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Ottobre 3, 2026

IL GIRAMONDO – Elezioni presidenziali in Brasile. Un altro Bolsonaro in arrivo?

Partito Comunista Brasiliano  (PCB)

Il Partito Comunista Brasiliano (Partido Comunista Brasileiro, PCB) è  un partito extraparlamente comunista marxista-leninista. In queste elezioni presidenziali il Partito Comunista Brasiliano appoggia la candidatura del suo segretario generale Edmilson Costa.

Storia. Il Partito Comunista Brasiliano (Partido Comunista Brasileiro, PCB) nacque nel marzo 1922 a Niterói, per iniziativa di un gruppo di militanti di estrazione anarchica e sindacale, tra cui Astrojildo Pereira, affascinati dalla Rivoluzione russa. Aderì presto all’Internazionale comunista e adottò il nome di Partito Comunista del Brasile, poi modificato in “Brasiliano” nel 1961. La sua storia è segnata da una lunga alternanza tra clandestinità e breve legalità. Dopo l’insurrezione fallita del 1935, guidata da Luís Carlos Prestes, il partito subì la feroce repressione del regime di Vargas. Ottenne un successo notevole nelle elezioni del 1945, con circa il dieci per cento dei voti e un nutrito gruppo parlamentare, ma fu messo fuori legge nel 1947 nel clima della guerra fredda. Il golpe militare del 1964 lo colpì duramente: molti dirigenti furono uccisi o scomparvero durante la dittatura. Il partito tornò legale solo nel 1985, con la transizione democratica. Il momento decisivo di rottura arrivò nel 1992, dopo il crollo dell’Unione Sovietica. La maggioranza del congresso decise di trasformare il partito in una formazione socialdemocratica, il Partito Popolare Socialista (PPS), mentre una minoranza rifiutò la svolta e avviò la “ricostruzione rivoluzionaria” del PCB, che conservò sigla e tradizione.

Ideologia. Sul piano ideologico, il PCB attuale si definisce marxista-leninista e rivendica la rivoluzione socialista come obiettivo strategico, con la dittatura del proletariato come fase di transizione verso il comunismo. Rifiuta la collaborazione di classe e le alleanze con la borghesia, criticando il Partito dei Lavoratori (PT) per aver gestito il capitalismo brasiliano anziché superarlo. Per questo ha mantenuto una posizione di opposizione da sinistra ai governi di Lula, pur senza equiparare il PT alla destra bolsonarista.

Programma. Il programma comprende la nazionalizzazione delle banche, delle grandi imprese e delle risorse strategiche, la riforma agraria radicale, la pianificazione economica centralizzata, la riduzione della giornata lavorativa e la difesa dei servizi pubblici universali. In politica estera sostiene l’anti-imperialismo e la solidarietà con Cuba e con le forze socialiste latinoamericane.

 

 

Unità Popolare (UP)

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Unità Popolare (in portoghese : Unidade Popular pelo Socialismo , UP) è un partito di estrema sinistra anticapitalista senza rappresentanza parlamentare. La candidata del partito in queste elezioni presidenziali è Samara Martins.

Storia. Unità Popolare fu fondata nel 2016 e fu registrata come partito nel 2019, dopo una campagna di raccolta firme. Nasce dall’area dei movimenti popolari, sindacali, femministi e per la casa, spesso in polemica con la deriva moderata della sinistra istituzionale, in particolare con il Partito dei Lavoratori. Il suo presidente è Leonardo Péricles, che nel 2022 fu candidato alla presidenza, ottenendo meno dello 0,1% dei voti.

Ideologia. Sul piano ideologico la UP si presenta come socialista e rivoluzionaria, con un’impronta marxista-leninista, e rifiuta l’idea di gestire il sistema esistente. Il partito sostiene gli ideali socialisti e il superamento del capitalismo, combattendo il capitale finanziario internazionale ei privilegi dei più ricchi.  UP è legata ai movimenti dei lavoratori senza fissa dimora ed è a favore della nazionalizzazione del sistema bancario, del controllo statale i monopoli e consorzi capitalistici e dei mezzi di produzione nei settori strategici dell’economia. E’ anche a favore di una riforma agraria che preveda la collettivizzazione dei grandi latifondi agricoli e alla nazionalizzazione dei trasporti pubblici. Samara Martins ha dichiarato che il partito non si riconosce nelle candidature che, nelle sue parole, difendono il mantenimento e l’amministrazione del capitalismo. Particolare rilievo ha l’intreccio tra lotta di classe, questione razziale e questione di genere. Martins è coordinatrice della Frente Negra Revolucionária e la vice Raquel Brício è tra le fondatrici del Movimento de Mulheres Olga Benário.

Programma. Tra i punti centrali del programma figurano l’aumento del salario minimo del 100%, la fine della scala 6×1 e l’abrogazione delle riforme del lavoro e delle pensioni. Si aggiungono la ri-statalizzazione delle imprese strategiche e la sospensione e verifica del debito pubblico. La campagna insiste inoltre sul contrasto a precarizzazione, “uberizzazione” e violenza contro donne e popolazione nera.

 

 

Partito Socialista dei Lavoratori Unificato (PSTU)

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Il Partito Socialista Unificato (Partido Socialista dos Trabalhadores Unificado, PSTU) è un partito di estrema sinistra trotskista  senza rappresentanza parlamentare. Il PSTU è la sezione brasiliana della Lega Internazionale dei Lavoratori – Quarta Internazionale.  In queste elezioni il PSTU presenta Hertz Dias come candidato presidenziale.

Storia. Il Partito Socialista dei Lavoratori Unificato (PSTU) nasce nel 1994 dalla Convergência Socialista, una corrente trotskista che militava nel Partito dei Lavoratori (PT) e ne fu espulsa nel 1992, in polemica con la sua moderazione crescente. Il PSTU si colloca nella tradizione della Lega Internazionale dei Lavoratori (LIT-QI), di matrice morenista, ed è legato alla centrale sindacale CSP-Conlutas, nata come alternativa alla CUT, vicina al PT. Dirigenti come il costruttore edile Zé Batista, candidato governatore in Ceará, sono al tempo stesso sindacalisti e quadri di partito.

ideologia. Sul piano ideologico il partito si definisce rivoluzionario, socialista e internazionalista, e rivendica l’indipendenza di classe, cioè il rifiuto di alleanze con la borghesia e con i governi che la rappresentano. Da qui un’opposizione da sinistra ai governi del PT, trattati come amministratori del capitalismo, e un’opposizione frontale alla destra e all’estrema destra. Questa linea compare nella presentazione dell’attuale candidatura: il PSTU presenta Hertz Dias come un’alternativa socialista e di indipendenza di classe rispetto all’estrema destra e al governo Lula.

Programma. Il programma tradizionale comprende la sospensione del pagamento del debito pubblico, l’esproprio sotto controllo operaio di banche e grandi imprese, la riforma agraria radicale, la scala mobile dei salari e la riduzione dell’orario di lavoro senza tagli retributivi. A questo si aggiunge una forte attenzione alla questione razziale e alle lotte delle periferie, obiettivo rispecchiato nel profilo dei candidati stessi.

 

 

Partito della Causa Operaia  (PCO)

Il Partito della Causa Operaia (Partido da Causa Operaria, PCO)  è un piccolo partito di estrema sinistra Trotskista, senza rappresentanza parlamentare. In queste elezioni il PCO appoggia la candidatura alla presidenza del suo leader e fondatore Rui Costa Pimenta.

Storia. Il PCO ha origine nel Partido dos Trabalhadores, che il suo leader Rui Costa Pimenta contribuì a fondare nel 1980. Nel 1992 i militanti della “Causa Operária” ruppero con il PT e nel 1995 nacque il PCO. Pimenta fu candidato a sindaco di San Paolo nel 2000 e alla presidenza nel 2002, 2006, 2010 e 2014.

Ideologia. Il PCO è  per la creazione di una società socialista, contro lo sfruttamento capitalista dei lavoratori, e ad una riforma agraria a favore della collettivizzazione dei grandi possedimenti terrieri. Dal punto di vista ideologico, Pimenta si definisce comunista e trotskista. La linea del PCO è insolita nel panorama della sinistra radicale: critica duramente la borghesia e il capitalismo, ma tende a sostenere Lula contro la destra, vista come il pericolo principale. Pimenta ha detto che al secondo turno il voto del partito andrà “possibilmente” a Lula, sebbene la decisione spetti al partito. Il partito insiste inoltre sulla sovranità nazionale e sull’antimperialismo, e mantiene un proprio apparato di comunicazione, con il giornale Causa Operária e una televisione online.

Programma. Il programma elettorale del 2026 è, per molti aspetti, un classico del radicalismo socialista. Prevede l’annullamento delle privatizzazioni, la ri-statalizzazione di imprese come Eletrobras e Vale, la nazionalizzazione del petrolio, un aumento emergenziale dei salari, la settimana di 35 ore e l’abrogazione delle riforme del lavoro e delle pensioni. Si aggiungono la dissoluzione della Polizia Militare, la libertà di espressione senza limiti, l’opposizione all’influenza straniera in Amazzonia e un governo delle organizzazioni operaie e contadine.

 

 

Partito  di Mobilitazione Nazionale (PMN)

Il Partito di Mobilitazione Nazionale (in portoghese Partido da Mobilização Nacional, PMN) è un piccolo partito di centrodestra nazionalista, attualmente senza rappresentanza parlamentare. In queste elezioni presidenziali il PMN non appoggia ufficialmente nessun candidato.

Storia. Il partito nacque nel 1984, durante la dittatura militare e fu registrato nel 1990. In passato è sempre stato un partito di piccole dimensioni, privo di una forte identità ideologica e più orientato alla sopravvivenza istituzionale che alla costruzione di un progetto nazionale. Il partito sostiene che il problema principale del Paese sia la mancanza di sovranità. Nel 2010 il partito elesse un governatore, un senatore, quattro deputati federali e ventidue deputati statali, dopo aver conquistato quarantadue prefetture nelle amministrative precedenti. Da allora il peso è calato: nel 2014 i deputati federali scesero a tre, e l’introduzione della clausola di sbarramento e il divieto delle coalizioni proporzionali hanno ridotto drasticamente gli spazi del partito, che alle ultime elezioni è rimasto fuori dal parlamento nazionale.

Ideologia. Il PMN è difficile da collocare con precisione. Si tratta di un partito pragmatico, che ha cambiato alleati a seconda del contesto e che si presenta con un linguaggio genericamente centrista, fatto di rinnovamento, servizi pubblici e sicurezza.

Programma. Il partito non ha un programma nazionale organico. Tra gli obiettivi del partito inizialmente c’erano la moratoria del pagamento del debito, la riforma agraria, la rottura col FMI e un’unione commerciale delle nazioni del Sudamerica. Nel corso degli anni il PMN ha assunto posizioni più moderate.

 

 

Democrata 

Democrata, in passato chiamato Partito della Donna Brasiliana,  è un partito di destra conservatore, attualmente senza rappresentanza parlamentare.  In queste elezioni Democrata presenta Wilson Grassi come proprio candidato alla presidenza

Storia. Il PMB fu fondato nel 2008 e ufficialmente registrato nel 2015. Era un partito di dimensioni modeste, con un profilo nominalmente incentrato sulla partecipazione femminile alla politica. Nelle municipali del 2020 elesse 46 consiglieri e una sindaca. Nell’aprile 2021 la direzione approvò il cambio di nome in “Brasil 35”, nel tentativo di attrarre Jair Bolsonaro, che allora cercava una sigla per la rielezione. Il TSE respinse però la richiesta. Alle elezioni del 2022 il partito ottenne lo 0.1% dei voti alla camera. Nel  dicembre 2025  il nome fu cambiato in Democrata.

Ideologia. Il partito non ha un’identità dottrinale netta. Il vecchio nome rimandava al tema della rappresentanza femminile, e la riforma ha avuto l’obiettivo dichiarato di superare quel profilo.  il partito intende rappresentare in modo più ampio tutti i cittadini impegnati in una democrazia inclusiva, moderna e partecipativa. La collocazione resta pragmatica, dal centro al centro-destra, con un’elevata flessibilità nelle alleanze locali.

Programma. Non risulta un programma nazionale articolato. Le indicazioni disponibili riguardano soprattutto la strategia organizzativa in vista del voto: ristrutturazione dei diretórios, ricerca dell’elezione di deputati federali per consolidarsi e ampliamento della presenza territoriale.

 

 

 

Nella prossima pagina, i candidati alla presidenza, infine i sondaggi elettorali.

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