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IL GIRAMONDO – Elezioni presidenziali in Tunisia – La fragile democrazia araba svolta a destra.


Tunisia – BandieraImmaginate un’elezione presidenziale in cui i candidati favoriti dai sondaggi fossero Silvio Berlusconi, Jair Bolsonaro e Marine Le Pen.  Uno scenario molto inquietante. Tuttavia è questo quello che alcuni sondaggi prospettano per le elezioni presidenziali tunisine del 15 Settembre.  I candidati favoriti infatti sono
Nabil Karoui, ricco impresario televisivo accusato di evasione fiscale e riciclaggio,  Kaïs Saïed, indipendente di estrema destra, ferocemente omofobo, favorevole alla reintroduzione della pena di morte,  e Abir Moussi, la leader di una formazione di destra legata all’ex dittatore  Ben Ali, anch’essa nota per le sue idee fortemente omofobe.

Tuttavia nelle ultime settimane sono emersi  due candidati che alla fine potrebbero riuscire ad arrivare al ballottaggio:  Youssef Chahed, attuale Primo Ministro Tunisino e  Abdelkrim Zbidi, attuale Ministro della Difesa,  entrambi su posizioni moderate centriste.

Le elezioni presidenziali, previste per il 17 Novembre, sono state anticipate a causa della morte il 25 Luglio scorso del presidente Beji Caid Essebsi.

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Tunisia - StemmaLa Tunisia è una repubblica unitaria democratica rappresentativa semi-presidenziale, dove il Presidente funge da capo di Stato,  il primo ministro è capo del governo,  il parlamento è monocamerale e il sistema giudiziario è influenzato dal diritto civile francese.  Il paese è stato dal 1956 al 2011 di fatto uno stato a partito unico. Le prime elezioni democratiche si sono avute nel 2014. 

Il presidente è eletto direttamente a suffragio universale per un mandato di 5 anni. Se nessun candidato ottiene più del 50% dei voti viene effettuato un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno. Un candidato alla presidenza deve avere almeno 35 anni, di religione mussulmana e non può avere doppia nazionalità. 

L’assemblea dei Rappresentanti del Popolo è il parlamento tunisino, formato da  217 membri, eletti ogni 5 anni con sistema proporzionale in 33 collegi elettorali. Di questi 27 sono collegi elettorali nazionali plurinominali, di dimensioni variabili da quattro a dieci seggi per un totale di 199 membri, mentre i 6 collegi esteri eleggono un totale di 18 rappresentanti. 

A causa della legge elettorale. che prevede liste bloccate con alternanza di genere, la Tunisia è il paese arabo con la  più alta percentuale di donne elette in parlamento.  Una recente modifica della legge elettorale ha imposto una soglia del 3% per ottenere rappresentanti in parlamento, che verrà messa in atto nelle elezioni parlamentari previste per il 6 Ottobre prossimo.

La Tunisia è membro della Lega araba , dell’Unione africana e dell’Organizzazione per la cooperazione islamica

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica la Tunisia come una “democrazia imperfetta” al livello di paesi tipo Serbia, Indonesia, Singapore e Romania.

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i risultati elettorali recenti, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza.

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