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IL GIRAMONDO – Elezioni nella Repubblica Democratica del Congo. Il cuore malato dell’Africa diviso tra rassegnazione, paura e speranza.

Il regime di Kabila – un paese disastrato  (2003-2018)

Joseph Kabila April 2016.jpgRepubblica Democratica del Congo – Bandiera

Nel 2003 si è formato un governo di transizione e nel 2006 è stata approvata una nuova costituzione tramite referendum popolare.  Nello stesso anno il Congo ha tenuto le sue prime elezioni multipartitiche dall’indipendenza nel 1960. Nelle elezioni presidenziali, contrassegnate da grosse irregolarità, Joseph Kabila ha preso il 45% dei voti e il suo avversario Jean-Pierre Bemba il 20%. Kabila ha poi vinto il ballottaggio con il 70%.

La parvenza democratica del regime di Kabila è però durata poco. Già nel 2008 più di 500 dirigenti dei partiti di opposizione erano stati incarcerati o uccisi.

La Repubblica Democratica del Congo continua a vivere in un clima particolarmente instabile. Se da una parte la zona occidentale del paese, ivi compresa la capitale Kinshasa, non è più teatro di scontri e manifestazioni violente, all’est, nelle province del Nord e Sud Kivu persiste la presenza di bande armate, di milizie non governative, di ex-militari e di gruppi tribali, i quali effettuano incursioni e razzie con conseguenti massacri di civili.

Nonostante questa situazione nella Repubblica Democratica del Congo la maggior parte delle morti non è provocata dai conflitti armati ma dalla malnutrizione, dalle malattie (tra le quali una recente epidemia di Ebola) e dagli evitabili disagi dovuti al collasso delle strutture sanitarie. Si calcola che la crisi che affligge la Repubblica Democratica del Congo uccida 38.000 persone ogni mese, 4.000.000 dall’inizio del conflitto.

Le elezioni presidenziali del 28 novembre 2011, svoltesi in un clima di grande tensione e con forti ombre sulla loro regolarità, hanno visto la vittoria di Joseph Kabila. Il Presidente uscente si è imposto con il 48,95% dei voti contro il 32,33% ottenuto di Étienne Tshisekedi, storico leader storico dell’opposizione al regime di Mobutu.

Con il passare degli anni Kabila è diventato sempre più impopolare, soprattutto nella capitale Kinshasa. Le elezioni previste per il 2016 furono  posticipate per motivi non chiari. Violente manifestazioni a Kinshasa contro Kabila, accusato di voler restare al potere indefinitamente, hanno provocato decine di morti.

Un accordo raggiunto con l’opposizione nel dicembre 2016 con la mediazione della chiesa cattolica ha permesso a Kabila di rimanere in carica con l’obbligo di tenere elezioni entro la fine del 2017. Le elezioni sono state tuttavia ulteriormente rimandate di un anno, fino al 23 dicembre 2018.  Il 20 Dicembre la commissione elettorale, a causa di un incendio dalla cause ignote in un magazzioni di Kinshasa che aveva distrutto buona parte del materiale elettorale, ha rimandato le elezioni al 30 Dicembre.

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