il PD la fa segnare nelle città del Centro-Nord, al contempo nelle ex “regioni rosse” con in più il favore del voto urbano.

+EU e Verdi

Qualche distinzione emerge tra le formazioni minori dell’area.

+Europa appare come divisa in due; al Nord, Centro-Nord e Centro-Sud gli ex-radicali sono forse il partito urbano per eccellenza, dato che si avvicinano ad ottenere il doppio dei voti nelle città rispetto ai territori extraurbani. Ma al Sud è diverso: qui la differenza è minima. Il motivo va ricercato nell’alleanza alle europee tra +Europa e Italia in Comune di Federico Pizzarotti. Il movimento civico dell’ex grillino sindaco di Parma annovera tra le sue fila alcuni sindaci meridionali molto apprezzati sul territorio, candidatisi alle Europee. Grazie a loro, +Eu ha ottenuto le percentuali più alte proprio in alcuni grandi paesi del Sud, soprattutto in Puglia, facendo così crescere il dato extraurbano meridionale della formazione europeista. Si tratta di un risultato interessante riguardo all’influenza che possono avere gli amministratori apprezzati sul territorio in una competizione elettorale nazionale. Che sia una prova generale in vista di nuove formazioni “civiche” nel Centrosinistra?

I Verdi (Europa Verde, che sommava anche Possibile di Civati) sono invece compagine che ha maggior forza nel settentrione e nei centri urbani, dove i temi ambientali sono più sentiti. Va letto in questo senso il risultato eclatante in Alto Adige e Valle D’Aosta, territori montani e culturalmente influenzati dalle tendenze ecologiste che stanno avendo grande successo oltre le Alpi, oltre che all’estero. In queste piccole aree, anche +Europa mostra un risultato geograficamente simile, presumibilmente per i medesimi motivi. Al meridione e nelle isole invece i Verdi ottengono percentuali trascurabili, lievemente migliori solo nelle città del Sud.

Per concludere…

Vi lasciamo in conclusione con le ultime due mappe, riguardanti +Eu e Verdi, ed una breve riflessione.

Ci sembra infatti di poter evidenziare come la mappa politica italiana sia profondamente cambiata in pochi anni. Siamo passati dall’avere tendenze fisse regionali o macro-regionali, dove all’interno di ogni area geografica si aveva una sostanziale omogeneità politica (“regioni rosse” tutte alla sinistra, “regioni bianche” tutte conservatrici, alcune aree del sud di destra ed altre di sinistra, in genere ben delineate) ad una mappa politica molto più variegata, che vede sia differenze nord-sud sia una fortissima polarizzazione urbana, tutt’ora in evoluzione.

Ne consegue la comparsa delle nuove macroregioni elettorali cittadine “a isola”. In poche parole, nella stessa regione geografica abbiamo ora diverse regioni politiche, come un arcipelago in un mare di colore diverso.

Al contempo, permangono alcune vecchie tendenze ereditate dal passato, anche se più sfumate: ad esempio nel Centro-Nord il Csx continua ad essere più forte della media anche nelle aree extraurbane, eredità delle “regioni rosse”. Se la convivenza di vecchio e nuovo potrà durare, non è oggi dato saperlo; possiamo però dire che la geografia politica di oggi è più complessa rispetto anche solo a dieci anni fa.

Mappe prodotte e gentilmente concesse a Bidimedia dall’utente DP.

Articolo di Lorenzo Regiroli.

Note metodologiche nella prossima pagina.

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