Le elezioni presidenziali del 2021 registrarono la più alta affluenza mai vista in Zambia, trainata in particolare dal voto giovanile. I primi mesi della presidenza di Hichilema furono segnati da un clima di distensione. Nel 2022, sotto la pressione dei gruppi per i diritti umani, Hichilema abrogò la legge che criminalizzava la diffamazione del presidente. Il governo riavviò i negoziati con l’FMI e i creditori internazionali (in primis la Cina), un percorso lungo e complesso che portò solo nel marzo 2024 a un accordo di ristrutturazione di oltre 3 miliardi di dollari nell’ambito del G20 Common Framework che comportò una riduzione sostanziale del debito da parte degli obbligazionisti privati. Nonostante l’iniziale distensione, negli anni successivi sono emerse crescenti preoccupazioni per la libertà di stampa sotto Hichilema: vari giornalisti sono stati arrestati e aggrediti per aver partecipato a proteste dell’opposizione. Sul fronte dell’opposizione, il PF dopo la sconfitta alle elezioni attraversò una fase di forte instabilità interna, che sfociò in ripetuti contenziosi giudiziari. In questo contesto, novembre 2024 nacque a Lusaka la Tonse Alliance, coalizione di partiti d’opposizione (tra cui lo stesso PF) con l’obiettivo dichiarato di rimuovere l’UPND dal potere nel 2026. L’alleanza scelse Edgar Lungu come presidente e candidato per le presidenziali, ma nel giugno 2025 la morte improvvisa di Lungo costrinse l’alleanza a trovare un altro candidato. Lo scorso gennaio una convention interna ha eletto Brian Mundubile come nuovo presidente e candidato presidenziale, Il PF, nel frattempo, bloccato da ingiunzioni giudiziarie ha lasciato di fatto la Tonse Alliance.
Lo scorso dicembre Hichilema ha firmato un emendamento costituzionale che amplia il Parlamento da 167 a 280 seggi totali. Il provvedimento ha introdotto anche 40 nuovi seggi proporzionali riservati a donne, giovani e persone con disabilità.
Il paese arriva dunque alle prossime elezioni con un’opposizione frammentata: la Tonse Alliance di Mundubile si presenta come principale sfidante dell’UPND, mentre il PF, indebolito dalle proprie divisioni, non riesce più a esprimere una proposta politica unitaria. Nel frattempo, diversi partiti minori hanno scelto di aderire alla UPND Alliance ed appoggiare la rielezione di Hichilema.
Nelle prossime pagine, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.
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