Una volta presidente Mobutu inaugurò un regime lunghissimo e caratterizzato da un forte culto della personalità e da ambizioni notevoli in politica estera. Già nel 1965, con l’esecuzione di cinque ministri del suo governo accusati di alto tradimento (eseguita nello stadio di Kinshasa/Leopoldville e trasformata in un macabro spettacolo), Mobutu mostrò il suo modo di intendere le cose: ogni atto governativo o giudiziario deve essere presentato al popolo come dimostrazione di potenza dello Stato.
Assunto il titolo ufficiale di Maresciallo-Presidente, con poteri assoluti, Mobutu organizzò un proprio partito unico, il Movimento Popolare della Rivoluzione (MPR, nazionalista conservatore), col compito di dare un nuovo volto culturale al Paese, basato sulla tradizione e sulle consuetudini locali. Nel 1971 lo Stato venne ribattezzato “Zaire”, riprendendo antiche toponomastiche. Nello stesso periodo il Lago Alberto venne ribattezzato “Lago Mobutu Sese Seko”. Il cristianesimo fu fortemente avversato dallo Stato, a vantaggio del tradizionale animismo.
Mobutu impose a tutti gli zairesi di assumere un nome tradizionale tribale: egli stesso si rinominò Mobutu Sese Seko Koko Ngbendu Wa Zabanga (“Mobutu il guerriero che avanza lasciando una scia di fuoco sul suo cammino”). Nel frattempo il governo divenne ancora più nettamente autoritario, e nel 1969 una rivolta studentesca fu repressa nel sangue. Allo stesso tempo la corruzione dilagò nel paese. Non solo Mobutu ma buona parte dei dirigenti del paese accumularono illegalmente vasti capitali che portano all’estero mentre la stragrande maggioranza della popolazione sopravviveva a malapena.
In politica estera Mobutu fu un fedele alleato degli Stati Uniti negli anni della guerra fredda. Negli anni ottanta Mobutu divenne alleato della Francia. Con la fine della guerra fredda la crisi politica interna si fece sempre più grave. Nel 1990, su pressione dei paesi occidentali Mobutu si rassegnò ad accettare la presenza di un Parlamento multipartitico al proprio fianco e a condividere il potere con il presidente del Parlamento stesso.
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