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Il Giramondo – Elezioni in Nepal, il “paradiso dei partiti comunisti” travolto dalla rivolta della Generazione Z

LA STORIA POLITICA

All’inizio del 1900 il Nepal era un regno formalmente indipendente sotto la dinastia Shah. Il governo del paese era però di fatto nei mani della famiglia Rana che aveva preso il potere nel 1846, quando, con il supporto del governo britannico, Jang Bahadur Rana aveva massacrato buona parte della famiglia reale, costringendo il re a cedergli di fatto tutto il potere nominandolo Maharaja. Dopo di lui tutti i Maharaja successivi sarebbero stati esponenti della famiglia Rana,  i quali portarono il paese nell’orbita dell’Impero Britannico. Il regime dei Rana era un’autocrazia strettamente centralizzata, che perseguiva una politica di isolamento del Nepal dalle influenze esterne. Nel 1923 Gran Bretagna e Nepal firmarono un trattato di pace e amicizia perpetua” con il quale la Gran Bretagna riconosceva la totale indipendenza del Nepal.

La prima svolta nella politica del Nepal si ebbe solo nel 1947 con la fondazione del Partito del Congresso Nepalese ad opera di Bishweshwar Prasad Koirala, su ispirazione del Partito del Congresso Indiano.  Il Congresso Nepalese, coadiuvata dal governo indiano,  nel 1950 fece fuggire  re Tribhuvan in esilio India per sottrarlo al potere dei Rana. Come reazione i Rana insediarono suo nipote Gyanendra, che allora era un bambino di soli tre anni.  Tribhuvan ritornò dall’esilio nel gennaio del 1951 e fu riconosciuto a furor di popolo come legittimo regnante. L’ultimo primo ministro dei Rana, Mohan Shamsher, dovette dimettersi e si formò un govero di unità nazionale (appoggiato dal governo indiano), formato da esponenti del Congresso Nepalese e della famiglia Rana e guidato da Matrika Prasad Koirala, fratello del  leader del Congresso Nepalese Bishweshwar. 

Nel 1955 Tribhuvan morì, e la corona passò al figlio Mahendra. Costui indisse le prime elezioni della storia del paese, che si tennero nel 1959. Le elezioni furono vinte dal Partito del Congresso Nepalese, e Bishweshwar Prasad Koirala assunse la carica di primo ministro.  La classe dirigente monarchica tuttavia  non tollerava un governo in mano ai “socialisti” del Partito del Congresso. Nel 1960 re Mahenda compì un colpo di stato,  sciogliendo governo e parlamento, assumendo direttamente il potere e promulgando una nuova costituzione che trasformava il Nepal in una monarchia assoluta.    Dal 1963 in poi la guida del governo fu data a primi ministri formalmente indipendenti, ma che di fatto eseguivano il volere del sovrano.  Al posto del parlamento furono istituite delle assemblee locali dette “panchayat” alla quale non potevano tuttavia partecipare i partiti politici, che furono messi tutti fuorilegge.

Nel 1972, a Mahendra successe il figlio Birendra, che non volle mutare l’assetto istituzionale del paese. In politica estera il Nepal restava alleato dei paesi occidentali, cercando di evitare le influenze sia dell’India dominata dal Congresso che della Cina Maoista. Alla fine degli anni ’70 ci furono  proteste popolari contro il regime che sfociarono in atti di volenza e che costrinsero il re a indire un referendum nazionale per trasformare il Nepan un una democrazia multipartitica. Il referendum si tenne nel 1980 e il risultato fu una vittoria di misura per il mantenimento del sistema esistente. L’unica differenza fu che il primo ministro sarebbe stato scelto dall’assemblea dei Pachayat (Rastriya Panchayat) invece che dal re.

Nel 1990 con la fine della guerra fredda, i paesi occidentali e l’India iniziarono a fare pressioni su re Birenda per instaurare una democrazia parlamentare. Una serie di scioperi e di proteste popolari costrinsero re Birenda a modificare la costituzione ed indire elezioni multipartitiche che si tennero nel maggio 1991. IIl risultato fu una vittoria del Congresso Nepalese, che  vinse 110 dei 205 seggi mentre in seconda posizione arrivò il Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista)  che ne ottenne 69. Fu quindi formato un governo guidato da Girija Prasad Koirala, fratello dei due primi ministrei degli anni ’50 Matrika e Bishweshwar.

Nel 1992 il paese fu colpito da una grave crisi economica. I partiti di estrema sinistra iniziarono una serie di scioperi e agitazioni popolari contro il governo e la monarchia. Il 6 aprile 1992 uno sciopero generale a Kathmandu degenerò in scontri armati tra la polizia e i manifestanti.  Nelle settimane seguenti gli scontri si estesero anche alle zone rurali dove gli agricoltori protestavano per la mancata attuazione della riforma agraria.  Le forze armate soffocarono con brutale violenza le rivolte, il che portò ad una radicalizzazione dello scontro, della quale approfittò il Partito Comunista del Nepal (maoista)  un gruppo guerrigliero di ispirazione maoista guidato da  Pushpa Kamal Dahal (noto con il nome di battaglia di “Prachanda“)che voleva trasformare il Nepal in una repubblica democratica popolare sul modello cinese.

Nelle elezioni anticipate del 1994, il PCN (UML)  ottenne la maggioranza dei seggi, sconfiggendo il Partito del Congresso.  Primo ministro fu nominato quindi il leader del PCN (UML)  Man Mohan Adhikari. Per la prima volta quindi un Partito Comunista prendeva il potere tramite libere elezioni.  I contrasti tra il nuovo governo e il re Birenda si fecero subito sentire e poco meno di un anno dopo grazie ad un “ribaltone” parlamentare,  Adhikari si dovette dimettere e re Birenda nomino’ il leader del Partito del Congresso Sher Bahadur Deuba come primo ministro.

Nel 1997 il PCN-M, guidato da  Pushpa Kamal Dahal  diede il via ad una vera e propria guerra civile contro il governo, prendendo il potere in varie distretti del paese. Deuba si dimise e il re mise a capo del governo Lokendra Bahadur Chand, e poi Surya Bahadur Thapa,  esponenti della minoranza filo-monarchica del parlamento che erano stati primi ministri negli anni ’80. l’assenza di una maggioranza di governo e la situazione economica e politica sempre piu’ grave costrinsero il re a rivolgersi nuovamente al Partito del Congresso e nel 1998 Girija Prasad Koirala divenne nuovamente primo ministro.

Nelle elezioni del 1999 il Partito del Congresso Nepalese ottenne la maggioranza assoluta dei seggi e nuovo capo del governo fu nominato il nuovo leader del partito Krishna Prasad Bhattarai. Ancora una volta nacquero contrasti tra il primo ministro e re Birenda, tanto che Bhattarai l’anno successivo dovette dimettersi e al suo posto fu nominato ancora una volta Girija Prasad Koirala.

Il 1 giugno 2001 una terribile tragedia sconvolse il paese.  il principe ereditario Dipendra , in preda ad raptus di follia omicida,  durante una festa nel palazzo reale inizio’ a  sparare contro i propri familiari uccidendo 9 membri della famiglia reale, tra cui re Birendra e la regina Aishwarya , prima di spararsi e morire tre giorni dopo per le ferite riportate.  Nuovo re del Nepal divenne il principe Gyanendra (fratello di re Birendra), il quale tuttavia era molto meno rispettato dalla popolazione rispetto al fratello, il che fece aumentare l’opposizione popolare alla monarchia.  Una volta salito al trono Gyanendra licenziò  il primo ministro Prasad Koirala e nomino al suo posto Sher Bahadur Deuba.

Nel frattempo, la ribellione maoista si era intensificata e buona parte del paese non era più sotto il controllo del governo centrale. Nell’ottobre 2002 il re depose il governo sostituendo Deuba con l’ex primo ministro  Lokendra Bahadur Chand, ma situazione era sempre più grave.  Gran parte del Nepal era ormai stata conquistata dalla ribellione.  I guerrieri maoisti erano visti favorevolmente da ampi settori della società nepalese, in particolare donne, “intoccabili” e minoranze etniche. Dove prendevano il potere i maoisti abolivano  la discriminazione di casta, davano alle donne uguali diritti rispetto agli uomini e vietavano  i matrimoni combinati. Inoltre i maoisti fornivano gratuitamente assistenza sanitaria e corsi di alfabetizzazione, spropriavano i “capitalisti” locali e attuano i propri progetti di sviluppo.

Nell’agosto del 2004  i maoisti iniziarono l”assedio della valle di Kathmandu,  mentre ormai anche nella capitale il sostegno alla monarchia iniziava a diminuire. Nel frattempo re Gyanendra aveva cambiato altri due primi ministri, sostituendo Chand con Surya Bahadur Thapa,e poi richiamando ancora una volta al govenro Deuba.  1 ° febbraio 2005, re Gyanendra licenziò l’intero governo, dichiarando lo stato di emergenza, scigliendo il parlamento e arrestando i principali leader politici del paese.   Nell’aprile 2006 gli scioperi e le proteste di piazza a Kathmandu costrinsero il re a riaprire il parlamento.  Una coalizione di sette partiti riprese il controllo del governo, a cui capo fu nominato il vecchio Girija Prasad Koirala  e privò il re della maggior parte dei suoi poteri. Il 24 dicembre 2007 i principali partiti del paese e i ribelli maoisti si accordarono per abolire la monarchia e dichiarare il Nepal una repubblica federale. La guerra civile ebbe finalmente fine, dove aver provocato in 10 anni la morte di circa 13’000 persone.

Nell’aprile 2008, fu eletta un’Assemblea Costituente, dove i maoisti del PCN-M ottennero la maggioranza dei seggi, seguiti dai socialdemocratici del  Congresso Nepalese e dai comunisti del PCN (UML). il leader maoista Prachanda fu nominato primo ministro a capo di una coalizione che comprendeva i due principali partiti comunisti, cioè il PCN-M e il PCN(UML).   Ram Baran Yadav del Congresso Nepalese fu eletto dall’Assemblea  primo presidente della Repubblica Democratica Federale del Nepal. Il nuovo Presidente e il nuovo Primo Ministro tuttavia erano in disaccordo praticamente su tutto tanto che l’anno successivo Prachanda dovette dimettersi e la guida del governo fu affidata ad un esponente del PCN (UML), Madhav Kumar Nepal che formò una coalizione con il Partito del Congresso, lasciando i maoisti all’opposizione. Nel 2011 ci fu un nuovo “ribaltone” parlamentare che portò ad un’accordo tra il PCN(UML) e i maoisti che nel frattempo avevano cambiato il nome del partito in Partito Comunista del Nepal Unificato (Maoista).  Nuovo primo ministro divenne Jhala Nath Khanal del PCN (UML). Pochi mesi dopo il PCNU (M) riuscì a trovare un accordo con vari partiti minori per  sfiduciare il governo. Nuovo primo ministro divenne allora Baburam Bhattarai del PCNU (M).

Nel frattempo l’assemblea, a causa dei contrasti tra i maggiori partiti del paese e i continui cambi di governo  non era riuscita a completare la stesura di una nuova costituzione entro i termini stabiliti. L’Assemblea fu sciolta e fu formato un governo ad interim guidato dal presidente della Corte Suprema  Khil Raj Regmi . Nel 2013 fu eletta una nuova Assemblea Costituente, dove il Congresso Nepalese ottenne la maggior parte dei seggi, seguito dal PCN (UML) e dal PCNU (M).  Fu formato un governo di coalizione comprendente il PCN (UML) e il Congresso Nepalese guidato da Sushil Koirala, un altro membro della famiglia Koirala, leader storici del Congresso Nepalese, tre dei quali erano stati in precedenza primi ministri del Nepal.  La Costituzione del Nepal fu  finalmente adottata il 20 settembre 2015.

Il 25 aprile 2015, un devastante terremoto di magnitudo 7,8 M della scala Richter  devastò il Nepal, uccidendo quasi 9.000 persone. Molti edifici storici, compresi vari siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO nella valle di Kathmandu, furono distrutti. Una grande scossa di assestamento si verificò il 12 maggio 2015 con una magnitudo 7,3,  uccidendo altre 200 persone. Questi eventi portarono ad una grave crisi umanitaria da cui il Nepal si riprese con difficoltà.

Nell’ottobre 2015 un nuovo cambio di alleanze portò  alla creazione di un nuovo governo formato da PCN (UML) e PCNU (M), guidato da KP Sharma Oli, del PCN (UML). Il governo indiano di Narendra Modi accusò il nuovo governo nepalese di essere troppo vicino politicamente al regime cinese.  Ci furono proteste da parte di gruppi etnici minori contro la nuova costituzione che secondo loro non avrebbe protetto adeguatamente le minoranze etniche del paese.  Scoppiarono scontri violenti che portarono ad una crisi diplomatica tra Nepal e India, la quale bloccò  “per motivi di sicurezza” il confine con il Nepal, bloccando per vari mesi la gran parte delle importazioni del paese, compresi petrolio e medicinali.  La relazioni tra India e Nepal tornarono poi alla normalità nel 2016, quando KP Sharma Oli fu estromesso dal potere e si formò un nuovo governo formato dal Congresso Nepalese e dal PCNU (M) guidata dal leader maoista Prachanda ma dove il Congresso Nepalese aveva la maggioranza dei ministeri. Nel giugno 2017 Prachanda cedetteo il posto di primo ministro al leader del Congresso Nepalese, Sher Bahadur Deuba  che quindi diventò  capo del governo per la quarta volta.

Nel 2017 si svolsero finalmente le elezioni del primo Parlamento Federale della Repubblica del Nepal, che videro la vittoria  dei comunisti del PCN (UML) che ottennero 121 contro i 63 del Congresso Nepalese, mentre i maoisti, che nel frattempo avevano di nuovo cambiato il nome del partito in Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista), arrivarono in terza posizione on 53 seggi. Il leader del PCN (UML) Khadga Prasad Sharma Oli fu nominato primo ministro a capo di una coalizione che comprendeva inizialmente il PCN (UML) e il PCN (CM).  Nel marzo 2018, la presidente del Nepal Bidya Devi Bhandari, candidata dai due partiti di governo fu rieletta per un secondo mandata (la carica presidenziale è principalmente cerimoniale).Nel maggio 2018 i due partiti accordarono  per fondersi in un unico partito, il Partito Comunista del Nepal.  La cosa non  piacque affatto al governo indiano che temeva che il Nepal si spostasse su posizioni più filocinesi. Nel maggio 2020 una diatriba sui confini tra India e Nepal portò ad una crisi diplomatica tra i due paesi.  Nel frattempo crescevano le tensioni all’interno del partito di governo tra le fazioni facenti capo ai due precedenti partiti. Nel dicembre 2020 il primo ministro Oli chiese alla presidente di sciogliere il parlamento, per evitare che il leader maoista Pushpa Kamal Dahal (Prachanda) proponesse una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ma nel febbraio 2021 la corte suprema ritenne incostituzionale la sua richiesta e Oli ha dovuto riconvocare il parlamento. Nel marzo 2021 la Corte Suprema, con una sentenza che fece molto scalpore, invalidò’ la creazione del Partito Comunista del Nepal, dato che questo nome apparteneva già ad un altro partito, il Partito Comunista del Nepal, nato nel 2013 dalla fusione del Partito Comunista del Nepal (Unificato), del Partito Comunista del Nepal Marxista −Leninista (Samajbadi) e del Partito Comunista del Nepal (Marxista Unito). Di fatto quindi la corte annullò  la fusione di PCN (UML) e PCN (CM) “riportando in vita” i due partiti.  Ciò  aggravò  i contrasti tra Oli e Prachanda e portò alla fuoriuscita del PCN (CM) dal governo nel maggio 2021.  Oli quindi formò un governo di minoranza appoggiato dal PCN (UML) e dal Forum Federale Socialista del Nepal, che nel frattempo aveva cambiato nome in Partito Popolare Socialista del Nepal.  Non riuscendo tuttavia il governo ad ottenere la fiducia in parlamento. la presidente Bidya Devi Bhandari,decise di indire elezioni anticipate per il Novembre 2021, mentre Oli formava un governo ad interim composto solo di esponenti del PCN (UML).Il 12 luglio 2021  la Corte Suprema dichiarò illegale la decisione di sciogliere il parlamento e ordinò alla presidente di nominare il leader del Congresso nepalese Sher Bahadur Deuba come primo ministro, il quale nel frattempo era riuscito a trovare una maggioranza in parlamento che lo appoggiava. Deuba quindi  divenne per la quinta volta capo di governo, sorretto da una coalizione che  comprendeva oltre al Congresso Nepalese anche il PCN (CM), il Partito Popolare Socialista del Nepal e il Partito Comunista Unificato Socialista, nato da una scissione del PCN (UML). Nel luglio del 2022 il Partito Popolare Socialista del Nepal passò all’opposizione lasciando Deuba a capo di una coalizione tripartita.  Le successive elezioni del novembre 2022  videro il Congresso Nepalese ottenere la maggioranza relativa in parlamento, superando il PCN (UML).

 

Nelle prossime pagine, i risultati delle precedenti elezioni parlamentari, gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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