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Osservatorio sull’Europa – Simulazione Elezioni Europee 2019: PPE primo, S&D in crisi, ma i sovranisti non sfondano.

I trend dell’ultimo anno

Vediamo ora quali Gruppi stanno perforando meglio e quali sono in calo. Nelle due immagini sotto trovate l’evoluzione, espressa in seggi, di tutte le famiglie politiche (oltre a NI e Nuovi); la prima riferita all’ultimo anno, la seconda con i sei mesi passati, quest’ultima senza scritte in modo da risultare graficamente più leggibile.

I trend dell’ultimo anno con nome del gruppo e numero di parlamentari ottenuti nella simulazione.

E’ possibile notare subito come i trend tendano ad una netta stabilità. Trattandosi infatti di un aggregato di sondaggi da 27 paesi con circa 500 milioni di abitanti, è improbabile trovare tendenze univoche in tutti gli stati UE, e le diverse variazioni tendono così a bilanciarsi tra di loro. Le variazioni risultano quindi graduali e meno accentuati rispetto alle singole rilevazioni nazionali.

I due principali scalini sono dovuti all’affiliazione di LREM all’ALDE ed all’accordo sui seggi britannici post-Brexit (46 non verranno assegnati mentre 27 sono stati ridistribuiti tra i paesi meno rappresentati); da giugno 2018 i partiti UK sono quindi stati tolti dal calcolo per le Europee 2019.

I trend degli ultimi sei mesi

Ma vediamo ora l’evoluzione dei seggi ipoteticamente conquistati da ogni Gruppo Politico.

  • GUE/NGL: L’ala sinistra dell’UE appare come la più stabile, solo lievi variazioni nell’ultimo anno. GUE/NGL prende seggi soprattutto grazie ai partiti della Sinistra di Germania (Linke), Francia (FI), Spagna (Podemos) e Grecia (SYRIZA).
  • Verdi/Alleanza Libera Europea: dopo un avvio di legislatura complicato a causa di alcune defezioni (ad es. scissione dei Verdi Austriaci) e cali diffusi, gli ecologisti europei hanno vissuto tra estate ed autunno 2018 un periodo di buona crescita, grazie soprattutto alla GRÜNE tedesca ed ai Verdi francesi. La salita sembra essersi arrestata, almeno per ora, ad un livello ancora inferiore rispetto al risultato 2014. I Verdi scontano inoltre l’essere composti da numerosi partiti nazionali piccoli, spesso al limite o al di sotto delle soglie di sbarramento: basta poco quindi per far crollare i seggi ottenuti. In compenso, le Formazioni Ecologiste del Centro e Nord Europa sembrano in grado di ottenere risultati ragguardevoli.
  • S&D: Il gruppo dei socialisti europei è senza dubbio quello che vive oggi la maggiore crisi, evidenziata da un trend in lieve ma costante calo. Rispetto al 2014, i partiti socialisti sono crollati quasi ovunque, in primis in Italia (PD) e Francia (PS); solo nell’ultimo mese sembra intravedersi una possibile stabilizzazione, su valori però ben lontani dai rivali del PPE.
  • ALDE: all’opposto, trend di crescita per il liberali europei, che dopo l’impennata dovuta all’affiliazione dei francesi di LREM, mantengono una tendenza livemente in salita. L’ALDE è tenuta su valori mai raggiunti anche grazie agli spagnoli di C’s e riesce ad ottenere seggi in quasi tutti gli stati membri.
  • EPP (PPE): non sale nè scende la linea dei Popolari Europei, che dopo un deciso calo gli anni scorsi, risultano ora perfettamente stabili da diversi mesi. Nulla ad oggi sembra poter impensierire il primo posto del PPE, dominato dalla CDU tedesca fresca di nuova leadership.
  • ECR: il gruppo dei conservatori, dopo la perdita dei Tories inglesi, ha recentemente riconquistato posizioni grazie all’acqusito di nuovi aderenti quali i Democratici Svedesi (estrema Destra). Al di fuori di tali aggiunte, il trend appare stabile per la famiglia condotta dal Pis polacco.
  • EFDD: si è già detto di come EFDD sia ormai in disgregazione: i membri rimanenti della formazione populista, principalmente il M5S italiano e l’AFD tedesca, dovranno trovare una nuova sistemazione.
  • ENF: il gruppo di Destra per eccellenza appare in questo inizio di 2019 stabile, dopo che, nel 2018, ha vissuto una fortissima crescita dovuta soprattutto all’impennata della Lega in Italia. Buona forma anche per il FN francese e il PVV olandese, gli altri due componenti principali della famiglia.
  • Partiti Nuovi: molte le novità di collocazione ancora incerta, a partire dagli spagnoli di Vox, che da soli valgono oltre un terzo dei seggi dell’area. Da segnalare che, come nel caso spagnolo, i partiti nuovi sono soprattutto di Destra e probabilmente incrementeranno di una ventina di seggi i gruppi di ENF ed ECR, a meno che non si formino nuove famiglie.
  • Non Iscritti: tra i partiti già oggi al Parlamento Europeo e non affiliati spiccano gli ungheresi di Jobbik ed i greci di Alba Dorata, troppo vicini a posizioni neonaziste anche per le famiglie di estrema destra.

Nella prossima pagina, vento sovranista: verità o bufala?

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