Sondaggio Eumetra – Referendum Giustizia: il NO recupera ancora, ora i punti di distacco sono solo 4
Gennaio 24, 2026
Sondaggio Youtrend – Referendum Giustizia: il Sì è avanti 10 punti, il 12% degli elettori del Campo Largo per il Sì alla riforma
Gennaio 25, 2026

IL GIRAMONDO – Uno sguardo ad elezioni e sondaggi in giro per il mondo. Il calendario elettorale del 2026

Flag of Peru - Wikipedia

PERU

Elezioni presidenziali e parlamentari del 12 aprile.

Le elezioni presidenziali in Perù sono programmate per il 12 aprile, con un probabile ballottaggio il 7 giugno se nessun candidato raggiungerà oltre il 50 % dei voti al primo turno, situazione considerata assai probabile dato il livello di frammentazione e sfiducia dell’elettorato.

Il quadro politico è caratterizzato da un numero record di candidati: oltre 34 aspiranti alla presidenza sono stati ufficialmente registrati per competere, riflettendo sia la varietà ideologica sia la profonda insoddisfazione verso la classe dirigente tradizionale.

Tra i principali candidati spicca Rafael López Aliaga, leader di Renovación Popular (destra conservatrice populista), che guida molti sondaggi preliminari con circa 8–13 % delle intenzioni di voto, pur in un contesto in cui nessun candidato emerge con margini decisivi. Al secondo posto in molte rilevazioni figura Keiko Fujimori, esponente di Fuerza Popular (destra conservatrice nazionalista) e già candidata in varie elezioni presidenziali precedenti, sostenuta da una solida base conservatrice ma con alti tassi di rifiuto da parte del resto dell’elettorato, il che le ha sempre impedito di essere eletta alla presidenza.

Il resto del campo politico è molto frammentato: tra i principali aspiranti alla presidenza figurano  Mario Vizcarra, fratello dell l’ex presidente Martín Vizcarra (centrosinistra) e Carlos Álvarez  (centrodestra) un popolare comico entrato di recente in politica. I candidati dei partiti minori come Podemos Perú (conservatori populisti), Ahora Nación (populisti) o Alleanza per il Progresso (liberalconservatori) l raccolgono percentuali più basse, ma possono influenzare il risultato del secondo turno a seconda che candidato che appoggeranno per il ballottaggio.

La campagna elettorale si svolge in un contesto di grave instabilità politica e sociale, segnato da altissimi livelli di insoddisfazione popolare per la gestione del governo e la criminalità, proprio dopo che la presidente in carica Dina Boluarte è stata rimossa dal Congresso per incapacità morale e sostituita dal presidente del parlamento José Jerí fino alla scadenza naturale del mandato. Lo scenario politico resta segnato dalla sfiducia verso le istituzioni, con molti elettori incerti o propensi a votare scheda bianca o nulla, elemento che aumenta la volatilità del risultato finale.

Il voto del 2026 potrebbe rappresentare un momento cruciale per il Perù, con l’opportunità di ridefinire la sua traiettoria politica e affrontare questioni chiave come sicurezza, corruzione, economia e riforme istituzionali, temi che dominano il dibattito pubblico mentre il paese cerca stabilità dopo anni di crisi.

 

File:Flag of Cyprus (bordered).svg - Wikimedia CommonsCIPRO

Elezioni parlamentari del 24 maggio.

Le elezioni legislative nella Repubblica di Cipro arrivano in un momento di profonda trasformazione del panorama politico dell’isola. La campagna elettorale è dominata da un clima di grande competizione e da sondaggi che mostrano una corsa serrata tra diversi partiti, con un numero crescente di forze emergenti che sfidano i partiti politici tradizionali.

I due principali partiti del paese,  il Raggruppamento Democratico (DISY, conservatori) e il Partito Progressista del Popolo Lavoratore (AKEL, comunisti), continuano ad essere entrambi in testa nei sondaggi ma con percentuali molto più basse che in passato, tra il 20% e il 25%. DISY, di orientamento centro-destra e pro-europeo, mantiene un ruolo centrale sulla scena politica, mentre AKEL, tradizionalmente radicato a sinistra, resta un interlocutore forte e consolidato nel dibattito pubblico.

Un partito cresciuto molto negli ultimi anni è ELAM, formazione di destra più radicale che continua a guadagnare terreno tra gli elettori, data intorno al 15 % in vari sondaggi. Accanto ai partiti maggiori in queste elezioni sarà interessante vedere il risultato di altre forze come ALMA,  partito centrista guidato dall’ex Revisore dei conti Odysseas Michaelides e dato dai sondaggi intorno al 10 %, attraendo consensi da chi cerca alternative alle formazioni storiche. Anche il nuovo partito di destra populista Democrazia Diretta, fondato dallo youtuber Fidias Panayiotou, appare destinato a percentuali vicine al 10%.   Il partito centrista europeista DIKO è invece in calo e dovrebbe scendere sotto il 10% dei voti secondo i sondaggi.

I temi della campagna riflettono le preoccupazioni dell’elettorato: l’economia e il costo della vita, la governance e l’efficienza delle istituzioni, la sicurezza sociale e il rapporto con l’Unione Europea sono al centro dei dibattiti. A questi si aggiunge il tema sempre centrale della questione cipriota, con molte forze politiche che ribadiscono l’importanza di negoziati e relazioni con la comunità turco-cipriota, anche in un contesto in cui la Repubblica di Cipro sta assumendo la presidenza di turno dell’UE nel 2026.

Il quadro politico appare quindi frammentato e competitivo, con nessuno schieramento  in grado di assicurarsi una maggioranza chiara. La formazione di coalizioni e accordi post-elettorali sarà determinante per la governabilità dell’isola dopo il voto di maggio 2026.

 

LIBANO

Elezioni parlamentari  previste entro la fine di maggio  .

Gli elettori libanesi saranno chiamati a eleggere i 128 membri della Majlis al‑Nuwab (Assemblea Nazionale), in un voto considerato cruciale per il futuro politico ed economico di un paese segnato da anni di crisi istituzionale, difficoltà economiche e instabilità sociale.  Queste elezioni rappresenteranno il primo importante test democratico per il governo del Primo Ministro Nawaf Salam e del Presidente Joseph Aoun . Il ruolo di Hezbollah sarà uno dei fattori principali nelle elezioni, poiché il voto ne determinerà l’influenza politica, inciderà sul dibattito sul disarmo e modellerà l’equilibrio confessionale del Paese in un contesto di turbolenza economica.

La politica libanese resta fortemente influenzata da fazioni settarie e alleanze comunitarie, con numerosi partiti e liste coalizzate lungo linee religiose e confessionali. Tra i gruppi principali figurano le Forze Libanesi, partito cristiano di destra guidato da Samir Geagea, che nelle precedenti elezioni si è affermato come una delle maggiori forze politiche e punta a consolidare o aumentare i propri seggi. Altra formazione importante è il Movimento Patriottico Libero di Gebran Bassil, partito moderato anch’esso cristiano con una base significativa soprattutto nelle aree interne del paese.

Nel blocco sciita, Hezbollah e il Movimento Amal, tradizionalmente alleati, mantengono una forte presenza istituzionale ed elettorale, controllando un numero rilevante di seggi grazie al sostegno nelle province meridionali e nella Valle della Bekaa. Altri partiti con rappresentanza parlamentare includono il Partito Socialista Progressista della famiglia Jumblatt, i Tashnag (Federazione Rivoluzionaria Armena) e il Movimento Marada (destra cristiana maronita), così come forze politiche minori e liste indipendenti che cercano di attrarre consensi al di fuori degli schieramenti tradizionali.

La campagna elettorale è caratterizzata da dibattiti intensi su riforme istituzionali, trasparenza e gestione dell’amministrazione pubblica, mentre il paese tenta di uscire dalla profonda crisi economica che ha colpito la lira libanese e il settore bancario negli ultimi anni. Le elezioni arrivano dopo un periodo di lente riforme istituzionali e di fragile stabilità politica sotto la presidenza di Joseph Aoun e l’esecutivo di Salam.

Un tema particolarmente dibattuto riguarda il voto dei libanesi residenti all’estero, che alle elezioni precedenti avevano potuto votare per un gran numero di seggi, mentre per il 2026 la rappresentanza dell’elettorato della diaspora potrebbe essere ridotta, con implicazioni potenziali sui risultati finali.

Con la politica libanese ancora profondamente frammentata e la necessità di costruire complicate coalizioni di governo post‑elettorali, il risultato del voto di maggio 2026 potrebbe avere un impatto significativo sulla capacità del paese di avviare riforme, affrontare le sfide economiche e gestire le relazioni regionali nei prossimi anni.

 

Produktbild Cross Promotion KolumbienCOLOMBIA

Elezioni presidenziali del 31 maggio.

I cittadini colombiani i saranno chiamati a scegliere il presidente di una delle democrazie più popolose e politicamente dinamiche dell’America Latina. Il voto arriva in un clima di forte competitività e incertezza, con l’elettorato ancora in larga parte indeciso e temi come economia, sicurezza, corruzione e pacificazione con i gruppi guerriglieri al centro del dibattito pubblico.

Il  presidente in carica Gustavo Petro (primo capo di stato di sinistra del paese)  non può costituzionalmente candidarsi per un secondo mandato. Tra i principali candidati spicca Iván Cepeda, senatore di sinistra e figura di spicco della coalizione progressista Pacto Histórico, scelto come candidato ufficiale della sinistra dopo le primarie interne alla coalizione. Cepeda ottiene i consensi più alti in molti sondaggi, con percentuali intorno al  30 %, e rappresenta la continuità delle politiche del governo uscente.

Nel campo conservatore e di destra, l’esponente più popolare è Abelardo de la Espriella, avvocato e figura indipendente, che guida le intenzioni di voto per quella parte dello spettro politico, con circa il 28 % secondo sondaggi recenti. Altri esponenti di destra e centro‑destra, tra cui Paloma Valencia e candidati come Sergio Fajardo, figura centrista ed ex governatore, cercano di ritagliarsi uno spazio significativo, seppur con percentuali più basse rispetto ai due leader principali. 

Il sistema elettorale colombiano prevede un eventuale ballottaggio se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta al primo turno, rendendo probabile un secondo turno tra i due più votati. In diversi scenari di ballottaggio, Cepeda potrebbe prevalere su de la Espriella, ma i margini restano stretti e l’esito dipenderà molto dalla capacità dei candidati di attrarre gli elettori indecisi e quelli delle forze minori.

I temi della campagna elettorale riflettono le principali preoccupazioni della popolazione colombiana: la lotta alla criminalità e ai gruppi armati, la crescita economica e la riduzione delle disuguaglianze, e la corruzione istituzionale. Anche la fragilità della sicurezza interna, evidenziata da eventi di violenza politica nel corso del 2025, continua a influenzare l’agenda dei candidati e la percezione degli elettori. 

Queste elezioni saranno una competizione aperta tra la sinistra progressista e le forze conservatrici e determineranno se la Colombia riuscirà a far avanzare gli accordi di pace delle FARC, in stallo, a contrastare la corruzione, a gestire la crescente violenza e a gestire le sfide regionali poste dal vicino Venezuela, il che renderà tutto ciò cruciale per la stabilità del Paese e le sue relazioni con gli Stati Uniti.

Sostieni Sondaggi Bidimedia!

Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!

Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055

Fai una donazione tramite PayPal

Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!

Offrici un caffé con
Ko-fi

Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!

Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.

Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.