Kosovo: alle elezioni parlamentari, la sinistra nazionalista di Vetëvendosje (autodeterminazione) arriva in testa con il 26,2% dei voti (32 su 120 seggi) seguita dalla Lega democratica del Kosovo (liberalconservatori) con il 24,5% (29), il Partito democratico del Kosovo (nazionalconservatori) con il 21,2% (25), la coalizione di Alleanza per il futuro del Kosovo e Partito socialdemocratico del Kosovo con l’11,5% (14) e la Lista serba con 6,8% (10). Il governo di centrodestra del PDK perde quindi la maggioranza in parlamento. Vetëvendosje e la LDK iniziano le trattative per una nuova coalizione di governo.
Portogallo: Alle elezioni parlamentari, il Partito socialista incrementa la sua maggioranza ottenendo il 38,2% dei voti e 108 su 226 seggi. il Partito socialdemocratico (liberalconservatori) scende al 29,2% (79), il blocco della sinistra è stabile al 10,0% (19), in leggero calola Coalizione Democratica Unitaria (verdi e comunisti) con il 6,7% (12 seggi ), e il Partito Popolare (conservatori) con il 4,4% (5 seggi). In aumento gli ecologisti di PAN con il 3,5% (4 seggi). Il socialista Antonio Costa rimane primo ministro a capo di un governo monocolore socialista con il supporto estero degli altri partiti di sinistra.
Tunisia: alle elezioni parlamentari, il partito islamico moderato Ennahda si aggiudica 52 dei 217 seggi in palio, i populisti di cuore della Tunisia 38, i socialdemocratici di Corrente Democratica 22, la destra della Coalizione Dignità 21, il Partito Libero Destouriano (destra laica nazionalista) 17, il Movimento Popolare (sinistra) 16 e Lunga Vita Tunisia (centristi) 14. L’incarico di formare il governo viene dato a Habib Jemli, un indipendente vicino a Ennahda,
Mozambico: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Filipe Nyussi (Frelimo, sinistra nazionalista) ottiene il 73,0% dei voti e Ossufo Momade (Renamo, destra nazionalista) il 21,9%. Nelle elezioni parlamentari il Frelimo vince 184 seggi su 250 e la Renamo 60.
Bolivia: alle elezioni presidenziali il presidente uscente Evo Morales (Movimento al Socialismo, sinistra populista) che si candidava per un quarto mandato consecutivo, ottiene il 47,1% dei voti, l’ex presidente Carlos Mesa (centrista) il 36,5% e Chi Hyun Chung (destra cristiano-conservatrice) l’8,8%. Morales viene dichiarato eletto senza ballottaggio perché il suo margine sul secondo classificato è superiore al 10%. Le opposizioni parlano di brogli diffusi nel conteggio dei voti e danno inizio a vaste manifestazioni di massa contro Morales, che è costretto a dimettersi e a fuggire in esilio in Messico. Con le dimissioni del vicepresidente, della presidente del Senato e del presidente della Camera, il potere passa alla vicepresidente del Senato, Jeanine Áñez, esponente dell’opposizione di destra, che is autoproclama presidente ad interim ed è riconosciuta come tale dal Tribunale Costituzionale. Viene formato un governo provvisorio in attesa di indire nuove elezioni generali.
Svizzera: alle elezioni parlamentari, calo del Partito Popolare Svizzero (nazionalconservatori), che ottiene il 25,6% dei voti (53 su 200 seggi), in leggero calo anche il Partito socialdemocratico con il 16,8% (39) e il Partito Liberale con il 15,1% (29). Grossa avanzata del Partito Verde con il 13,2% (28 ), e del Partito Verde Liberale con il 7,8% (16). Stabile il Partito Popolare Democratico Cristiano all’11,4% (25) e in calo il Partito Democratico Conservatore al 2,4% (3). Nessuna variazione per la formula di governo, che mantiene 2 ministri nazionalconservatori, 2 liberali, 2 socialisti e un democristiano.
Polonia: alle elezioni parlamentari, il partito nazionalconservatore “Legge e la Giustizia” viene riconfermato al potere ottenendo una netta vittoria con il 43,6% dei voti (235 su 460 seggi), La coalizione civica (liberalconservatori) ottiene il 27,4% (134 seggi), l’Alleanza Democratica di Sinistra il 12,6% (49 seggi), il Partito Popolare Polacco (agrari) l’8,5% (30 seggi) e la Confederazione Libertà e Indipendenza (destra nazionalista) il 6,8% (11 seggi).
Budapest (Ungheria): il candidato dell’opposizione progressista Gergely Karácsony viene eletto sindaco di Budapest, sconfiggendo il candidato governativo del Fidesz (centrodestra). Il partito del Primo Ministro ungherese Viktor Orban mantiene comunque il controllo della maggioranza delle amministrazione locali.
Turingia (Germania): alle elezioni regionali della Turingia, avanza la sinistra di Linke che ottiene il 31,0% dei voti (29 su 90 seggi), e la destra di Alternativa per la Germania con il 23,4% (22). Crolla la CDU che scende al 21,7% (21), e cala nettamente la SPD che scende all’8,2% ( 8). Stabili i Verdi al 5,2% (5), mentre entrano in parlamento i liberali dell’FDP con il 5,0% (5). La coalizione di sinistra (Linke, SDP, Verdi) perde quindi la maggioranza. Al momento non è stato possibile raggiungere nessun accordo per una maggioranza alternativa.
Umbria: alle elezioni regionali in Umbria, Donatella Tesei (centrodestra) viene eletta presidente con il 57,6% dei voti contro Vincenzo Bianconi (centro sinistra e Movimento 5 stelle) che ottiene il 37,5%.
Maharashtra e Haryana (India): alle elezioni parlamentari nello stato indiano di Haryana, il BJP (nazionalconservatori) perde la maggioranza assoluta dei seggi, ottenendo il 36,5% dei voti e 40 seggi su 90. Il Congresso Nazionale Indiano (INC, socialdemocratici) sale al 28,1% (31 seggi). Il BJP rimane al potere grazie ad un accordo con un partito regionale minore e vari deputati indipendenti. Nel Maharashtra, il BJP che ottiene il 25,8% dei voti (105 su 288 seggi), il Partito del Congresso Nazionalista (populisti di centrosinistra) il 16,7% (54 seggi), lo Shiv Sena (destra induista) il 16,4% (56 seggi) e il Partito del Congresso Indiano il 15,9% (44 seggi). La maggioranza destra uscente formata da BJ e Shiv Sena si spacca subito dopo le elezioni e lo Shiv Sena cerca di formare una maggioranza alternativa con i due partiti di centrosinistra. Il BJP ha allora prima cercato di fare imporre un governatore d’ufficio da parte del governo centrale, e poi ha cercato di formare una maggioranza con alcuni deputati fuoriusciti dal NCP. Tuttavia il nuovo governo non è riuscito a trovare i numeri per una nuova maggioranza e l’incarico di governatore è passato ad un esponente dello Shiv Sena, a capo di una coalizione con il Partito del Congresso e l’NCP. i.
Gibilterra: nelle elezioni parlamentari, l’alleanza tra il Partito socialista laburista e il Partito liberale si aggiudica il 52,5% dei voti (10 seggi 17) e rimane al governo. I socialdemocratici (liberalconservatori) ottengono il 25,6% (6 seggi) e Insieme Gibilterra (progressisti) il 20,5% (1 seggio).
Canada: alle elezioni parlamentari, il Partito liberale del Primo Ministro Justin Trudeau perde la maggioranza assoluta in parlamento, scendendo al 33,1% e ottenendo solo 157 su 338. Avanza il Partito Conservatore che ottiene il 34,4% dei voti e 121 seggi. Il Nuovo Partito Democratico (socialdemocratici) scende al 15,9% (24 seggi), il Blocco Québécois sale al 7,7% (32 seggi), mentre il Green Party raggiunge il 6,5% passando da 1 a 3 seggi. Justin Trudeau rimane quindi Primo Ministro ma dovrà trovare accordi con il NDP per far passare i propri provvedimenti in parlamento.
Argentina: alle elezioni presidenziali, Alberto Fernández (Frente de Todos, peronisti di sinistra ) vince con circa il 48% dei voti, battendo il presidente uscente’ Mauricio Macri ( Juntos por el Cambio, liberalconservatori) con circa il 40% e Roberto Lavagna (Consenso federale, centristi ) con circa il 6%. Vicepresidente diventa la ex presidente Cristina Fernandez Kirchner.
Colombia: Vittoria dell’opposizione progressista alle elezioni amministrative. Nella capitale Bogotà viene eletta sindaca di Bogotà la candidata ecologista Claudia Lopez, prima donna apertamente omosessuale a governare una grande città dell’america latina.
Botswana: alle elezioni parlamentari, il Partito democratico del Botswana (conservatori) ottiene il 52,8% dei voti (38 su 57 seggi) e la coalizione per il cambiamento democratico (socialdemocratici) il 36,4% (15 seggi). Mokgweetsi Masisi del PDB viene così rieletto presidente.
Romania: il primo ministro socialista Viorica Dancila viene sfiduciata dal parlamento. Il presidente Klaus Johannis chiede a Ludovic Orban del PLN (liberalconservatori) di formare un nuovo governo di minoranza di centrodestra in attesa delle elezioni parlamentari del prossimo 21 Marzo.
NOVEMBRE
USA: nelle elezioni per il governatore del Kentucky, il democratico Andy Beshear sconfigge il governatore repubblica uscente Matt Bevin, 49,2% -48,8%. In Mississippi (dove il governatore uscente repubblicano non si ripresentava) il repubblicano Tate Reeves sconfigge il democratico Jim Hood, 52% -47%. Nelle elezioni per il governatore della Lousiana, il democratico John Bel Edwards, governatore uscente, sconfigge il repubblicano Eddie Rispone, 51% -49%.
Mauritius: Alle elezioni parlamentari, il Movimento Socialista Militante ottiene 38 seggi, il partito laburista 13 e il Movimento Militante Mauriziano 9. I tre maggiori partiti sono tutti ideologicamente socialdemocratici. Il MSM mantiene quindi la guida del governo.
Romania: al primo turno delle elezioni presidenziali, il presidente uscente Klaus Johannis (PLN, liberalconservatori) ottiene il 37,8% dei voti, contro l’ex primo ministro Viorica Dancila (Partito Socialdemocratico) con il 22,3%, Dan Barna (centrista) con il 15,0% e Mircea Diaconu (indipendente) con l’8,8%. Johannis viene rieletto presidente al ballottaggio con il 66,1% dei voti.
Spagna: alle elezioni parlamentari, il Partito socialista operaio spagnolo (PSOE) ottiene il 28,3% dei voti (120 su 350 seggi), il Partito popolare sale al 21,0% (88), Vox aumenta ulteriormente i voti arrivando al 15,2% (52), Unidas Podemos ottiene il 13,0% (35) mentre Ciudadanos crolla al 6,9% (10) e alla sinistra repubblicana della Catalogna (ERC) va il 3,6% (13). Iniziano le trattative per un nuovo governo formato da PSOE e UP, con il supporto di vari partiti regionalisti e l’astensione di ERC.
Sri Lanka: nelle elezioni presidenziali, Gotabaya Rajapakse (SLPP, populisti nazionalisti) viene eletto presidente con il 52,2% dei voti contro Sajith Premadasa (UNP, liberalconservatori) con il 42,0%. Una volta insediato il nuovo presidente nomina suo fratello, l’ex presidente Mahinda Rajapakse come primo ministro, il quale assume anche le cariche di ministro della difesa e della finanze. Un altro fratello del presidente, Chamal Rajapaksa, è nominato ministro dell’Agricoltura.
Uruguay: Nel primo turno delle elezioni presidenziali, Daniel Martínez (Fronte Ampio, sinistra) ottiene il 40,7% dei voti, Luis Lacalle Pou (Partito Nazionale, conservatori) il 29,7%, Ernesto Talvi (Partito Colorado, liberali) il 12,8% e Guido Manini Ríos (Open Cabildo, destra) l’11,3% . Il Alle elezioni parlamentari, il Fronte Ampio vince 42 seggi su 99, il Partito Nazionale 30, il Partito Colorado 13 e Open Cabildo 11. Lacalle Pou viene eletto al ballottaggio con il 50,8% dei voti, mettendo fine a 15 anni di dominio della sinistra nel paese.
Namibia: nelle elezioni presidenziali, il presidente uscente Hage Geingob (SWAPO, sinistra nazionalista) si aggiudica il 56,3% dei voti , Panduleni Itula (indipendente) il 29,4% e McHenry Venaani (Movimento democratico popolare, centrodestra) il 5,3%. Alle elezioni parlamentari, la SWAPO ottiene il 65,5% dei voti (63 su 96 seggi) e il PDM il 16,7% (16).
DICEMBRE
San Marino: Alle elezioni parlamentari, vittoria del Partito Democratico Cristiano Sammarinese che ottiene il 33,3% dei voti (21 su 60 seggi), la coalizione Domani in Movimento (progressisti e democristiani) il 24,7% (15 seggi), la coalizione di sinistra Libera il 16,5% (10 seggi), la coalizione socialdemocratica “Noi per la Repubblica” il 13,1% (8 seggi) e i centristi di Repubblica Futura il 10,3% (6 seggi). Se entro 30 giorni non sarà stato possibile formare un governo, si andrà al ballottaggio tra i due schieramenti principali per ottenere un premio di maggioranza.
Gran Bretagna: vittoria alle elezioni parlamentari del Partito Conservatore, che ottiene il 43,6% dei voti (365 di 650 seggi), il Partito Laburista scende al 32,2% (203 seggi) uno dei suoi peggiori risultati. I Liberaldemocratici salgono all’11,6% ma perdono un seggio scendendo a 11. Il Partito nazionale scozzese ottiene 48 seggi, i Verdi 1, il Plaid Cymru 4, il DUP 8, il Sinn Fein 7, il Partito della Alleanza dell’Irlanda del Nord 1 e il Partito socialdemocratico e laburista nordirlandese 1. Nessun seggio per il Brexit Party. Boris Johnson rimane Primo Ministro.
Jharkhand (India): ,alle elezioni parlamentari dello stato indiano del Jharkhand , netto calo della destra del BJP al potere, che ottiene il 33,4% dei voti (25 su 81 seggi). La vittoria va ad una coalizione di centrosinistra formata dal Jharkhand Mukti Morcha con il 18,7% (30 seggi) e il Partito del Congresso con il 13,9% (16 seggi).
Algeria: le elezioni presidenziali, boicottate dalla maggior parte dei movimenti di opposizione al regime, vedono la vittoria dell’ex primo ministro Abdelmadjid Tebboune con il 58,1% dei voti, che supera Abdelkader Bengrinacon il 17,4%, l’ex primo ministro Ali Benflis con il 10,5%, Azzedine Mihoubi con il 7,3% e Abdelaziz Belaïd con il 6,7%. Tutti i candidati sono legati al regime del deposto presidente Bouteflika.
Croazia: al primo turno delle elezioni presidenziali, l’ex primo ministro socialdemocratico Zoran Milanovic arriva in testa con il 29,9% dei voti, superando la presidente uscente Kolinda Grabar-Kitarovic (del partito conservatore HDZ) con il 27,0%, il candidato della destra nazionalista Miroslav Skoro con il 24,7% e il candidato centrista Mislav Kolakusic con il 5,9%. Il ballottaggio tra Milanovic e Grabar-Kitarovic si terrà il 5 gennaio 2020.
E con questo si conclude la nostra rubrica per il 2019. Appuntamento tra pochi giorni con il calendario elettorale del 2020.
Nota del Presidente: le opinioni presenti in questo articolo sono dell’autore e non sono sempre sovrapponibili a quelle del resto degli autori di Bidimedia. Inoltre, ricordando che Bidimedia crede nel confronto tra opinioni diverse, aggiungo che i numeri son numeri, i fatti son fatti e le opinioni sono opinioni.
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