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IL GIRAMONDO – Il meglio e il peggio delle elezioni del 2022

GENNAIO

Sudan: si dimette il primo ministro Abdalla Hamdok (indipendente). Il  segretario generale  dell’ufficio del primo ministro, Osman Hussein, diventa capo di governo ad interim. Nota: il Sudan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Kazakistan: il presidente Kasymzhomart Tokayev accetta le dimissioni del governo del primo ministro Askar Mamin e nomina Alikhan Smailov primo ministro. Entrambi appartengono al partito di governo Amanat (conservatori), precedentemente conosciuto come Nut Otan. Nota: il Kazakistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Portogallo: nelle elezioni parlamentari il  Partito Socialista (centrosinistra) ottiene il 42,5% dei voti (120 seggi su 230), il Partito Socialdemocratico (centrodestra) il 28,4% (72), Chega (destra nazionalista) il 7,4 % (12), l’Iniziativa liberale (centrodestra) il 5,0% (8), il blocco di sinistra il 4,5% (5) e la coalizione democratica unitaria (comunisti ed ecologisti) il 4,4% (6). Il primo ministro uscente, il socialista Antonio Costa viene confermato a capo di un governo di minoranza.

FEBBRAIO

Perù: Il presidente Pedro Castillo nomina Héctor Valer Pinto del partito Renovacion Popular (nazionalconservatori) nuovo primo ministro, sostituito pochi  giorni dopo da  Aníbal Torres (indipendente).

Regno Unito: dimissioni del primo ministro dell’Irlanda del Nord, Paul Givan del Partito Democratico Unionista (destra protestante). Il governo dell’Irlanda del Nord passa direttamente sotto il controllo del governo di Londra.

Montenegro: il governo del primo ministro Zdravko Krivokapic (indipendente di destra filoserbo)  viene sconfitto con un voto di sfiducia.

Costa Rica: al primo turno delle elezioni presidenziali, l’ex presidente José María Figueres Olsen (Partito di Liberazione Nazionale, centrosinistra) ottiene circa il 27% dei voti, Rodrigo Chaves (Partito Socialdemocratico del Progresso, centrodestra) circa il 17%, Fabricio Alvarado (Nuova Repubblica, destra cristiano-conservatrice) circa il 15 %, Eliécer Feinzaig (Partito Liberale Progressista, liberali di centrodestra) circa il 12% e Lineth Saborío (Partito dell’Unità Sociale Cristiana, cristiano-conservatori) circa il 12%.

Repubblica Centrafricana: Félix Moloua (indipendente) viene nominato primo ministro. Nota: la  Repubblica Centrafricana è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Libia: il Parlamento sceglie Fathi Bashagha primo ministro del Governo di Stabilità Nazionale con base a Sirte. Tuttavia, Abdul Hamid Muhammad Dbeibah rimane primo ministro del Governo di Unità Nazionale con sede a Tripoli. Nota: la Libia è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Germania: l’Assemblea federale con 1.045 voti su 1.472 membri rielegge Frank-Walter Steinmeier come presidente.

Spagna: alle elezioni parlamentari in Castilla-León, il PP (liberalconservatori) ottiene il 31,7% dei voti (31 seggi su 81), il PSOE (socialdemocratici) il 30,4% (28), Vox (destra nazionalista) il 17,8% (13), Podemos-Sinistra unita- Alleanza Verde (sinistra) il 5,1% (1), Ciudadanos (liberali) il 4,5% (1) e l’Unione del Popolo Leonese (regionalisti di centrosinistra) il 4,3% (3).  Alfonso Fernández Mañueco (PP) viene confermato presidente regionale.

India: nelle elezioni statali a Goa, il BJP (destra nazionalista) ottiene il 33,3% dei voti (20 seggi su 40), il Congresso Nazionale Indiano (socialdemocratici) il 23,5% (11), l’RGP (regionalisti) il 9,5% (1), il MG (regionalisti populisti) il 7,6% ( 2), e l’AAP (centristi populisti) il 6,8% (2).  Pramod Sawant  (BJP) viene confermato Chief Minister.  Nelle elezioni statali in Uttarakhand, il BJP ottiene il 44,3% dei voti (47 seggi su 70), il Congresso il 37,9% (19) e il BPS (populisti di centrosinistra)  il 4,8% (2). Pushkar Singh Dhami (BJP)  viene confermato Chief Minister. Nelle elezioni statali in Punjab, l’AAP ottiene il 42,0% dei voti (92 seggi su 117), il Congresso  il 23,0% (18), il SAD (centrodestra)  il 18,4% (3) e il BJP il 6,6% (2). Bhagwant Mann (AAP) diventa il nuovo Chief Minister al posto di Charanjit Singh Channi (Congresso).

MARZO

Burkina Faso:  L’economista Albert Ouedraogo viene nominato primo ministro a capo di un governo controllato dai militari. Nota: il Burkina Faso è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

India: nelle elezioni statali nel Manipur, il BJP (destra nazionalista) ottiene il 37,8% dei voti (32 seggi su 60), il National People’s Party (regionalista) il 17,3% (7), il Congresso Nazionale Indiano (socialdemocratici) il 16,8% (5) , Janata Dal United (centrosinistra) 10,8% (6) e il Naga People’s Front (regionalisti) 8,1% (5). Nongthombam Biren Singh (BJP) viene confermato Chief Minister. Nelle elezioni statali in Uttar Pradesh, il BJP ottiene il 41,3% dei voti (255 seggi su 403), il partito Samajwadi (populisti di sinistra) il 32,1% (111) e il BPS (populisti di centrosinistra)12,9% (1).Yogi Adityanath (BJP) viene confermato Chief Minister.

Corea del Sud: alle elezioni presidenziali, Yoon Suk Yeol (Partito del Potere Popolare, conservatori) viene eletto con il 48,6% dei voti, contro il 47,8% di Lee Jae Myung (Partito Democratico, liberali).

Georgia: alle elezioni parlamentari in nella repubblica separatista di Abkhazia, 20 seggi  vanno a candidati indipendenti, 4 al partito Amtsakhara (nazionalisti filorussi al governo) e 1 al partito Aitaira di opposizione.

Malesia: Nelle elezioni parlamentari a Johor, il Barisan Nasional (destra nazionalista) ottiene il 43,1% dei voti (40 seggi su 56), il Pakatan Harapan (destra islamica e nazionalista) il 26,4% (12) e il Perikatan Nasional (centrosinistra) il 24,0% (3).

Turkmenistan: nelle elezioni presidenziali, Serdar Berdimuhamedow (Partito Democratico, figlio del presidente uscente Gurbanguly Berdimuhamedow) ottiene il 73,0% dei voti, Khydyr Nunnayev (indipendente)  l’11,1% e Agadzhan Bekmyradov (Partito Agrario)  il 7,2%.  Nota: il Turkmenistan è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Colombia: alle elezioni parlamentari, il Patto Storico (coalizione di partiti di sinistra) ottiene il 17,6% dei voti (28 seggi su 169), il Partito Liberale (centrosinistra) il 14,1% (32), il Partito Conservatore (liberalconservatori) il 12,5% (25), il Centro Democratico (destra conservatrice) il 10,2% (16), il Partito dell’Unione Popolare (liberali di centrodestra) l’ 8,7% (15), Cambio Radicale (conservatori) l’ 8,0% (16) e l’Alleanza verde (ecologisti di centrosinistra) il 6,6% (11).

Australia: nelle elezioni parlamentari nel South Australia, i laburisti (centrosinistra) ottengono circa 28 seggi su 47, i liberali (centrodestra) circa 14 e gli indipendenti circa 5. Il premier uscente Steven Marshall del Partito Liberale si dimette e viene sostituito da Peter Malinauskas del Partito Laburista.

Timor Est: al primo turno delle elezioni presidenziali, l’ex presidente José Ramos-Horta (centrosinistra) ottiene il 46,6% dei voti, l’attuale presidente Francisco Guterres (sinistra) il 22,2% e Armanda Berta dos Santos (sinistra) l’8,7%. 

Unione Europea: L’ex primo ministro belga Charles Michel (liberale) viene rieletto all’unanimità presidente del Consiglio europeo per un mandato di 2 anni e mezzo.

Malta: alle elezioni parlamentari, il partito laburista (centrosinistra) ottiene il 55,1% dei voti (38 seggi su 67) e il partito nazionalista (centrodestra) il 41,7% (29).  Viene quindi riconfermato il primo ministro laburista Robert Abela.

Germania: alle elezioni statali nel Saarland, il Partito socialdemocratico (SPD) ottiene il 43,5% dei voti (29 seggi su 51), l’Unione cristiano-democratica (CDU) il 28,5% (19), l’Alternativa per la Germania  (AfD) il 5,7% (3), i Verdi (Grünen) il 4,995% (0), il Partito Democratico Libero (FDP) 4,8% (0) e la Sinistra (LINKE) 2,6% (0).   La socialdemocratica Anke Rehlinger diventa nuovo presidente regionale al posto dell’uscente Tobias Hans della CDU.

APRILE

Costa Rica: nel ballottaggio presidenziale, Rodrigo Chaves (populista) sconfigge con il 52.8% dei voti José María Figueres Olsen (centrosinistra) con il 47,2%. 

Ungheria: alle elezioni parlamentari, la coalizione di Fidesz-Alleanza civica ungherese e Partito popolare democratico cristiano  (destra nazionalconservatrice) ottiene il 54,1% dei voti (135 seggi su 199), la coalizione Uniti per l’Ungheria (centrodestra e centrosinistra) il 34,5% (57), il Movimento Nostra Patria  (estrema destra) il 5,9% (6 ) e il partito ungherese dei cani a due code (partito satirico libertario) il 3,3% (0). Il primo ministro uscente Viktor Orbán  viene quindi riconfermato a capo del governo.

Pakistan: il primo ministro populista Imran Khan, viene sfiduciato dal parlamento, gli succede Shahbaz Sharif a capo di una coalizione di partiti di centrodestra e centrosinistra). 

Serbia: Nelle elezioni presidenziali, Aleksandar Vucic (Partito progressista serbo, conservatori) ottiene il 60,0% dei voti, Zdravko Ponos (Uniti per la vittoria della Serbia, centristi) il 18,8% e Milos Jovanovic (Alternativa democratica nazionale, destra nazionalista) il 6,1%. Nelle elezioni parlamentari, la coalizione conservatrice “Insieme possiamo fare tutto” che comprende il Partito progressista serbo, ottiene il 44,3% dei voti (120 seggi su 250), Uniti per la vittoria della Serbia il 14,1% (38), Ivica Dacic – Primo ministro della Serbia (coalizione populista guidata dal Partito socialista) 11,8% (32), Alternativa democratica nazionale (nazionalconservatori) il 5,5% (15) e Moramo (ecologisti di sinistra) il 4,8% (13). La prima ministra uscente Ana Brnabić viene quindi riconfermata a capo di un governo comprendente il Partito progressista serbo, il Partito socialista e altri partiti minori.

Yemen: il presidente Abdu Rabu Mansour Hadi  si dimette e viene sostituito da un consiglio direttivo presidenziale guidato da Rashad al-Alimi. Nota: lo Yemen è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Gambia: nelle elezioni parlamentari, il Partito Nazionale del Popolo (NPP, populisti) vince 18 dei 53 seggi eletti, il Partito Democratico Unito (UDP centrosinistra), 15, il Partito di Riconciliazione Nazionale (NRP, populisti) 4 e gli indipendenti 12.

Francia: al primo turno delle elezioni presidenziali, il presidente in carica Emmanuel Macron (La République en marche , liberali) ottiene il 27,8% dei voti, Marine Le Pen (Rassemblement National, nazionalconservatori) il 23,2%, Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise , sinistra populista) il 22,0%, Éric Zemmour (Reconquête, estrema destra xenofoba) il 7,1%, Valérie Pécresse (Les Républicains, conservatori) il 4,8% e Yannick Jadot (Europe Écologie Les Verts) il 4,6%. Al ballottaggio Macron ottiene il 58,5% dei voti e Le Pen il 41,5%.

Georgia: Al primo turno delle elezioni presidenziali nella repubblica separatista dell’Ossezia del Sud, Alan Gagloyev (Nykhas) ottiene il 38,5% dei voti, Anatoly Bibilov (Ossezia unita) il 34,9% e Aleksandr Pliyev (Partito popolare) il 12,4%.

Timor Est: nel ballottaggio presidenziale, José Ramos-Horta (centrosinistra) ottiene il 62,1% dei voti e sconfigge il presidente uscente Francisco Guterres (sinistra) che ottiene il 37,9%.

Slovenia: alle elezioni parlamentari, il Movimento per la libertà (GS, liberali ecologisti) ottiene il 34,6% dei voti (41 seggi su 90), il Partito democratico sloveno (SDS, nazionalconservatori) il 23,5% (27), la Nuova Slovenia (NSi, cristiano-conservatori)  il 6,8% (8), i socialdemocratici (SD) il 6,7% (7), la Sinistra (Levica) il 4,4% (5), e la Lista di Marjan Sarec (LMS, liberali progressisti il 3,7% (0). Viene quindi sconfitto il primo ministro uscente, Janez Janša (SDS) e nuovo capo di governo è nominato il leader del Movimento per la Libertà. Robert Golob, che forma un governo di centrosinistra composto da GS,  SD, e Levica.

Montenegro: il nuovo primo ministro Dritan Abazovic dell’Azione di Rifoma Unita (URA, ecologisti progressisti) forma un governo di centro sinistra formato da URA,  il Partito Popolare Socialista del Montenegro,  il Partito Socialdemocratico del Montenegro, e altri partiti minori.  Dopo alcuni mesi il Partito Socialdemocratico del Montenegro passa all’opposizione, lasciandoAbazovic a capo di un governo di minoranza.

 

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