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IL GIRAMONDO – Elezioni presidenziali in Tunisia – La fragile democrazia araba svolta a destra.

I PRINCIPALI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA

 

Risultati immagini per Nabil KarouiNabil Karoui (Cuore della Tunisia) – La versione tunisina di Berlusconi

A 56 anni, è il jolly delle elezioni. Communication man, fondatore del canale privato Nessma, ha fatto campagna per due anni e mezzo. Dopo la morte di suo figlio Khalil, ha intrapreso varie iniziative caritatevoli, sostenendo l’associazione Khalil Tounes (Cuore della Tunisia), che offre assistenza sanitaria, beni di prima necessità e altri servizi ai meno privilegiati. Decine di migliaia di pasti sono stati distribuiti durante il Ramadan. Queste attività sono state ampiamente pubblicizzate dalla sua TV Nessma fin dal 2017. Karoui è sceso in campo all’inizio di Maggio proponendosi come candidato anti-establishment e subito i sondaggi lo hanno dato interno al 30% delle intenzioni di voto. Per bloccare la sua ascesa politica il governo ha approvato una legge sul conflitto di interessi, che vieta l’elezione a presidente ai proprietari di giornali, TV e gruppi editoriali. La legge tuttavia non è entrata in vigore dato che non è stata firmata dal presidente Essebsi, nel frattempo deceduto.  Nello stesso tempo la magistratura ha iniziato ad indagare contro di lui per evasione fiscale e riciclaggio, 

Le sue attività, altamente pubblicizzate contro la povertà e la sua immagine di indipendente (è stato comunque un membro influente di Nidaa Tounes e ha contribuito all’elezione di Béji Caïd Essebsi nel 2014) potrebbe ottenere il favore di una popolazione stanca della classe politica al potere. La sua ONG, creata dopo la morte di suo figlio Khalil, è molto ben stabilita nelle aree rurali. Mirando ad aree svantaggiate, Nabil Karoui potrebbe rosicchiare l’elettorato del partito islamico Ennahdha. 

 

Risultati immagini per Kais Said

Kaïs Saïed  (indipendente) – Il “Savonarola” di destra tunisino.

E’ sicuramente uno dei candidati più atipici di queste elezioni. Avvocato, docente universitario di diritto costituzionale, non ha né un partito né un passato politico ma è diventato uno dei candidati principali di queste elezioni .Si è imposto intervenendo sui giornali televisivi sugli argomenti relativi alla Costituzione e al Parlamento, l’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo, che vorrebbe sostituire con un’assemblea degli eletti nelle ammistrazioni locali. Sulle questioni sociali, è diventato il portavoce degli strati piu’ conservatori e reazionari della società tunisina. E’ apertamente ostile all’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne e alle leggi contro la discriminazione delle persone omosessuali. Accusa i politici di avidità e corruzione, e si presenta come il rappresentante dei tunisini integri ed onesti, viaggiando sempre in autobus ed evitando il lusso e lo spreco di denaro. I suoi discorsi in un arabo letterario impeccabile e il suo tono monotono ne hanno fatto un personaggio serio ma provocante al tempo stesso

 

Risultati immagini per Abir MoussiAbir Moussi (Libero Movimento Destouriano)  – La donna che rimpiange Ben Ali

Abir Moussi è l’avvocato che aveva difeso (invano) il partito dell’ex dittatore Ben Ali durante il processo che lo ha condannato allo scioglimento. Nazionalista, anti-islamista, nostalgica del sistema presidenziale e di uno stato forte, non ha mai fatto mistero delle sue simpatie per il vecchio regime ed incarna il fronte dei nostalgici della dittatura. Una volta eletta, la sua proposta principale è quella di arrestare tutti i membri del partito islamico Ennahdha. Secondo lei la rivoluzione del 2011 è stata una cospirazione del governo francese, degli USA e di Israele. Abir Moussi ha dichiarato che quando c’era Ben Ali,  non c’era né disoccupazione né povertà e tutti stavano meglio. Conservatrice, è ostile alla parità legale tra uomini e donne e apertamente omofoba. Non riconosce infine la legittimità Costituzione del 2014 che secondo lei è stata frutto di un “golpe”. Il suo modo di parlare  e le sue maniere popolari l’ hanno resa una figura estremamente popolare tra le fasce meno educate della popolazione mentre la sua intransigenza anti-islamica fa appello a una parte della borghesia cittadina.

 

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Youssef Chahed (Tahya Tounes) – Il capo del governo uscente

Youssef Chahed, 44 anni, laureato in ingegneria agraria è l’attuale primo ministro. in carica da tre anni, un record nella Tunisia democratica. Membro di Nidaa Tounes, era stato indicato dal presidente Essebsi,  che lo considerava un suo uomo fidato per guidare un’ampia coalizione di governo, comprendente il partito islamista Ennahdha.  Tuttavia una volta al governo, Chahaed ha dimostrato la sua indipendenza e ha fondato un proprio partito, Tahaya Tounes (“viva la Tunisia”) di ispirazione liberale, che ha portato via una quarantina di deputati da Nidaa Tounes. Nonostante le sue capacità come primo ministro e l’efficacia nella realizzazione del bilancio di austerità richiesto dal FMI, la situazione economica non è migliorata, mentre inflazione e disoccupazione restano a livelli preoccupanti. La sua popolarità è crollata nelle ultime settimane dopo la morte del presidente Essebsi, dato che le simpatie di molti elettori moderati sono passata e Abdelkarim Zbidi, considerato il “delfino” di Essebsi.

 

 

 

 

 

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Abdelkarim Zbidi (indpendente) –  Il candidato dei militari

Abdelkarim ZBidi, 69 anni, laureato in medicina, attuale ministro della difesa, si presenta ufficialmente come candidato indipendente, ma è appoggiato dall’apparato militare e si colloca esplicitamente sulle orme del defunto presidente Beji Caid Essebsi. Di carattere riservato, con un profilo tecnocratico e poco conosciuto dal grande pubblico, è candidato da Nidaa Tounes e Afek Tounes.  I suoi sostenitori sperano che la commozione presso l’elettorato dovuta alla morte di Essebsi si possa tradurre in una spinta elettorale per Zbidi che lo porti al secondo turno delle elezioni.

 

 

 

 

 

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Abdelfattah Mourou (Ennahda) – Il candidato islamista

Abdelfattah Mourou, 71 anni, avvocato, è candidato alla presidenza per il partito islamico Ennahda. E’ la prima volta che il partito presenta un proprio candidato per le elezioni presidenziali.  Il motivo è che,  essendo state anticipate le elezioni presidenziali rispetto a quelle politiche, Ennahda aveva bisogno di un suo candidato per “trascinare” la lista del partito.

Educato, benestante, e con un eloquio garbato e spiritoso, Mouru rappresenta la faccia moderata e tranquillizzante del movimento islamico tunisino.  La sua collaborazione con il leader islamico Rashid Ghannuchi, risale al 1969, durante le proteste contro il regime di Bourguiba.  Il partito Ennahda è in calo di consensi a causa della sua associazione al governo uscente. La candidatura di Mourou quindi, anche nel caso che non arrivasse al ballottaggio, servirà al partito a mantenere una forza consistente in parlamento.

 

 

 

Illustration.Mohamed Abbou (Corrente Democratica) – Il candidato anticorruzione

Mohamed Abbou, 53 anni, laureato in giurisprudenza, è stato un attivista di primo piano per il rispetto dei diritti umani in Tunisia durante il regime di Ben Ali. Imprigionato più volte durante la dittatura,  si considera il rappresentante principale della socialdemocrazia tunisina. La sua priorità è la  lotta alla corruzione. 

Dopo la rivoluzione del 2011 e il rovesciamento del regime di Ben Ali, è stato eletto in parlamento ed è entrato al governo come responsabile della riforma della pubblica amministrazione.

Nel 2012 diventa segretario del Congresso della Repubblica (sinistra nazionalista). Nel 2013 abbandona il partito e fonda Corrente Democratica, di ispirazione socialdemocratica, con il quale si presenta a queste elezioni.   

 

 

 

 

Drawing.Hamma Hammami (Fronte Popolare) – il comunista dissidente

Hamma Hammami 67 anni,  è dal 2011 il segretario generale del Partito dei Lavoratori (estrema sinistra comunista) ed è candidato a queste elezioni presidenziali in rappresentanza del Fronte Popolare, una coalizione di partiti di sinistra nazionalista ed estrema sinistra.

Ha iniziato la sua carriera politica partecipando alle rivolte studentesche nei primi anni ’70 contro il regime di Bourguiba ed ha trascorso vari anni in carcere, dove è stato sottoposto a torture che lo hanno fisicamente debilitato, tanto che il governo francese nel 1987 chiese ed ottenne la sua liberazione per motivi di salute. 

Fu arrestato e condannato nuovamente sotto il regime di Ben Ali, per la sua appartenenza a gruppi politici fuorilegge di estrema sinistra e per i suoi articoli pubblicati su giornali di opposizione, critici verso il regime.   NEl 1994 viene nuovamente arrestato e pesantemente torturato, tanto che Amnesty International inizia una battaglia per la sua liberazione, che avviene nel 1995. Negli anni successivi i membri della sua famiglia subiscono molestie da parte degli agenti del regime. 

Dopo la rivoluzione del 2011, inizia a partecipare attivamente alla vita politica, candidandosi alle elezioni presidenziali del 2014 e arrivando in terza posizione con il 7,8% dei voti.

 

Drawing.Mehdi Jomaa (Al Badil Ettounsi) – L’ex primo ministro ingegnere

Mehdi Jomaa, 57 anni, laureato in ingegneria, ha  fatto carriera come dirigente del gruppo francese Total. Nel Marzo 2013  viene nominato ministro dell’industria. Dopo pochi mesi, a seguito della crisi politica seguita all’assassinio del leader di sinistra Mohamed Brahmi,  viene candidato dal partito islamico Ennahda come primo ministro “tecnico” in vista delle elezioni del 2014.  Resta in carica fino al Febbraio 2015, quando il partito vincitore delle elezioni, Nidaa Toures, lo sostituisce con Habib Essid.

Nel 2017 Jomaa ritorna in politica fondando Al Badil Ettounsi,  un partito centrista di ispirazione liberale, con il quale si candida a queste elezioni.

 

 

 

 

 

Drawing.Mohsen Marzouk (Machrouu Tounes) – Il candidato centrista.

Mohsen Marzouk, 54 anni,  ha iniziato la sua carriera politica nei movimenti studenteschi di sinistra che si battevano contro il regime prima di Bourguiba e poi di B, 67. Nel 1989 Divenne coordinatore dell’Organizzazione araba per i diritti umani, successivamente si è spostato verso posizioni moderate ed è diventato responsabile per il Medio Oriente di Freedom House. Nel 2008 è diventato segretario generale della Fondazione Araba per la Democrazia.

Dopo la rivoluzione tunisina del 2011 è diventato membro dell’Alta Autorità incaricata di gestire la transizione democratica del paese ed è stato tra i fondatori di Nidaa Tounes, diventandone nel 2015 segretario generale. Dopo pochi mesi tuttavia si è dimesso a causa dei dissidi interni al partito, fondando una sua autonoma formazione politica, Machrouu Tounes, partito centristra di ispirazione liberale.

 

 

 

 

Drawing.Moncef Marzouki (Al-Irada) – L’ex presidente socialdemocratico filo-islamico

Moncef Marzouki (74 anni) è stato il primo Presidente eletto della Tunisia democratica. Laureato in medicina, ha lavorato molti anni come dottore e ricercatore universitario in Francia. Nel 1979 tornò  in Tunisia dove proseguì la sua carriera scientifica in campo medico. Nel 1982 aderì alla Lega tunisina per i diritti umani, della quale divenne presidente. Nel 1994 cerca di candidarsi alle elezioni presidenziali ma viene arrestato e tenuto in carcere per 4 mesi, fino a che non viene liberato a causa dell’interessamento di Nelson Mandela e Amnesty International.

Nel 2000 viene icenziato dalla Facoltà di Medicina di Susa a causa delle sue idee politiche anti-regime e messo agli arresti domiciliari. Torna in libertà grazie all’interessamento del ministro socialista francese della Pubblica Istruzione Jack Lang  e dal presidente Jacques Chirac e va a vivere in Francia dove continua la sua carriera universitaria.

Marzouki ha fatto varie campagne per il rispetto dello stato di diritto, delle libertà fondamentali e dell’uguaglianza di genere, denunciando la miseria sociale e le disuguaglianze regionali. Nel 2001 fonda in esilio il Congresso per la Repubblica, un partito politico democratico di sinistra e successivamente inizia a collaborare con il movimento islamico Ennahda, spostandosi su posizioni nazionaliste arabe.

Dopo la caduta di Ben Ali nel 2011 torna in Tunisia, e il Congresso per la Repubblica partecipa alle elezioni per l’Assemblea Costituente, ottenendo  l’8,7% dei voti e 29 seggi su 217.  Lo stesso anno l’Assemblea Costituente lo elegge presidente della Repubblica grazie ad un accordo tra il suo partito e Ennahda, per cui Marzouki avrebbe ottenuto la presidenza e Ennahda il posto di primo ministro.

Durante la sua presidenza appoggia i movimenti arabi legati ai Fratelli Mussulmani, in particolare l’allora presidente egiziano Morsi e il movimento palestinese Hamas.

Nel 2014 si ricandida alla presidenza, formalmente  come indipendente ma di fatto appoggiato da Ennahda.  Viene sconfitto al ballottaggio da Beji Caid Essebsi, leader del partito Nidaa Tounes, appoggiato dalle forze laiche del paese. Marzouki accusa Essebsi di preparare il ritorno ad un regime autoritario e si mette all’opposizione del nuovo governo.  Nel 2015 abbandona il suo partito e fonda Al-Irada, partito di orientamento socialdemocratico, con il quale si presenta a queste elezioni.

 

Risultati immagini per Mounir Baatour

Mounir Baatour (Partito Liberale) – il difensore dei diritti LGBT

Mounir Baatour, avvocato 48enne, rappresenta il primo candidato apertamente omosessuale a candidarsi alla massima carica di un paese arabo. Impegnato negli anni passati in varie associazioni per i diritti della comunità LGBT, richiede l’abrogazione della legge (risalente al periodo coloniale francese) che punisce con una pena fino a tre anni di carcere i rapporti omosessuali.  Lui stesso ha passato alcuni mesi in prigione dopo essere stato condannato per “sodomia”. Il  suo programma prevede una riforma della società tunisina in senso liberale, ambientalista, educativa e culturale che la avvicini ai paesi dell’europa occidentale.  

 

 

 

 

 

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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