Sono 739 le liste che partecipano a queste elezioni parlamentari, rappresentanti 9.422 candidati, di cui 613 liste presentate da 32 partiti politici, una lista di un’alleanza partitica e 125 liste indipendenti. Altre 54 liste sono state presentate per la circoscrizione estera, per un totale di 432 candidati, di cui 47 liste sostenute da 16 partiti, una lista d’alleanza e 6 liste indipendenti.
SI tratta in gran parte di liste regionali legati a politici locali in gran parte sostenitori del regime. In passato il sistema proporzionale senza soglia di sbarramento aveva permesso anche a partiti estremamente piccoli di ottenere seggi. Con la modifica della legge elettorale e l’introduzione di una soglia del 5% a livello circoscrizionale, alle scorse elezioni il numero di partiti rappresentati in parlamento era sceso a 14, con circa un quindi dei seggi assegnato a candidati indipendenti.
Fronte di Liberazione Nazionale (FLN)
Il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) è un partito nazionalista autoritario di centrosinistra, attualmente il principale partito del paese, con 98 seggi nell’Assemblea Nazionale. Il FLN è membro dell’Internazionale Socialista e ha dominato la scena politica algerina dall’indipendenza del paese nel 1962 ad oggi.
Il FLN trae le sue origini dal movimento nazionalista anti-coloniale, quando nel 1954 i leader indipendentisti decisero di creare un unico raggruppamento politico-militare per lanciare la guerra d’indipendenza contro la Francia. Nel 1962, dopo che furono firmati gli accordi di pace con la Francia, il FLN prese il controllo delle istituzioni del paese nel momento in cui l’Algeria diventava uno stato indipendente. Una volta al potere il FLN instaurò un regime a partito unico. Il FLN sarebbe poi rimasto l’unico partito politico legale e di governo dello stato algerino fino alla legalizzazione di altri partiti nel 1989.
Nelle prime libere elezioni, quelle amministrative del 1990, il FLN fu pesantemente sconfitto dagli Islamici del Fronte Islamico di Salvezza. Nel primo turno delle successive elezioni politiche del 1991 il FLN si classificò secondo dopo il FIS con il 23,4% dei voti. Il successivo colpo di stato organizzato dai militari di fatto esautorò il FLN, il quale rimase all’opposizione della giunta militare durante i primi anni della guerra civile. Dopo il ripristino della democrazia formale il FLN partecipò alle elezioni politiche del 1997 ottenendo il 14% dei voti classificandosi terzo dopo il Raggruppamento Nazionale Democratico, espressione del regime militare, e al Movimento della Società per la Pace, legato ai Fratelli Mussulmani. Nelle successive elezioni del 2002 il FLN, alleatosi al presidente Bouteflika, ottenne la prima posizione con il 33,4% dei voti e tornò al governo. Da allora è rimasto sempre al potere, all’interno di una coalizione di governo con RND e MSP. In tutte le elezioni che si sono succedute dal 2002 ad oggi il FLN è sempre risultato il maggiore partito del parlamento algerino.
L”ideologia originaria del FLN era nazionalista di ispirazione socialista, simile a quella di vari movimenti politici arabi che erano andati al potere durante gli anni della decolonizzazione. Nonostante il FLN fosse un partito laico, una volta andato al governo è stato influenzato dall’ideologia islamista che lo ha reso socialmente conservatore, specialmente negli anni ’70 dopo la salita al potere di Chadli Bendjedid, il quale credeva che una politica conservatrice avrebbe potuto placare la crescente opposizione islamista. Il FLN ha comunque mantenuto negli anni una struttura interna tipica dei partiti marxisti-leninisti e ha attuato una politica economica decisamente statalista, sulla falsariga del socialismo arabo.
Durante tutti i periodi della storia post-coloniale algerina, ad eccezione degli anni immediatamente successivi al colpo di stato militare del 1992, l’FLN è stato un pilastro del sistema politico ed è stato visto principalmente come un partito “pro-sistema”. Oggi l’FLN è un partito di potere, strettamente intrecciato con l’establishment militare-civile che in Algeria viene comunemente chiamato “le pouvoir”. È il principale strumento politico attraverso cui il sistema si perpetua, piuttosto che un soggetto che propone una visione alternativa. Sul piano dei programmi, il FLN tende a difendere un modello economico ancora largamente statalista, con un controllo pubblico robusto sui settori strategici, a partire dal petrolio e dal gas, e una certa diffidenza verso le privatizzazioni troppo spinte o le aperture eccessive al capitale straniero. In politica estera, mantiene la linea storica del non-allineamento, il sostegno alla causa palestinese e un’identità anticoloniale che resta centrale nella retorica del partito, anche se ormai più simbolica che programmatica.
Movimento della Società per la Pace (MSP)
Il Movimento della Società per la Pace (MSP, precedentemente noto come Hamas) è un partito di destra conservatore islamico, fondato nel 1990, attualmente presente con 65 seggi nell’Assemblea Nazionale. Il partito fa parte dell’organizzazione internazionale dei Fratelli Mussulmani.
I Fratelli Musulmani avevano preso parte alla rivolta contro la colonizzazione francese, ma erano stati emarginati dalla vita politica quando il Fronte di Salvezza Nazionale aveva preso il potere nel 1962. Tuttavia l’influenza dell’ideologia islamica influenzò la società algerina nei decenni successivi. Il MSP nacque per partecipare alle prime libere elezioni multipartitiche del 1991, tuttavia al primo turno delle elezioni, poi annullate, ottenne solo il 5,3% dei voti.
Il partito fu messo fuorilegge dopo il colpo di stato del 1992, ma la Fratellanza Mussulmana si rifiutò di partecipare alla rivolta islamica contro il regime organizzata dai sostenitori del Fronte Islamico di Salvezza, sollecitando invece una soluzione pacifica del conflitto e la cooperazione con lo Stato. Questo permise al partito di tornare a partecipare alla vita politica e a presentarsi a tutte le successive elezioni politiche. Il MSP ha appoggiato prima la presidenza di Liamine Zeroual e poi quella di Abdelaziz Bouteflika e ha partecipato con propri ministri ai vari governi che si sono succeduti fino ad oggi. E’ rimasto uno dei tre principali partiti del paese, assieme al FLN e al RDN.
L’ideologia dell’MSP unisce il conservatorismo sociale alla difesa dell’identità arabo-islamica. Il partito si posiziona come un’opposizione istituzionale che preferisce il dialogo e la cooperazione con lo Stato rispetto allo scontro violento. Come parte della coalizione di governo il partito ha sostenuto i valori conservatori e l’islamizzazione della società, oltre a sostenere i progetti di per concedere l’amnistia agli ex militanti islamisti.
L’MSP chiede di cambiare la Costituzione per ridurre i poteri del Presidente. Vuole dare più controllo al Parlamento e garantire la libertà di stampa. Il partito vuole anche superare la dipendenza dell’economia dal petrolio e dal gas e propone di investire nell’agricoltura e in grandi progetti minerari nel Sud del Paese; punta a bloccare l’inflazione, contrastare i mercati informali della valuta e fermare le speculazioni sui prezzi dei beni alimentari. Il suo programma prevede aiuti economici mirati per le famiglie povere. Promuove inoltre un sistema educativo basato sui valori tradizionali algerini.
Raggruppamento Nazionale Democratico (RND)
Il Raggruppamento Nazionale Democratico (RND) è un partito nazionalconservatore autoritario, che con 58 seggi nell’Assemblea Nazionale è il terzo partito algerino dopo il Fronte di Liberazione Nazionale e il Movimento della Società per la Pace. Il RND fa parte dell’Internazionale Democratica Centrista.
Il RND fu fondato 1997 nel bel mezzo della guerra civile algerina dai sostenitori di Liamine Zéroual , ex capo dell’esercito algerino che era stato eletto presidente meno di due anni prima. Nelle elezioni parlamentari del 1997 l’NRD ottenne il 34% dei voti diventando il primo partito del parlamento con 156 su 380 seggi. Nelle successive elezioni il RND ha ottenuto tra il 7% e il 15% dei voti, scendendo al 4,3% nelle ultime elezioni, rimanendo una delle principali forza politiche del paese assieme al FLN e al MSP. I tre partiti hanno fatto parte della maggioranza che ha sostenuto in passato il presidente Bouteflika, mentre adesso l’RDN sostiene il presidente Tebboune assieme al FLN e al Fronte dell’Avvenire..
Dal punto di vista ideologico, il RND si presenta come nazionalista di centrodestra, con un’enfasi particolare sulla stabilità istituzionale e sulla continuità dello Stato, più che su una visione di trasformazione sociale o economica. Se il FLN rivendica la legittimità storica della guerra d’indipendenza, il RND si propone piuttosto come il partito della “modernizzazione tecnocratica” e della gestione pragmatica del potere, senza però mai discostarsi realmente dalle linee guida dell’establishment. Sul piano dei programmi, il RND ha storicamente sostenuto un’apertura economica leggermente più marcata rispetto al FLN, favorendo in alcune fasi le riforme di liberalizzazione e gli investimenti stranieri, pur restando comunque all’interno della cornice statalista tipica del sistema algerino. Non si tratta comunque di un orientamento liberale nel senso occidentale del termine, quanto piuttosto di un pragmatismo orientato a mantenere la stabilità macroeconomica e a gestire le rendite degli idrocarburi in modo da garantire la pace sociale. In politica estera il RND condivide essenzialmente le stesse posizioni del FLN: non-allineamento, sostegno alla causa palestinese, difesa della sovranità nazionale.
Fronte dell’Avvenire (FM)
Il Fronte dell’Avvenire (detto anche El Moustakbal) è un partito di centro nazionalista, fondato nel 2012, attualmente presente con 48 seggi nell’Assemblea Nazionale .
Il Fronte dell’Avvenire è nato nel 2012 da una scissione del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN). Il suo candidato alle elezioni presidenziali, Abdelaziz Belaïd, ha ottenuto il 3,4% nelle elezioni presidenziali del 2014 e il 6,7% in quelle del 2019. Il partito ha sempre avuto un approccio conciliativo nei confronti del regime al potere e alcuni suoi esponenti hanno fatto parte del governo.
Dal punto di vista ideologico, il FM si colloca nell’area del centro, con un orientamento fondato soprattutto sul nazionalismo algerino. A differenza di altri partiti, non presenta un’ideologia molto rigida o strutturata, ma si definisce piuttosto come una forza pragmatica e “moderata”, che privilegia il dialogo e la stabilità istituzionale. Uno degli elementi caratterizzanti del Fronte dell’Avvenire è il suo approccio conciliatore nei confronti del potere politico. Il partito tende infatti a collaborare con le istituzioni e a sostenere i processi di riforma promossi dallo Stato, piuttosto che porsi in opposizione radicale. Questo lo rende una formazione spesso considerata vicina all’establishment, pur mantenendo un profilo autonomo.
Sul piano programmatico, il FM insiste su alcuni temi centrali come la stabilità politica, il dialogo nazionale e lo sviluppo economico. Il partito sostiene la necessità di rafforzare le istituzioni, garantire elezioni trasparenti e coinvolgere tutte le componenti della società nei processi decisionali. In ambito economico e sociale, il Fronte dell’Avvenire promuove politiche orientate allo sviluppo e alla crescita, con particolare attenzione ai giovani e alla creazione di opportunità. Inoltre, sostiene il rafforzamento della coesione nazionale e della sovranità dello Stato, mantenendo una linea moderatamente nazionalista.
Raggruppamento per la Cultura e la Democrazia (RCD)
Il Raggruppamento per la Cultura e la Democrazia ( RCD ) è un partito laico di centrosinistra, rappresentante degli interessi della comunità berbera, attualmente senza rappresentanza parlamentare. Il partito è stato fondato nel 1989 dal medico e attivista per i diritti umani Saïd Sadi, in un momento di apertura al pluralismo dopo la fine del sistema a partito unico. Il partito ha una base soprattutto nella regione della Cabilia e si distingue nel panorama politico nazionale per il suo orientamento laico e modernista.
Sadi si è candidato alle elezioni presidenziali del 1995 ottenendo il 9,6% dei voti. Alle elezioni legislative del 1997 il partito ha ottenuto 19 seggi in parlamento. L’RCD ha poi boicottato le successive elezioni del 2002 a causa delle violazioni dei diritti umani da parte del regime, per poi tornare di nuovo a partecipare alle elezioni del 2007 ottenendo 19 seggi. Nel 2012, dopo le dimissioni di Sadi dalla presidenza del partito, l’RCD ha deciso nuovamente di boicottare le elezioni legislative. Il partito è poi tornato in parlamento nelle elezioni del 2017 ottenendo 9 seggi. Nel 2021 l’RCD viene colpito dall’ondata repressione seguito alle manifestazioni del movimento Hirak e ha quindi boicottato le elezioni legislative.
Dal punto di vista ideologico, il RCD si colloca tra il centro e il centro‑sinistra, combinando elementi di liberalismo, social‑liberalismo e nazionalismo algerino. Tuttavia, il suo tratto più caratteristico è la difesa della laicità, cioè la netta separazione tra religione e politica. Il partito sostiene infatti che lo Stato debba essere neutrale sul piano religioso, posizione che lo differenzia chiaramente dai movimenti islamisti. Un altro elemento fondamentale dell’identità del RCD è il berberismo, ossia la promozione della cultura e della lingua berbera come parte integrante dell’identità nazionale algerina. Il partito propone una visione inclusiva della nazione, basata sul riconoscimento della diversità culturale e linguistica del paese. Sul piano programmatico, il RCD pone al centro la costruzione di uno Stato di diritto democratico, con elezioni trasparenti, rispetto delle libertà individuali e rafforzamento delle istituzioni. Difende i diritti umani, la libertà di espressione e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, insistendo anche sulla lotta alla corruzione e sulla modernizzazione dello Stato. In ambito economico, il partito sostiene uno sviluppo moderno e sostenibile, accompagnato da politiche sociali che garantiscano equità e coesione.
Fronte delle Forze Socialista (FFS)
Il Fronte delle Forze Socialiste (FFS) è un partito socialdemocratico e laico, attualmente senza rappresentanza parlamentare, sostenuto principalmente dalla popolazione berbera L’FFS è membro dell’Internazionale Socialista e dell’Alleanza Progressista .
Il partito fu formato da Hocine Aït Ahmed nel settembre 1963 nella città di Tizi Ouzou per opporsi all’allora governo di Ben Bella . Dopo la creazione del partito, Aït Ahmed iniziò una ribellione armata e conquistò diverse città in Cabilia . Il governo di Ben Bella, aiutato dall’Esercito di Liberazione Nazionale , prese rapidamente il controllo delle città dissidenti durante uno scontro perlopiù incruento. I ribelli dell’FFS non erano sostenuti dalla popolazione e furono respinti dall’esercito governativo. Preferendo evitare il conflitto diretto, l’FFS e i suoi soldati si ritirarono sulle montagne da dove potevano lanciare tattiche di guerriglia. La ribellione fu sconfitta nel 1964 e Hocine Aït Ahmed fu arrestato e condannato a morte. Il conflitto si tradusse in 10 mesi di scontri armati nella regione, lasciando più di quattrocento morti, e la maggior parte dei leader dell’FLN della Cabilia e delle province orientali furono giustiziati o costretti all’esilio. Hocine Aït Ahmed evase di prigione nel 1966 e fuggì in Svizzera.
Il partito fu legalizzato nel 1990. [ 2 ] Tuttavia boicottò le elezioni legislative del 2002 e del 2007 e le elezioni presidenziali del 2009 , definendole “frodi elettorali sistematiche a favore dei partiti al governo”. Alle elezioni parlamentari del 2012, sebbene vari leader e partiti politici avessero esortato al boicottaggio, il FFS decise di partecipare lo stesso alle elezioni. Con un risultato elettorale di appena il 2,5%, il partito ottenne comunque 27 seggi, grazie all’estrema frammentazione politica algerina, diventando uno dei maggiori partiti di opposizione presenti in parlamento. Alle successive elezioni del 2017 la sua rappresentanza scese a 14 seggi. Il partito ha poi deciso di boicottare le elezioni del 2021.
Ideologicamente, il FFS si definisce una formazione politica legalista, in conformità con la Costituzione algerina e le sue leggi, fondando la propria azione politica sulla Dichiarazione universale dei diritti umani, sulla difesa delle libertà individuali e collettive e sulla libertà d’opinione. Negli ultimi anni il partito ha insistito molto sul tema del “consenso nazionale” come alternativa democratica per preservare l’unità nazionale e l’integrità territoriale dell’Algeria, puntando a uno Stato forte con istituzioni forti e l’adesione del popolo. In vista di queste elezioni legislative, il FFS ha rilanciato l’idea di un’«Algeria resiliente», sostenendo che la salvezza del paese passi da un «sussulto nazionale» costruito attraverso la convergenza delle forze patriottiche, democratiche e progressiste, indicando come obiettivi prioritari la preservazione dell’indipendenza e della sovranità nazionale e l’instaurazione della democrazia politica e istituzionale.
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