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IL GIRAMONDO- Elezioni presidenziali in Polonia: una speranza per l’opposizione o un ulteriore passaggio verso un regime autoritario?

 

Datei:Flag of Poland (bordered 2).svg – Wikipedia

Domenica 28 giugno i cittadini polacchi si recano alle urne per eleggere Presidente. della Polonia.

Fino a pochi mesi fa le elezioni presidenziali polacche, inizialmente previste per lo scorso 10 maggio, apparivano come elezioni di routine, con il presidente uscente Andrzej Duda che doveva affrontare un miscuglio di candidati dell’opposizione, tutti pronti ad affrontarsi durante una campagna elettorale fatta di comizi, raduni e assemblee pubbliche in tutta la Polonia.

Poi è arrivato il coronavirus.

Sebbene la Polonia, come gran parte dell’Europa dell’est non sia stata gravemente colpita da Covid-19 come molti paesi dell’Europa occidentale, sarebbe stato estremamente rischioso tenere elezioni presidenziali convenzionali il 10 maggio in piena pandemia. La soluzione del partito di governo “Diritto e Giustizia” (PiS),  inizialmente era stata di rimandare le elezioni di 2 anni,  estendendo l’attuale mandato del Presidente Duda a sette anni. Tuttavia questo avrebbe significato fare una legge di modifica costituzionale che sarebbe stata dovuta approvare dal senato, dove l’opposizione ha la maggioranza. Allora il PiS, aveva optato per un voto via posta, qualcosa che non ha mai avuto luogo in Polonia. 

Costituzionalmente, la legge relativa ai processi elettorali non può essere modificata in un periodo inferiore a sei mesi prima del voto. Cambiare il modo in cui un intero paese vota pochi giorni prima delle elezioni sarebbe stato caotico e avrebbe lasciato seri dubbi sulla democraticità delle elezioni stesse.

In normali processi elettorali, la Commissione elettorale nazionale (PKW) riceve e conta i voti espressi alle urne. In una votazione postale, questo incarico sarebbe ricaduto sul servizio postale polacco (ZPS, Poczta Polska), una società di proprietà statale guidata da un ex vice ministro della difesa del PiS, Tomasz Zdzikot, che ha sostituito Przemysław Sypniewski dopo le sue dimissioni il 12 aprile (altre posizioni al vertice dei servizi postali sono stati occupati da ex ministri di PiS nelle ultime settimane).

Ulteriori sfide logistiche avrebbero minacciato il processo elettorale. Più di 30 milioni di buste elettorali sarebbero dovute essere consegnate a domicilio e, con un preavviso così breve, molti membri dell’opposizione, e anche alcune all’interno di PiS,avevano espresso le loro preoccupazioni in merito alla fattibilità che ciò avvenga senza frodi o violazioni della privacy.

A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di Covid-19, comizi, raduni e attività pubbliche erano stati vietati. In effetti, una campagna elettorale vera e propria non sarebbe stata possibile. In un momento in cui i raduni della campagna non possono aver luogo, le persone sono bloccate al chiuso e i media tradizionali sostengono principalmente PiS, l’opposizione non ha avuto la possibilità di far sentire la propria voce. PiS trae il suo sostegno dal pubblico dei media cattolici conservatori (Radio Marija e TV Trwam in primis), che equiparano i principi religiosi a quelli di democrazia e libertà,  e per i quali il è PiS l’unica scelta giusta.

Il principale candidato dell’opposizione Małgorzata Kidawa-Błońska della coalizione di centrodestra liberale europeista “Piattaforma Civica”, era arrivato al punto di chiamare le elezioni un “colpo di stato”  e assieme a molte figure dell’opposizione tra le quali l’ex presidente e capo del movimento sindacale Solidarnosc Lech Wałęsa aveva richiesto ai cittadini di boicottare le elezioni se il governo non avesse cambiato idea sul voto per posta.

Il 6 maggio, 4 giorni prima delle elezioni,  Jarosław Kaczyński , leader di “Legge e della Giustizia”, ha ceduto alle richieste proveniente da vari ministri del governo e ha acconsentito di spostare le elezioni al 28 giugno.

L’opposizione ha approfittato dell’occasione per riorganizzarsi. La candidata di “Coalizione Civica”,  Małgorzata Kidawa-Błońska, che era nettamente indietro nei sondaggi rispetto a Duda, ha rinunciato a partecipare alle elezioni. Al suo posto Coalizione Civica ha scelto  l’attuale sindaco di Varsavia, Rafał Trzaskowski come proprio candidato, che è velocemente salito nei sondaggi, tanto da non escludere un sua possibile vittoria a sorpresa al ballottaggio contro Duda.

 

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

{{{coat_alt}}}La Polonia è una repubblica unitaria rappresentativa semi-presidenziale, dove il Presidente è il capo di stato e il Primo Ministro è il capo del governo.

Il potere esecutivo è esercitato, nell’ambito di un sistema multipartitico , dal Presidente e dal Governo, che è costituito dal Consiglio dei Ministri guidato dal Primo Ministro . I suoi membri sono in genere scelti dal partito di maggioranza o dalla coalizione, nella camera bassa del parlamento (il Sejm), sebbene le eccezioni a questa regola non siano rare. Il governo è ufficialmente annunciato dal presidente e deve passare una mozione di fiducia nel Sejm entro due settimane.

Il potere legislativo è esercitato nelle due camere del parlamento, Sejm e Senato . Il Sejm è composto da 460 deputati eletti per rappresentanza proporzionale  in 41 collegi elettorali, con una soglia a livello naziojnale del 5% per i singoli partiti e dell’8% per le coalizioni per entrare nella Camera bassa. Tale soglia non vale per i partiti rappresentanti delle minoranze etniche. Il Senato è composto da 100 membri, eletti con sistema uninominale proporzionale ad un turno. Le elezioni parlamentari si svolgono ogni quattro anni.  Per diventare legge, un disegno di legge deve  essere approvato da entrambe le case, ma il Sejm può annullare un rifiuto del Senato di approvare un disegno di legge.

Il presidente , in quanto capo dello stato , è il comandante supremo delle forze armate , ha il potere di porre il veto alla legislazione approvata dal parlamento, che può essere annullata dalla maggioranza dei tre quinti e può sciogliere il parlamento a determinate condizioni. Le elezioni presidenziali si svolgono ogni cinque anni con elezione diretta da parte dei cittadini. Se nessun candidato ottiene  il 50%+1 dei voti al primo turno, i primi due candidati partecipano ad un secondo turno di ballottaggio.

Il sistema politico è definito nella Costituzione polacca , che garantisce anche una vasta gamma di libertà individuali. Il ramo giudiziario svolge un ruolo minore in politica, a parte il Tribunale Costituzionale , che può annullare le leggi che violano le libertà garantite nella Costituzione.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Polonia è una cosiddetta “Democrazia imperfetta”, al livello di paesi tipo Ghana, Ungheria, Filippine e Perù. 

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali candidati alla presidenza e gli ultimi sondaggi.

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