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IL GIRAMONDO – Elezioni in Zambia, la sfida di Hichilema per il secondo mandato in un clima di crescente autoritarismo

Flag of Zambia

Il prossimo 13 agosto i cittadini dello Zambia torneranno alle urne per le elezioni presidenziali e per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, il parlamento monocamerale del paese, in un contesto segnato da una fragile ripresa economica, da un progressivo restringimento dello spazio civico e da un’opposizione profondamente frammentata.

A cinque anni dalla storica vittoria che pose fine a sei anni di governo del Fronte Patriottico (PF), il presidente uscente Hakainde Hichilema del Partito Unito per lo Sviluppo Nazionale (UPND) si presenta agli elettori per un secondo mandato, questa volta nel ruolo di chi deve difendere un bilancio di governo piuttosto che quello di sfidante. Ad affrontarlo sarà principalmente Brian Mundubile, avvocato e parlamentare, alla sua prima candidatura presidenziale, sostenuto dalla coalizione Tonse Alliance nata dalle ceneri del Fronte Patriottico. Tra gli altri candidati figura anche Fred M’membe, storico leader del Partito Socialista, oltre a una rosa di altri undici aspiranti presidenti ammessi dalla Commissione Elettorale.

Una vicenda ha profondamente ridisegnato lo scenario politico rispetto al 2021: l’ex presidente Edgar Lungu, che ci si aspettava si presentasse alle elezioni contro Hichilema per il loro quarto duello consecutivo, è morto nel giugno 2025 a Pretoria, dopo settimane di cure per complicazioni cardiache legate a una malattia mai resa nota. Lungu aveva già subito, alla fine del 2024, un colpo decisivo alle sue ambizioni: la Corte Costituzionale lo aveva dichiarato ineleggibile, stabilendo che il suo mandato presidenziale del 2015-2016 contasse come mandato pieno e gli impedisse quindi di correre per un terzo termine. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto di leadership nel Fronte Patriottico e più in generale, nell’opposizione , accelerando la frammentazione che ha portato alla nascita della Tonse Alliance attorno alla figura di Mundubile.

Il voto si configura in larga parte come un referendum sul bilancio economico di Hichilema. Il presidente ereditò nel 2021 un paese in default sul debito sovrano da 13 miliardi di dollari; da allora lo Zambia, secondo produttore di rame del continente, ha portato a termine la ristrutturazione del debito e ricostruito le riserve valutarie, oggi attorno ai 6,5 miliardi di dollari, sostenuto anche dal prezzo favorevole del rame. L’inflazione è scesa al 6,5% a giugno, il livello più basso in oltre otto anni, e il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del 4,3% per quest’anno. Tuttavia buona parte della popolazione continua a percepire poco beneficio da questi progressi macroeconomici: il costo della vita resta elevato, la disoccupazione giovanile persiste, e negli ultimi mesi il paese ha dovuto fare i conti con gravi blackout che in alcune zone hanno superato le venti ore giornaliere, costringendo il governo a costose importazioni di energia elettrica di emergenza per compensare la crisi idroelettrica legata alla siccità. Mundubile ha fatto di questo scarto tra dati macroeconomici e vita quotidiana il cuore della sua campagna, chiedendo come si possa vantare la ricostruzione delle riserve valutarie mentre la popolazione soffre la fame.

Se sul piano economico il confronto resta apertamente competitivo, sono le condizioni in cui si svolge la campagna a preoccupare osservatori interni e internazionali. Il governo Hichilema, che nel 2022 aveva abrogato la legge sulla diffamazione del presidente ereditata dalle amministrazioni precedenti, ha varato nel 2025 due nuove leggi, il Cyber Security Act e il Cyber Crimes Act, che diversi giuristi e organizzazioni per i diritti umani denunciano come strumenti per silenziare il dissenso sotto altra forma. In base a queste norme sono stati arrestati, tra gli altri, lo stesso Fred M’membe, per alcuni post su Facebook giudicati offensivi nei confronti del presidente, e Mambwe Zimba, segretario generale di un partito di opposizione, il Congresso Democratico Nazionale,  per un’immagine manipolata digitalmente. Anche giornalisti d’inchiesta, come Thomas Zgambo, si trovano oggi a fronteggiare accuse di sedizione legate a reportage su corruzione e cattiva amministrazione, mentre l’Associazione degli Avvocati dello Zambia ha impugnato in tribunale le due leggi ritenendole incompatibili con le garanzie costituzionali su libertà di espressione, associazione e riunione.

A questo si aggiungono una riforma elettorale approvata a dicembre che amplia il numero dei seggi parlamentari, criticata dalle opposizioni come un vantaggio strutturale per il partito di governo, e segnalazioni di ostacoli sistematici alla libertà di assemblea, con negazioni di permessi per comizi e manifestazioni dell’opposizione. Human Rights Watch e diverse organizzazioni della società civile zambiana descrivono un progressivo scivolamento verso pratiche autoritarie, apparentemente in contraddizione con le promesse di apertura democratica con cui lo stesso Hichilema si era presentato agli elettori nel 2021.

Anche sul piano internazionale lo Zambia resta un caso osservato con attenzione. Il paese continua a beneficiare di ingenti investimenti cinesi, in particolare nel settore minerario del rame, mantenendo al contempo rapporti di cooperazione economica con Stati Uniti e Unione Europea, entrambi impegnati a sostenere il percorso di ristrutturazione del debito zambiano mentre osservano con crescente preoccupazione i segnali di un vistoso arretramento democratico.

 

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

 

Coat of arms of Zambia

Lo Zambia è una repubblica presidenziale rappresentativa democratica, basata su un sistema multipartitico, in base alla quale il Presidente dello Zambia è sia capo di stato che capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito sia al governo che al parlamento. La magistratura è ufficialmente indipendente dal potere esecutivo e legislativo.

Il presidente dello Zambia viene eletto per un mandato di 5 anni con un sistema a doppio turno. Il ballottaggio viene effettuato solo se  nessun candidato ha ricevuto  almeno il 50% dei voti validi al primo turno. Dal 1991,  la carica di Presidente è stata limitata a due mandati consecutivi.

Il parlamento monocamerale dello Zambia è l’Assemblea Nazionale. A seguito delle modifiche alla costituzione del 2025, il sistema elettorale dell’Assemblea nazionale è stato cambiato. In precedenza, 156 membri erano eletti con il sistema maggioritario a turno unico in collegi uninominali, con altri otto nominati dal presidente e tre membri di diritto: il vicepresidente,  lo speaker del parlamento e uno dei due  “deputy speaker”, eletti al di fuori dell’Assemblea nazionale. Le modifiche del 2025 hanno introdotto un sistema di rappresentanza maggioritaria mista , con 226 membri eletti con il sistema maggioritario a turno unico in collegi uninominali, 40 membri eletti con il sistema proporzionale basato sul voto presidenziale (di cui 20 seggi riservati alle donne, 15 ai giovani e cinque alle persone con disabilità), fino a 11 membri nominati dal presidente e infine, come membri di diritto,  il vicepresidente, lo speaker  e due “deputy speaker”.

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica lo Zambia come un “regime ibrido” al livello di paesi tipo Moldavia, Perù, Bhutan  e Papua Nuova Guinea.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici, i candidati alla presidenza  e gli scenari post-elettorali.

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