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Giugno 6, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Armenia. Tra Russia e Occidente: l’Armenia sceglie il suo destino

LA STORIA POLITICA

La Prima Repubblica di Armenia, fu fondata nel 1918 nel periodo di caos politico e militare prodotto dalla disfatta dell’Impero Russo durante la prima guerra mondiale e dalla successiva rivoluzione russa. La sua vita fu breve e tragica. Dovette subito combattere da una parte contro i nazionalisti turchi e dall’altra contro quelli azeri, mentre nelle zone armene del nord-est della Turchia centinaia di migliaia di uomini e donne venivano massacrati dai turchi in quello che è poi stato il definito il primo genocidio del ventesimo secolo. La guerra con i turchi si concluse nel 1920 con la cessione del sud-ovest del paese alla Turchia, lo stato appena creato da Mustafa Kemal Ataturk sulle ceneri dell’Impero Ottomano. Subito dopo il trattato di pace, nel 1921 le truppe sovietiche invasero l’Armenia e annessero il paese all’URSS.
L’Armenia rimase 70 anni all’interno dello stato sovietico. Nel 1988 un disastroso terremoto rase al suolo la capitale Yerevan provocando decine di migliaia di vittime. Nello stesso anno scoppiarono i primi scontri in Azerbaijan nella regione del Nagorno-Karabakh tra gli abitanti della regione di etnia armena e la popolazione azera.
Nel 1991, dopo la caduta dell’unione sovietica, l’Armenia e l’Azerbaijan dichiararono la propria indipendenza. Subito dopo i due paesi entrarono in guerra per il controllo del Nagorno-Karabakh. La guerra si concluse di fatto nel 1994, con la firma di un armistizio ma senza nessun trattato di pace, con la creazione sul territorio del Nagorno-Karabakh della repubblica armena di Artsakh di fatto indipendente dall’Azerbaijan ma non riconosciuta a livello internazionale.
A causa della guerra sia la Turchia che l’Azerbaijan chiusero le loro frontiere con l’Armenia, il che fece sprofondare il paese in una grave crisi economica.
Le prime elezioni parzialmente libere del 1990 videro per la prima volta l’ingresso in parlamento di un partito di opposizione, il Movimento Nazionale Pan-Armeno (HHS), fautore dell’indipendenza del paese, che prese il potere l’anno successivo con la caduta del governo comunista.
Nel 1991 l’Armenia elesse per la prima volta il proprio presidente. Il vincitore fu Levon Ter-Petrossian leader dell’HHS. Le elezioni parlamentari del 1995 videro la netta vittoria del Blocco Repubblicano, formato dall’HHS, dal Partito liberaldemocratico (liberali) e dal Partito Repubblicano (HHK, nazionalconservatori).
Nelle elezioni presidenziali del 1996 Ter-Petrossian fu sfidato dall’ex primo ministro Vazgen Manukyan. Le elezioni furono caratterizzate da una forte presenza di brogli e irregolarità. Ter-Petrossian alla fine fu dichiarato vincitore con il 51,3% dei voti. L’opposizione organizzò vaste proteste di piazza contro quello che giudicavano un risultato fraudolento. La crisi economica, la pessima gestione della questione del Nagorno-Karabakh e la crescente ostilità della popolazione portarono Ter-Petrossian alle dimissioni nel 1998.
Le elezioni presidenziali anticipate dello stesso anno videro la vittoria del Primo Ministro Robert Kocharyan contro Karen Demirchyan ex leader del locale Partito Comunista. Anche queste elezioni furono caratterizzate da gravi irregolarità.
Le successive elezioni parlamentari del 1999 videro la vittoria del “Blocco Unità”, alleanza di partiti di opposizione, formato dal Partito Repubblicano di Vazgen Sargsyan e dal neonato Partito del Popolo (conservatore filoeuropeo) di Demirchyan. Sargsyan ottenne allora la carica di Primo Ministro e Demirchyan quella di Presidente del Parlamento.
Poche settimane dopo la loro elezione, Sargsyan, Demirchyan e altri sei deputati vennero uccisi da un gruppo armato che fece irruzione nel parlamento, prendendo in ostaggio una cinquantina di persone. Lo stesso Kocharyan negoziò con i terroristi per liberare gli ostaggi. Non è mai stato accertato se il commando avesse agito di propria iniziativa o se ci fossero dietro dei mandanti politici.
Nel 2000 Kocharyan nominò Primo Ministro il leader del Partito Repubblicano Andranik Margaryan. Durante gli anni del governo di Margaryan ci fu un significativo sviluppo economico del paese e si cercò di normalizzare le relazioni con l’Azerbaijan.
Nel 2001 le guardie del corpo di Kocharyan uccisero un suo ex compagno di scuola che lo aveva salutato sgarbatamente mentre assisteva ad un concerto di musica Jazz.
Nel 2003 si svolsero nuove elezioni presidenziali, che videro Kocharyan rieletto al secondo turno contro Stepan Demirchyan candidato del Partito del Popolo. Anche queste elezioni furono contraddistinte da vasti brogli organizzati dai sostenitori di entrambi i candidati.
Lo stesso anno si tennero le elezioni per il parlamento che diedero la maggioranza relativa dei seggi al Partito Repubblicano, che mantenne la presidenza del consiglio.
Nel 2007, ci furono nuove elezioni parlamentari che videro il Partito Repubblicano conquistare la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Secondo partito del paese fu “Armenia Prospera”, raggruppamento di centrodestra filorusso. Pochi mesi dopo, a causa dell’improvvisa morte di Margaryan, fu nominato Primo Ministro l’allora ministro della difesa Serzh Sargsyan nuovo leader del Partito Repubblicano.
Nelle elezioni presidenziali del 2008 Kocharyan, non potendosi ripresentare per un terzo mandato, appoggiò la candidatura di Sargsyan, che fu eletto al primo turno, sconfiggendo nettamente l’ex presidente Levon Ter-Petrosyan. Anche stavolta l’opposizione scese in piazza denunciando brogli da parte del governo. Una decina di manifestanti furono uccisi negli scontri con la polizia. Sargsyan ne approfittò per dichiarare lo stato di emergenza e far arrestare i maggiori esponenti dell’opposizione.
Nel 2011 nuove manifestazioni di piazza costrinsero Sargsyan a concedere più libertà ai media e ai partiti di opposizione. Il governo si impegnò anche a combattere la vasta corruzione presente nel paese.
Le elezioni parlamentari del 2012 videro un nuovo successo del Partito Repubblicano e un consolidamento di Armenia Prosperosa come maggior forza di opposizione. Sargsyan fu riconfermato nelle elezioni presidenziali del 2013, battendo al primo turno il candidato liberal-conservatore europeista Raffi Hovannisian.
Sargsyan cercò durante la sua presidenza di mantenere buoni rapporti sia con l’Europa che con la Russia di Putin, firmando un’accordo di associazione con la UE dopo però che l’Armenia era entrata a far parte dell’Unione Economica Euroasiatica insieme alla Russia e da altre 3 repubbliche ex-sovietiche.
Non potendosi ricandidare per un terzo mandato, Sargsyan decise di cambiare la costituzione, trasformando l’Armenia da Repubblica Semipresidenziale sul modello francese a Repubblica Parlamentare, con il Presidente eletto dal Parlamento e il potere esecutivo nelle mani del Primo Ministro. Le elezioni parlamentari del 2017 videro nuovamente la vittoria del Partito Repubblicano.
Subito dopo la scadenza del suo mandato da presidente nel Marzo del 2018 Sargsyan si fece eleggere Primo Ministro. Questo scatenò vaste proteste di piazza guidate dal deputato Nikol Pashinyan, ex-giornalista di opposizione, leader del partito liberale ”Contratto Civico”. Dopo circa due settimane di proteste pacifiche che avevano paralizzato il paese di quella è stata definita la “rivoluzione di velluto” e dopo che la polizia aveva rifiutato di attaccare i manifestanti, Sargsyan si dimise. Il parlamento allora nominò Pashinyan nuovo Primo Ministro.

Una volta al governo, Pashinyan, diventato  una specie di eroe nazionale, con un vastissimo consenso popolare,  pur cercando di mantenere buoni rapporti con la Russia, aumento’ le aperture verso l’Unione Europea. Dal punto di vista economico e sociale il suo governo fu decisamente più liberale di quelli precedenti, tanto che alcuni osservatori lo definirono il “Macron del Caucaso”. Approfittando della sua popolarità, Pashinyan si dimise dopo pochi mesi di governo per innescare le elezioni parlamentari anticipate. Nelle elezioni del dicembre 2018 l’Alleanza “Il mio passo”, formata dal Contratto Civico e da  altre formazioni liberali europeisti, ottenne un successo straordinario con il 70,4% dei voti. Gli unici altri partiti che entraroro in parlamento furono  “Armenia Prospera” e “Armenia Luminosa“, un’altra formazione liberale europeista.

Dopo le elezioni Pashinyan raggiunse un consenso popolare senza precedenti. Sotto il suo governo  furonoi aperti numerosi procedimenti penali contro ex funzionari del governo, tra cui gli ex presidenti Robert Kocharyan e Serzh Sargsyan.   Kocharyan fu arrestato con l’accusa di “rovesciamento dell’ordine costituzionale” in relazione alla violenta repressione delle proteste dopo le elezioni presidenziali del 2008. Dopo che un tribunale armeno aveva ordinato la scarcerazione di Kocharyan nel maggio 2019, Pashinyan accusò apertamente il sistema giudiziario armeno di corruzione e collaborazione con i rappresentanti del vecchio regime e cerco’ di far tenere un referendum per introdurre un emendamento costituzionale per destituire sette dei nove giudici della Corte costituzionale, tuttavia il referendum non ebbe luogo a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19. In economia Pashinyan seguì  una politica decisamente liberista introducento una flat tax  su tutti i redditi, riducendo al tempo stesso le  tasse per le piccole imprese e le aziende straniere che investono in Armenia.

.Nel settembre del 2020 scoppiò  la secondo guerra del Nagorno-Karabakh, quando le truppe azere attaccarono i ribelli armeni che controllavano la regione.  L’esercito azero,  dotato di armi e tecnologia forniti dalla Turchia  (ad esempio i droni armati) sconfissero in breve tempo i ribelli armeni, male armati e poco organizzati.  Dopo 44 giorni di aspri combattimenti, i rappresentanti dell’Armenia e dell’Azerbaigian, grazie alla mediazione del presidente russo Vladimir Putin, firmarono  un cessate il fuoco che di fatto consegnò all’Azerbaijan buona parte della regione che era stata conquistata dagli armeni nel 1992. L’accordo provocò  accese proteste popolari in Armenia da parte di  gruppi di oppositori che accusavano Pashinyan di essersi dimostrato incapace di difendere il Nagorno-Karabak. Un tentativo di omicidio nei confronti di Pashinyan fu sventato dai servizi. Sotto la pressione dell’opposizione, il 25 aprile 2021, Pashinyan dovette annunciare le sue dimissioni dal suo incarico di primo ministro, per consentire elezioni parlamentari anticipate a giugno, in cui il suo partito, Contratto Civico, ottenne la maggioranza assoluta in parlamento.

 

 

Nelle prossime pagine, i risultati delle ultime elezioni, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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