Slovacchia: il partito Libertà e Solidarietà (destra liberale) si ritira dal governo di centrodestra del primo ministro Eduard Heger.
Regno Unito: il primo ministro Boris Johnson si dimette e al suo posto viene nominata Liz Truss.
Burundi: il presidente Evariste Ndayishimiye nomina primo ministro il ministro dell’Interno Gervais Ndirakobuca, approvato (all’unanimità) dal parlamento. Nota: il Burundi è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Regno Unito: muore la regina Elisabetta II. Carlo, principe di Galles, diventa re Carlo III.
Svezia: alle elezioni parlamentari, i socialdemocratici ottengono il 30,3% dei voti (107 seggi su 349), i Democratici Svedesi (destra nazionalista xenofoba) il 20,5% (73), i Moderati (conservatori) il 19,1% (68), il partito della Sinistra il 6,7% (24), il partito di Centro il 6,7% (24), i Democristiani il 5,3% (19), i Verdi il 5,1% (18), e i Liberali 4,6% (16). L’affluenza è dell’84,2%. Il 15 settembre il primo ministro Magdalena Andersson si dimette. Il 19 settembre il presidente del parlamento conferisce al leader dei moderati Ulf Kristersson il mandato di formare un nuovo governo, composto da Moderati, Democristiani e Liberali con l’appoggio esterno dei Democratici Svedesi.
Senegal: il presidente Macky Sall nomina Amadou Ba alla carica di primo ministro.
Nauru: nelle elezioni parlamentari vengono eletti 19 membri apartitici. Il 28 settembre Russ Kun viene eletto presidente (senza opposizione).
Austria: alle elezioni statali in Tirolo, il Partito Popolare Austriaco (ÖVP, conservatori) ottiene il 34,7% dei voti (14 seggi su 36), il Partito della Libertà (FPÖ, destra xenofoba) il 18,8% (7), il Partito socialdemocratico (SPÖ) il 17,5% (7), il Forum dei cittadini del Tirolo (populisti anti-corruzione) il 9,9 % (3), i Verdi 9,2% (3) e la Nuova Austria (NEOS liberali progressisti) 6,3% (2). Il governo regionale uscente formato da ÖVP e Verdi perde la sua maggioranza e si forma una nuova coalizione composta da ÖVP e SPÖ.
Italia: alle elezioni parlamentari la coalizione di centrodestra ottiene il 43,8% dei voti (compresi Fratelli d’Italia 26,0%, Lega 8,8%, Forza Italia 8,1%) e 237 seggi su 400 alla Camera dei Deputati, la coalizione di centrosinistra 26,1% (compreso Pd 19,1%) e 85 seggi, il Movimento Cinque Stelle 15,4% (52), Azione-Italia Viva 7,8% (21). Al Senato il centrodestra ottiene il 44,0% dei voti (115 seggi su 200), il centrosinistra il 26,0% (44), il Movimento 5 Stelle il 15,6% (28), Azione-Italia Viva il 7,7%. (9). Nelle elezioni per il presidente regionale della Sicilia, Renato Schifani (centrodestra) viene eletto con il 42,1% dei voti, battendo Catino De Luca (regionalista) con il 24,0%, Caterina Chinnici (centrosinistra) con il 16,2%, e Nuccio Di Paola (Movimento Cinque Stelle) con il 15,2%.
São Tomé e Principe: Nelle elezioni parlamentari, Azione Democratica Indipendente (ADI, centrodestra) ottiene il 46,8% dei voti (30 seggi su 55), il Movimento di Liberazione di São Tomé e Príncipe/Partito socialdemocratico (MLSTP/PSD, socialisti) il 32,7% (18), il Movimento Basta (populisti) l’8,8% (2), e la coalizione Movimento dei Cittadini Indipendenti/Partito Socialista e Partito di Unità Nazionale (populisti di sinistra) il 6,6% (5). Dopo le elezioni il primo ministro uscente, Jorge Bom Jesus (MLSTP/PSD) rassegna le dimissioni e al suo posto viene nominato Patrice Trovoada (ADI).
Arabia Saudita: in un rimpasto di governo, il principe ereditario Muhammad ibn Salman diventa primo ministro. Nota: l’Arabia Saudita è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Kuwait: alle elezioni parlamentari vengono eletti 50 membri apartitici, inclusi 28 candidati dell’opposizione. Nota: il Kuwait è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Burkina Faso: il capitano Ibrahim Traoré afferma di aver rovesciato il presidente di transizione Paul-Henri Sandaogo Damiba e sciolto il governo. Traoré è successivamente nominato capo di stato e presidente di transizione. Nota: il Burkina Faso è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
OTTOBRE
Ciad: il leader della giunta militare Mahamat Idriss Déby presta giuramento come presidente di transizione. Il primo ministro Albert Pahimi Padacké si dimette, sostituito da Saleh Kebzabo
Lettonia: Alle elezioni parlamentari Nuova Unità (liberalconservatori) ottiene il 19,2% dei voti (26 seggi su 100), l’ Unione dei Verdi e degli Agricoltori (agrari) il 12,6% (16), la Lista Unita (regionalisti conservatori) l’11,1% (15), Alleanza Nazionale (nazionalconservatori) il 9,4% (13), Stabilità! (populisti filorussi) il 6,9% (11), Prima la Lettonia (destra populista) il 6,3% (9) e i Progressisti (ecologisti di centrosinistra) il 6,2% (10). Il primo ministro uscente Krisjanis Karins, che guidava il governo di centrodestra uscente, viene incaricato di formare un nuovo governo composto da Nuova Unità, Lista Unita e Alleanza Nazionale.
San Marino: Maria Luisa Berti (Noi per la Repubblica, socialdemocratici) e Manuel Ciavatta (Partito Democratico Cristiano) entrano in carica come capitani-reggenti.
Bosnia ed Erzegovina: Nelle elezioni per la presidenza tripartita, Zeljka Cvijanovic (SDSN, nazionalisti filorussi) conquista il seggio serbo con il 51,6% dei voti contro Mirko Sarovic (SDS, nazionalconservatori) con il 35,4%. Denis Becirovic (SDP, socialdemocratici) conquista il seggio bosniaco con il 57,4% contro Bakir Izetbegovic (SDA, conservatori islamici) con il 37,2%). Zeljko Komsic (DF, socialdemocratici) conquista il seggio croato con il 55,8% contro Borjana Kristo (HDZ, nazionalconservatori) con il 44,2%. Nelle elezioni parlamentari, il Partito di azione democratica (SDA) ottiene 8 seggi su 42, l’Alleanza dei socialdemocratici indipendenti (SDNS) 6, il Partito socialdemocratico (SDP) 5, l’Unione democratica croata (HDZ) 4, il Fronte Democratico – Alleanza Civica (socialdemocratici e liberali) 3 e Popolo e giustizia (NiP, liberalconservatori) 3. Milorad Dodik (SDNS) è eletto presidente della Republika Srpska con il 47,1% dei voti, contro il 42,8% di Jelena Trivic (PDP, liberalconservatori).
Brasile: Al primo turno delle elezioni presidenziali, l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva del Partito dei Lavoratori (PT, socialisti) ottiene il 48,4% dei voti, il presidente uscente Jair Bolsonaro del Partito Liberale (PL, destra populista) il 43,2%, Simone Tebet del Movimento Democratico Brasiliano (MDB, centristi) 4,2% e Ciro Gomes del Partito laburista democratico (PDT, socialdemocratici populisti) 3,0%. Al ballottaggio del 30 ottobre, Lula ottiene il 50,9% dei voti e Bolsonaro il 49,1%. Alle elezioni parlamentari del 2 ottobre, il PL ottiene il 16,6% dei voti e 99 seggi su 513 alla Camera dei Deputati, il PT il 12,0% (68), l’União (centrodestra) il 9,3% (59), il Partito Progressista (PP, nazionalconservatori) il 7,9% ( 47), il Partito Socialdemocratico (PSD, liberali) 7,6% (42), il MDB 7,2% (42), i Repubblicani (destra cristiana nazionalista) il 6,9% (41), il Partito Socialista Brasiliano (PSB, socialdemocratici) il 3,8% (14), il Partito del Socialismo e della Libertà (sinistra socialista) il 3,5% (12), PDT 3,5% (17), Podemos (populisti) il 3,3% (12), e il Partito socialdemocratico brasiliano (PSDB, liberali di centrodestra) il 3,0% (13); nelle elezioni per 27 seggi su 81 al Senato, il PL ottiene il 25,4% dei voti (8 seggi), il PSB il 13,7% (1), il PT il 12,1% (4), il PSD l’11,4% (2), il PP 7,6% (3), União 5,5% (5), il Partito Social Cristiano (PSC, cristiano-conservatori) il 4,3% (1), I Republicani il 4,3% (2) e il MDB 3,9%.
Bulgaria: alle elezioni parlamentari, la coalizione GERB-Unione delle forze democratiche (conservatori) ottiene il 25,3% dei voti (67 seggi su 240), Continuiamo il cambiamento (liberali europeisti) il 20,2% (53), il Movimento per i diritti e le libertà (minoranza turca) il 13,8% (36), Rinascita (estrema destra nazionalista filorussa) il 10,2% (27), il Partito socialista bulgaro il 9,3% (25), la Bulgaria democratica (liberalconservatori europeisti) 7,4% (20), Ascesa bulgara (conservatori filorussi) il 4,6% (12) e C’è un popolo così (populisti) il 3,8% (0).
Canada: alle elezioni parlamentari in Quebec, la Coalizione Avenir Québec (autonomisti conservatori) ottiene il 41,0% dei voti (90 seggi su 125), Québec Solidaire (sinistra ambientalista) il 15,4% (11), il Parti Québécois (indipendentisti socialdemocratici) il 14,6% (3), il Partito Liberale il 14,4% (21) e il Partito conservatore 12,9% (0). Il premier uscente François Legault della Coalizione Avenir Québec rimane quindi in carica.
Russia: quattro aree dell’Ucraina occupate (in modo incompleto) vengono annesse e ammesse come soggetti della federazione: la Repubblica popolare di Donetsk (con a capo Denis Pushilin), la Repubblica popolare di Lugansk (con Leonid Pasechnik), l’ Oblast di Kherson (con Vladimir Saldo), e l’Oblast di Zaporizhzhai (con Evgenij Balitsky). Nota: la Russia è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Lesotho: nelle elezioni parlamentari, Revolution for Prosperity (RFP, populisti) ottiene il 38,8% dei voti (56 su 120 seggi), il Democratic Congress (DC, socialdemocratici) il 24,9% (29), la All Basotho Convention (ABC, centristi) il 7,3% (8), il Basotho Action Party (BAP, populisti socialdemocratici) il 5,7% (6), l’Alleanza dei Democratici (AD socialdemocratici) il 4,0% (5) e il Movement for Economic Change (MEC, populisti anti-corruzione) il 3,3% (4). Il 14 ottobre si dimette il primo ministro Moeketsi Majoro (ABC). Il 25 ottobre Sam Matekane (RFP) viene nominato primo ministro a capo di una coalizione tra RFP, AD e MEC.
Austria: nelle elezioni presidenziali, il presidente in carica Alexander Van der Bellen (Verdi/indipendenti) ottiene il 56,7% dei voti, Walter Rosenkranz (FPÖ, destra xenofoba) il 17,7%, Dominik Wlazny (Partito della birra) l’8,3%, Tassilo Wallentin (indipendente) l’8,1% e Gerald Grosz (indipendente) 5,6%.
Germania: nelle elezioni statali in Niedersachsen, il Partito socialdemocratico (SDP) ottiene il 33,4% dei voti (57 su 146 seggi), l’Unione cristiano-democratica (UDC) il 28,1% (47), i Verdi il 14,5% (24), l’Alternativa per la Germania (Afd) il 10,9% ( 18), i Liberali (FDP) il 4,7% (0) e la Sinistra (DIE LINKE) il 2,7% (0). Il primo ministro uscente Stephan Weil, che guidava una coalizione SDP-CDU, viene rieletto a capo di una nuova coalizione SDP-Verdi.
Iraq: il Parlamento elegge Abdul Latif Rashid (Unione Patriottica del Kurdistan, socialdemocratici curdi) capo dello stato, battendo il presidente uscente Barham Salih (Coalizione per la Democrazia e la giustizia, curdi progressisti) con 162 voti a 99. Una volta eletto Rashid chiede a Muhammad Shia al-Sudani (Partito Islamico Dawa, sciiti filo-iraniani) di formare un nuovo governo.
Libano: L’elezione di un nuovo presidente è rinviata . Il presidente Michel Aoun lascia l’incarico il 30 ottobre; il 31 ottobre il governo provvisorio del primo ministro Najib Mikati assume i poteri presidenziali.
Vanuatu: Nelle elezioni parlamentari, il Vanua’aku Pati (nazionalisti di sinistra anglofoni) ottiene 7 seggi su 52, l’Unione dei partiti moderati (liberalconservatori francofoni) 7, il Movimento per la riunificazione per il cambiamento (conservatori francofoni) 5, il Partito dei leader di Vanuatu (personalista) 5, il Partito per lo sviluppo rurale (agrari) 4, il Partito per la terra e la giustizia (destra nazionalista) 4, il Partito Nazionale Unito (socialdemocratici anglofoni) 4 e Iauko Group (populisti) 3. Il primo ministro uscente Bob Loughman del Vanua’aku Pati si dimette e nuovo capo di governo è nominato Ishmael Kalsakau dell’Unione dei partiti moderati, a capo di una coalizione di 8 partiti di centrosinistra e centrodestra.
Regno Unito:il primo ministro Liz Truss si dimette. Il 25 ottobre Rishi Sunak viene nominato primo ministro.
Italia: il presidente Sergio Mattarella chiede a Giorgia Meloni di formare un nuovo governo. Il governo si insedia il 22 ottobre e ottiene la fiducia alla Camera dei deputati (235-154) il 25 ottobre e al Senato (115-79) il 26 ottobre.
Cina: Xi Jinping viene rieletto segretario generale del Partito comunista. Nota: la Cina è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Slovenia:Al primo turno delle elezioni presidenziali, Anze Logar (Partito Democratico Sloveno, populisti di destra) ottiene il 34,0% dei voti, Natasa Pirc Musar (indipendente) il 26,9%, Milan Brglez (socialdemocratici) il 15,4%, Vladimir Prebilic (indipendente) il 10,7%, e Sabina Sencar (Resni.ca, destra populista filorussa) il 6,0%.
NOVEMBRE
Danimarca: alle elezioni parlamentari, i socialdemocratici ottengono il 27,5% dei voti (50 seggi su 179), Venstre (liberalconservatori) il 13,3% (23), i Moderati (centristi) il 9,3% (16), il Partito Popolare Socialista (ecologisti di sinistra) l’8,3% (15), i Democratici Danesi (destra nazionalista) l’8,1% (14), Alleanza Liberale (destra liberale) il 7,9% (14), il Partito Popolare Conservatore (conservatori) il 5,5% (10), l’Alleanza Rosso-Verde (sinistra radicale) il 5,1% (9), la Radikale Venstre (liberali progressisti) il 3,8% (7), la Nuova Destra (destra xenofoba) il 3,7% ( 6), l’Alternativa (ecologisti di sinistra) il 3,3% (6) e il Partito Popolare Danese (destra nazioanalista xenofoba) il 2,6% (5). Il primo ministro Mette Frederiksen (socialdemocratici) che era a capo di un governo di minoranza appoggiato dai partiti di sinistra e centrosinistra, forma una nuova coalizione di governo centrista che comprende Socialdemocratici, Moderati, Venstre e Radikale Venstre.
Israele: Nelle elezioni parlamentari, il Likud (conservatori) ottiene il 23,4% dei voti (32 seggi su 120), Yesh Atid (liberali) il 17,8% (24), il Partito Religioso Sionista (estrema destra religiosa ebraica) il 10,8% (14), l’Unità Nazionale (centristi) il 9,1% (12), lo Shas (conservatori religiosi ebraici) l’8,2% (11) , United Torah Judaism (destra conservatrice religiosa ebraica) il 5,9% (7), Yisrael Beiteinu (destra nazionalista laica) il 4,5% (6), la Lista Araba Unita (conservatori arabi) il 4,1% (5), Hadash-Ta’al (sinistra araba) il 3,8% (5), Labour (socialdemocratici) il 3,7% (4) e Meretz (sinistra progressista) il 3,2% (0). Non avendo più una maggioranza in parlamento, il primo ministro Yair Lapid (liberale) si dimette e torna alla guida del governo Benjiam Netanyahu (Likud) a capo di un governo di destra che include Likud, Partito Religioso Sionista, Shas e United Torah Judaism.
Stati Uniti: alle elezioni per la Camera dei rappresentanti, i Repubblicani ottengono 222 seggi su 435 e i Democratici 213. In seguito alle elezioni per 35 seggi su 100 al Senato, i democratici ottengono 51 seggi (inclusi due indipendenti di sinistra) e i repubblicani 49.
Bahrein: si tengono elezioni parlamentari dove si presentano solo candidati indipendenti (i partiti politici sono vietati). Il 21 novembre il re Hamad ibn Isa Al Khalifa riconferma suo figlio, lo sceicco Salman ibn Hamad Al Khalifa come primo ministro. Nota: il Bahrain è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
India: nelle elezioni statali in Himachal Pradesh, il Congresso Nazionale Indiano (INC, centrosinistra) ottiene il 43,9% dei voti (40 seggi su 68) e il Bharatiya Janata Party (BJP destra nazionalista) il 43,0% (25). Nuovo chief minister è Sukhvinder Singh Sukhu (INC) che sostituisce dello chie minister uscente Jai Ram Thakur (BJP).
Slovenia: nel ballottaggio presidenziale, Natasa Pirc Musar (indipendente, appoggiata da piccoli partiti ecologisti e libertari) ottiene il 53,9% dei voti e Anze Logar dell’SDS (destra populista) il 46,1%.
Malesia: alle elezioni parlamentari, il Pakatan Harapan (PH, coalizione di partiti di centro e centrosinistra) ottiene 82 seggi su 222, il Perikatan Nasional (PN, coalizione di partiti nazionalconservatori ed islamici) 73 e il Barisan Nasional (BN, coalizione di partiti nazionalisti e conservatori) il 30. Il primo ministro uscente, Ismail Sabri Yaakob (PN) perde la maggioranza e nuovo primo ministro è nominato Anwar Ibrahim (PH), che forma una vasta maggioranza che include il Barisan Nasional e vari partiti regionalisti. Nello stesso giorno si tengono anche tre elezioni regionali. Nello stato federale di Pahang: il Perikatan Nasional vince 17 seggi su 42, il Barisan Nasional 17 e il Pakatan Harapan 8. Il premier regionale uscente Wan Rosdy Wan Ismail (BN) viene riconfermato primo ministro a capo di una coalizione tra BN e PH. Nello stato federale di Perak il Perikatan Nasional ottiene 26 seggi su 59, il Pakatan Harapan 24 e il Barisan Nasional 9. Saarani Mohamad (BN) viene riconfermato premier regionale a capo di una coalizione tra BN e PH. Nello stato federale di Perlis, il Perikatan Nasional ottiene 14 seggi su 15 e il Pakatan Harapan 1. Il premier uscente Azlan bin Ma (BN) si dimette e viene sostituito da Mohd Shukri Ramli (PN).
Guinea Equatoriale: nelle elezioni presidenziali, il presidente in carica Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ottiene il 94,9% dei voti. Nelle elezioni parlamentari, il Partito Democratico della Guinea Equatoriale (autoritario) vince tutti i 100 seggi alla Camera dei Deputati e tutti i 55 al Senato. Nota: la Guinea Equatoriale è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Kazakistan: Nelle elezioni presidenziali, il presidente in carica Kasymzhomart Tokayev in carica ottiene l’81,3%.Nota: il Kazakistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Nepal: nelle elezioni parlamentari, il Partito del Congresso nepalese (centrosinistra) ottiene 89 seggi su 275, il Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista Unificato) 78, il Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista) 32, il Partito Rastriya Swatantra (populisti di centrosinistra ) 20, il Partito Rastriya Prajatantra (destra monarchica)14, il Janata Samajwadi Party (socialisti) 12 e il Partito Comunista del Nepal (Unificato Socialista) 10.
Perù: si dimette il primo ministro Aníbal Torres. Al suo posto è nominata Betssy Chávez..
Australia: alle elezioni parlamentari nello stato di Victoria, i laburisti ottengono 56 seggi su 88 e la coalizione liberal-nazionale 27. Il premier uscente, il laburista Daniel Michael Andrews viene quindi riconfermato a capo del governo regionale.
DICEMBRE
India: nelle elezioni statali in Gujarat tenutesi l’1 e il 5 dicembre, il Bharatiya Janata Party (BJP destra nazionalista) ottiene il 52,5% dei voti (156 seggi su 182), l’Indian National Congress (INC, centrosinistra) il 27,3% (17) e l’Aam Aadmi Party (AAP, populisti di centro) il 12,9% (5). Il premier regionale Bhupendra Patel (BJP) viene quindi ricofermato.
Dominica: alle elezioni parlamentari (boicottate dai principali partiti di opposizione), il Partito laburista della Dominica (autoritario di sinistra) ottiene l’82,3% dei voti (19 seggi eletti su 21, di cui 6 senza opposizione) e gli indipendenti il 16,9% (2). Il capo do governo uscente, il laburista Roosevelt Skerrit viene quindi confermato primo ministro.
Perù: poche ore prima di un dibattito sul suo impeachment, il presidente Pedro Castillo (sinistra populista) scioglie il parlamento, chiede nuove elezioni parlamentari entro settembre 2023 e annuncia che governerà per decreto fino ad allora. Ignorando le decisioni del presidente, il parlamento vota (101 contro 6 con 10 astensioni) per metterlo sotto accusa e sostituirlo con la vicepresidente Dina Boluarte (indipendente). Castillo viene arrestato dalla polizia e Boluarte presta giuramento come nuovo presidente. Il 10 dicembre si insedia un nuovo governo, con Pedro Angulo (indipendente di destra) come primo ministro che tuttavia si dimette il 18 dicembre.. Svizzera: Alain Berset eletto presidente per il 2023 (140 voti su 181). Viola Amherd viene eletta vicepresidente (207 voti su 223). Albert Rösti ed Elisabeth Baume-Schneider sono eletti membri del Consiglio federale, succedendo a Ueli Maurer e Simonetta Sommaruga. L’8 dicembre viene annunciata la nuova ripartizione dei portafogli con Karin Keller-Sutter che diventa ministro delle finanze. Le modifiche entreranno in vigore il 1° gennaio 2023.
Isole Faroe: alle elezioni parlamentari, il Partito socialdemocratico ottiene il 26,6% dei voti (9 seggi su 33), il Partito dell’Unione (liberali di centrodestra) il 20,0% (7), il Partito popolare (conservatori) il 18,9% (6), la Repubblica (indipendentisti di sinistra) il 17,7% (6), il Progresso (liberali) il 7,5% (3), e il partito di Centro (destra conservatrice) il 6,6% (2). Il premier regionale uscente Bárður á Steig Nielsen (del Partito dell’Unione) perde la maggioranza di centrodestra che lo sosteneva e si forma una nuova maggioranza di centrosinistra guidata dal Partito Socialdemocratico dell’ex premier Aksel V. Johannesen.
Figi: nelle elezioni parlamentari, Fiji First (centristi) ottiene il 42,6% dei voti (26 seggi su 55), l’Alleanza popolare (destra) il 35,8% (21), il Partito della Federazione nazionale (socialdemocratici) l’8,9% (5) e il Partito liberale socialdemocratico (cristiano-conservatori) il 5,1% (3). Il primo ministro uscente, Frank Bainimarama (Fiji First) perde la sua maggioranza parlamentare. Il Partito Popolare dell’ex generale golpista Sitiveni Rabuka annuncia di aver trovato un accordo con i partiti minori per formare un nuovo governo.
Slovacchia: Il governo di centrodestra del primo ministro Eduard Heger è sconfitto in un voto di sfiducia approvato (78-20) nel parlamento di 150 seggi. Il 16 dicembre il presidente Zuzana Caputová destituisce il governo e chiede elezioni parlamentari anticipate.
Irlanda: Leo Varadkar (Fine Gael, liberalconservatori) viene eletto primo ministro, in sostituzione di Micheál Martin (Fianna Fail, liberalconservatori) in seguito agli accordi di governo tra i due partiti di centrodestra per una rotazione del ruolo di capo di governo a metà legislatura.
Tunisia: si tiene il primo turno delle elezioni parlamentari, boicottate dalla maggior parte dei partiti politici, dove i candidati si possono presentare solo come indipendenti.
Nepal: Il leader del Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista)P, ushpa Kamal Dahal, meglio noto come Prachanda viene nominato primo ministro a capo di una coalizione che include oltre al PCN(CN) anche il Partito Comunista del Nepal (Marxista-Leninista Unificato), il Partito Rastriya Swatantra (populisti di centrosinistra ), il Partito Rastriya Prajatantra (destra monarchica) e altri partiti minori.
E con questo si conclude la nostra rubrica per il 2022. Appuntamento tra pochi giorni con il calendario elettorale del 2023.
Nota della Redazione: le opinioni presenti in questo articolo sono dell’autore e non sono sempre sovrapponibili a quelle del resto degli autori di Bidimedia. Inoltre, ricordando che Bidimedia crede nel confronto tra opinioni diverse, la redazione aggiunge che i numeri son numeri, i fatti son fatti e le opinioni sono opinioni.
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