Quanto alle elezioni regionali, il quadro non muta di molto. E’ bene, innanzitutto, ricordare che le regionali del Lazio si sono tenute nello stesso giorno delle Politiche, il 4 marzo 2018. Questo ha sicuramente provocato un effetto di trascinamento (nei sue sensi), ma comunque ci sono state evidenze piuttosto nette.
Nel Lazio il governatore uscente Nicola Zingaretti cerca una storica riconferma, in quanto mai nella storia della Regione Lazio un governatore ha potuto lavorare per due mandati. Ex presidente della provincia di Roma, fratello d’arte e probabile candidato alle comunali di Roma qualora nel 2013 non ci fossero state elezioni anticipate alla Pisana per la crisi dell’amministrazione Polverini (centrodestra), Zingaretti è sostenuto da tutto il centrosinistra (PD, +Europa, Liberi e Uguali, Insieme, Centro Solidale, Lista civica Zingaretti)
Il centrodestra si affida a Stefano Parisi. Romano, manager di successo e in passato socialista, è un rappresentante della società civile al quale il centrodestra si era già affidato nel 2016 alle elezioni comunali di…Milano, dove perse al ballottaggio contro Beppe Sala. Due anni più tardi ha provato il blitz nella sua Regione, sostenuto dal centrodestra in blocco (Lega, FI, Fratelli d’Italia, UDC e Energie per l’Italia, la lista personale del candidato governatore)
Il MoVimento 5 Stelle, che prova a conquistare la sua prima regione proprio dove governa già Roma, si affida a una delle personalità big grilline, l’ex capogruppo alla Camera Roberta Lombardi.
Attenzione al candidato civico Sergio Pirozzi. L’ex sindaco di Amatrice era stato in un primo momento contattato come possibile candidato del centrodestra, ma trovò l’opposizione alla candidatura da parte di alcune frange della coalizione. Uomo di destra, Pirozzi decide comunque di candidarsi come candidato indipendente.
Nicola Zingaretti viene rieletto governatore del Lazio nonostante la netta vittoria del M5S alle elezioni politiche e il grande balzo della Lega di Salvini. Questi i risultati nella Regione:
Nonostante un arrivo in volata, dunque, il centrosinistra mantiene la Regione. Ancora una volta, come nel 2016, il centrodestra paga la frammentazione: i quasi 5 punti di Pirozzi in caso di mancata candidatura sarebbero finiti in buona parte a Parisi, che risulta sconfitto per meno di 2 punti. Il M5S, pur sconfitto, si conferma forte nella Regione Lazio.
A noi, tuttavia, interessa la distribuzione del voto nella sola città di Roma. E come vedremo, nella Capitale i rapporti di forza cambiano radicalmente:
Zingaretti (centrosinistra) 37.4% (545.250 voti)
Parisi (centrodestra) 27.8% (404.569 voti)
Lombardi (M5S) 26.4% (385.058 voti)
Roma si conferma un vero e proprio serbatoio per il centrosinistra: la metà dei voti totali di Zingaretti arrivano proprio dall’Urbe, con Parisi che viene distanziato di 10 punti. E’ la dimostrazione di quella che è una tradizione della Regione Lazio. A Roma il centrosinistra è storicamente fortissimo, fuori Roma il centrodestra risale di gran lunga. Una cosa simile accadde alle Regionali del 2010, ma in quel caso Emma Bonino, candidata del centrosinistra, perse di un soffio contro Renata Polverini (centrodestra) nonostante il boom nella Capitale. Il M5S, invece, si mantiene omogeneo tra il dato cittadino e quello regionale. Veniamo adesso ai risultati delle liste in città in occasione delle Regionali
PD 22.5% (259.161 voti)
M5S 22.0% (253.319 voti)
Forza Italia 12.2% (140.768 voti)
Fratelli d’Italia 9.5% (109.762 voti)
Lega Salvini 8.5% (97.985 voti)
Lista Zingaretti 4.7% (54.209 voti)
Liberi e Uguali 4.4% (50.639 voti)
Più Europa 3.4% (39.509 voti)
Lista Pirozzi 2.9% (33.277 voti)
Molto interessanti le differenze rispetto al voto delle Politiche, che come già detto si è tenuto lo stesso giorno:
Il PD alle Regionali è primo partito di Roma, pur rimanendo su percentuali in linea con le Politiche
Il M5S perde 8 punti e primato cittadino. Molti elettori 5S evidentemente hanno scelto di fare disgiunto, votando Di Maio in chiave nazionale ma dando fiducia a Zingaretti a livello locale
Forza Italia a livello locale guadagna qualcosa ai danni della Lega, mentre Fratelli d’Italia rimane stabile
Fig.1: la distribuzione del voto regionale segue fedelmente quella delle politiche, anche se le percentuali bulgare raggiunte da Zingaretti nei primi due municipi (addirittura maggioranza assoluta al Centro Storico) sono più alte di quelle raggiunte da Parisi nel municipio 15, da sempre feudo della destra romana, o dalla Lombardi nei municipi 6 e 10, stabilmente grillini dal 2016.
Difficile dare una interpretazione cittadina a questo voto del 2018: in fin dei conti la persona di Virginia Raggi non viene direttamente coinvolta da questo doppio appuntamento elettorale. La sindaca, poi, in questa tornata viene “oscurata” da due presenze ingombranti: da un lato Luigi Di Maio, vincitore delle elezioni politiche, dall’altro proprio la candidata alla Pisana Roberta Lombardi, avversaria interna della Raggi nel Movimento romano e laziale.
Tuttavia, dove non arriva il voto nazionale può arrivare il voto strettamente cittadino. Due dei municipi conquistati dal M5S durante le amministrative 2016 hanno conosciuto una crisi politica. E’stato perciò necessario, nel giugno 2018 (tre mesi dopo le Politiche) tornare a votare al Municipio III (Montesacro) e al Municipio VIII (Ostiense-Garbatella). I risultati sono stati pessimi per la sindaca di Roma. Il M5S ha perso entrambi i municipi a vantaggio del centrosinistra. Addirittura al Municipio VIII non è stato necessario neanche il ballottaggio, con il giovane Amedeo Ciaccheri (addirittura a sinistra del PD) eletto presidente di Municipio al primo turno e con Giovani Caudo, ex assessore all’Urbanistica della giunta Marino, eletto presidente del Municipio III dopo il ballottaggio col candidato di centrodestra. In entrambi i municipi il M5S ha raccolto le briciole, non arrivando neanche al ballottaggio in entrambi i quartieri. Dopo questo voto il M5S a Roma controlla 11 municipi contro i 4 governati dalla coalizione progressista.
Nella prossima pagina arriveremo al 2019 parlando delle Elezioni Europee
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