I SONDAGGI E I POSSIBILI SCENARI POST-ELETTORALI
In Thailandia i sondaggi non sono particolarmente affidabili e i pochi in circolazione danno risultati alquanto differenti. Il nuovo sistema elettorale, per l’80% maggioritario, e le nuove circoscrizioni elettorali aggiungeranno un’ulteriore incognita al risultato di queste elezioni. Sembra comunque che il Pheua Thai sia nettamente in testa alle intenzioni di voto e potrebbe avvicinarsi al 40% delle preferenze, a dimostrazione di quanto l’ex Primo Ministro Thaksin sia ancora popolare in vaste zone del paese.
Al secondo posto, ancora staccato ma in forte crescita ci sarebbe il centrosinistra progressista di “Andare Avanti” che potrebbe superare il 30% dei voti. Solo in terza posizione arriverebbe la destra militarista di “Naziona Thai Unita” guidata dal primo ministro Prayut Chan-o-cha data poco sotto al 10% dei voti. Male andrebbe il Partito Democratico, dato sotto al 4% e superato dai conservatori del Partito Buhmjaithai che sarebbero sul 5%, mentre percentuali ancora inferiori andrebbero agli altri partiti e alle liste locali, compreso il Palang Pracharath (dato intorno al 3%) che alle scorse elezioni era stato il partito di riferimento dell’esercito.
Se i risultati fossero questi, il partito della famiglia Shinawatra otterrebbe la grande maggioranza dei 400 seggi uninominali mentre “Andare Avanti” prendere probabilmente parte di quelli di Bangkok e delle zone urbane. Basterà questo a Paethongtarn Shinawatra per essere nominata a capo del governo? Considerando che il primo ministro per essere eletto deve ottenere la fiducia della metà dei membri del parlamento in seduta comune (500 deputati e 250 senatori) e che i senatori saranno nominati dalla giunta militare, basterà che i partiti di destra legati ai militari ottengano solo 126 deputati per avere una maggioranza disposta a confermare Prayut Chan-o-cha come primo ministro o comunque a nominare una persona a loro gradita.
Ma anche se Paethongtarn Shinawatra ce la facesse a trovare una maggioranza, i militari hanno dimostrato in passato di avere altri metodi non propriamente democratici per eliminare governi e partiti scomodi. Ad esempio incriminando il primo ministro (come accadde alla zia di Paethongtarn, Yingluck Shinawatra o mettendo fuorilegge un partito per qualche cavillo giuridico come fatto durante la scorsa legislatura per Avanti Futuro. Stavolta tuttavia sembra che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica voglia davvero dire basta al potere dei militari e che non tolleri più di vivere in una pseudo-democrazia ostaggio dell’esercito e del monarca.
La vittoria dell’opposizione in Thailandia sarebbe un passo importante verso il progresso democratico del paese, bloccato dai militari da quasi 10 anni. Trasmetterebbe anche un messaggio incoraggiante ai paesi della regione che stanno lottando per la transizione verso la democrazia, come Cambogia e Myanmar. Se invece i partiti legati al regime militare dovessero vincere le elezioni ( o comunque trovare un modo per mantenere il potere), ciò potrebbe portare a un ulteriore consolidamento dell’attuale sistema di governo autoritario. Ciò potrebbe potenzialmente portare a un’ulteriore erosione delle istituzioni democratiche e dei diritti umani, con conseguenze di vasta portata anche al di fuori della Thailandia. Un tale risultato incoraggerà solo altri governi autoritari a rafforzare la loro presa sul potere e sopprimere il dissenso. Gli sviluppi di queste elezioni, pertanto, meritano un’attenta osservazione a livello internazionale.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri ottimi collaboratori della Redazione Bidimedia.
Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari del 21 maggio in Grecia e l’eventuale secondo turno delle elezioni presidenziali in Turchia del 28 maggio.
Ti è piaciuto questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!
Sostieni Sondaggi Bidimedia!
Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!
Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055
Fai una donazione tramite PayPal
Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!
Offrici un caffé con
Ko-fi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!
Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.