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IL GIRAMONDO – Il meglio e il peggio delle elezioni del 2022

 

Per la posizione di miglior evento  politico-elettorale dell’anno i followers di Bidimedia hanno scelto quattro finalisti.

 

 

flag of Slovenia | BritannicaRobert Golob - Wikidata

In quarta posizione arriva un po’ a sorpresa la Slovenia con la sconfitta del governo del controverso primo ministro Janez Janša.  Quest’ultimo aveva portato avanti una politica di destra nazionalista e xenofoba, avvicinando politicamente la Slovenia all’Ungheria di Orban. Le elezioni parlamentari hanno decretato la vittora del Movimento per la libertà, un nuovo partito liberale, europeista ed ecologista, guidato dall’imprenditore Robert Golob, che è arrivato in testa con il 34,6% dei voti.  Golob è quindi stato nominato primo ministro a capo di un governo di coalizione di centrosinistra che oltre al suo partito include il Partito Socialdemocratico e il Partito della Sinistra (Levica).  Alle successive elezioni presidenziali il candidato del partito di Janša è stato sconfitto al ballottaggio da  Natasa Pirc Musar, candidata indipendente, appoggiata dal Partito del Pirati e alcune formazioni ecologiste.

 

Flag of France | History & Meaning | Britannica

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f4/Emmanuel_Macron_in_2019.jpgAl terzo posto si classifica la Francia: Alle elezioni presidenziali  il presidente in carica, il liberale Emmanule Macron è stato rieletto sconfiggendo al ballottaggio la leader della destra nazionalista Marine Le Pen. La vittoria di Macron ha sicuramente ha rafforzato l’Unione Europea e la NATO. Sia che si tratti di immigrazione, di integrazione europea, di risposta all’aggressione russa dell’Ucraina, di transizione energetica, di diritti civili o di rapporti economici con gli USA e la Cina, Macron ha dimostrato di avere una visione politica indipendente e di ampio respiro.  Tuttavia questo non si tradotto in un ampio consenso popolare per il suo partito, La République en Marche, che ha perso la propria maggioranza in parlamento. Le opposizioni nel frattempo si sono fatte più’ ostili. La sinistra si è unita nella coalizione NUPES guidata dal leader populista Jean-Luc Mélenchon; il partito della Le Pen,  il Rassemblement National, ha ottenuto quadsi 90 seggi in parlamento e  Les Républicains, che rappresentavano la destra liberalconservatrice moderata, hanno scelto come proprio leader Eric Ciotti, esponente dell’ala destra xenofoba del partito, ben poco disponibile ad accordi con Macron.

 

flag of the United States of America | BritannicaIn seconda posizione ci sono gli Stati Uniti. Le elezioni di Mid Term sono andate decisamente meglio di quanto ci si potesse aspettare per il presidente Joe Biden. Alle elezioni per il rinnovo di 35 seggi  al Senato, i democratici hanno guadagnato un seggio arrivando ad totale di 51 seggi su 100 (inclusi due indipendenti di sinistra)  contro 49 repubblicani.  Alla camera, dove solitamente alle Mid Term il partito di governo viene nettamente sconfitto, i democratici hanno perso solo 9 seggi, scendendo da 222 a 213 su 435.  Da notare anche che i candidati repubblicani appoggiati dall’ex presidente Trump sono stati in gran parte sconfitti, il che mette in dubbio la capacità di Trump di attirare consenso elettorale in vista della sua ricandidatura alle elezioni presidenziali del 2024.Se il risultato al Senato è ottimo per Biden, una camera in mano ad una risicata maggioranza  repubblica potrebbe creargli notevoli problemi, facendo ostruzionismo contro i provvedimenti del governo o intralciandone i lavori ad esempio creando, come hanno annunciato, una commissione per indagare sulle attività finanziarie del figlio Hunter.

 

 

flag of Brazil | Britannica MPapa Francisco diz que Lula foi vítima de 'fake news' | Brasil | Época NEGÓCIOSa il Premio Giramondo 2022 per il migliore evento politico-elettorale dell’anno va (e come poteva non essere) al Brasile con la rielezione dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva che ha sconfitto in una ballottaggio serrato il presidente uscente Jair Bolsonaro. Quest’ultimo, esponente populista dell’estrema destra, era andato al potere ne 2017 sfruttando il sentimento degli elettori, iimpoveriti dalla crisi economica e infuriati contro la corruzione dei politici che volevano un “cambiamento” netto. Bolsonaro,  un sostenitore della dittatura militare che ha governato il Brasile dal 1964 al 1985, una  volta al potere si era dimostra un presidente eversivo, razzista, maschilista, omofobo e bigotto. Aveva minato l’indipendenza giudiziaria,  violato i diritti fondiari degli indigeni  dell’Amazzonia ed era stato anche accusato di aver incoraggiato la distruzione della foresta pluviale amazzonica. Infine era stato incapace di gestire  la pandemia di Covid (da lui definita “una piccola influenza”) che nel primo anno in Brasile ha provocato oltre mezzo milioni di morti accertati.  La sua sconfitta ha fatto tirato un sospiro di sollievo non solo in Brasile ma in buona parte del resto del mondo. Lula da parte sua è ancora un mito per molti brasiliani, dato che durante gli anni della sua precedenza esperienza come presidente milioni di brasiliani sono usciti dalla povertà grazie al suo programma di assistenza economica “bolsa familia” destinato alle famiglie piu’ bisognose. La vittoria di Lula tuttavia è adombrata dal fatto che i partiti di destra e centrodestra hanno ottenuto una netta maggioranza alle elezioni parlamentari sia alla Camera che al Senato federale. Qualsiasi riforma che Lula vorrà intraprendere durante il suo mandato rischia di impantanarsi nella “palude” parlamentare  brasiliana come spesso è accaduto in passato.

 

Nella prossima pagina l’elenco cronologico delle più importanti elezioni del 2022.

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