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GLI SVILUPPI POLITICI RECENTI

 

A seguito delle precedenti elezioni del 2015,  si era formata una coalizione pentapartita di destra, comprendente, oltre al Likud del Primo Ministro Netanyahu,  il partito di destra “la Casa Ebraica”,  Kulanu,  Shas, e “Giudaismo Unito nella Torah”, con una maggioranza di soli 61 seggi su 120. In vista delle elezioni del 2019, il partito “la Casa Ebraica” si era diviso. Una parte, guidata dall’ex ministro Naftali Bennett aveva lasciato il governo, fondando la “Nuova Destra”, mentre il resto del partito era rimasto al governo entrando nella “Unione dei Partiti di Destra”. Il Likud aveva subito due scissioni. Una fazione di Israel Beitenu, guidata da Orly Levy, aveva formato la lista “Gesher” e un altra, guidata da Moshe Feiglin aveva formato la lista “Zehut”.

Nelle elezioni di Aprile né Bennet, né Levy, né Feiglin sono riusciti ad entrare in parlamento con i loro nuovi partiti, segno che l’elettorato di centrodestra restava sempre molto compatto intorno a Netanyahu.

A seguito delle elezioni l’alleanza pentapartita di destra che sosteneva Netanayhau era scesa a 60 seggi su 120, insufficiente per ottenere la fiducia in parlamento. Netanyhau aveva quindi cercato negoziare un accordo con il partito laico nazionalista Israel Beitenu del suo ex ministro ed ex alleato Avigdor Lieberman. L’accordo tuttavia è saltato a causa dell’opposizione di Lieberman all’esenzione dal servizio militare degli ebrei ultra-ortodossi.  Una modifica alla legge, come richiesto da Lieberman, avrebbe visto l’opposizione dei partiti di destra religiosi, necessari per avere una maggioranza in parlamento.  In caso di fallimento di Netanyhau, il presidente avrebbe dato l’incarico al leader della Alleanza Bianco-Celeste Benny Gantz. Per evitare il rischio che Gantz potesse raccogliere una maggioranza intorno al suo nome, Netanyhau ha fatto approvare dalla Knesset un disegno di legge per sciogliere il parlamento ed andare ad elezioni anticipate il 17 settembre.

In vista delle elezioni anticipate c’erano stati vari cambiamenti nella composizione delle liste elettorali:

  • La lista Kulanu, che era nata nel 2014 da una scissione del Likud, aveva deciso di sciogliersi e di presentare i suoi candidati all’interno delle liste del Likud.
  • I due partiti arabi (Ta’al e  Lista Araba Unita) e e due partiti di sinistra radicale (Hadash e Balad) avevano deciso di presentarsi assieme all’interno della “Lista Unita” come avevano fatto nel 2015.
  • L’ex primo ministro laburista Ehud Barak aveva creato una nuova formazione politica, il “Partito Democratico Israeliano”, che aveva formato una lista unica assieme a Meretz, chiamata “Unione Democratica”.
  • La lista di centrosinistra Gesher che era nata alla vigilia delle elezioni di Aprile da una scissione del Likud, aveva deciso di presentarsi assieme al Partito Laburista.
  • L’unione dei Partiti di Destra e la Nuova Destra, su pressione di Netanyahu, avevano deciso di presentare una lista comune chiamata “Yamina” .
  • Zehut aveva raggiunto un accordo con Netanyahu, rinunciando a partecipare alle elezioni in cambio di un posto di ministro per il suo leader Moshe Feiglin

 

Risultati delle elezioni politiche di Settembre 2019

 

Liste

Ideologia

%

Seggi

Bianco-Celeste Centristi liberali

26,0

33

Likud Liberalconservatori nazionalisti (ACRE)

25,1

32

Lista Comune Sinistra radicale, minoranza araba 

10,6

13

Shas Conservatori religiosi ebraici

7,4

9

Yisrael Beiteinu Destra laica nazionalista

7,0

8

Giudaismo Unito nella Torah Conservatori religiosi ebraici

6,1

7

Yamina Destra, nazionalista,  conservatori religiosi ebraici

5,9

7

Partito Laburista Israeliano-Gesher Socialdemocratici

4,8

6

Unione Democratica Progressisti, ecologisti, sinistra laica

4,3

5

Otzma Yehudit Estrema destra religisosa ebraica

1,9

–

Tzomet Destra laica nazionalista

0,3

–

Altri

0,6

–

Totale

100

120

 

Le elezioni del settembre 2019 hanno confermato una situazione di stallo.  Nè il Primo Ministro in carica Netanyahu nè il leader dell’opposizione Benny Gantz  (a capo dell’alleanza bianco-celeste) sono stati in grado di raccogliere una maggioranza di governo con 61 seggi per formare un governo. Di conseguenza, Netanyahu e Gantz hanno concordato in linea di principio che l’unica soluzione era un governo di unità nazionale tra il Likud di Netanyahu e i partiti Blu e Bianco di Gantz . Anche Avigdor Lieberman leader di Yisrael Beiteinu e il presidente della repubblica Reuven Rivlin, premevano per questa soluzione. Tuttavia, sostanziali divergenze sui termini di tale governo ne hanno impedito la formazione  in quanto Netanyahu ha richiesto l’inclusione dei suoi partiti religiosi di destra alleati e Gantz ha rifiutato di cooperare con un Likud guidato da Netanyahu fintanto che fosse stato incriminato per presunta corruzione e frode.  Dopo quasi tre mesi di inutili trattative, Rivlin è stato costretto a sciogliere nuovamente la Knesset e convocare nuove elezioni

 

Nelle prossime pagine  i principali partiti politici ucraini, infine gli ultimi sondaggi.

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