Sono 14 i partiti politici che si presentano a queste elezioni a livello nazionale. Oltre ai 10 partiti che avevano ottenuto seggi nelle elezioni precedenti, si presentano i democristiani e 3 partiti già presenti al Folketing a causa di alcuni parlamentari che hanno cambiato partito durante l’ultima legislatura. Oltre a questi, ci sono 7 partiti locali in Groenlandia e altrettanti nelle isole Faroe che si contendono i quattro seggi che vengono aggiunti ai 175 nazionali.
I 5 partiti di sinistra e centrosinistra (A, Ø, Å, B, F) compongono la cosiddetta “coalizione rossa” mentre i 5 di destra e centrodestra (O, V, I, C, K) sono raggruppati sotto il nome di “coalizione blu”. Rispetto alle elezioni precedenti ai partiti di centrosinistra si è aggiunto il nuovo partito dei Verdi Indipendenti (Q) mentre a quelli di centrodestra si sono aggiunti due nuovi partiti di destra nazionalista: i “Danesi Democratici” (AE) e la “Nuova Destra” (D). Completa il quadro il nuovo partito centrista dei Moderati (M), che non si schiera in nessuno dei due campi.
Socialdemocratici (A)
I socialdemocratici (in danese: Socialdemokraterne), ufficialmente il Partito Socialdemocratico, sono uno dei più grandi e più antichi partiti della Danimarca. Attualmente i socialdemocratici sono presenti con 49 seggi nel Folketing e governano il paese tramite il governo monocolore guidato dalla leader del partito Mette Fredriksen. Il partito è membro del PSE e dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici.
Il partito fu fondato nel 1871, per organizzare politicamente le associazioni sindacali del paese. I socialdemocratici entrarono per la prima volta al Folketing nelle elezioni del 1884. Del 1924 al 2001 sono stati il partito più grande del paese, posizione che hanno recuperato dopo le elezioni del 2015. I socialdemocratici sono andati alle guida del governo per la prima volte nel 1924 con Thorvald Stauning, il primo ministro danese più longevo del XX secolo. Durante il governo di Stauning, i socialdemocratici hanno esercitato un’influenza profonda sulla società danese, gettando le basi dello stato sociale danese. Sotto il governo Stauning, Nina Bang fu la prima donna al mondo ad essere nominata ministro di un governo. I socialdemocratici raggiunsero il loro massimo storico nelle elezioni dei 1935 con il 46,4% dei voti.
Il partito ha guidato il governo dal 1924 al 926, dal 1929 al 1945, dal 1947 al 1950, dal 1953 al 1968, dal 1971 al 1973, dal 1975 al 1982, dal 1993 al 2001, dal 2011 al 2015 con Helle Thorning-Schmidt, primo capo di governo donna del paese e infine dal 2019 ad oggi con Matte Frederiksen.
Mette Frederiksenè diventata leader del partito dopo la sconfitta del 2015, spostanod il partito su posizioni economicamente più stataliste, protezioniste e socialmente meno liberali dei suoi immediati predecessori, In particolare il paritto è diventato nettamente più rigido per quanto riguarda il controllo dell’immigrazione nel paese. L’attuale governo Frederiksen è un governo monocolore appoggiato da 4 partiti di sinistra e centrosinistra. Nonostante abbia assunto una posizione anti-immigrazione durante le elezioni, Frederiksen ha poi cambiato la sua posizione consentendo l’ingresso di maggiore manodopera straniera.
L’ideologia del partito si basa sui valori di “Libertà, uguaglianza e fratellanza”, il che comporta una politica di solidarietà con i più poveri e di assistenza sociale a favore dei bisognosi. Il partito è anche favorevole ad un maggiore coinvolgimento della Danimarca nell’Unione Europea.
Venstre (V)
Venstre (in danese: letteralmente “sinistra”) è un partito liberalconservatore, il più antico partito politico danese, membro dell’ALDE e dell’Internazionale Liberale. Ventre è attualmente presente nel Folketing con 39 seggi, che ne fa il maggior partito di opposizione.
Il partito fu fondato nel 1870 con il nome di “Det Forenede Venstre” (La Sinistra Unita). Il termine “sinistra” faceva riferimento al fatto che era stato formato da tre fazioni parlamentari che sedevano all’epoca alla sinistra del Folketing. Inizialmente il partito rappresentava le classi sociali urbane e gli imprenditori favorevoli al libero mercato, in contrasto con i partiti conservatori rappresentanti dell’aristocrazia terriera.
Fin dall sua origine il partito fece spesso parte del governo. Nel 1905 l’ala antimilitarista e socialmente liberale del partito si scisse, fondando la “Radikale Venstre”, questo, assieme all’ingresso dei socialdemocratici in parlamento, spostarono Venstre verso la destra del panorama politico nazionale. Nella prima metà del XX secolo, Venstre si alternò alla guida del governo con i socialdemocratici. Dopo il lungo periodo di governi di centrosinistra del dopoguerra, partito torno al governo dal 1968 al 1971, dal 1973 al 1975 e dal 1982 al 1983. Nel 1998 divenne leader del partito il carismatico Anders Fogh Rasmussen, che nel 2001 riuscì a sconfiggere i socialdemocratici e a far ritornare Venstre con il 31,2% dei voti, primo partito del paese dopo oltre 80 anni. Rasmussen prese varie iniziative per liberalizzare l’economia del paese, senza però smantellare lo stato sociale. Nel 2009 Anders Fogh Rasmussen Rasmuss si dimise per diventare segretario generale della Nato e gli successe il suo compagno di partito Lars Løkke Rasmussen. Nelle elezioni del 2011 il centrodestra perse la maggioranza e Venstre tornò all’opposizione. La crisi dei migranti del 2015 provocò un netto spostamento di voti da Venstre verso la destra nazionalista del Partito Popolare Danese (DF), tanto che nelle elezioni di quell’anno Venstre ebbe un netto calo elettorale, scendendo al 19,5% dei voti, superata sia dai socialdemocratici che dal DF. Tuttavia Lars Løkke Rasmussen tornò a capo di un governo di minoranza di centrodestra appoggiata esternamente dal Partito Popolare Danese. Con le elezioni del 2019 il partito risalì al 23,4% dei voti, ma dovette andare all’opposizione del governo di centrosinistra di Mette Frederiksen. Nel 2020 Lars Løkke Rasmussen ha abbandonato il partito, per poi fondare quest’anno una nuova formazione politica di centrodestra chiamata “Moderati”.
Venstre è un partito liberale classico di centrodestra, favorevole ad una liberalizzazione del mercato, ad un’abbassamento delle tasse e ad un progressismo smantellamento dello stato sociale. Dal punto di vista della politica estera il partito è fortemente filo-occidentale, e favorevole ad una maggior integrazione della Danimarca nella NATO e nella UE.
Partito Popolare Socialista (F)
Il Partito socialista popolare (in danese: Socialistisk Folkeparti, SF) è un partito di sinistra socialista ecologista, membro del Partito dei Verdi Europei attuamente presente con 15 deputati a Folketing.
Il SF fu fondato nel 1959 da una scissione dell’ala moderata del Partito comunista danese (DKP), in seguito alla repressione ungherese del 1956. I socialisti popolari cercarono di formare una terza via tra la socialdemocrazia occidentale e il comunismo sovietico. Il partito ha sempre fatto parte del parlamento danese dal 1960 ad oggi. Il partito ebbe il massimo del suo successo negli anni ’80, quando ere in primo piano nella battaglia per fare uscire la Danimarca dalla Comunità Europea. Nel 1987 raggiunse il suo massimo storico con il 14,6% dei voti e 27 seggi in parlamento. Negli anni ’90 il partito si allontanò dalle sue posizioni antieuropeiste, rimanendo comunque euroscettico, votando ad esempio contro l’adozione dell’Euro nel referendum del 2000.
Il partito nel 2004 abbandonò il gruppo della sinistra al parlamento europeo per passare con il gruppo dei Verdi. Dopo la netta sconfitta alle elezioni del 2005 fu eletto leader Villy Søvndal, personaggio carismatico che riuscì a fare arrivare il partito al 13% dei voti alle elezioni del 2007 e portarlo su posizioni al contempo più europeiste e più di sinistra. Nel 2011 il SF entrò a far parte del governo di centrosinistra di Helle Thorning-Schmidt e Søvndal divenne ministro degli esteri. Dopo la sconfitta elettorale del 2015, il partito tornò all’opposizione. Alle elezioni del 2019 il partito ha ottenuto il 7,7% dei voti e ha successivamente appoggiato dall’estero il governo socialdemocratico di minoranza guidato da Mette Frederiksen.
L’ideologia del partito si basa sul socialismo democratico, sull’ambientalismo e sul rispetto dei diritti umani e di tutte le minoranze. La SF è a favore di una globalizzazione basata sulla solidarietà e sulla protezione dell’ambiente. Originariamente euroscettico, da circa una ventina di anni il partito è diventato decisamente europeista.
Moderati (M)
I Moderati (in danese Moderaterne, M) sono un partito di centro liberale, fondato nel giugno scorso dall’ex primo ministro di centrodestra Lars Løkke Rasmussen. Il partito è presente nel parlamento uscente con un solo seggio, quello dello stesso Rasmussen, che era stato eletto per il partito liberalconservatore “Venstre”, che aveva poi abbandonato in seguito ad uno scontro al vertice del partito.Secondo Lars Løkke Rasmussen, il partito deve essere un partito borghese di centro che “ha l’ ambizione di creare slancio e cambiamento in un crocevia tra un “blocco blu” tormentato dalla politica dei valori e “un blocco rosso” che si aggrappa a una visione passata dei rapporti tra l’individuo e lo Stato”. Rasmussen propone che dopo le prossime elezioni si formi una “grande coalizione” tra i principali partiti del paese, europeisti e filo-occidentali, per affrontare le sfide economiche e sociali dei prossimi anni.
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