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Ottobre 3, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni presidenziali in Brasile. Un altro Bolsonaro in arrivo?

 

Partito Social Democratico (PSD)

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Il Partito Social Democratico (in portoghese Partido Social Democrático, PSD) è un partito  liberale di centro, attualmente presente nel parlamento brasiliano con 48 deputati e 14 senatori, membro dell’Internazionale Democratica Centrista. In queste elezioni presidenziali il candidato del PSD è Ronaldo Caiado.

Storia. Il Partito Social Democratico (PSD) attuale nasce nel 2011 per iniziativa di Gilberto Kassab, allora sindaco di San Paolo, che lasciò il DEM portando con sé un gruppo di quadri locali. Non ha alcun legame diretto con l’omonimo partito del periodo 1945-1965, fondato nell’orbita di Getúlio Vargas e sciolto dal regime militare. Il PSD attuale è cresciuto rapidamente grazie ad adesioni di parlamentari e amministratori, ed è stato in tutte le fasi un partner di governo: con Dilma Rousseff, con Michel Temer, e dal 2023 anche con Lula, da cui ha ottenuto alcuni ministeri. Oggi è tra le maggiori forze del Congresso e dispone di governatori molto influenti, in particolare Ratinho Júnior in Paraná ed Eduardo Leite nel Rio Grande do Sul.

Ideologia. Il PSD è un partito di centro tendente al centrodestra, privo di una forte impronta ideologica. Il nome evoca la socialdemocrazia, ma nella pratica è una forza pragmatica del Centrão, con orientamento moderato, favorevole al mercato e attenta alla governabilità. Kassab respinge l’etichetta di terza via e critica sia Lula sia i Bolsonaro, e ha ammesso che anche con un candidato proprio il partito lascerà ai suoi esponenti locali la possibilità di sostenere altri candidati: nei vari stati ci sarà chi appoggia Lula, chi Caiado e chi Flávio Bolsonaro.

Programma. Secondo Kassab, la campagna di Caiado dovrà concentrarsi su proposte per sanità, istruzione e sicurezza e sulla lotta alla corruzione. Caiado tuttavia non ha definito un piano di governo dettagliato, mentre la linea del partito resta quella di un’alternativa moderata alla polarizzazione tra PT e PL, con la  proposta di un candidato meno divisivo rispetto dei due favoriti.

 

 

Repubblicani  (REP)

I Repubblicani (in portoghese: Republicanos) precedentemente noto come Partito repubblicano brasiliano (Partido Republicano Brasileiro, PRB) è un partito di destra cristiano-conservatore, attualmente presente nel parlamento brasiliano con 40 deputati e 8 senatori. Il partito non appoggia ufficialmente nessun candidato in queste elezioni presidenziali.

Storia. Republicanos nasce nel 2005 come Partito Repubblicano Brasiliano (PRB), con un forte legame con la Chiesa Universale del Regno di Dio, la grande denominazione neopentecostale fondata da Edir Macedo. Ne fu esponente di rilievo Marcelo Crivella, sindaco di Rio de Janeiro dal 2017 al 2020. Nel corso degli anni il partito è stato un alleato frequente dei governi in carica, compreso il primo Lula, a fianco del quale ebbe come vicepresidente José Alencar, poi quelli di Dilma Rousseff, Michel Temer e Jair Bolsonaro. Nel 2019 ha assunto il nome attuale. Alla presidenza nazionale c’è il deputato Marcos Pereira. Il suo volto più noto è oggi Tarcísio de Freitas, governatore dello stato di San Paolo, considerato in passato come possibile candidato presidenziale della destra. In vista del voto di quest’anno il partito ha ufficializzato il 1° agosto la sua candidatura alla rielezione a governatore, con il sostegno di altre dodici liste. Un altro leader del partito è il vescovo evangelico Marcelo Crivella , ex senatore ed ex sindaco di Rio de Janeiro. Crivella è noto per le dichiarazioni di intolleranza religiosa. Nel suo libro del 1999 Evangelizzazione dell’Africa , ha affermato che l’omosessualità è un “male terribile”, che i cattolici sono “demoniaci”, che le religioni africane sono basate su “spiriti maligni” e che gli indù bevono il sangue dei loro figli.  Da allora ha cercato di prendere le distanze dal libro, dicendo che era opera di un “giovane missionario immaturo”.

Ideologia. Il Republicanos è un partito di centrodestra e di destra, conservatore sul piano sociale e morale, vicino alle comunità evangeliche, e moderato o favorevole al mercato in economia. Come altre forze del Centrão, unisce a questa identità una forte vocazione pragmatica: alterna posizioni di governo e di opposizione secondo le convenienze, e ha fatto parte anche del governo di Lula, con un ministero nel suo terzo mandato, quello dei Porti e degli Aeroporti.

Programma.  Non ha una piattaforma nazionale organica, e l’orientamento programmatico emerge soprattutto dall’esperienza di governo di Tarcísio a San Paolo, impostata su una gestione di taglio tecnico, su infrastrutture e privatizzazioni e su una linea dura in materia di sicurezza. Nella retorica del partito pesano inoltre i valori della famiglia e la partecipazione delle donne alla politica, tema su cui Pereira ha insistito nella convenzione.

 

 

Movimento Democratico Brasiliano  (MDB)

Il Movimento Democratico Brasiliano (in portoghese Movimento democrático brasileiro, MDB) è un partito tendenzialmente di centro-centrodestra, la cui collocazione nell’alveo delle ideologie politiche è tuttavia alquanto difficile, dato che racchiude al suo interno idee politiche molto differenti.  Attualmente il partito è presente nel parlamento brasiliano con 38 deputati e 9 senatori. Il partito non appoggia ufficialmente nessun candidato in queste elezioni presidenziali.

Storia.  Il Movimento Democratico Brasiliano (MDB) è il partito più antico tra quelli oggi rilevanti. Nacque nel 1966, durante il regime militare, come unica opposizione legale: il bipartitismo imposto dai generali lo contrapponeva all’ARENA, il partito di governo. Pur con ampie limitazioni, divenne il canale della resistenza democratica, con figure come Ulysses Guimarães e Tancredo Neves. Con la riforma del 1979 che pose fine al bipartitismo prese il nome di PMDB, e fu protagonista della transizione. Tancredo fu eletto presidente per via indiretta nel 1985, ma morì prima di insediarsi, e il suo vice José Sarney guidò il paese. Guimarães presiedette l’Assemblea costituente che produsse la Costituzione del 1988. Da allora il partito ha partecipato a quasi tutti i governi, senza mai esprimere il presidente. Solo nel 2016 la rottura con il PT durante l’impeachment di Dilma Rousseff portò l’allora vicepresidente Michel Temer alla presidenza. Nel 2017 il partito ha ripreso la sigla MDB. Alle presidenziali del 2022 ha candidato la senatrice Simone Tebet, terza con circa il 4,2%, che poi ha sostenuto Lula nel ballottaggio. È presieduto dal deputato Baleia Rossi.

Ideologia. L’MDB è un partito di centro, tradizionalmente definito come catch-all: più che una dottrina ha una struttura federale di potentati regionali, con sezioni molto autonome e orientamenti diversi, dalla destra liberale del Sud alle alleanze con la sinistra nel Nordeste. È la forma più compiuta del pragmatismo del Centrão e il suo punto di forza è il radicamento territoriale.

Programma. Non ha un programma nazionale organico. Le sue linee politiche sono legate alla governabilità, alla difesa delle istituzioni e a posizioni moderate in economia, con attenzione agli equilibri federali. Nel 2026, per la prima volta in vent’anni, il partito ha deciso nella convenzione nazionale del 27 luglio di non candidare nessuno alla presidenza e di restare neutrale al primo turno, lasciando liberi i diretórios statali. La scelta riflette una divisione interna: parte del Nordeste e del Nord tende a sostenere Lula, mentre il Sud e il Centro-Ovest guardano a Flávio Bolsonaro. L’obiettivo dichiarato è rafforzare  la rappresentanza parlamentare e i governi statali.

 

 

Partito Socialista Brasiliano (PBS)

Il Partito Socialista Brasiliano (in portoghese Partido Socialista Brasileiro, PSB) è un partito  socialdemocratico,  membro dell’Alleanza Progressista, attualmente presente nel parlamento brasiliano con 17 deputati e 4 senatori.  In queste elezioni presidenziali il PSB  appoggia la riconferma del presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva.

Storia. Il Partito Socialista Brasiliano (PSB) ha origini che risalgono al 1947, quando fu costituito riunendo l’eredità dell’Esquerda Democrática, gruppo di socialisti democratici e intellettuali attivo alla fine dell’Estado Novo. Fu sciolto dal regime militare nel 1965 con l’abolizione dei partiti e rinacque nel 1985, nel clima della ridemocratizzazione. La sua figura storica è Miguel Arraes, governatore del Pernambuco per tre mandati e presidente del partito dal 1999 al 2005. La famiglia Arraes-Campos ha segnato il partito nel tempo: Eduardo Campos, nipote di Arraes, lo guidò e fu ministro di Lula, prima di morire nel 2014 in un incidente aereo mentre era candidato alla presidenza. Il PSB fu per anni un alleato di Lula e Dilma Rousseff, con fasi di distanza dal PT.

Dal giugno 2025 il presidente è João Campos, figlio di Eduardo, subentrato a Carlos Siqueira a 31 anni e indicato come una delle speranze della sinistra del dopo-Lula. Il partito ha anche un’ala di ex-centristi arrivati con Geraldo Alckmin, ex governatore di San Paolo, entrato nel PSB nel 2022 e vicepresidente della Repubblica.

Ideologia. Si definisce socialista democratico e di centrosinistra, con una tradizione più moderata e meno operaista del PT. Unisce la difesa dello Stato sociale e della riduzione delle disuguaglianze a un’impostazione favorevole alla democrazia liberale e a un’economia mista. Il suo radicamento è soprattutto nel Nordeste, in particolare in Pernambuco, e la sua composizione include sia correnti socialdemocratica che di stampo più centrista, soprattutto dopo l’ingresso di Alckmin.

Programma. Il PSB sostiene un progetto di crescita con inclusione sociale, investimenti in istruzione, sanità e infrastrutture e riduzione delle disparità regionali. Nelle elezioni di quest’anno è pienamente schierato con Lula: la convenzione nazionale del 29 luglio ha ufficializzato Alckmin come vice  di Lula e ha approvato la coalizione con PT, PCdoB, PV, PDT, PSOL e Rede. Campos ha indicato l’obiettivo di almeno raddoppiare il numero di deputati alla Camera e corre per il governo del Pernambuco, con il sostegno di Lula.

 

 

Federazione PSDB-Cidadania

La Federazione PSDB-Cidadania è un’alleanza centrista tra il Partito della Socialdemocrazia Brasiliana (PSDB) e il partito Cidadania, formata nel 2022 per superare la clausola di sbarramento e riconfermata in queste elezioni. La federazione non appoggia ufficialmente nessun candidato in queste elezioni presidenziali.

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Il Partito della Social Democrazia Brasiliana (in portoghese: Partido da Social Democracia Brasileira – PSDB) è un partito centrista, fondato nel 1988.  Dalla sua nascita è sempre stato uno dei principali partiti politici del Brasile. Il suo simbolo è il tucano e il suo colore è il blu e il giallo e per questo motivo i militanti del partito vengono definiti come “tucanos”. Attualmente è presente nel parlamento brasiliano con 19 deputati e 4 senatori.

Storia. Il partito fu fondato da politici degli stati del Minas Gerais e di San Paolo. Le correnti che formavano inizialmente il partito erano socialdemocratiche, cristiano democratiche, socio liberali, socialiste democratiche. Successivamente il partito si è spostato verso posizioni economiche liberali di centrodestra.  Nel 1994 il PSDB riuscì a far eleggere uno dei suoi fondatori, Fernando Henrique Cardoso, come Presidente della Repubblica. Cardoso fu poi rieletto presidente nel 1998. I governi di Cardoso furono sostenuti, oltre che dal PSDB, anche da forze moderate di centrodestra. Dopo Cardoso i candidati del PSDB sono sempre stati sconfitti al ballottaggio nelle elezioni presidenziali da quelli del PT. Prima con Lula nelle elezioni del 2002 e 2006 e poi da Dilma Rousseff nel 2010 e 2014.   Negli ultimi anni, a seguito degli scandali che hanno travolta la classe politica brasiliana durante la presidenza Rousseff, il PSDB ha perso parte della sua forza elettorale, tanto che il suo candidato nelle elezioni presidenziali del 2018, Geraldo Alckmin, ha ottenuto solo il 4,8% dei voti. Tuttavia  il partito mantiene un notevole potere a livello locale,  soprattutto negli stati  del sud del paese.  Alle ultime elezioni parlamentari il partito è sceso al 3% dei voti, il suo minimo storico.

Ideologia. Sul piano ideologico il PSDB è un partito politico i cui militanti si definiscono generalmente come di centro-sinistra anche se  ha posizioni soprattutto in campo economico che si potrebbero definire di centrodestra e non è molto progressista dal punto di vista sociale.  Per tale motivo è di difficile collocazione all’interno dello spettro politico.  Il PSDB è uno dei principali partiti del  del cosiddetto “Centrão” e come tale ha preso parte a buona parte dei governi che si sono succeduti negli ultimi 40 anni. L’attuale leader del partito lo ha definito come il partito di un “centro democratico, liberale in economia, inclusivo dal punto di vista sociale, responsabile nella gestione pubblica”, con la convinzione che il PSDB abbia l’obbligo di offrire un’alternativa alla polarizzazione tra lulismo e bolsonarismo.

Programma: il partito non ha un programma nazionale dettagliato e i suoi candidati a livello locale hanno ognuno un programma proprio.

Cittadinanza, (in portoghese: Cidadania), in precedenza Partito Socialista Popolare (Partido Popular Socialista, PPS) è un partito di centro liberale, presente nel parlamento brasiliano uscente con 4 deputati.

Storia. Il Partito Socialista Popolare fu fondato nel 1992 quando la fazione principale del Partito Comunista Brasiliano decise di diventare une partito socialdemocratico dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Una fazione minoritaria del Partito Comunista Brasiliano mantenne il vecchio nome (PSB) mentre la maggior parte del partito entro’ a far parte del PPS.  Il PPS ha fatto parte del governo di coalizione del presidente brasiliano Luis Inácio da Silva fino al dicembre 2004, per poi allearsi con il PSDB e gli altri partiti del cosiddetto “Centrão”. Il PPS ha poi assunto il nome Cidadania nel 2019.

Ideologia.  Storicamente socialdemocratico, negli anni recenti il partito ha acquisito una ideologia più liberale, accogliendo al suo interno ex membri di vari partiti di centrodestra. Sul piano ideologico il Cidadania si definisce oggi  un partito democratico e di centro, con una tradizione socialdemocratica e liberale. Ha mantenuto l’eredità organizzativa della sinistra storica ma si è spostato verso posizioni più moderate, a volte di centro-destra.

Programma. Non esiste un vero e proprio un programma nazionale dettagliato per queste elezioni anche a causa delle divisioni interne al partito tra chi vuole appoggiare Lula e chi vuole appoggiare Bolsonaro al ballottaggio presidenziale.

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