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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Armenia. Dal “cortile di casa” di Putin qualcuno guarda all’Europa.

Nel 2000 Kocharyan nominò Primo Ministro il leader del Partito Repubblicano Andranik Margaryan. Durante gli anni del governo di Margaryan ci fu un significativo sviluppo economico del paese e si cercò di normalizzare le relazioni con l’Azerbajian.

Nel 2001 le guardie del corpo di Kocharyan uccisero un suo ex compagno di scuola che lo aveva salutato in modo sgarbato mentre assistiva ad un concerto di musica Jazz.

Nel 2003 si svolsero nuove elezioni presidenziali, dove videro Kocharyan rieletto al secondo turno contro Stepan Demirchyan candidato del Partito del Popolo. Anche queste elezioni furono contraddistinte da vasti brogli organizzati dai sostenitori di entrambi i candidati.

Lo stesso anno si tennero le elezioni per il parlamento che diedero la maggioranza relativa dei seggi al Partito Repubblicano, che mantenne la presidenza del consiglio.

Nel 2007, ci furono nuove elezioni parlamentari che videro il Partito Repubblicano conquistare la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Secondo partito del paese fu “Armenia Prosperosa”, raggruppamento di centrodestra filorusso. Pochi mesi dopo, a causa dell’improvvisa morte di Margaryan, fu nominato Primo Ministro l’allora ministro della difesa Serzh Sargsyan nuovo leader del Partito Repubblicano.

Nelle elezioni presidenziali del 2008 Kocharyan, non potendosi ripresentare per un terzo mandato, appoggiò la candidatura di Sargsyan, che fu eletto al primo turno, sconfiggendo nettamente l’ex presidente Levon Ter-Petrosyan.

Anche stavolta l’opposizione scese in piazza denunciando brogli da parte del governo. Una decina di manifestanti furono uccisi negli scontri con la polizia. Sargsyan ne approfittò per dichiarare lo stato di emergenza e far arrestare i maggiori esponenti dell’opposizione.

Nel 2011 nuove manifestazioni di piazza costrinsero Sargsyan a concedere più libertà ai media e ai partiti di opposizione. Il governo si impegnò anche a combattere la vasta corruzione presente nel paese.

Le elezioni parlamentari del 2012 videro un nuovo successo del Partito Repubblicano e un consolidamento di Armenia Prosperosa come maggior forza di opposizione.

Sargsyan fu riconfermato nelle elezioni presidenziali del 2013, battendo al primo turno il candidato liberal-conservatore europeista Raffi Hovannisian.

Sargsyan cercò durante la sua presidenza di mantenere buoni rapporti sia con l’Europa che con la Russia di Putin, firmando un’accordo di associazione con la UE dopo però che l’Armenia era entrata a far parte dell’Unione Economica Euroasiatica insieme alla Russia e da altre 3 repubbliche ex-sovietiche.

Non potendosi ricandidare per un terzo mandato, Sargsyan decise di cambiare la costituzione, trasformando l’Armenia da Repubblica Semipresidenziale sul modello francese a Repubblica Parlamentare, con il Presidente eletto dal Parlamento e il potere esecutivo nelle mani del Primo Ministro.

Le elezioni parlamentari del 2017 hanno visto nuovamente la vittoria del Partito Repubblicano.

Subito dopo la scadenza del suo mandato da presidente nel Marzo del 2018 Sargsyan si è fatto eleggere Primo Ministro. Questo ha scatenato vaste proteste di piazza guidate dal deputato Nikol Pashinyan, ex-giornalista di opposizione, leader del partito liberale ”Contratto Civico”.

Dopo circa due settimane di proteste pacifiche che avevano paralizzato il paese di quella è stata definita la “rivoluzione di velluto” e dopo che la polizia aveva rifiutato di attaccare i manifestanti, Sargsyan si è dimesso. Il parlamento allora ha nominato Pashinyan nuovo Primo Ministro.

Pashinyan è diventato una specie di eroe nazionale e gode di un vastissimo consenso popolare. Il suo governo, pur cercando di mantenere buoni rapporti con la Russia, ha aumentato le aperture verso l’Unione Europea. Dal punto di vista economico e sociale il suo governo è decisamente più liberale di quelli precedenti, tanto che alcuni osservatori lo hanno definito il “Macron del Caucaso”.

Approfittando della sua popolarità, Pashinyan si è dimesso alcune settimane fa per  innescare le elezioni parlamentari anticipate di domenica prossima, in modo da avere una nuova maggioranza centrista in parlamento che lo appoggi.