Nei mesi passati, i due candidati dell’opposizione favoriti per succedere a Kabila erano Moise Katumbi, popolare ex governatore della provincia del Katanga, e Jean-Pierre Bemba ex leader guerrigliero, condannato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità. Ad entrambi però è stato vietato presentarsi alle elezioni. Katumbi è stato accusato di aver falsificato dei conti di una agenzia immobiliare. Bemba è stato escluso non per il fatto di essere un criminale di guerra ma per aver corrotto dei testimoni. Katumbi e Bemba hanno allora dato il loro appoggio all’uomo d’affari Martin Fayulu.
Kabila, non potendo per legge ripresentarsi per un terzo mandato consecutivo, ha deciso di appoggiare Emmanuel Ramazani Shadary, ex ministro degli Interni e segretario generale del Partito del Popolo per la Ricostruzione e la Democrazia (PPRD, centrosinistra), il maggior partito del paese.
Nel frattempo altri due candidati, Félix Tshisekedi, leader dell’ Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS), figlio del compianto leader dell’opposizione Etienne Tshisekedi, e l’ex ministro Vital Kamerhe, leader dell’Unione per la Nazione Congolese (UNC) hanno deciso di allearsi. Tshisekedi sarà candidato presidente e Kamerhe candidato primo ministro, con la promessa, in caso di vittoria, di scambiarsi i ruoli alle elezioni successive.
Emmanuel Ramazani Shadary
Emmanuel Ramazani Shadary, nato nel 1960, è il candidato presidenziale del Partito Popolare per la Ricostruzione e la democrazia (PPRD, sinistra autoritaria) partito del presidente uscente Joseph Kabila. Shadary è il segretario permanente del PPRD e in precedenza ha ricoperto il ruolo di Ministro dell’ Interno.
Come Vice Primo Ministro e Ministro dell’Interno e della Sicurezza, è stato responsabile della polizia e dei servizi di sicurezza. L’Unione Europa nel 2017 lo ha messo in una lista di personalità politiche colpite da sanzioni economiche per gli arresti indiscriminati di attivisti e membri dell’opposizione e per l’uso sproporzionato della forza, in particolare per la violenta repressione delle proteste popolari contro Kabila a Kinshasa e nella provincia del Kasai. Una sua presidenza servirebbe solo a mantenere il potere in mano ad un fedele alleato di Kabila in attesa che quest’ultimo possa ricandidarsi nel 2023.
Martin Fayulu
Martin Fayulu Madidi, nato nel 1956 a Kinshasa, è il presidente del partito di opposizione “Impegno per la cittadinanza e lo sviluppo (ECiDé)”. Uomo d’affari ma anche politico di sinistra, è stato eletto per la prima volta nell’assemblea nazionale nel 2006.
Dopo aver studiato economia a Parigi ha lavorato nel gruppo petrolifero. Mobil. Successivamente è diventato amministratore delegato di Exxon Mobil Etiopia e aver lavorato presso altre affiliate Exxon Mobil in Africa (Costa d’Avorio, Kenya, Nigeria e Mali).
Martin Fayulu è anche un imprenditore, con investimenti in vari settori, tra cui hotel, immobili e agricoltura.
Per queste elezioni presidenziali è stato scelto come candidato da una larga coalizione di partiti e leader di opposizione, inclusi Moise Katumbi e Jean-Pierre Bemba
Felix Tshisekedi
Antoine Félix Tshisekedi è nato a Kinshasa nel 1963. Figlio dello storico leader dell’opposizione congolese Etienne Tshisekedi wa Mulumba, Fatshi, come viene comunemente chiamato, si è laureato in Belgio ed è entrato giovanissimo nel partito del padre, l’Unione per la democrazia e il progresso sociale (UDPS, socialdemocratici). Nel novembre 2011 è entrato in parlamento e nell’ottobre 2016 viene nominato Vice Segretario Generale del partito.
Dopo la morte del padre diventa presidente dell’UDPS e nel Marzo di quest’anno è stato nominato candidato presidenziale.
Vital Kamerhe
Vital Kamerhe, nato nel 1959 a Bukavu, nel Sud-Kivu, la provincia che confina con Ruanda e Burundi. Ha studiato economia all’Università di Kinshasa e successivamente ha lavorato come insegnante.
Kamerhe ha iniziato la sua carriera politica nel 1984 presso l’UDPS, il partito di opposizione allora guidato da Etienne Tshisekedi . Nel 1993 entrò in un governo di unità nazionale ricoprendo varie cariche fino allo scoppio della guerra civile.
Dopo la caduta di Mobutu lavrò ancora come esperto economico in vari ministeri del governo di Laurent Kabila. Nel 2002 fu uno dei membri fondatori del Partito Popolare per la Ricostruzione e la Democrazia (PPRD), il partito di Joseph Kabila. In seguito ha lavorato come negoziatore nel processo di pace con i ribelli dell’est del paese.
Dal 2004 al 2007 è stato Segretario Generale del PPRD ed ha organizzato la campagna elettorale di Kabila per le elezioni del 2006. Dal 2007 al 2009 è stato Presidente dell’Assemblea Nazionale.
Nel 2009 si è dimesso dopo aver criticato Kabila in una intervista radiofonica ed ha lasciato il paese. Ha lasciato il PPRD e ha fondato un suo partito, l’Unione per la Nazione Congolese (UNC), candidandosi nelle elezioni del 2011 e arrivando terzo dietro Kabila e Étienne Tshisekedi.
Per queste elezioni ha fatto un’alleanza con Felix Tshisekedi, figlio di Étienne. In caso di vittoria di quest’ultimo, Kamerhe diventerà primo ministro e nelle elezioni del 2023 i due si scambieranno i ruoli.
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