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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari nei Paesi Bassi. Un’altra vittoria dell’estrema destra di Wilders o l’arrivo di una coalizione centrista?

I PARTITI POLITICI

Sono 27 i partiti politici che si presentano a queste elezioni,  2 in più rispetto alle scorse elezioni. Essendo il sistema elettorale  di tipo proporzionale con una soglia di sbarramento estremamente bassa (lo 0.67%), circa una quindicina di essi dovrebbero essere in grado di riuscire ad entrare in parlamento.

 

 

Partito per la Libertà (PVV)

Party for Freedom - Wikipedia

Il Partito per la Libertà (Partij voor de Vrijheid , PVV) è un partito di estrema destra nazionalista, populista e anti-islamico. Attualmente è presente con 37 seggi nella camera dei rappresentanti. A livello europeo fa parte del gruppo “Patrioti per l’Europa”, al quale appartiene anche la Lega di Salvini.

Il partito fu fondato nel 2006 da Geert Wilders  allora deputato indipendente nella Camera dei Rappresentanti dopo aver abbandonato il VVD con cui era stato eletto in parlamento sin dal 1989. La rottura fu causata dall’accettazione dal parte del VVD alla richiesta di candidatura della Turchia all’Unione Europea. Wilders è poi rimasto leader del partito fino ad oggi.

Alle elezioni del 2006 il PVV ottenne  9 seggi su 150.  Nel 2010, dopo 4 anni di feroce opposizione contro il governo di centrosinistra di Jan Peter Balkenende,il numero di seggi salì  a 24, facendo del PVV il terzo partito del paese dopo VVD e PvdA. Dopo le elezioni il PVV accettò di sostenere dall’esterno un governo di minoranza guidato dal primo ministro Mark Rutte. Tuttavia, il PVV ritirò il suo sostegno nell’aprile 2012 a causa dell’opposizione del PVV alle misure di austerità decise dal governo per fare fronte alla crisi economica. Nelle successive elezioni anticipate dello stesso  anno, i suoi  seggi scesero a 15, tornando all’opposizione. Dopo le elezioni del 2017 il PVV vinse 20 seggi,  diventando così il secondo partito in Parlamento dopo il VVD di Rutte rimanendo all’opposizione.  Alle elezioni del 2021 i seggi scesero a 17, ma nelle elezioni anticipate del 2023 ebbe un imprevisto successo, diventando il primo partito del paese con 37 seggi.  Nel maggio 2024, dopo sei mesi di negoziati, fu raggiunto un accordo di coalizione tra PVV, NSC, BBB e VVD. Dato che le parti avevano concordato che nessuno dei loro leader avrebbe ricoperto la carica di Primo Ministro,  il PVV propose Dick Schoof , un funzionario pubblico, come  capo di governo.  Il PVV si è ritirato dal governo nel giugno di quest’anno dopo non essere riuscito a raggiungere un accordo con i partner della coalizione sulla modifica delle norme sull’asilo nei Paesi Bassi, portando il paese ad elezioni anticipate.

ideologicamente PVV è un partito populista di estrema destra. Punto principale dell’ideologia del PVV è l’anti-islamismo. Il partito ritiene che le tradizioni giudaico-cristiane e umaniste dei Paesi Bassi sono messe a rischio dall’immigrazione dai paesi islamici e propone di vietare il Corano, di chiudere tutte le moschee nei Paesi Bassi e di vietare la macellazione Halal.  Il PVV è anche contrario alla doppia nazionalità e richiede l’obbligo della conoscenza della lingua olandese da parte degli immigrati per ottenere assistenza sociale.  Rimane tuttavia un partito laico e sostiene posizioni socialmente moderatamente liberali per quanto riguarda i diritti delle donne e delle persone LGBT+, l’aborto e l’eutanasia.

Il PVV  è un profondamente nazionalista e dichiaratamente  euroscettico,  tanto  che è a favore dell’abolizione dell’Euro e del Parlamento Europeo. in politica estera è nettamente filo-israeliano (Wilders è personalmente amico del primo ministro israeliano Netanyahu)  differenziandosi dall’anti-semitismo di molti partiti di estrema destra europei. Il PVV si è rifiutato più volte di rivelare l’identità dei suoi finanziatori.  il PVV è anche scettico sui cambiamenti climatici, contrario agli investimenti nelle energie rinnovabili e agli aiuti ai paesi in via di sviluppo.

Dal punto di vista economico su alcuni temi come l’assistenza sanitaria, i servizi sociali e l’assistenza agli anziani, il PVV è per politiche di centro-sinistra, molto lontane dal liberismo economico del VVD,  partito di provenienza di Wilders.

Appello Cristiano Democratico (CDA)

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L’Appello Cristiano Democratico (Christen-Democratisch Appèl , CDA) è un partito centrista di ispirazione democristiana. Attualmente è presente con 6 seggi nella camera dei rappresentati olandese e fa parte del governo uscente guidato da Mark Rutte.  A livello internazionale il CDA fa parte del Partito Popolare Europeo e dell’Internazionale Democratica Centrista. 

  Il CDA  fu  costituito nel 1977 confederando i tre maggiori partiti di ispirazione cristiana dell’epoca:  il Partito Popolare Cattolico  (KVP), il Partito Anti-Rivoluzionario (ARP)  e l’Unione Storica Cristiana (CHU),  unendo quindi politicamente cattolici, luterani e chiese riformate olandesi.  Cattolici e protestanti riformati erano stari politicamente nemici nella prima metà del ‘900, tuttavia le loro posizioni politiche si erano sempre più avvicinate negli anni ’70, quando la secolarizzazione crescente del paese aveva avvantaggiato i partiti liberali e di sinistra.

Il partito ha partecipato alla maggior parte dei governi dal 1977 ad oggi, restando all’opposizione soltanto nel periodo 1994-2002  e 2012-2017, alleandosi di volta in volta con il centrodestra liberale del VVD o  con i socialdemocratici del PvdA. Primi ministri del CDA sono stati Dries van Agt (1977-1982) Ruud Lubbers (1982-1994) e Jan Peter Balkenende (2002-2010). Dopo le elezioni generali del 2017 il CDA divenne un partner minore nel terzo governo di Mark Rutte, assieme a VVD, D66 e CU. La coalizione a quattro fu confermata anche dopo le elezioni del 2021. Dopo le elezioni del 2023, dove il CDA ottenne il suo minimo storico al 3,3%, il partito passò all’opposizione.

Dal punto di vista ideologico il CDA rientra nel solco dei partiti democristiani europei. La sua filosofia politica è legata al concetto di “responsabilità condivisa”, che coinvolge tutti i livelli della pubblica amministrazione, locale provinciale, nazionale, europeo e delle istituzioni internazionali. Nonostante le radici cristiane il CDA ha fatto eleggere in parlamento anche deputati ebrei, mussulmani e indù e favorisce l’integrazione delle minoranze nella cultura olandese.  in economia il CDA può essere considerato un partito di centro, mentre è moderatamente conservatore per quanto riguarda le questioni sociali.  Il CDA infatti vorrebbe rendere più restrittive le leggi riguardanti droghe leggere, prostituzione, aborto ed eutanasia, tuttavia è favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso e alla difesa dei diritti delle persone LGBT. Il partito è fortemente europeista, favorevole ad una maggiore integrazione degli immigrati ed impegnato nella difesa dell’ambiente.

 

Sinistra Verde – Partito del Lavoro (GL-PvdA)

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GroenLinks–PvdA è un’alleanza tra GroenLinks (GL) e il Partito laburista (PvdA), attualmente presente nella camera bassa del parlamento olandese con 25 seggi.  L’ alleanza politica è stata fondata nel 2023 dai leader del partito Lilianne Ploumen e Jesse Klaver durante la formazione del governo olandese 2021-2022 . I due partiti hanno formato un gruppo unico sia alla camera che al senato.  Dopo il crollo del quarto gabinetto Rutte nel luglio 2023, i leader di PvdA ( Attje Kuiken ) e GL (Jesse Klaver) hanno annunciato la loro intenzione di partecipare alle elezioni generali olandesi del 2023 come alleanza.  I membri di PvdA che di GroenLinks hanno votato a favore della proposta e hanno nominato Frans Timmermans come candidato principale dell’alleanza. Alle elezioni l’alleanza ha ottenuto il 15,7% dei voti, rimanendo all’opposizione.

Il GL-PvdA si oppone all’energia nucleare , nonostante il leader del partito Frans Timmermans gli abbia dato un’etichetta verde mentre era Commissario europeo per l’azione per il clima. L’alleanza si pronuncia a favore di un embargo totale sulle armi contro Israele,  chiede una riduzione del numero di richiedenti asilo che arrivano nei Paesi Bassi e la maggior parte dei suoi membri è favorevole all’abolizione della monarchia olandese anche se questo non fa parte del suo programma di governo.

La Sinistra Verde (GroenLinks)è un partito ecologista di sinistra europeista, membro del Partito Verde Europeo.  La Sinistra Verde fa parte del Partito Verde Europeo e dei Global Greens.

La Sinistra Verde fu fondata nel 1989 dalla fusione di quattro partiti di sinistra : il Partito Comunista dei Paesi Bassi , il Partito Socialista Pacifista , il Partito Politico dei Radicali e il Partito Popolare Evangelico. Da allora è sempre stato all’opposizione di tutti i governi che si sono succeduti fino ad oggi.

Il partito si è presentato per la prima volta alle elezioni del 1989 come alleanza di partiti per poi diventare un partito vero e proprio negli anni successivi.  La sinistra verde è sempre rimasta un partito di medie dimensioni, con un numero di seggi compreso tra i 4 delle elezioni del 2012 e  i 14 di quelle del 2017. Dopo le elezioni il partito è entrato in trattative di coalizione con il Partito popolare per la libertà e la democrazia , l’ Appello democratico cristiano e Democratici 66 , ma i colloqui sono falliti e alla fine è stata l’Unione Cristiana ad entrare al governo. Alle elezioni del 2021 il partito è sceso a  8 seggi per poi presentarsi in alleanza con il Partito Laburista alle successive elezioni del 2023.

Dal punto di vista ideologico GroenLinks si descrive come ” verde “, ” sociale ” e ” tollerante “. ll partito, come dice il nome stesso, combina ideali ecologisti e di sinistra e si inserisce nella tradizione della sinistra libertaria. I suoi principi includono la la cooperazione internazionale, la riforma dello stato sociale, la politica ambientale e la tolleranza sociale. In particolare il partito intende combattere la disoccupazione e migliorare le prestazioni dello stato sociale in particolare per le donne, i giovani immigrati, i genitori single e le persone con disabilità.  La Sinistra Verde vuole che i Paesi Bassi siano maggiormente impegnati nella cooperazione con i paesi in via di sviluppo, aumentando gli aiuti ai paesi poveri e togliendo le barriere doganali alle merci dei paesi del Terzo Mondo. Il partito favorisce l’integrazione europea, ma è critico riguardo alle attuali politiche della Commissione Europea.

Punto principale delle politiche della Sinistra Verde sono i problemi ambientali, in particolare la lotta al cambiamento climatico. Il partito vuole utilizzare le tasse e lo scambio di quote di emissioni per stimolare l’ energia alternativa come alternativa sia ai combustibili fossili che alle centrali nucleari . Il partito vuole investire nel trasporto pubblico pulito , in alternativa al trasporto privato e vuole stimolare l’ agricoltura biologica attraverso sgravi fiscali come alternativa all’agricoltura industriale . Infine il partito vuole codificare i diritti degli animali nella Costituzione . Per quanto riguarda le politiche sociali il partito vuole legalizzare le droghe leggere,  combattere le discriminazioni, proteggere i diritti civili e riformare il diritto d’autore  su Internet. A livello istituzionale vorrebbe abolire il senato trasformare i Paesi Bassi in una repubblica.

Gli elettori del partito sono concentrati nelle città più grandi, soprattutto in quelle con un’istruzione universitaria .

Il Partito del Lavoro (Partij van de Arbeid, PvdA) è un partito  socialdemocratico, membro del Partito Socialista Europeo e dell’Alleanza Progressista

Il partito è stato fondato nel 1946 come fusione del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori (SDAP) , della Lega Democratica Libera (VDB)  e dell’Unione Democratica Cristiana (CDU). Il partito del Lavoro ha partecipato a circa la metà dei governi olandesi dal dopoguerra ad oggi essendo parte della coalizione al potere nei periodi 1946-1958,  1965-1966, 1973-1977, 1981-1982, 1989-1998, 2007-2010 e infine 2012-2017.  I primi ministri del PvdA sono stati Willem Drees (1948–1958), Joop den Uyl (1973–1977) e Wim Kok (1994–2002).  Il PvdA ha raggiunto il suo massimo storico nelle elezioni del 1977, quando ottenne il 33,8% dei voti  e 53 seggi su 150.

Dal 2012 al 2017, il PvdA è stato il secondo più grande partito in parlamento dopo il VVD, del quale è stato il partner minore nel secondo gabinetto di Mark Rutte. La collaborazione con il liberalconservatore Rutte è stata disastrosa elettoralmente per il PvdA che alle elezioni del 2017 è crollato da 38 a 9 seggi,  il peggio risultato di sempre. Tuttavia, il partito è rimbalzato con un primo posto nelle elezioni del Parlamento europeo del 2019, vincendo 6 seggi su 26, con il 19% dei voti. Alle elezioni parlamentari del 2021 il partito è  passato da 6 a 7 seggi, per poi presentarsi in alleanza con la sinistra verde alle successive elezioni del 2023.

Dal punto di vista ideologico, il PvdA si inserisce storicamente nel solco della socialdemocrazie europee tradizionali.  Il PvdA è stato il partito più impegnato nella costruzione dello stato sociale olandese. Durante gli anni ’70, ha radicalizzato il suo programma e ha incluso nuove questioni come la conservazione dell’ambiente, lo sviluppo del Terzo Mondo e la liberazione delle donne. Durante gli anni ’90, ha moderato il suo programma per includere posizioni economiche e sociali della “Terza Via”, inclusa la riforma dello stato sociale e la privatizzazione dell’impresa pubblica. Nel 2005, il partito ha adottato un nuovo programma spostando la propria un’ideologia nuovamente a sinistra . I suoi temi centrali sono l’ occupazione , e la protezione dello stato sociale,  nonché gli investimenti nell’istruzione pubblica , nell’assistenza sanitaria e nella sicurezza pubblica .

Storicamente, il PvdA è stato sostenuto dalla classe operaia . Attualmente, il partito ha la sua forza tra i dipendenti pubblici,  gli immigrati e i pensionati. Il partito è stato storicamente molto forte nelle principali città come Amsterdam e Rotterdam , nonché nelle province settentrionali di Drenthe , Friesland e Groningen.

 

 

Democratici 66 (D66)

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Democratici 66 (Democraten 66, D66) è partito liberale progressista,  membro dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa e dell’Internazionale Liberale. il D66 è presente con 9 seggi nella camera dei rappresentanti e 6 al senato.

Il nome del partito fa riferimento all’anno della sua fondazione, il 1966. quando un  gruppo di giovani intellettuali politicamente non allineati decisero di creare una nuova formazione politica non legata alle ideologie politiche dominanti del XIX secolo, in modo da democratizzate la società e riformare la politica olandese.

Nelle elezioni generali del 1967 , il partito vinse 7 dei 150 seggi alla Camera dei rappresentanti. Da allora si è sempre presentato alle elezioni diventando una delle principali formazioni politiche del paese. Il partito è stato spesso alleato del Partito del Lavoro. Dal 1973 al 1977 fecero parte del governo di centrosinistra guidato dal laburista Joop den Uyl. Dal 1981 al 1982 tornarono di nuovo in un governo di centrosinistra, stavolta guidato dal democristiano Dries van Agt.  Nel 1994 ottennero il loro massimo storico, con il 15,5% dei voti e 24 seggi in parlamento.  Questo permise a D66 di entrare a far parte della coalizione “viola” assieme a VVD e PvdA, guidata dal laburista Wim Kok che governò il paese fino al 2002 e che portò avanti importanti riforme socialmente liberali.

Nel 2003 entrarono a far parte di un governo di centrodestra con CDA e VVD, guidato dal democristiano Jan Peter Balkenend. Lo spostamento a destra del partito  non fu apprezzato dagli elettori progressisti del partito tanto che alle elezioni del 2006 ottenne il suo minimo storico con il 2% dei voti e 3 seggi.   Nei successivi anni passati all’opposizione, il partito è tornato a crescere elettoralmente fino a raggiungere il 12,2% dei voti delle elezioni del 2017.  Dopo una lunga trattativa nell’ottobre del 2017 il partito è entrato a far parte del terzo governo di Mark Rutte, all’interno di una coalizione di centrodestra con VVC, CDA e l’Unione Cristiana. Alle elezioni del 2021 il partito ebbe con un 15% dei voti e 24 seggi uno dei migliori risultati della sua storia, diventando il secondo partito del paese dopo il VVD, e rimase a far parte della maggioranza di governo guidata da Rutte. Tuttavia nelle elezioni del 2023 il partito crollò al 6,3% dei voti e 9 seggi.

Ideologicamente il partito è diviso tra democratici radicali e liberali progressisti. I primi sono a favore di una democratizzazione della società olandese, a favore di un sistema politico bipartitico sul modello americano, anche se negli ultimi anni hanno moderato notevolmente le loro idee di riforma elettorale ed istituzionale.  I liberali progressisti erano invece storicamente la componente più debole, ma hanno preso il sopravvento alla fine degli anni ’90, per distinguersi dal VVD, che  è ideologicamente più spostato a destra.

D66 è a favore di un’economia mista che combini economia di mercato e intervento del governo. Il partito propone di aumentare la spesa pubblica per l’ istruzione e l’ innovazione e recentemente ha adottato un manifesto ambientalista, che prevede maggiori investimenti nell’energia sostenibile per combattere il riscaldamento globale.  Il D66 è contrario alla caccia, vista solo  come ultima risorsa per il controllo dei danni alla fauna selvatica.  D66 è un partito decisamente socialmente liberale ed è stato tra i fautori della legalizzazione dell’eutanasia , del matrimonio tra persone dello stesso sesso e della prostituzione.
Dal punto di vista istituzionale D66 è un sostenitore dell’introduzione del referendum vincolante , dell’abolizione del Senato e dell’elezione diretta di primi ministri e sindaci. D66 è decisamente europeista, a favore di una maggiore cooperazione europea su questioni come l’ambiente, la politica dell’immigrazione e la politica estera.

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