Alle elezioni del 5 marzo si presentano 64 partiti, tra i quali una dozzina di partiti comunisti e vari indipendenti. Probabilmente al massimo 5 o 6 partiti saranno in grado di superare la soglia del 3% necessaria per ottenere seggi nella parte proporzionale, mentre una decina di essi potrebbe eleggere almeno un deputato nella parte maggioritaria.
Congresso Nepalese
Il Congresso Nepalese è un partito socialdemocratico, membro dell’Internazionale Socialista e dell’Alleanza Progressista dei partiti socialisti e democratici. Fondato nel 1950 è il più antico partito del Nepal ancora in attività. E’ il secondo partito del paese in termini di voti dopo il Partito Comunista del Nepal (UML) ed è il maggior partito presente in parlamento con 88 deputati su 275.
Il partito, nato dalla fusione del Congresso Nazionale Nepalese e del Congresso Democratico del Nepal, ha sempre avuto un’ideologia socialdemocratica, ispirata al quella del Partito del Congresso Indiano. A capo del Congresso Nepalese nei primi decenni della sua esistenza ci fu la famiglia Prasad Koirala. Tre dei fratelli Koirala, coiè Matrika, Bishweshwar e Girija sono stati in vari periodi primi ministri del Nepal.
Il Congresso Nepalese fu il principale artefice della rivoluzione del 1950 che, con il supporto dell’India, pose fine al dominio della famiglia Rana, che durava da circa un secolo. Dopo la caduta dei Rana il re Tribhuvan affido’ a Matrika Prasad Koirala l’incarico di guidare il governo, fino all’anno successivo e poi dal 1953 al 1955. Dopo la morte di Tribhuvan e l’ascesa al trono di suo figlio Mahendra, un altro esponente del Congresso Nepalese, Subarna Shamsher Rana guidò il governo dal 1958 al 1959, quando si tennero le prime elezioni libere del paese. Queste videro la netta vittoria del Congresso Nepalese e Bishweshwar Prasad Koirala divenne il primo primo ministro del Nepal democraticamente eletto.
A seguito di un colpo di stato reale del re Mahendra nel 1960, il Congresso Nepalese fu messo fuorilegge emolti leader del partito furono imprigionati o esiliati, ma il Congresso Nepalese continuò ad operare nella clandestinità mantenendo una forte base organizzativa. Nel gennaio del 1990 il Congresso Nepalese assieme ai maggior i partiti comunisti del paese organizzarono enormi manifestazioni di protesta che costrinsero re Birenda, succeduto nel 1971 a Mahendra, a cedere al Congresso Nepalese la guida del governo, che andò a Krishna Prasad Bhattarai e ad indire elezioni democratiche.
Nelle elezioni generali del 1991, il Congresso nepalese vinse 110 seggi su 205 e la carica di primo ministro fu assegnata a Girija Prasad Koirala, che rimase al governo fino alle elezioni dl 1994, dove il Congresso Nepalese fu superato dal Partito Comunista del Nepal (UML). l PCN (UML) non aveva la maggioranza e formò un governo di minoranza che durò meno di un anno. Nel 1995 il Congresso Nepalese riuscì a trovare una maggioranza e prese la guida del governo con Sher Bahadur Deuba che governò il paese fino al marzo 1997 quando il re decise di sostituirlo con un esponente di un partito monarchico. Nel 1998 tuttavia re Birendra fu costretto a far tornare il Congresso Nepalese di nuovo al governo, nominando Girija Prasad Koirala primo ministro per la seconda volta. Le elezioni del 1999 videro una netta vittoria del Congresso Nepalese che ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, permettendo a Krishna Prasad Bhattarai di tornare a guidare il governo per la seconda volta. Contrasti interni al Congresso Nepalese portarono nel 2000 alle dimissioni di Bhattarai, sostituito da Girija Prasad Koirala che divenne primo ministro per la terza volta. Nel 2001, dopo il massacro della famiglia reale da parte del principe Dipendra, sali’ al trono re Gyanendra, il quale approfittando dei contrasti all’interno del partito licenzio’ Girija Prasad Koirala e lo sostituì con Sher Bahadur Deuba che divenne primo ministro per la seconda volta. Nel frattempo imperversava la guerra civile e i guerriglieri maoisti conquistavano aree sempre più vaste del paese. Nel 2002 il re con un colpo di stato costituzionale sciolse le camere assegnando la guida del governo ad un esponente di un partito monarchico. Il Congresso Nepalese si unì quindi al Partito Comunista del Nepal (UML) e ad altri partiti di opposizione per formare la cosiddetta “alleanza dei sette partiti” e chiedere il ritorno alla democrazia e un accordo di pace con i guerriglieri maoisti.
Nel frattempo Deuba era stato espulso da Congresso Nepalese e aveva formato un proprio partito, il Congresso Nepalese (Democratico). Nel 2004 re Gyandenra lo chiamò di nuovo alla guida del governo, per contrastare l’avanzata dei guerriglieri maoisti. Nel 205 tuttavia i contrasti tra Deuba e il re portarono quest’ ultimo ad organizzare un colpo di stato, sospendendo la costituzione e dichiarando lo stato di emergenza. Nel 2006 le manifestazioni di piazza organizzate dall’opposizione costrinsero il re ad arrendersi, a ripristinare il parlamento e a formare un governo di unità nazionale guidato da Girija Prasad Koirala (che quindi divenne primo ministro per la quarta volta) composto da tutti i maggiori partiti del paese, il quale iniziò il processo per l’abolizione della monarchia e la trasformazione del Nepal in una repubblica e che firmò un accordo di pace con i guerriglieri maoisti per porre fine alla guerra civile.
Nel 2008 si tennero le elezioni per l’Assemblea Costituente, dove il Congresso Nepalese (che nel frattempo si era riunito al partito scissionista di Deuba) il 21,1% dei voti, arrivando in seconda posizione dopo il Partito Comunista del Nepal (Maoista). Fu formato un governo composto dal PCN (M) e dal PCN (UML) guidato dal leader maoista Prachanda, che costrinse il Congresso Nepalese ad andare all’opposizione. Nel 2009 il Congreso Nepalese trovò un accordo con il CNM (UML) per sfiduciare Prachenda e formare un nuovo governo composto dai due partiti e guidato dal leader comunista Madhav Kumar Nepal. Nel 2011 tuttavia il PCN (UML) e il PCN (M) tornarono insieme, rimandando il Congresso Nepalese all’opposizione, dove rimase fino alle elezioni delle seconda assemblea costituente nel 2013. Le elezioni del 2013 furono un trionfo per il Congresso Nepalese che arrivò in testa con 196 seggi su 575. Primo ministro fu nominato il vecchio Sushil Koirala, un cugino dei fratelli Koirala che avevano dominato il partito nei decenni precedenti, a capo di una coalizione con il PCN (UML), sotto il cui governo fu promulgata la nuova costituzione repubblicana. Nel 2015 un nuovo riavvicinamento tra i PCN (UML) e i maoisti del PCN (MC) portò alle dimissioni di Koirala e all’allontanamento del Congresso Nepalese dal governo. Dopo la morte di Sushil Koirala nel 2016 Sher Bahadur Deuba prese nuovamente la guida del governo e si accordò con i maoisti per formare un nuovo governo composto dal PCN (MC) e dal Congresso Nepalese, che fu guidato per un anno dal leader maoista Prachanda. sostituito nel 2017 dallo stesso Deuba, che quindi tornò al potere per la quarta volta.
Nelle elezioni del dicembre 2017 il Congresso Nepalese fu superato dal PCN (UML) , scendendo da 196 a 133 seggi. Il PCN (UML) e il PCN (CM) tornarono al governo insieme sotto e decisero di fondere i due partiti nel nuovo Partito Comunista del Nepal. Nel 2021 la Corte Suprema dichiarò invalida la creazione del Partito Comunista del Nepal, “riportando in vita” il PCN (UML) e il PCN (CM). Nei mesi successivi i rapporti tra i due partiti si aggravorno tanto che il PCN (CM) uscì dalla maggioranza. Il primo ministro Oli decise quindi di sciogliere il parlamento per evitare che si formasse una maggioranza alternativa tra Congresso Nepalese e PCN (CM) ma la Corte Suprema dichiarò’ illegale lo scioglimento del parlamento e permise al leader del Congresso Nepalese Sher Bahadur Deuba di diventare primo ministro (per la quinta volta) a capo di una coalizione che oltre al Congresso Nepalese comprendeva anche il PCN (CM) e alcuni partiti minori.
Alle elezioni del 2022 il Congresso Nepalese scese al 25,7% dei voti, ottenendo 89 seggi. Il governo risultante vide il Congresso di nuovo all’opposizione in seguito alla rottura dell’alleanza di governo con il PCN (CM). Tuttavia nel 2024 un altro cambio di alleanza vide il Congresso unirsi al governo guidato dal leader del PCN (UML) Sharma Oli. A seguito delle proteste della Generazione Z contro il governo, vari ministri del Congresso si sono dimessi ma i manifestanti hanno vandalizzato la sede centrale e altri uffici locali del partito in tutto il paese. Il presidente del partito Sher Bahadur Deuba è stato aggredito nella sua residenza insieme a sua moglie e al ministro degli Esteri Arzu Rana Deuba . Anche le case di altri leader del partito sono state vandalizzate e date alle fiamme.
Sul piano ideologico, il partito si colloca nel solco del socialismo democratico moderato. . Sostiene un’economia di mercato regolata, la tutela dei diritti fondamentali, lo stato di diritto e il sistema parlamentare. È tradizionalmente favorevole a relazioni strette con l’India e a una politica estera pragmatica.
Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista)
Il Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista) , è un partito, come dice il nome, comunista marxista-leninista, fondato nel 1991. Il PCN (UML) ha guidato il governo nepalese per sei volte dalla caduta della monarchia nel 2008 ed è ttualmente è il secondo più grande partito nel parlamento nepalese con 79 seggi su 275.
Il CPN (UML) nacque dalla fusione di due partiti comunisti preesistenti: il Partito Comunista del Nepal (Marxista) e il Partito Comunista del Nepal (marxista-leninista), per partecipare alle prime elezioni multipartitiche del 1991. dove ottenne 69 seggi su 205, diventando la principale opposizione al governo guidato dal partito del Congresso Nepalese. Nelle elezioni del 1994 il partito ottenne 88 seggi diventando il primo partito del paese e guidando un un governo di minoranza con Man Mohan Adhikari, prima volta che un partito comunista andava al potere con libere elezioni. Il suo governo durò tuttavia meno di un anno, e Adhikari fu sostituito da Sher Bahadur Deuba del Congresso Nepalese. Nel marzo 1997 il partito riuscì a tornare al governo in una coalizione guidata da Lokendra Bahadur Chand, esponente conservatore filo-monarchico che tuttavia fu sfiduciato dopo pochi mesi, facendo tornare il PCN (UML) all’opposizione. Nelle elezioni del 1999 il partito è sceso di nuovo in seconda posizione con 70 seggi, rimanendo all’opposizione negli anni successivi fino alla caduta della monarchia.
Nelle elezioni per l’Assemblea Costituente del 2008 il PCN (UML) arrivò in terza posizione con i l 20,3% dei voti e 108 seggi su 601, dietro al Partito Comunista del Nepal (Maoista) e al Congresso Nepalese. Entrò quindi in un governo di coalizione guidato dal leader maoista Prachanda, ma nel 2009 con un clamoroso cambio di alleanze formò un governo con il Congresso Nepalese, guidato dal leader del PCN (UML) Madhav Kumar Nepal. All’inizio del 2011 i contrasti tra i due partiti portarono ad una rottura e al ritorno di un accordo di governo tra PCN (UML) e PCN (M), stavolta guidato non da Prachanda ma da Jhala Nath Khanal del PCN (UML). L’accordo tuttavia resse solo pochi mesi e nell’agosto 2011 il PCN (M) sfiducio’ Khanai e formò un governo assieme ad alcuni partiti minori, mandando il PCN (UML) di nuovo all’opposizione.
Nelle elezioni per la seconda assemblea costituente del 2013 il PCN (UML) salì in seconda posizione dietro il Congresso Nepalese con il 23,7% dei voti e 175 seggi su 575, tornando al governo assieme al Congresso Nepalese in una coalizione guidata dall’anziano leader del Congresso Nepalese Sushil Koirala. Nel 2015, dopo la promulgazione della nuova costituzione, il PCN (UML) è tornato a guidare il governo con Khadga Prasad Oli grazie ad un accordo con i maoisti del PCN (MC). Il nuovo governo tuttavia iniziò ad avere pessime relazione con l’India e nell’agosto 2016 fu formato un nuovo governo guidato da Prachanda che comprendeva il Congresso Nepalese, mandando di nuovo il PCN (UML) all’opposizione.
Nelle elezioni del 2017 per la prima Camera dei Rappresentanti, il PCN (UML) aumentò ulteriormente i propri consensi, diventando il primo partito del paese, con il 33,3% dei voti e 121 seggi su 275. Khadga Prasad Oli riuscì a tornare nuovamente primo ministro a capo di un’alleanza tra PCN (UML) e PCN (CM) che si fusero in un unico partito, il Partito Comunista del Nepal. Tuttavia la Corte Suprema del Nepal annullò la fusione tra i due partiti in quanto il il nome era già stato assegnato ad un altro partito e la Commissione elettorale quindi “riportò in vita” il PCN (UML) e il PCN (CM). Questo aggravò le divergenze tra Oli e Prachanda e nel maggio 2021 Oli fu sfiduciato. Oli formò un governo di minoranza e chiesto alla Presidente della Repubblica di indire elezioni anticipate. Tuttavia nel luglio 2021 la Corte Suprema annullò la richiesta di elezioni anticipate e impose alla Presidente di nominare Deuba nuovo primo ministro, rimandando il PCN (UML) all’opposizione.
Alle elezioni del 2022 il PCN (UML) perse oltre 6 punti percentuali, scendendo al 26.9% dei voti e 78 seggi. Successivamente entrò a far parte della maggioranza del nuovo governo guidato dal presidente del CPN (Centro Maoista) Pushpa Kamal Dahal. Tuttavia, la coalizione durò meno di due mesi. Nel marzo 2024, il partito decise di tornare a sostenere la coalizione del CPN (Centro Maoista) per poi sfiduciarlo nel luglio dello stesso anno, quando il PCN (UML) si alleò con il Congresso Nepalese per formare un governo guidato dal presidente del partito KP Sharma Oli, il quale fu quindi nominato primo ministro per la quarta volta.
Nel settembre 2025 il governo Oli emesse un decreto per chiudere la maggior parte dei social media in Nepal come Facebook , X , YouTube , LinkedIn , Reddit , Signal e Snapchat , per non essersi registrati presso il Ministero delle telecomunicazioni. Le proteste popolari contro il divieto videro una pesante repressione da parte del governo Oli, con le forze armate nepalesi che spararono sui manifestanti, provocando 51 morti. Il 9 settembre Oli si dimise da primo ministro e fuggì in una caserma militare per protezione mentre le proteste continuavano a degenerare in una rivoluzione su vasta scala. I manifestanti vandalizzarono la sede del CPN (UML) e bruciarono le case dei principali leader del partito. Le proteste terminarono quando i manifestanti, il presidente e l’esercito raggiunsero un accordo in base al quale l’ex presidente della Corte Suprema Sushila Karki fu nominato primo ministro ad interim.
Il principio guida del partito è il marxismo-leninismo. Il PCN (UML) sostiene un’economia orientata al socialismo ma entro i confini di un sistema di governo parlamentare e di una democrazia multipartitica. Il partito sostiene l’istituzione di un sistema di welfare che garantisca la sicurezza sociale e la giustizia sociale a tutti i cittadini, cercando di bilanciare crescita industriale, agraria e infrastrutturale con interventi sociali per le comunità più vulnerabili. Inoltre, sostiene il federalismo come strumento per garantire maggiore autonomia e rappresentanza alle province e ai gruppi etnici e culturali del Nepal. Sul piano internazionale, il CPN-UML mantiene rapporti stretti con paesi socialisti e non allineati, mostrando una certa apertura verso Cina e Russia, pur perseguendo una politica estera pragmatica e multipolare.
Partito Comunista del Nepal
Il Partito Comunista Nepalese è è un partito comunista di ispirazione marxista-leninista-maoista, attualmente presente nel parlamento nepalese con 18 seggi nella Camera dei Rappresentanti. Il partito è stato fondato nel 2025 dalla fusione di dieci partiti e gruppi di sinistra . La fusione include il CPN (Centro Maoista) , il CPN (Socialista Unificato) , il Jana Samajbadi Party, il Nepal Samajbadi Party , il CPN Biplav, il CPN Samajbadi, il CPN (Maoista Samajbadi), il CPN (Samyabadi) e il Deshbhakta Samajbadi Morcha. Il coordinatore del partito è l’ex primo ministro ed ex lleader guerrigliero Pushpa Kamal Dahal (soprannominato Prachanda), ex leader del CPN (Centro Maoista).
Il Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista era stato fondato nel 1994 a seguito di una rottura all’interno dell’allora Partito Comunista del Nepal Centro Unito) guidata da Kamal Dahal che fondò un’organizzazione clandestina chiamata Fronte Popolare Unito del Nepal (FPUN )guidata da un nuovo partito, il Partito Comunista del Nepal (Maoista) che rinunciò a partecipare alle elezioni sostenendo che solo con la lotta armata i comunisti avrebbero potuto prendere il potere in Nepal. Il governo dell’epoca, guidato dal leader dl Congresso Nepalese Sher Bahadur Deuba iniziò ad arrestare i sostenitori del FPUN, lanciando quella che fu definita “Operazione Romeo”. Questo fece precipitare la situazione e Prachanda proclamò l’inizio della “Guerra Popolare” contro il governo e la monarchia nepalesi.
Negli anni successivi i maoisti occuparono varie aree rurali del Nepal, cacciando i rappresentanti del governo centrale e instaurando “governi popolari” locali. Nel 1998 il governo nepalese organizzò l’operazione “Kilo Serra II” mandando la polizia a combattere i guerriglieri maoisti, che provocò la morte di circa 500 persone ma non scalfì il loro potere nelle zone da loro occupate. Nel 2000, dopo il fallimento dei negoziati con il governo, i maoisti iniziarono una nuova campagna armata con le sedi della polizia e del governo in gran parte delle province del paese, uccidendo migliaia di poliziotti e amministratori locali tra il 2000 e il 2005.
Nel 2005, dopo aver conquistato gran parte del paese, i guerriglieri maoisti iniziarono a dialogare con i partiti di opposizione, in particolare il Partito Comunista del Nepal (Unificato Marxista-Leninista) per rovesciare la dittatura monarchia dell’impopolare re Gyanendra. L’anno successivo, a seguito di massicce rivolte e proteste popolari e un prolungato sciopero generale la monarchia alla fine capitolò e il PCN (Maoista) accettò di deporre le armi e di partecipare alla scrittura della nuova costituzione repubblicana insieme all’alleanza dei sette partiti parlamentari che avevano portato alla caduta della monarchia.
Nelle elezioni per l’Assemblea Costituente del 2008 il PCN (maoista) fu il partito più votato con il 29,3% dei voti e 220 seggi su 575. Prachanda fu eletto primo ministro a capo di una coalizione che includeva oltre al PCN (maoista) anche il PCN (UML) e altri partiti minori di sinistra, dimettendosi dopo circa un anno a causa di un accordo tra il PCN (UML) e il Congresso Nepalese per formare un governo tra di loro. Nel 2009 il partito si fuse con alcuni piccoli partiti comunisti, cambiando il proprio nome in Partito Comunista Unificato del Nepal (Maoista). Nel febbraio 2011 un altro cambio di maggioranza portò il PCUN (M) in una coalizione di governo guidata dal PCN (UML), che si dissolve dopo pochi mesi. Nell’agosto dello stesso anno il PCUN (M) tornò a guidare il governo con Baburam Bhattarai, a capo di una coalizione di partiti minori che per la prima volta non comprendeva né il Congresso Nepalese né il PCU (UML). Il nuovo governo fu tuttavia incapace di far ratificare la nuova costituzione e per questo motivo nel marzo 2013 fu deposto e sostituito da un governo ad interim guidato dal presidente della Corte Suprema che indisse le elezioni per una nuova Assemblea Costituente.
Nelle elezioni della seconda Assemblea Costituente nel 2013, il partito scese al 15,2% dei voti ottenendo solo 80 seggi. Dopo l’approvazione della nuovo costituzione nel 2015, il PCUN (M) torno’ di nuovo al governo, in appoggio del primo ministro Khadga Prasad Oli del PCN (UML). A causa dei contrasti con Prachanda, Baburam Bhattarai abbandonò il partito, fondando una nuova formazione politica, il Partito della Nuova Forza del Nepal. Nel 2016, con un ennesimo cambio di alleanze, Prachanda si accordò con il Congresso Nepalese e fu nominato Primo Ministro in una coalizione filo-indiana che escludeva il PCN (UML) visto dal governo di New Delhi troppo vicino al governo cinese. Nello stesso anno ci fu una fusione con altri piccoli partiti comunisti che portarono ad un nuovo cambio di nome: Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista). Nel 2017 Prachanda, seguendo l’accordo siglato l’anno prima, cedette il posto a Sher Bahadur Deuba, che era stato uno dei suoi principali avversari durante la guerra civile del 1996-2006.
Alle elezioni politiche del dicembre 2017 il partito ottenne il 13,7% dei voti e 53 seggi su 275. Dopo le elezioni il PCN (CM) e il PCN (UML) siglarono un accordo di governo che riportò al potere l’ex primo ministro Khadga Prasad Oli e annunciarono la fusione dei due partiti per creare il Partito Comunista del Nepal .
Nel marzo 2021, la Corte Suprema del Nepal dichiarò invalida la fusione dei due partiti dato che il nome di Partito Comunista del Nepal era già registrato da un altro partito. Con la sentenza, “tornarono in vita” i due partiti precedenti. Ciò aggravò i contrasti tra Oli e Prachanda e portò alla fuoriuscita del PCN (CM) dal governo nel maggio 2021. Nel luglio 2021 la Corte Suprema, dopo aver dichiarato illegale la decisione di Oli di sciogliere il parlamento, ordinò alla presidente di nominare il leader del Congresso nepalese Sher Bahadur Deuba come primo ministro, a capo di una maggioranza filo-indiana che comprendeva anche il PCN (CM).
Alle elezioni del 2022 il partito scese all’11,1% dei voti e 32 seggi, ma Prachanda riuscì a farsi eleggere primo ministro grazie ad un accordo con il PCN (UML) e vari partiti minori. Prachanda rimase a capo del governo fino al luglio 2024, quando il PCN (UML) si accordò con il Congresso Nepalese per costituire un governo alternativo guidato dal leader del PCN (UML) Prasad Oli, mandando il PCN (CM) di nuovo all’opposizione.
In seguito alle proteste della Gen Z del 2025 , il CPN (Centro Maoista) richiese la creazione di un partito unito della sinistra, alla quale rispose il CPN (Socialista Unificato). In seguito alla decisione, i due partiti insieme al Partito Socialista del Nepal , CPN (Socialista), Jana Samajbadi Party, CPN (Maoista-Socialista), CPN (Samyabadi) e una fazione del Partito Comunista del Nepal firmarono un accordo per unificare i loro partiti. L’unificazione fu formalmente conclusa nel novembre 2025, con il partito unificato chiamato Partito Comunista Nepalese con Pushpa Kamal Dahal che fungeva da coordinatore del partito e l’ex primo ministro e leader del CNP(Socialista Unificato) Madhav Kumar Nepal come coordinatore. In vista di queste elezioni anche il Matribhumi Jagaran Abhiyan Nepal, il Nagrik Unmukti Party , fazioni del Partito Socialista Popolare e del Rastriya Mukti Party Nepal , e altri gruppi di sinistra più piccoli si sono fusi con il partito.
L’ideologia originale del PCN (CM) si basava sul pensiero del suo leader Prachanda, che si ispira al pensiero di Mao Zedong. I maoisti traevano anche ispirazione dal “Movimento rivoluzionario internazionalista “, il movimento di guerriglia di sinistra del Perù, il Sendero Luminoso, e da vari partiti comunisti radicali in diverse parti del mondo. In passato il partito aveva avuto stretti rapporti con il Partito Comunista dell’India (Maoista) e con il movimento guerrigliero dei Naxaliti. L’ideologia è cambiata nel corse degli anni. Adesso il nuovo Partito Comunista del Nepal si basa principalmente sul sul concetto di socialismo scientifico “adattato alla realtà nepalese”. Questo significa che, pur essendo fermamente ancorato alla tradizione comunista, cerca di coniugare i principi di uguaglianza sociale e giustizia economica con le esigenze pratiche di governance in un sistema democratico e federale. Il programma del partito punta a promuovere politiche di inclusione, sviluppo economico, sovranità nazionale e diritti dei lavoratori, cercando di unificare l’ampio spettro della sinistra in Nepal sotto obiettivi condivisi.
Rastriya Swatantra Party (Partito per l’Indipendenza Nazionale )
Il Rastriya Swatantra Party (lett. ‘ Partito per l’Indipendenza Nazionale ‘ , abbr. RSP) è un partito di centro liberale, fondato nel 2022 dal giornalista e presentatore televisivo Rabi Lamichhane, figura molto popolare per le sue inchieste contro corruzione e inefficienza amministrativa. Alle elezioni parlamentari del 2022 ha ottenuto il 10,7% dei voti e 21 seggi, diventando una delle principali forze politiche del paese, soprattutto nelle aree urbane e tra i giovani elettori.
Dopo le elezioni il partito entrò al governo in coalizione nel governo guidato da Pushpa Kamal Dahal (Prachanda) con quattro ministeri dal dicembre 2022 al febbraio 2023 e poi di nuovo dal marzo 2024 al luglio 2024. In seguito alle proteste della Gen Z, dello scorso anno, vari leader hanno lasciato il partito. Lo scorso gennaio, il sindaco di Katmandu Baleh Shah è entrato a far parte del partito e si è dimesso dalla sua carica per candidarsi in queste elezioni.
Dal punto di vista ideologico, l’RSP non si colloca rigidamente lungo l’asse tradizionale sinistra-destra. Ufficialmente sostiene il “socialismo di mercato”, ma anche il liberalismo economico. Si definisce come pragmatico e riformista, sostiene la semplificazione burocratica, l’efficienza della pubblica amministrazione e un ambiente favorevole agli investimenti, mantenendo al contempo l’impegno per la giustizia sociale.
Sostieni Sondaggi Bidimedia!
Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!
Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055
Fai una donazione tramite PayPal
Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!
Offrici un caffé con
Ko-fi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!
Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.