Regno Unito: Alle elezioni per l’Assemblea dell’Irlanda del Nord, lo Sinn Féin (SF, sinistra repubblicana) ottiene il 29,0% di prima preferenza voti (27 su 90 seggi), il Democratic Unionist Party (DUP, destra unionista) il 21,3% (25), l’Alliance Party (AP, liberali) il 13,5% (17), l’ Ulster Unionist Party (UUP, conservatori unionisti) il 11,2% (9), il Social Democratic and Labour Party (SDLP, socialdemocratici repubblicani) il 9,1% (8) e la Voce unionista tradizionale (TUV, destra unionista il 7,6% (1). A causa del rifiuto del DUP di collaborare con lo SF, non è possibile formare un governo regionale e l’Irlanda del Nord rimane sotto il controllo diretto del governo di Londra.
Georgia: nel ballottaggio presidenziale in Ossezia del Sud, Alan Gagloyev ottiene circa il 54% dei voti e Anatoly Bibilov circa il 43%.
Germania: alle elezioni statali nello Schleswig-Holstein, l’Unione cristiano-democratica (CDU) ottiene il 43,4% dei voti (34 seggi su 69), i Verdi (Grünen) il 18,3% (14), il Partito socialdemocratico (SPD) il 16,0% ( 12), il Partito Democratico Libero (FDP) 6,4% (5), l’Associazione degli Elettori del Sud Schleswig (SSW)il 5,7% (4), l’Alternativa per la Germania (Afd) il 4,4% (0) e la Sinistra (LINKE) 1,7% (0). Il premier uscente Daniel Günther (CDU) viene riconfermato a capo del governo regionale. La coalizione uscente CDU, FDP, Grünen viene sostituita da una composta solo da CDU e Grünen.
Cipro: nella Repubblica Turca di Cipro del Nord, dopo le dimissioni del p ministro Faiz Sucuoglu, del Partito di Unità Nazionale (nazionalconservatori) il suo collega di partito Ünal Üstel forma un nuovo un governo di centrodestra con il Partito di Unità Nazionale, il Partito Democratico e il Partito della Rinascita.
Filippine: alle elezioni presidenziali Bongbong Marcos (nazionalconservatore) ottiene il 58,8% dei voti, Leni Robredo (liberale) il 27,9% e Manny Pacquiao (populista) il 6,8%. Nel voto alla vicepresidenza, Sara Duterte (centrodestra) ottiene il 61,5% dei voti, Francis Pangilinan (liberale) il 17,8% e Tito Sotto (nazionalconservatore) il 15,8%.
Sri Lanka: Si dimette il primo ministro Mahinda Rajapakse (conservatore populista), sostituito da Ranil Wickremesinghe (liberalconservatore).
Emirati Arabi Uniti: muore il presidente Sheikh Khalifa ibn Zaid Al Nahayan. Il 14 maggio il Consiglio supremo federale elegge presidente lo sceicco Muhammad ibn Zaid Al Nahayan (successore di Khalifa alla guida di Abu Dhabi). Nota: gli Emirat Arabi sono un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Germania: alle elezioni statali nel Nordrhein-Westfalen, l’Unione cristiano-democratica (UDC) ottiene il 35,7% dei voti (76 seggi su 195), il Partito socialdemocratico (SPD) il 26,7% (56), i Verdi /Grünen) il 18,2% (39), il Partito liberale democratico (FDP) il 5,9 % (12), l’Alternativa per la Germania (Afd) il 5,4% (12), e la Sinistra (DIE LINKE) il 2,1% (0). La coalizione di governo uscente, formata da CDU e FDP e guidata da Hendrik Wüst (CDU) perde la maggioranza. Würst viene rieletto premier regionale a capo di una nuova coalizione tra CDU e Grünen.
Libano: nelle elezioni parlamentari, Hezbollah (nazionalisti islamici sciiti) ei suoi alleati ottengono 61 seggi su 128.Il primo ministro uscente Najib Mikati rimane in carica.
Somalia: il parlamento somalo elegge Hassan Sheikh Mohamud nuovo presidente, al posto Mohamed Abdullahi Mohamed.
Francia: si dimette il primo ministro Jean Castex. Il presidente Emmanuel Macron nomina Élisabeth Borne nuovo primo ministro.
Australia: nelle elezioni parlamentari, la Coalizione Liberale-Nazionale (centrodestra) ottiene il 35,7% dei voti di prima preferenza (58 seggi su 151), l’Australian Labour Party (socialdemocratici) il 32,6% (77), i Verdi il 12,2% (4), One Nation (destra xenofoba) il 5% (0), United Australia (destra populista) il 4,1% (0) e gli indipendenti il 5,3% (10). Il governo del primo ministro uscente, il conservatore Scott Morrison perde la maggioranza e il laburista Anthony Albanese presta giuramento come primo ministro.
Colombia: al primo turno delle elezioni presidenziali, Gustavo Petro (sinistra) ottiene il 40,3% dei voti, Rodolfo Hernández (populista conservatore) il 28,2% e Federico Gutiérrez (socialdemocratico) il 23,9%.
GIUGNO
Canada: nelle elezioni parlamentari in Ontario, il Partito Conservatore Progressista ottiene il 40,8% dei voti (83 seggi su 124), il Partito Liberale il 23,8% (8), il Nuovo Partito Democratico (socialdemocratici) il 23,7% (31) e il Partito dei Verdi il 6,0%. (1). Il premier uscente, il conservatore Doug Ford viene quindi riconfermato.
Francia: al primo turno delle elezioni parlamentari, Ensemble! (Maggioranza Presidenziale, liberali) ottiene il 25,8% dei voti, la Nuova Unione Ecologista e Sociale del Popolo (NUPES, sinistra) il 25,7%), il Rassemblement National, (RN, nazionalconservatori) il 18,7% (0), l’Union de la droite et du centre (UDC, centrodestra) il 11,3% e Reconquête! (estrema destra xenofoba) il 4,2%. Dopo il ballottaggio Ensemble! ottiene complessivamente 245 seggi, il NUPES 131, RN 89, e l’UDC 61.
Somalia: il presidente Hassan Sheikh Mohamud nomina Hamza Abdi Barre primo ministro. Nota: la Somalia è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Colombia: nel ballottaggio presidenziale, Gustavo Petro (progressista ecologista di sinistra) viene eletto con il 51,6% dei voti contro il 48,4% di Rodolfo Hernández (popolusta conservatore).
Spagna: alle elezioni parlamentari in Andalusia, il Partito popolare (PP) ottiene il 43,6% dei voti (58 seggi su 109), il Partito socialista operaio spagnolo (PSOE) il 24,3% (30), VOX (destra nazionalista) il 13,6% (14), Por Andalusia (regionalisti di sinistra) il 7,8% (5) , e Adelante Andalusia (regionalisti di estrema sinistra) il 4,6% (2). Il presidente regionale uscente Juan Manuel Moreno (PP) viene riconfermato.
Israele: il governo del primo ministro Naftali Bennett (destra nazionalista) si dimette dopo aver dato via alla procedura di scioglimento della Knesset. Yair Lapid (liberale) diventa primo fino alle nuove elezioni.
Grenada: nelle elezioni parlamentari, il National Democratic Congress (NDC, centrosinistra) ottiene il 51,8% dei voti (9 seggi su 15) e il New National Party (NNP, centrodestra) il il 47,8% (6). Il primo ministro uscente Keith Mitchell (NNP), al potere dal 2013 viene sconfitto e nuovo capo di governo diventa Dickon Mitchell (NDC).
LUGLIO
Cina: John Lee entra in carica come nuovo governatore di Hong Kong. Nota: la Cina è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Italia: il governo del premier Mario Draghi vince il voto di fiducia alla camera bassa (410-49). Il 14 luglio ne vince un altro al Senato (172-39) ma, a causa della mancata partecipazione al voto del Movimento Cinque Stelle, Draghi annuncia le sue dimissioni, che vengono respinte dal presidente Sergio Mattarella. Il 20 luglio il governo ottiene un’altra fiducia al Senato (95-38), ma tre partiti della coalizione non partecipano. Draghi si dimette il 21 luglio; Mattarella gli chiede di restare in carica in qualità di custode fino alle nuove elezioni parlamentari che si terranno il 25 settembre.
Sri Lanka: Dopo le proteste di massa il presidente Gotabaya Rajapakse (conservatore populista) fugge dal paese per poi dimettersi. Il primo ministro Ranil Wickremesinghe (liberalconservatore) viene nominato presidente dal parlamento. Nuovo primo ministro viene nominato Dinesh Gunawardene (sinistra populista).
Congo (Brazzaville): alle elezioni parlamentari il Partito laburista congolese (PCT, sinistra autoritaria, partito del presidente-dittatore Denis Sassou Nguesso) ottiene 112 seggi, l’ Unione panafricana per la socialdemocrazia (UPADS, socialdemocratici) 7 e l’Unione dei democratici umanisti ( UDH-Yuki, personalista) 7. il presidente Denis Sassou-Nguesso riconferma quindi Anatole Collinet Makosso (PCT) primo ministro. Nota: la Repubblica del Congo (Brazzaville) è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Estonia: si dissolve la coalizione di governo formata da ERE (liberali) ed EKE (centristi populisti). Si dimette il primo ministro Kaja Kallas (ERE) la quale dopo qualche settimana forma un nuovo governo, che comprende ERE, Isaama (conservatori) e il Partito Socialdemocratico.
India: il parlamento nazionale e i delegati regionali eleggono Draupadi Murmu (BJP) capo dello stato con 2.824 voti contro i 1.877 per Yashwant Sinha (indipendente, ex BJP).
Papua Nuova Guinea: Nelle elezioni parlamentari tenutesi dal 4 al 22 luglio, il Pangu Pati (democristiani e socialdemocratici) ottiene 39 seggi su 118, il Congresso nazionale del popolo (populisti) 17 e il Partito delle risorse unite (personalista) 11. Il primo ministro uscente James Marape viene riconfermato a capo del governo.
Kuwait: il principe ereditario nomina primo ministro lo sceicco Ahmad Nawaf Al Ahmad Al Sabah. Nota: il Kuwait è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Senegal: alle elezioni parlamentari, la coalizione Benno Bokk Yaakaar (liberali, partito del presidente Macky Sall) ottiene il 46,6% dei voti (82 seggi su 165), la coalizione Yewwi Askane Wi (populisti) il 32,8% (56) e la coalizione Wallu Senegal (centristi) il 14,5% (24)..
AGOSTO
Bulgaria: dopo le dimissioni del primo ministro Kiril Petkov (liberale europeista) il presidente Rumen Radev nomina l’indipendente Gulub Donev alla guida di un governo provvisorio in vista delle elezioni anticipate.
Isole Cook: alle elezioni parlamentari, il Partito delle Isole Cook (nazionalisti) ottiene il 44,1% dei voti (12 seggi su 24), il Partito Democratico (liberali progressisti) il 26,9% (5), il Partito Unito delle Isole Cook (personalista) il 18,8% (3) e gli indipendenti il 7,3% (3). ). Il 12 agosto il rappresentante della regina conferma Mark Brown, del Partito delle Isole Cook, primo ministro.
Saint Kitts e Nevis: nelle elezioni parlamentari, il St. Kitts-Nevis Labour Party (SKNLP socialdemocratici) ottiene il 44,4% dei voti (6 seggi eletti su 11), il People’s Labour Party (PLP, liberali) il 16,9% (1), il People’s Action Movement (conservatori) il 16,2% (1) , il Concerned Citizens Movement (liberalconservatori) il 12,7% (3) e il Nevis Reformation Party (regionalisti) il 9,5% (0). Il primo ministro uscente Timothy Harris (PLP) si dimette e il 6 agosto Terrance Drew (SKNLP) presta giuramento come primo ministro.
Kenya: alle elezioni presidenziali, William Ruto (United Democratic Alliance, populisti) ottiene il 50,5% dei voti sconfiggendo Raila Odinga (Azimio la Umoja One Kenya Coalition, liberali) con il 48,8%.
Guinea: la giunta militare nomina l’economista Bernard Gomou al posto di Mohamed Béavogui come primo ministro. Nota: la Guinea è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.
Angola: nelle elezioni parlamentari, il Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (MPLA, autoritario socialista) ottiene il 51,7% dei voti (124 seggi su 220) e l’Unione nazionale per la totale indipendenza dell’Angola (UNITA, centrodestra) il 44,5% (90). João Lourenço, il candidato dell’MPLA, viene quindi rieletto presidente sconfiggendo Adalberto Costa Júnior dell’UNITA.
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