Passiamo adesso alle buone notizie. Ci sono stati ottimi risultati per le forze progressiste in varie elezioni amministrative in grandi città . Il caso piu’ clamoroso è stata la vittoria del candidato di opposizione Ekrem İmamoğlu eletto sindaco di Istanbul, nonostante il governo di Erdogan avesse fatto di tutto per bloccare la sua elezione arrivando a far ripetere le elezioni per presunte irregolarità. Altra buona notizia la vittoria di un candidato dell’opposizione progressista come sindaco di Budapest, nonostante il partito del Primo Ministro ungherese Viktor Orban mantenga il controllo della maggioranza delle amministrazione locali. Vittoria dell’opposizione progressista anche alle amministrative in Colombia dove è stata eletta sindaca di Bogotà la candidata ecologista Claudia Lopez, prima donna dichiaratamente omosessuale a governare una grande città dell’america latina. In Europa ci sono stati due positivi cambi di governo, in Danimarca e in Finlandia, dove le elezioni politiche hanno portato al governo coalizioni progressiste. Da notare la rivolta popolare in Sudan che ha portato alla caduta del dittatore Omar al-Bashir, uno dei peggiori criminali al mondo, responsabile tra le altre cose del massacro di oltre 400 mila civili durante la repressione della rivolta del Darfur, accusato di genocidio dal Tribunale Internazionale dell’Aia. Buone notizie infine dall’Austria, dove è crollato il governo di destra formato dal conservatori di Sebastian Kurz e l’estrema destra del Partito della Libertà a causa di uno scandalo politico che aveva travolto il leader dell’FPÖ Heinz-Christian Strache. Le elezioni politiche anticipate hanno visto il crollo dell’FPÖ e l’avanzata dei Verdi, che saranno i nuovi alleati di governo di Sebastian Kurz.
Per la posizione di miglior elezione dell’anno si sono classificati tre finalisti.
In terza posizione il Canada dove è stato confermato il primo ministro liberale Justin Trudeau, smentendo il timore che il Canada potesse svoltare verso la destra populista seguendo l’esempio degli USA di Donald Trump. Trudeau rimarrà quindi accanto al presidente francese Emmanuel Macron, come l’alfiere del liberalismo internazionale, cosa ancor più importante in un momento storico in cui gran parte del panorama politico internazionale è dominato da leader populisti, “sovranisti”, quando non da regimi autoritari o vere e proprie dittature.
In seconda posizione abbiamo il Portogallo, dove il leader socialista Antonio Costa è stato riconfermato per un secondo mandato. Primo ministro di uno dei pochi paesi europei dove la sinistra unita vince e governa (bene) con un programma di sinistra, Antonio Costa è un esempio per gli altri leader progressisti europei.
Ma il Premio BiDiMondo 2019 per il miglior evento politico dell’anno va all’ Italia dove si è rotta l’alleanza di governo “gialloverde” tra la destra “sovranista” della Lega Nord e I populisti del Movimento 5 Stelle. Il PD è andato al governo al posto della Lega Nord ottenendo alcuni dei ministeri più importanti (come quello dell’economia) e nominando un proprio esponente, Paolo Gentiloni, come commissario europeo. Nonostante in Italia il nuovo governo non abbia un forte sostegno popolare e nonostante gli esponenti del Movimento 5 Stelle conservino ancora ministeri importanti (uno tra tutti, il Ministero degli Esteri affidato al loro leader attuale Luigi di Maio), per l’Europa e la comunità internazionale il fatto che l’Italia non sia piu’ nelle mani di un leader “sovranista” come Matteo Salvini è sicuramente un sospiro di sollievo. Questo soprattutto nel momento in cui nasceva il nuovo governo dell’Unione Europea, guidato dalla tedesca Ursula von der Leyen e si gettavano le basi per il Green New Deal for Europe, il che sarebbe stato estremamente problematico se l’Italia fosse stata ancora guidata da forze fortemente euroscettiche come la Lega di Salvini. Il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte è stato estremamente abile nel riciclarsi da pedina dei “sovranisti” a leader europeista e progressista. L’Italia, paese del G7, una delle 10 maggiori economie del pianeta, torna, almeno per il momento, dalla parte delle democrazie liberali, nella battaglia politica contro le forze “sovraniste” internazionali.
Nella prossima pagina l’elenco cronologico delle più importanti elezioni del 2019.
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