Sondaggio Termometro Politico: calano i partiti liberali, centrodestra sempre maggioranza
Settembre 7, 2020
Sondaggio DEMOS – Covid: solo il 13% pensa che le misure siano state eccessive
Settembre 9, 2020

Storia delle Elezioni Presidenziali USA, parte terza: la rivincita dei Democratici e l’alba del ‘900

L’ultimo scorcio del XIX secolo segna un periodo di relativa stabilità politica, e di grande progresso economico per gli USA, congiunto all’emergere di nuove contraddizioni, e di pulsioni socialiste. Il Partito Democratico, uscito a pezzi dalla guerra civile, senza bussola né ideali, fatica a trovare un ruolo nazionale, e si limita a fare lo sparring partner dei Repubblicani piglia-tutto, al cui interno si trova ogni cosa: dall’estrema sinistra pro minoranze e diritti civili, alla destra dei grandi industriali. Ai Democratici resta la rappresentanza del Sud ex schiavista, e l’eco delle antiche battaglie jacksoniane, in favore dei pionieri e dei piccoli proprietari.

In copertina: il presidente Wilson in visita in Italia a fianco di Vittorio Emanuele III.

Ricordiamo, per chi le avesse perse, che le precedenti puntate sono reperibili ai seguenti link:

L’era della ricostruzione: la presidenza Grant

Il futuro presidente Ulysses S. Grant fotografato in divisa durante la Guerra di Secessione. Fu il primo presidente eletto dopo la fine della guerra.

Nel 1868 il partito Repubblicano riconquista la presidenza con Ulysses Grant, il generale vittorioso nella guerra civile, amico e sodale di Lincoln. In termini di voti non è una vittoria strepitosa (52,6% contro 47,3%), ma in termini di grandi elettori è molto più netta. Ai democratici di Horatio Seymour resta solo New York, lo stato di origine del candidato (e in questo periodo swing state per eccellenza), Maryland, Delaware, New Jersey, Georgia, Missouri, Kentucky e Oregon. Anche in molti Stati del Sud vincono i Repubblicani grazie agli schiavi liberati e ai cosiddetti carpet-bagger, gli arrivisti del Nord venuti a impossessarsi dei beni dei sudisti sconfitti. Presto i primi verranno messi in condizione di non votare, i secondi saranno cacciati via.

Grant, grande generale ma politico e presidente mediocre, viene comunque riconfermato nel 1872, nonostante i diversi scandali in cui è coinvolta la sua amministrazione. Anzi, la vittoria è più netta in termini di voti di quattro anni prima: 52,6% contro 43,8%. I democratici, in totale crisi di identità, gli hanno contrapposto il giornalista Horace Greeley, in passato fiero Repubblicano e sostenitore dell’ala radicale del partito. Un po’ come se Scalfari si fosse candidato in Forza Italia… Greeley si rivolta contro Grant in nome della lotta alla corruzione, ma non ha fortuna: i Democratici sono espulsi dal Nord (tranne il Maryland) e dal Sud (tranne la Georgia), e reggono bene solo nel MidWest, e nel Texas. Greeley poi muore poche settimane dopo il voto popolare, ma prima del voto dei Grandi elettori. Dal momento che era il candidato perdente, la cosa ha poca importanza. Ma se fosse stato il vincitore? La Costituzione Usa non ha risposte chiare a questa ipotesi.

La contestata elezione di Hayes

Nel 1876 la stanchezza per la gestione repubblicana, e la crisi economica dovuta al “Panico del 1873” (che si trascinerà per almeno un decennio) rischia di portare un esito a sorpresa: il candidato democratico Samuel Tilden sopravanza di ben 250 mila voti il favorito repubblicano, Rutheford Hayes, che però prevale per un solo voto elettorale, 185 a 184. Decisivi sono i voti del Colorado, nuovo Stato che, però, non elegge ancora direttamente i suoi Grandi elettori. Il voto del Collegio elettorale, come ci si può immaginare, è molto contestato, e tutto si risolve con un compromesso: i democratici danno il via libera ad Hayes, in cambio del ritiro dell’esercito dagli Stati del Sud, che quindi, di fatto, potranno avviare una politica di segregazione razziale. Hayes in generale, come i presidenti dopo di lui, sarà una figura mediocre, un avvocato di provincia incapace di cogliere i grandi mutamenti sociali che stavano avvenendo, e sordo alle sempre più difficili condizioni degli operai. In questa fase entrambi i partiti storici Usa appaiono legati a un ceto politico modesto e autoreferenziale, molto arretrato rispetto all’evoluzione della società civile. Ad accomunare questi presidenti anche il sostegno acritico alla conquista del West, e alla guerra contro i pellerossa, che assumerà i contorni di un genocidio, di cui storicamente sono tutti responsabili.

Nella prossima pagina: la fine del XIX secolo e il ritorno al potere dei Democratici.

Ti sta piacendo questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!

Sostieni Sondaggi Bidimedia!

Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!

Fai una donazione tramite PayPal

Questo è un blog di giovani, che si occupano di statistica politica senza scopo di lucro. Ma anche gli hobby hanno dei costi. Se vi piace il blog e siete contenti del nostro servizio potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi permetterà a questo blog di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!

Offrici un caffé con
Ko-fi

Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!

Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.

Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.