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IL GIRAMONDO – Elezioni in Bolivia: quale futuro dopo la fine dell’Era Morales?

I PRINCIPALI PARTITI POLITICI

A causa della legge elettorale boliviana, che prevede un unico voto per l’elezione del presidente, dei deputati e dei senatori, il numero di partiti e alleanze elettorali che si presentano a queste elezioni corrisponde a quello dei candidati alla presidenza, che in queste elezioni sono dieci.  E’ importante notare che molti partiti sono spesso solo veicoli elettorali utilizzati dai candidati alla presidenza, per cui dal punto di vista ideologico un partito può passare dall’estrema sinistra all’estrema destra e viceversa a seconda del candidato presidente che sostiene.

 

Movimento al Socialismo (MAS-IPSP)

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Il Movimento per il socialismo – Strumento politico per la sovranità dei popoli (in spagnolo : Movimiento al Socialismo – Strumento politico della Soberanía de los Pueblos , abbreviato MAS-IPSP, o semplicemente MAS), è un movimento politico di sinistra, anticapitalista e indigenista, fondato nel 1998 da Evo Morales. Il partito è stato al governo dal 2005 al 2019 e poi dal 2020 ad oggi. A livello internazionale fa parte dell’Alleanza Progressista e del Foro di San Paolo.  Il candidato alla presidenza per il MAS in queste elezioni è l’ex Ministro del Governo Eduardo del Castillo.

Le radici del MAS risalgono agli anni ’80 quando la crisi economica provocò la chiusura di molte miniere, con migliaia di ex minatori che divennero coltivatori di coca, detti cocaleros.  Negli anni i cocaleros organizzarono un proprio sindacato, il CSUTCB, e strinsero alleanze con i movimenti che difendevano i diritti della popolazione indigena. Negli anni ’90 il CSUTCB si organizzò come soggetto politico ed Evo Morales ne divenne uno dei leader principali, venendo eletto in parlamento nel 1997.  Nel 1998 Morales lasciò il CSUTCB per fondare il MAS-IPSP.   Negli anni successivi, a causa della crescente repressione da parte del governo contro il movimento dei coltivatori di coca e la privatizzazione delle risorse idriche  0il MAS organizzò vaste manifestazioni e scioperi, diventando il punto di riferimento dei cocaleros e delle popolazioni indigene. Nel Gennaio 2002 Morales venne espulso dal parlamento dopo essere stato accusato di essere responsabile degli scontri violenti tra i cocaleros e la polizia, ma questo lo rese ancora più popolare. Nel 2002 il MAS candidò Morales alle elezioni presidenziali.  Morales arrivò in seconda posizione dopo l’ex presidente Sanchez de Lozada e il partito ottenne il 20,9% dei voti.
Negli anni successivi la popolarità di Morales e del MAS aumentò ulteriormente, mentre i vecchi partiti boliviani implodevano e le manifestazioni di protesta organizzate dal partito  facevano dimettere due presidenti.

Alle elezioni del 2005 Morales, nuovamente candidato del MAS, vinse le elezioni presidenziali con la maggioranza assoluta dei voti, mentre il MAS otteneva la maggioranza assoluta dei deputati alla camera dei rappresentanti.

Una volta al governo il MAS-IPSP portò avanti un programma di modernizzazione del paese, promuovendo l’industrializzazione, aumentando l’intervento statale nell’economia, l’inclusione sociale e culturale e la ridistribuzione delle entrate provenienti dalle risorse naturali attraverso vari programmi di servizio sociale.  Le elezioni del 2006 dell’Assemblea Costituente  consolidarono la posizione di MAS-IPSP come forza dominante nella politica boliviana. Nelle elezioni del 2009 e 2014, che videro la rielezione di Morales, il MAS conquistò la maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera che al Senato. Anche nelle elezioni del 2019 successivamente annullate il MAS aveva conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in entrambe le camere. Con le dimissioni di Morales e l’insediamento del presidente ad interim  Jeanine Áñez, il MAS-IPSP passò temporaneamente all’opposizione, per poi tornare al governo l’anno successivo con l’elezione alla presidenza di Luis Arce, ex ministro dell’Economia di Morales.

A partire da luglio 2024, ci sono state profonde divisioni interne al partito tra i sostenitori del presidente Luis Arce e l’ex presidente Evo Morales.  Nel settembre 2024, gli scontri tra le fazioni pro-Arce e pro-Morales a La Paz si sono concluse con 40 persone ferite.  Nei mesi successivi Morales ha perso il potere all’interno del partito e lo scorso febbraio ha abbandonato il MAS

Ideologicamente il partito persegue un “socialismo” inteso in termini di comunitarismo, legato all’identità “plurinazionale” della Bolivia, che deve essere basata sull’autonomia dei popoli indigeni che la compongono, promuovendo la loro inclusione e rappresentanza politica. All’interno del partito si trovano comunque anche tendenze marxiste, socialdemocratiche e anarchiche.

Il partito sostiene un forte nazionalismo, in particolare riguardo alla gestione delle risorse naturali, cercando di limitare l’influenza straniera e massimizzare i benefici per il popolo boliviano. Il MAS è noto per la sua posizione anti-imperialista, critica delle politiche degli Stati Uniti e di altre potenze straniere, considerate interferenze negli affari interni della Bolivia e dell’America Latina.

Il partito incorpora anche politiche ambientali, allineandosi con le visioni indigene che vedono una stretta relazione tra uomo e natura, e incoraggia la partecipazione attiva delle comunità locali nei processi decisionali. Infine, il MAS cerca di rafforzare la sovranità nazionale sulle risorse naturali per garantire che i benefici economici siano massimizzati per il popolo boliviano.

 

Alleanza per l’Unita (UNIDAD)

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L’ Alleanza per l’Unità (conosciuta anche come Blocco dell’Unità ) è una coalizione elettorale fondata  lo scorso dicembre che appoggia la candidatura alla presidenza di Samuele Doria Medina.

L’alleanza  è composta dal Fronte di Unità Nazionale (UN, centrista), Creemos (destra conservatrice),  l’Alleanza Sociale Patriottica (ASP, sinistra indigenista), Il Movimento senza Paura (MSM, socialdemocratici) e altri partiti di centrodestra e centrosinistra.

Il Fronte di Unità Nazionale (in spagnolo: Frente de Unidad Nacional) è un partito di centro, in precedenza socialdemocratico, fondato nel 2003, membro dell’Internazionale Socialista.  Il partito fu creato dall’uomo d’affari Samuel Doria Medina, magnate dell’industria del cemento boliviana, dopo che questi aveva abbandonato  il Movimento della Sinistra Rivoluzionaria.  Nel 2005 Doria Medina si candidò alle elezioni presidenziali, ottenendo il 7,8% dei voti, 8 seggi alla Camera e uno al Senato. Nelle elezioni del 2009, Medina si candidò di nuovo ottenendo il 5,6% dei voti e tre seggi alla Camera. Nel 2014 Medina si candidò per la terza volta alla presidenza, ottenendo il 24,3% dei voti, 36 deputati e 9 senatori,  facendo diventare il Fronte di Unità Nazionale il principale partito di opposizione  al governo di Evo Morales.  Alle elezioni del 2019 il partito fece parte della coalizione “Comunità dei cittadini”  che candidava alla presidenza l’ex presidente Carlos Mesa, che ottenne il 36,5% dei voti, 50 deputati e 14 senatori.  La coalizione si ripresentò alle elezioni dell’anno successivo, ottenendo il 28,8% dei voti, 39 deputati e 11 senatori.

Creemos è partito di destra conservatore, nato nel 2020 come alleanza elettorale a sostegno della candidatura del politico indipendente di centrodestra Luis Fernando Camacho. L’alleanza inizialmente comprendeva  il Partito Democratico Cristiano e Unità Civica Solidarietà, due formazioni politiche che in queste elezioni presentano proprie liste e propri candidati alla presidenza.

L’Alleanza Sociale Patriottica (ASP) è un partito di sinistra indigenista fondato nel 2004  da René Joaquino, allora sindaco di Potosi. Il partito si è presentato alle elezioni del 2009 candidando Joaquino alla presidenza e ottenendo il 2,3% dei voti e due deputati.

Il Movimento senza Paura (Movimiento sin Miedo, MSM)  è un partito di centro -sinistra , fondato e guidato dall’avvocato per i diritti umani Juan del Granado .

Il partito fu fondato nel 2005, come alleato del MAS-IPSP, in appoggio alla candidatura alla presidenza di Evo Morales. Dopo il 2010 i due partiti si sono divisi.  Nel 2010 il MSM vinse le elezioni per il sindaco di La Paz. Nelle elezioni del 2014 il partito si presentò con Granado come candidato alla presidenza, ottenendo solo il 2,7% dei voti senza eleggere nessun deputato e nessun senatore.

 

 

Alleanza Libre

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L’Alleanza Libre – Libertà e Democrazia,  è una coalizione elettorale di centrodestra creata in vista di queste elezioni presidenziali a sostegno della candidatura dell’ex presidente Jorge Quiroga.  Essa  è composta dal Fronte Rivoluzionario della Sinistra (FRI), dal Movimento Socialdemocratico (MDS) e da altri gruppi e movimenti politici.

Il Fronte Rivoluzionario della Sinistra (in spagnolo : Frente Revolucionario de Izquierda , abbreviato FRI ) è un partito di centro, in precedenza di estrema sinistra, fondato nel 1978. Il partito nacque dalla fusione del Partito Comunista della Bolivia  con altre formazioni dell’estrema sinistra trotzkista e marxista-leninista.  Nelle elezioni del 1978 il partito ottenne  l’1,8% dei voti. Nelle elezioni successive si è sempre presentato in alleanza con altri partiti a volte di centrosinistra e a volte di centrodestra, ottenendo quasi sempre alcuni deputati in parlamento. Con il passare degli anni il partito ha abbandonato la sua ideologia originaria di sinistra radicale, per assumere posizioni politiche più moderate e pragmatiche. Alle elezioni del 2019 e del 2020 il FRI si è presentato all’interno dell’alleanza centrista  Comunità Cittadina, che ha appoggiato in entrambi i casi la candidatura alla presidenza dell’ex presidente Carlos Mesa.

Il Movimento Socialdemocratico  (MSD)è un partito di destra nazionalconservatore  fondato nel 2013 dal governatore di Santa Cruz, Rubén Costas Aguilera. Alle elezioni del 2014 fece parte della coalizione di centrodestra Unità Democratica, che candidò alla presidenza Samuel Doria Medina ottenendo il 24,5% dei voti, 32 deputati e 9 senatori. Alle elezioni del 2019 il MSD  presentò una propria lista, candidando alla presidenza Óscar Ortiz Antelo e ottenendo il 4,2% dei voti, 4 deputati e 1 senatore. Infine nel 2020, dopo aver tentato inutilmente di far candidare la presidente ad interim  Jeanine Añez ha deciso di non  partecipare alle elezioni.

 

Partito Democratico Cristiano (PDC)

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.Il Partito Democratico Cristiano (in spagnolo : Partido Demócrata Cristiano , PDC) è un partito di destra cristiano-conservatore. Il partito fu fondato nel 1954, come Partito Social Cristiano e assunse il nome attuale nel 1964. Il partito prese parte alle elezioni del 1958 e 1962 boicottando quelle del 1964 e 1966, rimanendo una forza minore nel panorama politico nazionale. Alla fine degli anni ’60 l’ala giovanile del partito si scisse formando il Movimento Rivoluzionario di Sinistra (MIR).  Il partito si oppose alla dittatura di Hugo Banzer,  lottando per il rispetto dei diritti umani e per il ripristino della democrazia, tuttavia nelle elezioni del 1978 il PDC appoggiò il candidato alla presidenza  René Bernal Escalante, che era stato ministro della difesa durante la dittatura.  Nel 1985 il PDC presentò una propria lista ottenendo l’1,6% dei voti e 3 deputati, dopodiché si è sempre presentato all’interno di coalizioni elettorali. L’ideologia del partito tradizionalmente era centrata sulla dottrina sociale della chiesa cattolica, tuttavia questo legame si è allentato nel momento in cui all’interno del  partito ha preso forza la componente  protestante evangelica   Il PDC è nettamente conservatore sul piano sociale, mentre dal punto di vista economico propone una “terza via” tra capitalismo e socialismo.  Nelle elezioni del 2019  il PDC è tornato a presentare una propria lista, candidando il pastore evangelico di estrema destra Chi Hyun Chung alla presidenza della repubblica, ottenendo l’8.8% dei voti, 9 deputati e nessun senatore. Nelle elezioni del 2020 il PDC haa fatto parte della coalizione di centrodestra Creemos che ha sostenuto la candidatura alla presidenza di Luis Fernando Camacho. In queste elezioni il PDC torna a presentare una propria lista, candidando alla presidenza il senatore Rodrigo Paz Pereira.

 

Alleanza Forza del Popolo

L’alleanza Forza del Popolo è una coalizione elettorale di centrodestra formata dall’Unità Civica Solidarietà (USC) e dal  Movimento delle Organizzazioni Popolari (MOP), che candida alla presidenza Jhonny Fernández.

undefinedL’ Unità Civica Solidarietà (in spagnolo : Unidad Cívica Solidaridad ) (UCS) è un partito politico liberale di centrodestra. L’ UCS è stata fondata nel 1989 da Max Fernández ed è attualmente guidata da suo figlio, Johnny Fernández. Il partito ottenne il 13,8% dei voti nelle elezioni del 1993, il 16,1% in quelle del 1997, per poi scendere al 5,5% nel 2002. l’UCS non si è più presentata come lista autonoma alle elezioni successive. L’UCS fece parte della coalizione di centrodestra che sostenne la presidenza di Hugo Banzer dal 1997 al 2001. Nelle elezioni presidenziali del 2019 il partito aveva appoggiato la candidatura di Víctor Hugo Cárdenas Conde, che ottenne lo 0,4% dei voti. Nelle elezioni del 2020 l’USC ha fatto parte della coalizione di centrodestra Creemos che ha sostenuto la candidatura alla presidenza di Luis Fernando Camacho.

 

 

Autonomia per la Bolivia-Súmate (APB-Súmate) 

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Autonomia per la Bolivia-Súmate (APB-Súmate o APB Súmate ), è un partito populista conservatore fondato lo scorso dicembre da  Manfred Reyes Villa , attualmente sindaco della città di Cochabamba, candidato alla presidenza in queste elezioni.

Il partito è erede di un altro partito populista di desta, la Nuova Forza Repubblicana (NFR), che  Manfred Reyes Villa aveva fondato nel 1995, dopo aver lasciato l’ Azione Nazionalista Democratica (ADN). Alle elezioni del 1997 , la NFR appoggiò la coalizione guidata da ADN e dal Partito Cristiano Democratico (PDC), che vinse le elezioni e vide l’ ex presidente boliviano e generale Hugo Banzer assumere la presidenza. Alle elezioni del 2002 La NFR presentò una propria lista, candidando alla presidenza Reyes Villa, ottenendo il 20,9% dei voti 25 deputati e 2 senatori.

Nelle elezioni del 2009 la NFR si presentò all’intero della coalizione chiamata  “Convergenza Nazionale” che candidò nuovamente Reyes Villa alla presidenza, ottenendo il 26,5% dei voti, 37 deputati e 10 senatori. Dopo le elezioni Reyes Villa si trasferì negli Stati Uniti, per poi tornare in Bolivia nel 2019 dopo le dimissioni di Evo Morales dalla presidenza, fondando il movimento politico Sumate, che nel 2024 è stato ufficialmente registrato come partito politico con il nome di Autonomia per la Bolivia-Súmate.

 

Alleanza Libertà e Progresso – Azione Democratica Nazionalista (LyP-ADN)

L’Alleanza Libertà e Progresso- Azione Democratica Nazionalista è un’alleanza elettorale creata per queste elezioni presidenziali che appoggia la candidatura dell’ingegnere e militare Pavel Arancena Vargas.

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L’ Azione Democratica Nazionalista (in spagnolo: Acción Democrática Nacionalista) è un partito politico di destra nazionalista fondato nel 1979 dal dittatore militare Hugo Banzer dopo che si era dimesso dal potere. Come leader dell’ADN, Banzer ha partecipato alle elezioni presidenziali del 1979, 1980, 1985, 1989, 1993 e 1997. Ha ottenuto il terzo posto nel 1979 e nel 1980, e ha vinto la maggioranza relativa dei voti dei voti nel 1985, ma, non avendo raggiunto il 50% necessario per l’elezione diretta, fu il Congresso a nominare il nuovo presidente, scegliendo Víctor Paz Estenssoro.

Dal 1985 al 1989 il partito fece parte di una coalizione di governo di centrodestra. Nelle elezioni del 1989  Banzer finì secondo, ma sostenne nell’elezione al Congresso il candidato della sinistra Jaime Paz Zamora,  che divenne presidente con l’aiuto dell’ADN. Il partito governò di nuovo in una inedita coalizione  destra-sinistra.  Banzer arrivò di nuovo secondo nelle elezioni presidenziali de 1993.

Infine, nel 1997, a 71 anni,  Banzer Suárez fu eletto presidente della Bolivia, primo ex dittatore nella storia recente dell’America Latina a tornare al potere in maniera democratica. Nel 2001, a causa di una grave malattia dovette dimettersi. Gli successe il suo Vice- Presidente, Jorge Quiroga, che tuttavia alle elezioni del 2005 si candidò con un proprio partito (PODEMOS) portandosi dietro buona parte del partito.  Dalla metà degli anni 2000  l’ADN è praticamente sparito dalla scena politica boliviana,  tuttavia rimane ancora attivo, anche se privo di rappresentanza parlamentare.

 

Altri partiti

Movimento della Rivoluzione Democratica (MORENA): partito di sinistra populista indigenista creato pochi mesi fa per sostenere la candidatura alla presidenza di Eva Copa.

Alleanza Popolare (AP): partito di sinistra populista creato poche settimana  fa per sostenere la candidatura alla presidenza di Andrónico Rodríguez e formato in gran parte dal ex esponenti del MAS rimasti fedeli all’ex presidente Evo Morales.

 

 

Nella prossima pagina, i candidati alla presidenza, infine i sondaggi elettorali.

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