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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Bulgaria – 4 Aprile

I PARTITI POLITICI

Sono 31 i partiti politici e le coalizioni che si presentano a queste elezioni. Di questi sono 7, forse 8 i partiti che, secondo i sondaggi, potrebbero superare la soglia del 4% per entrare in parlamento. 

 

Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB)

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Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria

Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB) è un partito conservatore populista, principale partito del paese, al governo dal 2009.  Leader e fondatore di GERB è l’attuale primo ministro bulgaro Boyko Borisov. GERB fa parte dell’Unione Democratica Internazionale e dell’Internazionale Democratica Centrista. I suoi rappresentanti al parlamento europeo siedono nel gruppo del PPE.

GERB è stato fondato nel 2006 dall’allora sindaco di Sofia  Boyko Borisov,  in precedenza deputato del Movimento Nazionale Simeone II  ed ex guardia del corpo del leader comunista Todor Zhivkov durante il regime filosovietico. Grazie allo stile populista “anticasta” di Borisov,  diventato famoso a livello nazionale durante i suoi anni come sindaco della capitale del paese, il partito ebbe subito un notevole successo elettorale. Il GERB arrivò in testa alle elezioni europee del 2009 con il 24,4% dei voti e un mese  dopo, sull’onda del successo alle europee, ottenne una schiacciante vittoria alle elezioni politiche, ottenendo il 39,7% dei voti e 117 seggi su 240 in parlamento.  Questo permise a Borisov di essere nominato primo ministro,  a capo di un governo di minoranza. Nel 2011 il candidato del GERB, Rosen Plevneliev, fu eletto presidente della  Bulgaria.

Nel 2013 scoppiarono varie manifestazioni di protesta causate dall’aumento dei prezzi dell’energia e dell’acqua,  dai tagli alle spese dello stato (dopo che Borisov aveva fatto mettere in costituzione il divieto di aumentare le tasse) e dalla corruzione governative. Borisov dovette dimettersi e si andò ad  elezioni anticipate.  Il GERB scese da 117 a 97 seggi, rimanendo il primo partito del paese. L’assenza di potenziali partner di governo tuttavia costringe il GERB ad andare all’opposizione di un governo tecnico appoggiato dal Partito Socialista e dal Movimento per i Diritti e le Libertà. La coalizione tuttavia cadde l’anno successivo, portando il paese a  nuove elezioni anticipate.  Il GERB ebbe un ulteriore calo di consensi, scendendo a 84 seggi ma rimanendo il primo partito del paese.  Borisov riuscì a formare un governo di coalizione con il Blocco Riformista di centrodestra, appoggiato dall’esterno dal Fronte Patriottico, alleanza di partiti di destra e l’Alternativa per la Bulgaria, un partito  nato da una scissione del PSB guidata dall’ex presidente Giorgi Parvanov.

Alle elezioni presidenziali del 2016 la candidata del GERB, Tsetska Tsacheva, fu battuta a sorpresa al secondo turno da un candidato indipendente filorusso, l’ex generale Rumen Radev, appoggiato al secondo turno dal Partito Socialista.  Borisov, che aveva promesso di dimettersi nel caso che la sua candidata non fosse stata eletta presidente, provocò una crisi di governo che portò’ il paese ad elezioni anticipate nel Marzo 2017. Sia il GERB che il PSB recuperarono consensi, tornando a risultati simili a quelli del 2013. Dopo le elezioni Borisov raggunse un accordo con Patrioti Uniti, una coalizione di partiti di destra ed estrema destra, che gli permise di rimanere a capo del governo.

 

 

PARTITO SOCIALISTA BULGARO (BSP)

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Il Partito socialista bulgaro (BSP) è un partito socialdemocratico, attualmente il principale partito di opposizione del paese, con 63 seggi nell’Assemblea Nazionale. Nato nel 1990 come successore del Partito Comunista Bulgaro, il BPS è membro del Partito dei Socialisti Europei, dell’Internazionale Socialista e della  Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici.

Il Partito Socialista Bulgaro si ritiene il successore del Partito dei Lavoratori Socialdemocratici Bulgari creato nel 1891, poi diventato nel 1903 Partito Socialdemocratico Bulgaro dei Lavoratori e successivamente Partito Comunista Bulgaro. Il partito si è formato dopo i cambiamenti politici del 1989, quando il Partito Comunista ha abbandonato il marxismo-leninismo e si è rifondato come partito socialdemocratico.

Il partito ottenne la maggioranza assoluta alle  elezioni dell’Assemblea costituzionale del 1990 e formò  il successivo governo che tuttavia  fu costretto alle dimissioni dopo uno sciopero generale,  sostituito da un governo tecnico.  Dopo le elezioni del 1991 il partito andò all’opposizione. Il BSP è rimasto da allora uno dei principali partiti politici del paese, presentandosi spesso alle elezioni in alleanza con altri partiti minori di sinistra. Alle elezioni del 1994 l’alleanza guidata dal BSP ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, permettendo al BPS di guidare con Zhan Videnov il successivo governo.  Videnov fu costretto a dimettersi a fine 1996 a seguito delle proteste popolari dovute alla crisi economica, facendo tornare il partito all’opposizione. Nel 2001, il presidente del partito Georgi Parvanov fu stato eletto presidente della Bulgaria, per poi essere riconfermato nelle elezioni presidenziali del 2006,

Nelle elezioni 2005 una nuova alleanza guidata dal BSP arrivò in testa  con il 31% dei voti, consentendo al BPS di formare un governo di “grande coalizione” con il Movimento Nazionale Simeone II e il partito della minoranza turca DPS,  guidato dal leader socialista  Sergei Stanishev. A causa dei pessimi risultati economici e a varie accuse di corruzione, il BPS fo sconfitto alle elezioni del 2009 dal nuovo partito conservatore GERB, tornando nuovamente all’opposizione.

Nelle elezioni parlamentari del 2013 il partito prese  il 26,6% dei voti, secondo dietro a GERB con il 30,5%.  BSP e DPS si misero d’accordo per formare un governo guidato dall’indipendente Plamen Oresharski.  Tuttavia la nomina del controverso magnate dei media Delyan Peevski a capo dei servizi segreti scatenò vaste  proteste di piazza che costrinsero il governo alle dimissioni nel luglio 2014 e a nuove elezioni anticipate, che portarono ad una nuova vittoria del GERB. Da allora il BSP è rimasto all’opposizione.

Per queste elezioni il BPS si presenta in alleanza con il partito Nuova Alba (sinistra nazionalista),  con il Partito Comunista di Bulgaria e con il movimento politico Ecoglasnost (ecologisti).

 

 

 

 

MOVIMENTO PER I DIRITTI E LE LIBERTA’  (DPS)

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Il Movimento per i diritti e le libertà (in bulgaro Dvizhenie za prava i svobodi, DPS) è un partito di centro  che rappresenta gli interessi delle minoranze etniche presenti in Bulgaria, in particola quella turca e quella rom. Il DPS è presente con 25 deputati nel parlamento uscente, a livello internazionale fa parte dell’Alleanza dei Liberali e Democratici  per l’Europa (ALDE) e i suoi deputati al parlamento europeo siedono nel gruppo “Renew Europe”.

Il partito è stato ufficialmente istituito nel 1990 come partito della minoranza musulmana,  dal suo fondatore Ahmed Dogan che ne è stato il leader fino al 2013. Il 19 gennaio 2013.  Dopo aver boicottato le elezioni del 1990, il DPS ha partecipato a tutte le elezioni successive, ottenendo percentuali comprese tra il 5,4% (elezioni del 1994) e il 14,8% (elezioni del 2014), diventando stabilmente uno dei principali partiti del paese. Dal 2001 al 2009 il partito ha fatto parte del governo, prima in coalizione con il Movimento Nazionale Simeone II(NDSV) e poi con il Partito socialista bulgaro (BSP). Nel 2013-2014 ha fatto parte, assieme al BSP, del governo guidato dall’indipendente Plamen Oresharski.

Dopo l’uscita di scena di Dogan, fu eletto leader del partito Lyufti Mestan,  politicamente molto vicino al leader turco Erdogan.  Su pressione di Dogan, liberale europeista e aperto oppositore di Erdogan,  Mestan è stato espulso dal partito e ha fondato una propria formazione politica, DOST, che tuttavia non fu in grado di far eleggere deputati alle elezioni del 2017. 

Il DPS è un partito moderatamente liberale sia dal punto sociale che economico e favorevole ad una maggiore integrazione con l’Unione Europea. Il DPS è stato spesso accusato dai partiti di destra nazionalisti bulgari di essere “anticostituzionale”, in quanto la costituzione bulgara vieta i partiti costituiti su base etnica. Tuttavia lo statuto del DPS  afferma che è un partito aperto alla partecipazione dei cittadini bulgari di qualsiasi etnia o religione.

 Uno dei leader piu’ potenti del partito degli ultimi anni è stato Delyan Peevski,  controverso imprenditore nel settore dei media e nell’industria del tabacco, implicato in vari casi di corruzione. Nel 2013, grazie ad un accordo tra DPS e BPS fu nominato a capo dei servizi segreti bulgari. La sua nomina scatenò vaste proteste di piazza, tanto che Peevski dovette rinunciare all’incarico.  In vista di queste elezioni Peevski non è stato ricandidato, il che è stato visto come un segno che il DPS intende “ripulire” la propria immagine per poter entrare a far parte della prossima coalizione di governo.

 

 

 

 

BULGARIA DEMOCRATICA (DB)

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“Bulgaria democratica” è un’alleanza elettorale  formata in vista di queste elezioni da tre partiti: Democratici per una Forte Bulgaria (DSB, liberalconservatori),  Si, Bulgaria! (centristi anti-corruzione)  e il Movimento Verde (ecologisti). L’alleanza non ha attualmente nessun seggio nel parlamento bulgaro. A livello internazionale, il DSB fa parte del Partito Popolare Europeo, mentre il Movimento Verde fa parte del Partito Verde Europeo.

Gli obiettivi principali dell’alleanza sono quelli di creare un’alternativa all’attuale governo e rafforzare i valori democratici e la scelta euro-atlantica della Bulgaria.  Tra le priorità del programma elettorale vi sono l’adesione della Bulgaria all’Eurozona e all’Unione bancaria europea , la riduzione della spesa di bilancio a 1/3 del PIL e la riforma fiscale (riduzione dell’IVA dal 20% al 18%; imposta sul reddito minimo non imponibile; non -tassazione del profitto reinvestito).  L’alleanza ha partecipato alle elezioni europee del 2019 eleggendo un solo deputato, che è andato a far parte del gruppo del PPE.

 

 

 

MOVIMENTO VOLONTA’ (VOLYA)

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Volya è un partito politico populista  di destra in Bulgaria attualmente presente con 12 seggi  in parlamento e facente parte della maggioranza parlamentare che appoggia il governo Borisov, pur non facendone attivamente parte. 

Il partito fu fondato nel 2007 dall’uomo d’affari bulgaro Veselin Mareshki  con il nome di  “Alleanza Liberale” per  poi adottare il nome attuale nel 2016.  Il partito partecipò per la prima volta alle elezioni nel 2013, ottenendo solo lo 0.25% dei voti.  Nel 2011 Mareshiki si presentò candidato come sindaco di Varna, appoggiato da una coalizione di partiti di estrema destra ed estrema sinistra,  arrivando al ballottaggio. Nel 2016 si presentò alle elezioni presidenziali, ottenendo l’11,2% dei voti. L’anno successivo il suo partito Volya partecipò alle elezioni parlamentari ottenendo il 4,2% dei voti e 12 seggi.  Dopo le elezioni Volya ha accettato di sostenere dall’esterno un governo di coalizione tra GERB e l’alleanza di destra “Patrioti Uniti”.  Nel 2018, Volya si è unita al Movimento per un’Europa delle Nazioni e della Libertà , poi diventato Partito dell’Identità e della Democrazia, del quale fa parte pure la Lega di Salvini. 

Volya ha preso parte alle elezioni del Parlamento europeo del 2019 in Bulgaria come membro della coalizione Volya-Patrioti Bulgari, che tuttavia si è fermata al 3,5% dei voti non ottenendo nessun eurodeputato. .

In vista delle elezioni parlamentari bulgare del 2021 , Volya ha formato un’alleanza elettorale con il partito di destra nazionalista Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria (in precedenza parte dell’alleanza  “Patrioti Uniti”) e altri 6 partiti di varia estrazione ideologica.Il partito Volya sostiene politiche populiste e di riforma, promuovendo il patriottismo, rigidi controlli sull’immigrazione, rapporti più amichevoli con Mosca e la necessità di “spazzare via la spazzatura” di un’establishment politico corrotto. [6] Volya sostiene il ritiro della Bulgaria dalla NATO , che considera economicamente prosciugante per il popolo bulgaro, pur non fornendo benefici alla sicurezza nazionale. [20] Nonostante gli appelli di Veselin Mareshki per una “forte Europa unita”, il partito è stato descritto come generalmente euroscettico . [21]

Il partito Volya  è a favore delle  piccole e medie imprese, che dovrebbero essere sostenute con più investimenti da parte dello stato.  Volya è anche socialmente conservatore e si oppone all’aumento dell’immigrazione in Bulgaria, favorendo invece programmi statali che stimolino le giovani famiglie bulgare ad avere più figli.

 

 

 

 

CI SONO PERSONE DEL GENERE (ITN)

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Ci Sono Persone del Genere (ITN), è un grande partito politico populista, fondato dal cantante e conduttore televisivo bulgaro Slavi Trifonov, che partecipa per la prima volta alle elezioni. Il nome del partito prende il nome da uno degli album musicali del fondatore.

Trifonov è stato uno dei primi produttori di programmi privati della televisione bulgara. Divenne famoso come cantante in un gruppo musicale folk chiamato Ku-Ku, per poi passare alla conduzione di spettacoli televisivi. Nel 2019 sfruttando la propria popolarità, ha fondato un partito politico che ha subito riscosso un vasto consenso nei sondaggi d’opinione.  

Il programma del partito intende modificare il sistema istituzionale ed elettorale, dimezzando il numero dei deputati da 240 a 120, passando dal sistema proporzionale a quello maggiritario a due turni. Il partito vorrebbe consentire il voto elettronico a distanza e  introdurre l’elezione diretta dei presidenti di regione, dei prefetti e di alcune categorie di giudici. A differenza di altri partiti populista, ITN è a favore di una maggiore integrazione con l’Unione Europea.  Il Partito afferma di non voler costituire nessuna alleanza post-elettorale con gli attuali maggiori partiti politici del paese (GERB, BSP e DSP).

 

 

 

 

 

ALZATI BG

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Alzati.BG è unálleanza elettorale  nata intorno all’omonima piattaforma civica fondata dall’ex deputato socialista ed ex Difensore Civico nazionale Maya Manolova nel  2019. L’alleanza comprende tre partiti: il Movimento 21 (socialdemocratici), il Movimento dei Cittadini “Bulgaria” (centristi) e il Partito Popolare Unito (centristi europeisti), tutti attualmente senza rappresentanza parlamentare. L’alleanza è appoggiata esternamente anche da altre associazioni politiche tra cui Volt Romania.

La piattaforma civica Alzati.BG  ha partecipato attivamente alle proteste antigovernative in Bulgaria  che si sono tenute durante lo scorso anno. Il partito è contrario a qualsiasi alleanza post-elettorale sia con il GERB che con il DPS (il che la rende un potenziale alleato del BSP).

Gli obiettivi principali del movimento sono aumentare le pensioni e i salari, riformare  il sistema giudiziario, proteggere i cittadini da monopoli e oligopoli economici,  supportare con prestiti governativi le piccole aziende e lottare per la difesa dell’ambiente.

 

 

 

MOVIMENTO NAZIONALE BULGARO (IMRO)

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L’ IMRO – Movimento nazionale bulgaro o IMRO-BNM, è un partito populista di estrema destra nazionalista xenofobo, attualmente presente con 12 seggi nell’assemblea nazionale, facente parte del governo guidato da Boyko Borisov.  Il partito . Nel parlamento europeo i suoi deputati siedono nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei.

Il partito sostiene di essere il successore della storica Organizzazione Rivoluzionaria Interna della Macedonia (IMRO) una storica organizzazione politica rivoluzionaria di origine bulgara nelle regioni della Macedonia e della Tracia dell’Impero Ottomano, fondata alla fine del XIX secolo.  L’IMRO fu ricreato nel 1991 come organizzazione culturale, per poi diventare un vero e proprio partito politico nel 1999. 

Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni del 2002 all’interno di una lista di partiti di destra, senza ottenere nessun seggio. Nel 2005  fece parte di una coalizione di partiti di centrodestra che gli permise di eleggere 5 deputati ma nel 2009 e nel 2013 non riuscì a rientrare in parlamento. Alle elezioni del 2014 entrò a far parte di una alleanza con  il Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria, un partito di destra nazionalista, chiamata “Fronte Patriottico”, che  ottenne 19 seggi e permise  all’ IMRO di tornare in parlamento. Dopo le elezioni il Fronte Patriottico appoggiò esternamente il secondo governo di Boyko Borisov. Nelle elezioni del 2017  l’alleanza si è allargata al partito di estrema destra “Attacco”  ed è stata rinominata “Patrioti Uniti”, conquistando 27 seggi, 12 dei quali sono andati all’IMRO.

Ideologicamente l’IMRO  si descrive come un partito conservatore e patriottico basato sul “moderno nazionalismo”. Si definisce un “movimento nazionale pan-bulgaro”, cristiano ortodosso, che mira a quella che definisce ‘”unità spirituale della nazione bulgara”.  Nel solco dell’ideologia dell’antico movimento IMRO, il partito si batte per il riconoscimento del carattere bulgaro della popolazione maggioritaria della Repubblica di Macedonia del Nord.

L’IMRO è fermamente socialmente conservatore e si oppone fermamente al matrimonio tra persone dello stesso sesso , arrivando persino a proporre ulteriori emendamenti alla costituzione bulgara per impedire preventivamente l’approvazione di qualsiasi legge futura al riguardo. I leader del partito hanno anche espresso l’opinione che le proteste bulgare del 2020-2021 contro il governo Borisov  siano state organizzate da “alcune ONG straniere”,  il cui obbiettivo era quello  di “realizzare il matrimonio gay” e “creare una repubblica basata sull’ideologia gender”. Allo stesso modo, ha anche proposto emendamenti costituzionali che vieterebbero alle persone senza un certo livello di titoli accademici di votare alle elezioni o ai referendum, nonché emendamenti che ripristinerebbero la coscrizione obbligatoria per tutti i cittadini bulgari di sesso maschile. L’IMRO è fortemente razzista nei confronti delle minoranze rom del paese , proponendo una “soluzione al problema dei gruppi zingari non socializzati”, che includeva la distruzione dei ghetti rom , i lavori forzati , la restrizione dei benefici sociali e la limitazione delle nascite tra i giovani rom. Allo stesso modo, critica i turchi bulgari e vuole “bloccare l’avanzata dell’Islam” in Bulgaria , chiedendo al governo di “fermare i suoni del terrore provenienti dai minareti “.

 

 

ALTRI PARTITI

1) Noi cittadini: democristiani europeisti
2) Unione nazionale bulgara – Nuova democrazia (BNS-ND, destra nazionalista)
3) Rinascita: nazionalconservatori
4) Alternativa per la Rinascita Bulgara (ABC, socialdemocratici)
5) ATTACCO:  estrema destra nazionalista xenofoba filorussa
6) CODICE: conservatori 
7) Linea Progressista Bulgara (BPL, socialdemocratici)
8) Rinascita della Patria (NEL, conservatori) 
9) Insieme per un cambiamento: coalizione di centro sinistra formata da Socialdemocrazia Bulgara Euro-sinistra (BSDE socialdemocratici) e Sicurezza e integrazione europea minoranza roma)
10) Unificazione nazionale bulgara (BNO, destra nazionalista) 
11) NAZIONE: conservatori
12) PACE: conservatori
13) Cittadini della protesta: coalizione di sinistra populista formata da sinistra bulgara (BL, socialdemocratici), il partito dell’agricoltura bulgara (BZP, agrari)e unione dei comunisti di Bulgaria (SKB, comunisti)  
14) Voce del Popolo (GN): populisti 
15) DNA: populisti
16) Repubblicani per la Bulgaria (RPB): conservatori
17) LA DESTRA:  nazionalconservatori
18) Prosperità, unificazione, costruttività (DIO): partito populista conservatore
19) Partito Verde (I Verdi): ecologisti 
20) Società per la Nuova Bulgaria (ONB): populisti ecologisti
21) Unione Bulgara per la Democrazia Diretta (BSDD): partito populista sostenitore della democrazia diretta.
22)  Democrazia Diretta (PD): partito populista sostenitore della democrazia diretta.  

 

 

Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.

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