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IL GIRAMONDO – Elezioni in Israele: Non c’è due senza tre (dopo le elezioni di Aprile e Settembre 2019)

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Il prossimo 2 Marzo si terranno elezioni legislative anticipate in Israele per eleggere i 120 membri della 23ª Knesset . Dopo le precedenti inconclusive elezioni di aprile e quelle successive di settembre dello scorso anno, è la terza volta in meno di un anno che gli israeliani tornano alle urne. A seguito delle elezioni di aprile 2019 la coalizione di governo di destra guidata dal primo ministro uscente,  Benjamin Netanyahu, aveva perso la  maggioranza in parlamento. Netanyahu non era riuscito a formare una coalizione di governo e  aveva quindi fatto votare alla Knesset un decreto di sciogliemento del parlamento per andare a nuove elezioni, e impedire al leader del partito blu e bianco Benny Gantz di essere nominato primo ministro designato.  Tuttavia anche dopo le elezioni di settembre né Netanyhau né Gantz erano riusciti a trovare una maggioranza in parlamento.

Netanyahu è attualmente  sotto processo  per corruzione da parte della magistratura ma continua a godere dell’immunità dovuta alla sua posizione di primo ministro. Nel frattempo la moglie di Netanyhau, Sara, è stata condannata  per  corruzione ed uso improprio di fondi pubblici. Il primo ministro afferma che le accuse sono una “caccia alle streghe” da parte di pubblici ministeri e giornalisti di sinistra.

Molti dei sostenitori di Netanyahu provengono da classi sociali medio-basse con un basso grado di istruzione. La maggior parte sono ebrei sefarditi, discendenti dagli immigrati provenienti dal mondo arabo, piuttosto che ebrei ashkenaziti, generalmente più ricchi e colti, che hanno le loro radici in Europa. Con il suo messaggio populista Netanyahu è riuscito fino ad adesso ad ottenere il voto dei suoi sostenitori invitandoli a sfidare una presunta élite ricca, colta, liberale e di sinistra a lui ostile. Ma fino a quando continuerà ad essere una strategia vincente?  Se neanche stavolta, come appare dai sondaggi, non emergerà nessuna maggioranza di governo, sarà Gantz a doversi arrendere ed entrare in una “grande coalizione” con  a capo Netanyhau o sarà il blocco di destra che in questi anni ha garantito il potere a Netanyhau a sfaldarsi e a lasciare il campo libero dopo undici anni ad un governo senza di lui?

 

IL SISTEMA POLITICO – ELETTORALE

File:Emblem of Israel.svgIsraele è una democrazia parlamentare. Il Primo Ministro di Israele è il capo del governo e leader di un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo spetta alla Knesset, il parlamento monocamerale del paese. Il potere giudiziario è indipendente dal potere esecutivo e legislativo. Il sistema politico dello Stato di Israele e i suoi principi principali sono definiti in 11 leggi fondamentali. Israele non ha una costituzione scritta.

Il Presidente di Israele è il Capo dello Stato e svolge un ruolo quasi esclusivamente cerimoniale.  Il Presidente viene eletto dal parlamento per un mandato di 7 anni non rinnovabile.

La Knesset è formata da  120 membri, eletti per un periodo di 4 anni con metodo proporzionale con liste di partito senza voto di preferenza.  Recentemente, per ridurre la frammentazione politica, è stata introdotta una soglia del 3,25% dei voti necessaria per ottenere seggi in parlamento.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, Israele è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Malta, Estonia, Botswana e Taiwan. E’ comunque di gran lunga il paese più liberale e democratico del Medio Oriente.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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