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IL GIRAMONDO – Elezioni in Belgio: un paese sempre più ingovernabile?

20140213 - BRUSSELS, BELGIUM: Illustration picture taken during during a plenary session of the Chamber at the federal parliament, in Brussels, Thursday 13 February 2014. Today is the vote on the law proposal for the extension of euthanasia rights for children. The law was voted with 88 in favor (PS, sp, MR, Open Vld, Ecolo Groen nd N-VA) and 44 against (mainly CD&V and cdH), a different majority. BELGA PHOTO BENOIT DOPPAGNE

 

LA STORIA POLITICA

Il parlamento del Belgio è uno dei più’ antichi esistenti al mondo, essendo stato istituito nel 1830 a seguito dell’indipendenza del paese dai Paesi Bassi. Per tutto  l’800 al centro del panorama politico ci fu la divisione tra cattolici e liberali. Nel 1894 il Partito Laburista entrò per la prima volta in parlamento. Liberali, cattolici e laburisti furono i protagonisti della politica belga fino al 1940, quando il Belgio fu invaso dallo truppe naziste, il governo andò in esilio i partiti politici furono messi al bando. Dopo  la seconda guerra mondiale si ebbe una divisione in tre del panorama politico, con liberali, socialisti e cristiano-sociali.  Nei primi anni del dopoguerra i socialisti guidarono vari governi di coalizione. Nel 1950 i cristiano-sociali ottennero la maggioranza assoluta dei seggi e poterono governare da soli. Nel 1951 il re Leopoldo III dovette abdicare a favore del figlio Baldovino a causa di una sua presunta collaborazione con i nazisti durante l’occupazione. Dal 1954 al 1958 il paese fu guidato da una coalizione tra socialisti e liberali.  I cristiano-sociali tornarono al potere dal 1958 al 1968 a capo di vari governi di coalizione.  In quel periodo ci fu una notevole crescita economica del paese. anche grazie all’immigrazione da Italia, Spagna, Portogallo e Turchia verso i bacini carboniferi della Vallonia. Nel 196o il Belgio concesse l’indipendenza alla sua enorme colonia del Congo,

Negli anni ’60 la maggioranza fiamminga della popolazione iniziò una battaglia per dividere il paese secondo i confini linguistici. Da stato unitario il Belgio si trasformò in stato federale.  Alle elezioni del 1971 i maggiori partiti politici presentarono liste separate per la comunità francofono e quella fiamminga. In seguito le liste diventarono veri e propri partiti indipendenti. Gli anni ’70, ’80  e ’90 videro quindi governi di coalizione formati da 4 e a volte da sei partiti. I governi furono per la maggior parte dei casi guidati primi ministri del partito cristiano-sociale fiammingo,  che rimaneva il più grande del paese. Dal 1979 al 1992 fu primo ministro quasi ininterrottamente il cristiano-sociale Wilfried Martens.

Nel 1993, alla morte senza eredi diretti di re Baldovino, salì sul trono il suo fratello Alberto II.

Nel 1999 si ebbe una svolta nella politica belga, quando i liberali fiamminghi ottennero la maggioranza dei seggi e formarono un governo di centro-sinistra con i socialisti guidato da Guy Verhofstadt. Nel 2002 il Belgio fu il secondo paese al mondo, dopo i Paesi Bassi, a riconoscere i matrimoni tra le persone dello stesso sesso.  Nel 2007 tornarono in testa i cristiano-sociali, che formarono dopo lunghi mesi di trattative un governo di coalizione con i liberali e con i socialisti valloni.  Le elezioni del 2010 segnarono una rivoluzione nel panorama politico belga, dato che la maggioranza relativa dei seggi andò ai conservatori regionalisti della Nuova Alleanza Fiamminga guidata da Bart De Wever. Socialisti, cristiano-sociali e liberali dopo quasi un anno e mezzo di trattative (541 giorni, record mondiale) formarono allora un governo di grande coalizione guidato da Elio di Rupo,  figlio di immigrati italiani, primo capo dell’esecutivo di un governo dell’Unione Europea  dichiaratamente omosessuale. Nel 2013 il re Alberto II abdicò permettendo a suo figlio Filippo di divenire il settimo re dei Belgi.

Nelle elezioni del 2014 i conservatori fiamminghi aumentarono di 6 seggi la loro rappresentanza in parlamento raggiungendo il 32,4% dei  voti nella regione delle Fiandre. Dopo 5 mesi di negoziazioni fu formato un governo di centrodestra guidato dal liberale Charles Michel comprendente liberali (fiamminghi e valloni), conservatori fiamminghi e cristiano-sociali fiamminghi. Per la prima volta quindi la maggior parte dei partiti valloni rimaneva fuori dal governo.  Nel dicembre scorso i regionalisti fiamminghi sono usciti dal governo che è rimasto in carica come esecutivo di minoranza fino alle elezioni.