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IL GIRAMONDO – Elezioni in Australia – Il cambiamento climatico al centro del dibattito politico. Laburisti verso la vittoria?

 

LA STORIA POLITICA

L’Australia è una delle più stabili democrazie moderne, avendo tenuto ininterrottamente elezioni democratiche sin dall’indipendenza della Gran Bretagna nel 1901. Detto questo dobbiamo ricordare che fino agli anni ’60 i diritti democratici erano limitati alla maggioranza “bianca” della popolazione. Gli aborigeni australiani erano infatti considerati come primitivi, incapaci di vivere all’interno di uno stato moderno ed erano segregati all’interno delle riserve, in una situazione che ricorda per molti aspetti quella dell’Apartheid sudafricano. Gli aborigine ottennero il diritto di voto solo nel 1963 e solo nel 1967 furono considerati cittadini australiani a tutti gli effetti.

All’inizio del ‘900 il panorama politico era diviso tra il Partito Protezionista (forte nello stato di Victoria e nelle zone rurali) e il Partito del Libero Commercio (con base elettorale nel NSW).  Le elezioni del 1901 e 1903 videro la vittoria del Partito Protezionista, che formò un governo di minoranza appoggiato dal Partito Laburista.  Il Partito del Libero Commercio nel 1906 cambiò il nome in “Partito Anti-socialista” e nel 1909, per contrastare l’avanzata elettorale del Labour, si fuse con il Partito Protezionista, creando il Partito Liberale del Commonwealth.  Liberali e Laburisti si alternarono al governo fino al 1917, quando la corrente nazionalista del Labor lasciò  il partito, fondendosi con il Partito Liberale e fondando il Partito Nazionalista, che vinse le elezioni politiche e restò al governo fino al 1929 alleato con l’Australian Country Party, che rappresentava gli interessi delle zone rurali del paese. Nel 1929, a seguito della crisi economica dovuto alla Grande Depressione, tornò al governo il Labor. Per risollevare l’economia del paese il Labor intraprese una politica di investimenti pubblici che aumentò in maniera significativa il debito pubblico. Questo provocò una scissione dell’ala moderata del Labour che lasciò il partito e, assieme all’opposizione del Partito Nazionalista, formò il Partito Unito Australiano, che vinse tutte le successive elezioni, in coalizione con il Country Party fino al 1940.  Nel 1941 il Labor tornò al potere grazie all’appoggio di due deputati indipendenti  e vinse le successive elezioni del 1943 e 1946. Nel 1944 il Partito Unito Australiano fu disciolto e  fu fondato il Partito Liberale, che vinse le elezioni del 1949 in coalizione con il Country Party.  La coalizione di centrodestra rimase al potere ininterrottamente fino al 1972.  In quell’anno le proteste contro la guerra nel Vietnam, l’elevato tasso di inflazione e i continui dissidi all’interno dalla coalizione di governo, portarono al potere il Labour guidato da Gough Whitlam.  Il governo laburista dovette tuttavia affrontare un periodo di recessione economica, dovuta alla crisi del petrolio del 1973. Questo portò alla vittoria nelle elezioni del 1975 della coalizione di centrodestra guidata da Malcom Fraser, che sarebbe rimasta al governo fino al 1983.  Nel 1982 il Country Party cambiò il proprio nome in National Party.  Le elezioni del 1983 furono una svolta storica per il paese. Il governo di centrodestra perse consenso a causa dell’alta inflazione, l’alto tasso di disoccupazione e una situazione economica stagnante. Questa situazione portò alla vittoria del Laburista, guidati dal carismatico Bob Hawke, che vinse quattro elezioni consecutive, rimanendo Primo Ministro fino al 1991.

Hawke promosse una politica di deregolamentazione del mercato finanziario, smantellando i dazi doganali, lasciando fluttuare il dollaro australiano e portando il paese verso l’integrazione con l’economia globale. Hawke promosse una politica di privatizzazione delle aziende statali  e ridusse i sussidi governativi alle aziende private. Nello stesso tempo rafforzò lo stato sociale e il sistema di assistenza sanitaria pubblica.

Nel 1991, a causa di una nuova recessione economica, il Labour decise di sostituire Hawke alla testa del governo con il Ministro delle Finanze Paul Keating, che vinse le successive elezioni del 1993.  Nel 1996 le elezioni furono vinte dalla coalizione di centrodestra guidata da John Howard. Quest’ultimo fu in grado di fare breccia all’interno del tradizione elettorale laburista dei “blue collar” delle periferie urbane grazie alla sua politica socialmente conservatrice, legata ai valori della famiglia tradizionale e contraria al multiculturalismo.  Allo stesso tempo la sua politica economica liberista gli permise di mantenere il supporto delle classi sociali medio-alte e l’accordo con i Nationals quello dell’elettorale delle aree rurali.

L’abilità politica di John Howard, associata ad una significativa crescita economica gli permise di vincere 4 elezioni consecutive, nel 1996, 1998, 2001 e 2004. Successivamente i dissidi all’interno della coalizione di governo, la partecipazione dell’Australia alla guerra in Iraq e l’incondizionato supporto di Howard all’amministrazione Bush ridussero il supporto elettorale del governo. Nelle elezioni  del 2007 Howard fu sconfitto dal leader Laburista Kevin Rudd.

Kevin Rudd, politico brillante ed esperto di politica estera, come primo atto del suo governo decise di ratificare il protocollo di Kyoto sui limiti alle emissioni di gas serra. Rudd, che parla fluentemente cinese cercò di migliorare i rapporti tra l’Australia e i paesi dell’Asia orientale, deteriorati durante gli anni di Howard. Tuttavia la sua popolarità, anche a causa della crisi economica del 2008 iniziò presto a scendere e ad inizio del 2010 il Labour, preoccupato dei sondaggi negativi, lo sostituì con  la sua vice Julia Gillard.  Nelle elezioni dell’Agosto 2010, il Labor conquistò solo 72 seggi su 150 e Julia Gillard dovette presiedere un debole governo di minoranza appoggiato esternamente dall’unico deputato verde e da 3 indipendenti. L’Australia ne frattempo passava da un disastro naturale dopo l’altro. Dagli immensi incendi del 2009 che devastarono le foreste dello stato di Victoria, alla siccità nel bacino del Murray-Darling. fino all’alluvione nel 2011 che sommerse buona parte della città di Brisbane e il ciclone Yasi che devastò le coste del Queensland.  Ad inizio 2013, a causa della bassa popolarità del governo, il Labour decise di far ritornare Rudd al governo al posto di Julia Gillard.

Molti elettori, disgustati dalle continue lotte interne al Labor, abbandonarono il partito alle elezioni del Settembre 2013, permettendo il ritorno al governo della coalizione di centrodestra, guidata da Tony Abbott, leader populista rappresentante dell’ala destra del Partito Liberale. Il governo Abbott  adottò una politica economica fortemente liberista, assieme ad un deciso conservatorismo sociale, un atteggiamento negazionista nei confronti dei cambiamenti climatici e ad una retorica decisamente xenofoba nei confronti degli immigrati irregolari.  Abbott entrò in contrasto con la fazione liberale del Partito Liberale, che non vedeva di buon occhi la deriva a destra del governo. A causa dei pessimi sondaggi di opinione, il partito decise nel 2015 di sfiduciare Abbott e di sostituirlo  con Malcolm Turnbull, il quale vinse per un soffio le elezioni politiche del 2016, facendo conquistare alla coalizione di centrodestra 76 seggi su 150.  

Il governo Turnbull adottò una politica socialmente liberale, approvando, nonostante le opposizioni interne al partito, la legge sulla legalizzare dei matrimoni tra persone delle stesso sesso. Per quanto riguarda l’ambiente Turnbull decise di firmare l’accordo di Parigi per la riduzione delle emissioni di gas serra. I sondaggi però dopo pochi mesi tornarono ad essere negativi per il centrodestra, da un lato a causa della ripresa del Labor sotto la leadership di Bill Shorten e dal’altro dalla crescita nei sondaggi della destra xenofoba di Pauline Hanson.   La fazione di destra del partito, adesso capeggiata dal ministro dell’Immigrazione Peter Dutton, decise quindi di sfiduciare Turnbull. Nell’agosto del 2018 fu nominato Primo Ministro Scott Morrison, politico conservatore ex ministro delle finanze, visto come compromesso tra l’ala destra e quella liberale del partito.

La popolarità del governo di centrodestra è tuttavia continuata a declinare nei mesi successivi, tanto che nell’Ottobre 2018 il Partito Liberale è stato clamorosamente sconfitto da una candidata indipendente nelle elezioni suppletive nel collegio di Wentworth, ricco sobborgo, indette a causa delle dimissioni dello stesso Turnbull dal parlamento.